IGNORANZA O CONOSCENZA?

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Vivi in un tempo e momento dove l’ignoranza può essere facilmente rimpiazzata dalla conoscenza, in ogni direzione della tua vita. Ci sono infiniti modi per migliorare la tua esistenza, tutti a portata di libro, corso, internet.  Se vuoi davvero, c’è sempre un modo. Se non vuoi davvero, trovi sempre la maniera per raccontartela. Svegliati e accorgiti!

E’ SEMPRE IL MOMENTO GIUSTO PER ESSERE FELICI

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Giudicare la nostra vita sulla base dei risultati, potrebbe sembrare una visione dura. Il mondo riflette sempre ciò che noi siamo mostrandoci la direzione in cui stiamo andando. Se una persona vuole andare da Roma a Milano, deve necessariamente mettersi in cammino utilizzando i mezzi che ha a disposizione in quel momento. Come fai a sapere che sei arrivato a Milano? Lo sai solo quando ci arrivi.

Lo stesso vale per ciò che vuoi realizzare nella tua vita. Come fai a sapere se sei felice? Perché ne hai la percezione, il tuo corpo è felice, la tua bocca è felice e i tuoi occhi sono felici. Se il tuo scopo è la felicità, trova ogni modo etico e potenziante per esserlo partendo, per esempio, dal tuo linguaggio. Sostituisci le frasi come “Sarò felice solo se …” in “La felicità dipende da me”. E se all’inizio non credi a ciò che stai dicendo, aggiusta la frase: “Anche se non credo per ora a ciò che sto dicendo, scelgo di pensare che la felicità dipende da me”. A questo punto aggiungi un’azione che ti rende felice. Replica questo atteggiamento allenandoti con determinazione, soprattutto nei momenti difficili, e scoprirai ben presto come ci si sente ad essere felici.

Occorre che tu compia il necessario per ottenere ciò che desideri, ed essere disposto a fare le cose che credevi di non poter fare: questo ti rende un vincente.

Accorgiti!

TIME AFTER TIME

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Dal libro di Thich Nhat Hanh Monaco vietnamica che nel 1968 percorse l’America tenendo conferenze, mentre gli Stati Uniti bombardavano il suo Paese d’origine.

“Di solito la gente considera un miracolo camminare sull’acqua o in aria. Io penso invece che il vero miracolo non sia camminare sull’acqua o in aria, ma camminare su questa Terra. Ogni giorno abbiamo a che fare con un miracolo di cui non ci rendiamo neanche conto: il cielo azzurro, nuvole bianche, foglie verdi, gli occhi scuri e curiosi di un bambino, i nostri stessi occhi. Tutto questo è un miracolo. |…| Non bere il tuo tè come chi trangugia un caffè durante una pausa di lavoro. Bevilo lentamente e con riverenza, come se fosse l’asse attorno al quale ruota il mondo intero: lentamente, in modo uniforme, senza affrettarti verso il futuro. Vivi il momento attuale. Solo questo momento presente è la vita” (Il miracolo della presenza mentale)

E’ molto facile dimenticarsi di essere presenti a se stessi perchè la nostra mente divaga negli spazi più remoti portandoci a pensare a qualcosa d’altro. Uno dei modi per essere presenti è la padronanza del respiro: questo porta ad avere il controllo del proprio corpo e della propria mente. Quando sei triste o preoccupato, portare attenzione consapevole al tuo respiro di trovi a guardare la vita nella giusta prospettiva.

Ci vuole allenamento cominciando da un semplice esercizio:
– Con la schiena dritta, seduto o sdraiato, appoggia le mani sul tuo ventre e porta il tuo respiro proprio in quel punto.
– Osserva il tuo respiro finché non si fa più profondo e prendi coscienza dei pensieri che hai in quel momento.

Diventando osservatore dei tuoi pensieri e continuando a respirare, essi si placheranno fino a che non trovi la tua pace. Chi sa come respirare correttamente può restare calmo in qualsiasi situazione, oltre ad avere la chiave per una continua rivitalizzazione del proprio corpo.

I pensieri vogliono essere accolti. Quando hai un pensiero, ad esempio di tristezza, puoi dire a te stesso: “E’ appena sorto in me un pensiero di tristezza” Questo è un buon modo per rimanere presenti a se stessi. Ascolta i tuoi pensieri, prenditi il tempo per farlo, sii presente a te stesso concedendoti un attimo di quiete per fare le cose nella consapevolezza che le stai facendo. Lascia perdere per un attimo la scusa non ho tempo e ricorda che è il bene più prezioso che possiedi. Usalo al meglio!

TIRAMOLLA

“E’più facile lasciarsi andare agli eventi o cercare di contrastarli ponendo loro resistenza?” Accipicchia che bella domanda! Facciamo una riflessione insieme e prendo spunto dalla mia esperienza personale. E’ vero sia una che l’altra condizione, nel senso che le ho utilizzate entrambe. Con la visione di oggi, mi accorgo che in passato ho lasciato poco spazio al fluire degli eventi. L’ho scoperto quando ho iniziato a sfoltire la mia corazza emozionale, togliendo un pezzettino alla volta. E’ stato come sfogliare una cipolla, nel senso che ogni fetta che rimuovevo erano lacrime. E’ stato complicato fare la pace con le mie emozioni. Una condizione assurda, se ci penso ora, poiché erano generate e volute da me: allora non lo ricordavo.

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Contrastare gli eventi ponendo resistenza attiva: ecco, in questo ero bravissima! La fiducia che riponevo nel fallimento, in alcune circostanze, era artistica nel senso che avevo sviluppato una griglia di dinamiche, tutte rivolte alla sofferenza, da fare invidia alla creatività stessa. Un vero genio! Col passare del tempo e una buona dose di situazioni da funerale, un giorno mi sono svegliata e, come guidata da una forza interiore che ancora non conoscevo ma che in quel momento ho ascoltato, partecipai al primo corso di crescita personale e spirituale. Fu la prima volta che lasciai spazio agli eventi nella consapevolezza di averlo scelto.

Oggi affermo che lasciarmi andare al fluire della vita è un allenamento quotidiano: una parte di me riconosce la possibilità di scegliere la direzione opposta. D’altronde, buio e luce, gioia e sofferenza sono le facce di una medaglia chiamata esistenza. E quando cado nella trappola dell’ego -e questo accade- vivo il momento come un’esperienza per rialzarmi con ancor più forza.

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Accorgiti è diventata una delle mie parole preferite che a volte modifico in alza le antenne. Oggi riconosco che entrambe le possibilità sono parte di me e che posso scegliere sia una che l’altra, sapendo la direzione in cui portano. Giusto o sbagliato sono definizioni che appartengono al passato. Ho imparato a unire e mi piace usare la parola esperienza per descrivere gli eventi della vita. Quanto ancora ho da scoprire? Bhe … sono solo all’inizio!

COS’HAI DA DARMI?

Ero andato sul sentiero del villaggio per elemosinare a ogni porta, quando da lontano apparve il tuo carro dorato come uno splendido sogno, e io mi chiesi chi potesse essere questo Re dei re!
Le mie speranze volarono in alto, mentre credevo ormai finiti i giorni bui, e rimasi lì nell’attesa di un’elemosina data senza essere chiesta e di una ricchezza sparsa nella polvere d’intorno.
La carrozza si fermò davanti a me. Su di me si posò il tuo sguardo e tu scendesti sorridendo. Sentii che finalmente la fortuna mi baciava. Ma d’improvviso, tu mi stendesti la tua mano destra e mi chiedesti: “Cos’hai da darmi?”
Che scherzo regale era questo stendere il palmo a elemosinare da un mendicante! Nella sorpresa restai indeciso, poi presi dal mio sacco il più misero chicco di grado e te lo diedi.
Quale non fu il mio stupore quando la sera svuotando il sacco per terra e, nel mezzo delle misere cianfrusaglie, trovai quel povero chicco mutato in oro! Piansi amaramente e desiderai di aver avuto il cuore di offrirti tutto ciò che avevo. (Tagore)

UOMO

Chi dona agli altri, guadagna in felicità. L’ho sperimentato ancora una volta ieri sera, mentre ascoltavo le condivisioni dopo l’esperienza fatta durante il Laboratorio del mercoledì, dove ho invitato i presenti a sperimentare una tecnica energetica fuori dal convenzionale. E’ stato grande il mio stupore quando tutti, anche i più scettici, hanno raccontato ciò che avevano appena sperimentato.

Dare è ricevere e ieri sera ho toccato con mano questa grande verità.
Grazie ragazzi e ragazze per aver consolidato la mia felicità.
Grazie Dio per aver guidato questa esperienza.

LA MIA VISIONE DI SPIRITUALITA’

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La spiritualità non è il distacco dalla realtà che il mondo propone bensì l’integrazione totale in esso, fatta con un attenzione consapevole. La concentrazione è, spesso, sulle apparenze, senza prendersi l’impegno di guardare oltre. Faccio questa riflessione dopo il “Laboratorio Insieme è Più Facile” all’aperto che abbiamo inaugurato ieri sera. La capacità che l’essere umano ha di accettare schemi di povertà è più forte rispetto a quella di produrre schemi di ricchezza. A volte le dinamiche sono così sottili da mettere in difficoltà anche la mente più allenata.

Come fare per avere più attenzione? Ecco alcuni suggerimenti:

Inizia a pensare di essere l’unico responsabile della tua realtà. Può sembrare difficoltoso, in prima battuta. Sulla distanza apprezzi questo nuovo modo di vedere la vita poiché, se ne sei responsabile, hai anche la facoltà di scegliere e decidere di attuare un cambiamento. Diversamente, se deleghi ad altri la realizzazione della tua felicità, è dipendere dalla volontà altrui, che può agire come crede. E’ la scelta di essere un burattino i cui fili vengono mossi dal burattinaio oppure scegliere di tagliare i fili, iniziando a muoverti in libertà.

Usa il buonsenso e cioè non indicare la fortuna come probabile autrice del tuo benessere ma la capacità di esaminare in modo realistico la situazione che stai vivendo. Sono i fatti darti il metro con cui misurare la tua realtà di quel momento.

Smetti di generalizzare e inizia a essere specifico, accorgendoti delle emozioni che stai sperimentando. Le emozioni ti indicano sempre la direzione in cui stai andando.

Sii consapevole di ciò che stai facendo: ogni tuo pensiero si trasforma in azione alla quale segue una reazione. Quando pianifichi un obiettivo, di qualunque natura esso sia, chiediti sempre “Qual è lo scopo?”. Potresti scoprire, per esempio, che l’obiettivo che vuoi raggiungere in quel momento ti è utile per mostrare al mondo il tuo valore, che va benissimo se ne sei consapevole. Può essere la leva che ti porta fuori dalla convinzione di essere mediocre o di non farcela.

Prendi coscienza che, per quanto tu possa pianificare un obiettivo, non puoi mai sapere veramente come andrà fino a che non lo sperimenti. L’esperienza è tutto: senza di essa niente è davvero avvenuto.