NESSUNO SALE SUL PIEDISTALLO DA SOL*

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Se fai bene trovi un coro a elogiarti.

Quando il vento cambia ti ritrovi a dover gestire critiche a volte pensanti e, in alcuni casi, vieni bandita e messa da parte.

Ho dato e ho ricevuto questo trattamento, frutto della mia visione limitata del momento, e mi ricordo che non sono stata bene in nessuna delle due circostanze. È il risultato di quando eleggi qualcuno a districatore di problemi della tua vita: lo metti sul piedistallo e cominci ad adorarlo credendo che, un giorno o l’altro, ci darà la ricetta magica per una vita spettacolare.

Ecco: questo non si dovrebbe mai fare! Mettere sul piedistallo, intendo, e sai perché? Presto o tardi scopriamo che non è vero niente: dal piedistallo non potrà mai arrivarti per infusione la ricetta della felicità. E così la cosa certa che farai, sarà quella di tirare giù con tutti i mezzi che hai a disposizione: critica, lamento, insulti, manifestazioni di disprezzo e quant’altro ti suggerisce la fantasia del momento.

Una condizione di questo genere si manifesta quando non hai ancora compreso a fondo e fatto esperienza di essere responsabile della tua vita al 100%: gli 80-70-90 e perfino i 99% di cui a volte mi parlano durante i corsi e le coaching, non funzionano. Fintanto che darai anche solo una insignificante percentuale di responsabilità ad altri, non potrai sperimentare la libertà. Quando metti qualcuno sul piedistallo, ti stai preparando a una prigionia lunga e dolorosa.

  • Vedrai nell’altr* tutte le qualità che tu credi di “non” avere.
  • Coltiverai la speranza che per infusione possa inserirle dentro di te. Ignorerai i suggerimenti, le tecniche e quant’altro ti verrà suggerito di mettere in atto per migliorare la tua vita.
  •  Metterai da parte persino l’A.I.C. (Alza Il Culo) più piccolo, garantendoti una sofferenza che ti farà macinare una silenziosa frustrazione.

Adorerai la sua vita che credi perfetta e sarai disposta a seguirl* ovunque ignorando i segnali di attenzione e pericolo. Non stai proprio pensando a come liberare la tua vita ma a come ottenere un’attenzione costante. Sei nei guai se non cambi visione, e te lo dico per esperienza personale.

Se incontri qualcuno che credi possa esserti d’ispirazione, prenditi il meglio di quel momento, metti in pratica i suggerimenti, verifica cosa succede e portati a casa il risultato di una vita migliore. E sopra ogni cosa, fai di tutto per diventare tu stessa un modello d’ispirazione per chi ti sta intorno.

Prima di mettere qualcun* sul piedistallo, domandati chi si farà più male quando l* tirerai giù.

 

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UN MONDO DI SCUSE

Ogni donna è brava nel trovare un mondo di scuse per non prendersi il tempo di tornare alla sua casa interiore. Quella casa che rappresenta la sua antica vita, che respira istinto e sensi sottili, odori forti che piacciono e appagano, quella dove lei si muove agevolmente, dove tutto è sincronico e ogni scossone viene accolto e integrato anziché ignorato e messo da parte.

Molti sono i modi per tornare a casa e molte le scuse per non farlo. E quest’ultime sono le più gettonato, quelle che impariamo ben presto a usare come prigioni nelle quale rinchiuderci gettando via la chiave.  Una per tutte? La mancanza d’interesse dettata dal non conoscere cosa davvero siamo. E non intendo certo l’immagine ben vestita, truccata e pettinata che vediamo nello specchio. Intendo quell’immagine che va oltre tutti i vestiti e le maschere che abbiamo imparato così bene a indossare.

Anestetizzate dall’apparire, scegliamo di camminare sopra le cose anziché rimetterle in ordine, ognuna al suo posto. E’ impossibile non inciampare, e per fortuna! Perché è proprio quella l’opportunità che abbiamo e che tanto può dare se restiamo un attimo ferme a leccarci le ferite, anziché rialzarci senza come se niente fosse.

E lì sedute con noi stesse possiamo trovare il nostro passato, tirare le somme e decidere di interrompere il sonno e svegliare i sensi.

APRIRE GLI OCCHI

Ho il privilegio di assistere a molti risvegli grazie alla mia professione di SpiritualCoach e molti sono al femminile. Alcune le ho viste risvegliarsi mentre guardavano il mare, altre si sono immerse  nel lago spogliando i pochi pezzi di stoffa rimasti sul corpo, altre ancora hanno trovato sollievo nel canto o in un confronto o nella condivisione.

E proprio nel bicchiere dove credeva di essersi persa, ritrovò sé stessa e imparò a nuotare.

Tutte avevano un denominatore comune: la voglia di trasformare la propria vita. Erano determinate nel volerlo e sapevano bene che il viaggio non sarebbe durato il tempo di un corso, di un viaggio esperienza o di una walkingcoaching, ma tutta la vita. Siamo brave nel trovare scuse per non tornare a casa e altrettanto brave a trovare modi per camminare verso casa. Come sempre, a noi la scelta.

“Che fatica” ho detto io stessa ed ho  sentito dire e spesso quelle due parole non sono state usate come battuta d’arresto ma come carburante per andare avanti. Un respiro profondo e poi giù, un’altra volta immerse nell’immenso oceano femminile ad esplorare, sciogliendo nodi e catene.

Se vuoi chiarire le tue idee e cominciare a ridefinire i tuoi obiettivi trovando spunti nuovi e differenti modalità per raggiungerli, non esitare a contattarmi.

Sarò lieta di accompagnarti in una WalkingCoaching dove cammineremo insieme verso la tua vita felice!

DONNE PICCOLE E FRAGILI?

Certo che le canzoni non hanno mai sostenuto le donne e neppure le fiabe dove le principesse diventano fragili fanciulle salvate da un ragazzo bellissimo, onesto, sensibile, coraggioso e straordinariamente romantico: il principe azzurro.

Da sola che fine avrebbe fatto? Rinchiusa in una segreta, costretta dalla matrigna e dalle perfide sorelle a pulire e spazzare o addirittura lasciata morta in una bara di cristallo. E invece arriva lui che corona finalmente il sogno d’amore, che premia la fanciulla disperata togliendola dai guai chiudendo il cerchio della sua disperazione. Lui, così azzurro e principesco e biondo su un cavallo bianco, ovviamente.

Il lieto fine è causato da un uomo che diventa il salvatore al fragile fanciulla sarà devota per sempre.

STAI SOGNANDO?

Io lo so: stai sognando! O forse sei più moderna e rivendichi la tua indipendenza lavorando almeno 10 ore al giorno: sei una donna di successo che sogna un principe in Porsche che la porta su una spiaggia caraibica e lì amarsi alla follia. Un Mr. Gray bello, potente che resta folgorato dalla segretaria giovane e un po’ trasandata da iniziare ai giochi perversi dell’amore.

Basta giocare! E’ il momento di svegliarsi

Siamo tutt’altro che fragili e deboli: non potremmo lavorare, badare alla casa, ai figli, al coniuge. E questo è solo l’aspetto esteriore, quello che abbiamo accettato credendo di poter essere finalmente indipendenti. Parlo della forza che portiamo dentro di noi capace di rendere migliore il mondo. Hai letto bene: possiamo portare valore al mondo semplicemente riconoscendo ciò che siamo e mettendoci nella condizione di esprimere la nostra femminilità, quella più autentica che va oltre ciò che è materiale e conosciuto.

Forse è proprio questo che destabilizza e spaventa: assumerci la responsabilità di istruire e accogliere, donando a chi sta intorno a noi la possibilità di esprimere il proprio talento.

COL FIATO SOSPESO

Attraversiamo buona parte delle nostre giornate e della vita col fiato spezzato dalla paura di essere lasciate, di non farcela, di soffrire, di mostrare i nostri sentimenti. Rincorrere qualcuno che possa soddisfare i nostri bisogni è ancora la condizione più gettonata.

A volte alcune di noi sono così spaventate da non prendersi il tempo di capire cosa vogliono veramente.  Forse temono proprio questo: guardare dentro di loro e vedere che i bisogni non esistono. Cosa farebbero se potessero vedere come costruire una relazione felice. Certamente scoprirebbero che è un lavoro costante e quotidiano, una ricerca alla scoperta di sé stesse. Scoprirebbero che  il lieto fine si trova in un problema risolto, nella capacità e nella volontà di unire anziché distruggere, nel sostegno reciproco dato nella consapevolezza che dare è ricevere

Come sarebbe vivere a fianco di un partner in modo consapevole, uniti nella comprensione dei propri ruoli, senza prevaricazioni, crescendo insieme?

TACCO 12 O RITORNO ALL’AMORE?

E così invece di assumerci la responsabilità della nostra vita, accettiamo l’etichetta della fragilità e inermi attendiamo che il principe di turno ci porti via. Il problema non è il principe. La parola chiave è aspettare: è così che crediamo di essere burattini nelle mani del burattinaio.

Pericolo! Questo è pericoloso! Non ci sono burattinai né burattini: ci siamo noi con la nostra meravigliosa bellezza,  registe e attrici, pronta a recitare un copione interamente scritto da noi. Come sarebbe la nostra vita se potessimo esprimere il nostro reale potere senza forzature né prevaricazioni? Se il prezzo da pagare per risvegliarci è un attimo di solitudine, allora ben venga quell’attimo che ci fa comprendere e accettare il nostro compito.

Quando viviamo nella generosità della Donna Selvaggia, va bene indossare lingerie sexy e tacco 12, occupare posti di rilievo nella società o essere donne che scelgono di accudire i propri figli, perché lo faremo per noi e non per cercare approvazione o manipolare o catturare.

Possiamo scegliere di riscrivere una, cento, mille volte più bello di come lo puoi immaginare se lasciamo brillare la Donna Selvaggia dentro di noi che aspetta paziente di essere risvegliata, a vantaggio di tutte le donne e gli uomini. Non abbiamo bisogno di urlare o aggredire o trattenere per ottenere ciò che vogliamo. Basta solo un piccolo accenno di melodia per ricordare l’intero canto libero.

Balliamo da sole non per rivendicare al mondo il nostro vittimismo ma per trovare l’energia folle e potente che può portarci a schiudere quella femminilità rinchiusa da troppo tempo nelle fiabe.

Per questo un gruppo di sole Donne che vogliono riscoprire la loro femminilità saranno insieme dal 10 al 17 Giugno sull’Isola di Favignana. Se ti vuoi unire a noi non esitare a cliccare sul link qui sotto

IL POTERE DELL’ENERGIA FEMMINILE – Ritorno all’Amore – III Edizione

LA SOLITA STORIA: IL SOGNO NEL CASSETTO CHE FA LA MUFFA!

E ci risiamo: la solita storia e il solito risultato: il sogno nel cassetto che fa la muffa!

Lei “Ho letto un bellissimo libro che parla di Dee come Demetra, Artemide … Mi piacerebbe occuparmi delle Donne, aiutarle a trovare la loro armonia nell’abbigliamento e nel trucco a seconda di quale Dea sentono di incarnare in quel momento” La colonna vertebrale si raddrizza, il mento alto e negli occhi la luce della felicità mentre mi racconta del suo sogno. Le deve piacere davvero tanto. Adoro l’entusiasmo!

Io “Che bello! Quando si parla di portare valore nella vita delle Donne, tu sai che sono sempre in prima linea! Hai ideato un corso, un laboratorio?” rispondo

Lei: “Non ancora. Sai, non mi sento pronta per una cosa del genere” La regalità di un attimo prima lascia il posto a un leggero incurvare delle spalle e un sorriso tirato: la luce negli occhi è sparita improvvisamente.

Comprendo il suo stato d’animo e la difficoltà di portare un sogno nel mondo: so come ci si sente ad essere circondate dalla paura di compiere quel passo fondamenta-le fuori dal castello di carta fatto di non posso, non sono pronta, non ci riesco costruito con tanta devozione e pazienza.

PENSIERI E PAROLE

I grandi fanno con quello che hanno

Mi è capitato spesso di dover mettere a tavola più gente del previsto e mai nessuno si è congedato con la pancia che brontolava dalla fame. Qualcosa da mettere in tavole si trova sempre! Mal che vada ci sono le pizzerie. Eppure, quando si tratta di trasportare la propria vita sulla linea della felicità, cominciano i tormenti e le difficoltà.

“Fai con quello che hai. Comincia adesso a realizzare il tuo sogno. Parti dalle fondamenta e – mattone dopo mattone – costruisci anziché distruggere” sono le parole della mia Maestra, saggia Donna.

Che cosa te ne fai di buoni pensieri se non sono seguiti da azioni adeguate e costanti?

GUARDA SEMPRE I RISULTATI

Giudicare la vita in base ai risultati potrebbe sembrare una considerazione dura.  Vivere in termini di risultati richiede cambiamenti e rischi, ma questo ci fa comprendere che abbiamo in mano le redini della nostra vita.

Occorre davvero compiere tutto il possibile, andare verso l’impossibile e scoprire di poterlo ottenere. E’ questo lo stato dell’essere nel quale dobbiamo immergerci e nel quale possiamo fare cose nuove per ottenere risultati ogni volta diversi e che eliminano la distanza tra noi e il nostro sogno.

LA VITA NON FA SCONTI

Troppe cose vengono date per scontate.  La differenza tra vincitori e perdenti sta nel fatto che i vincitori sono disposti a fare cose che i perdenti non vogliono fare. Vivere può risultare molto impegnativo in alcuni momenti, soprattutto quando si tratta di realizzare ciò che abbiamo sempre desiderato.

La vita aiuta, se noi per primi le andiamo incontro con le mani piene di volontà e amore, pazienza e grinta, resilienza e azioni costanti, fede e fiducia: tutti sinonimi dell’Amore. Agire sulla base dell’amore che proviamo è impegnativo. Guardare in faccia la realtà è impegnativo. Ma cos’è la vita senza un briciolo di impegno nel voler realizzare ciò che desideriamo?

Ognuno di noi ha la sua personale percezione del mondo: ciò che gli altri vedono come un dovere, per noi  potrebbe essere un gesto d’amore.

Sostenere qualcuno nel suo sogno, incoraggiarlo, accompagnarlo è certamente impegnativo ma di gran lunga più entusiasmante dei “lascia perdere, non sei pronta abbastanza”. Punti di vista che fanno la differenza.

I FATTI CONTANO PIU’ DELLE  PAROLE

La vita appoggia chiaramente sui fatti, le persone con cui stai, quello che fai, le condizioni in cui vivi. E anche se potrebbe essere convenzionale affermare che “la cosa più importante è averci provato”, il mondo si accorgerà unicamente del nostro successo.

Creiamo noi stesse – e vale anche al maschile – la nostra esperienza perché ogni  essere è responsabile della propria esistenza.

  • Se abbiamo un lavoro che oramai ci sta stretto, la responsabilità è nostra.
  • Se non abbiamo fiducia negli altri, è sempre nostra la responsabilità di pensare che è generare qualcosa di differente.
  • Se non riusciamo ad avere relazioni soddisfacenti, ancora una volta la responsabilità è il nostro bene più prezioso.
  • Se le finanze non sono ciò che ci aspettiamo … vedi sopra!

PER TE, AMICA MIA

Amica mia, con la quale ho condiviso un pezzettino di strada, sii realista e prendi in mano la tua vita cominciando con il guardare con occhi disincantati, chiamando le cose con il loro nome e non come vorresti che fossero.

“Vorrei questo – vorrei quello” senza nessuna azione conseguente lascia le mani vuote. Sostituisci il “voglio” con  “A.I.C. – Alza il Culo” e vai a prenderti ciò che più ti piace. Comporta un piccolo sforzo. Sei disposto a farlo?

Ogni cosa comincia da te, al femminile declinabile al maschile!

Se vuoi rinnovare la tua femminilità, parti con noi per Favignana dal 10 al 17 Giugno 2017

Il Potere dell’Energia Femminile – Ritorno all’Amore

PENSIERI DI DONNE

Mi ispira sempre, Clarissa Pinkola Estés e stamane voglio condividere con voi il suo pensiero affiancato al mio. E chissà se insieme ai nostri pensieri non ci sia anche il tuo: io lo aspetto!

“Le donne con le quali ho lavorato che non tornavano a casa da venti o più anni erano sempre restie a rimettere piede su questo territorio psichico. Per varie ragioni, che parevano anche buone all’epoca, avevano passato anni e anni accettando l’esilio permanente da casa; avevano così dimenticato quanto sia immensamente bello per la pioggia cadere sulla terra arida.
Per alcune, casa è la ripresa di un’antica impresa abbandonata. Ricominciano a cantare dopo aver trovato per anni ottime ragioni per non farlo. Si impegnano nell’apprendimento dì qualcosa che un tempo avevano amato di cuore. Ricercano le persone e le cose perdute nella vita. Ritrovano la voce e scrivono. Si riposano. Si appropriano di un angolino del mondo. Mettono in atto decisioni immense o intense. Fanno cose che lasciano un’impronta.
Per alcune, casa è un bosco, un deserto, un mare. In verità, la casa è olografa. E si realizza in tutta la sua potenza anche in un solo albero, in un cactus solitario nella vetrina di un fiorista, in una pozza d’acqua ferma, nella foglia gialla caduta sull’asfalto, nel vaso di argilla rossa in attesa di un ciuffetto di radici, in una goccia d’acqua sulla pelle. Se vi concentrerete con gli occhi dell’anima, vedrete la casa in moltissimi posti.
Quanto a lungo bisogna restare a casa? Per tutto il tempo possibile, o finché non vorrete tornare indietro. Quanto di frequente bisogna tornare? Molto più spesso se siete persone «sensibili» e molto attive nel mondo esterno. Meno di frequente se avete la pelle spessa e non vi sentite tanto «fuori posto». In cuor suo, ogni donna sa quanto a lungo e con quale frequenza. Si tratta di valutare la lucentezza degli occhi, il vibrare dell’umore la vitalità dei sensi.
Come mantenere l’equilibrio tra il bisogno di andare a casa e la vita quotidiana? Dobbiamo prepianificare la casa nella nostra vita. È sempre Sorprendente la facilità con cui le donne «trovano il tempo» in caso di malattia, se un bambino ha bisogno di loro, se la macchina si guasta, se hanno mal di denti. Al ritorno a casa deve essere attribuito lo stesso valore, se necessario anche di dimensioni apocalittiche. Perché è inequivocabilmente vero che se una donna non va quando è per lei tempo di andare, l’incrinatura nella psiche/anima diventa un burrone, e il burrone si tramuta in un ruggente abisso.
Se una donna tiene in grande considerazione i cicli del ritorno a casa, anche coloro che la circondano impareranno a stimarli. E vero che la «casa» significativa si raggiunge prendendo tempo, per allontanarsi dai rumori della routine quotidiana: un tempo inviolato e «unicamente per noi medesime», che significa cose diverse per donne diverse. Per alcune chiudersi in una stanza, pur restando accessibili, è un bel ritorno a casa. Per altre il percorso per tornare a casa non deve avere la minima interruzione. Niente: «Mamma, mamma, dove sono le scarpe?» Niente: «Cara, abbiamo bisogno di qualcosa in drogheria?»
Per questa donna, l’ingresso alla casa profonda è evocato dal silenzio. “No me molestes”. Silenzio Assoluto, con tanto di maiuscole. Per lei il suono del vento fra gli alberi è silenzio. Per lei il gorgoglìo di un torrente di montagna è silenzio. Per lei il tuono è silenzio. Per lei l’ordine naturale della natura, che non vuole nulla in cambio, è il silenzio che dà la vita. Ogni donna Sceglie come può e come deve.
Ricordate sempre che altri possono coccolare i vostri gatti, anche se i gatti dicono che soltanto voi lo fate come si conviene. Il cane cercherà di farvi pensare che state abbandonando un bambino in autostrada, ma vi perdonerà. L’erba ingiallirà un poco, ma si riprenderà. Vostro figlio vi mancherà, e voi a lui, ma sarà bello ritrovarvi. Il vostro compagno forse brontolerà, ma gli passerà. Il vostro capo potrà minacciare, ma anche a lui passerà. Restare troppo a lungo è follia. Tornare a casa è sanità di mente.”

Ed io cosa penso? Potremo pensare che per tornare a noi stesse sia necessario lottare mettendo un po’ di rabbia a disposizione per prenderci quello spazio necessario a conoscere chi siamo veramente.

Sì, può essere così, almeno in prima battuta. Ma non deve diventare la regola per prenderci il nostro spazio nel mondo.

Tuttavia può essere accattivante vedere la propria autostima salire e appetitoso imparare e mettere in atto la rabbia ogni volta che vogliamo un po’ di libertà. Ti garantisco che non è necessario essere arrabbiata ogniqualvolta vogliamo tornare alla nostra anima o prenderci lo spazio necessario per farci compagnia. Lo dico per esperienza personale.

Tempo fa lo credevo necessario. Ora ho scoperto un altro modo: ho imparato a comunicare con me stessa, comprendendo quali sono le mie esigenze e mettendo al corrente le persone intorno a me. Questo mi ha permesso di prendermi gli spazi necessari per osservare la mia anima più da vicino. E il beneficio che ne traggo si estende ad ogni persona che entra in contatto con la mia energia.

E’ un sollievo non essere arrabbiata per ottenere.

E’ un sollievo aver messo in disuso la famosa frase: “Adesso basta … “

Un giorno un amico mi disse: “Anche se scegli di stare sul divano un’intera giornata a fare niente, il mondo continua ad andare avanti”. E’ proprio così. La paura di essere intuile era lo stimolo a fare, fare, fare e ancora fare.

Che sollievo scoprire che il mondo può stare un giorno senza di me.

Accorgiti che anche tu lo puoi fare.

La tua SpiritualCoach, Lucia Merico

PENSIERI E PAROLE

Snoopy ciotola piena

Chi non conosce il potere delle parole, non è al passo con i tempi. Ognuno di noi ha una costante conversazione con se stesso che influenza continuamente, nel bene e nel male, il suo modo di vivere. Qualunque parola utilizziamo per definire il mondo, noi stessi, la vita, gli altri, le situazioni eccetera, si posa sul tappeto della mente fertile e comincia a germogliare, fino a crescere e diventare un’esperienza vitale, un “dato di fatto”.

Pensi di essere sfortunato? Userai pensieri “sfortunati”, un dialogo interiore “sfortunato” e una conversazione con gli altri “sfortunata”, andando in giro con le spalle basse e lamentandoti in continuazione di ogni cosa. E un bel giorno esci di casa e scivoli su una buccia di banana, cadendo a terra in una pozza di fango, sporcando il tuo bel vestito che avevi indossato per un appuntamento importante. Arrabbiandoti ti rialzi e inizi a piangerti addosso e a lamentarti con tutti quelli che sono intorno a te. Avrai così messo in atto la tua “sfortuna”, dimostrandoti con un fatto “che avevi proprio ragione”.

E’ uguale se pensi di essere “fortunato”: il tuo dialogo interiore sarà costellato di frasi “fortunate”, parlerai agli altri di “fortuna” e della bellezza della vita, di come sei felice e grato quando apri gli occhi la mattina, e lo farai con le spalle alte, il sorriso stampato in faccia e una dose di positività straordinaria e coinvolgente. E quando scivolerai su una buccia di banana, cadendo a terra in una pozza di fango e sporcando il tuo bel vestito, ti rialzi in fretta e, guardandoti intorno, incroci lo sguardo di una donna meravigliosa che ti chiede: “Si è fatto male? Tutto bene?” e tu, affascinato dai suoi occhi rispondi: “Mai stato meglio in vita mia”. Più tardi sei nel bar più vicino a prendere un caffè con lei e a chiacchierare del futuro.

La parola può distruggere o innalzare la nostra esistenza e solo noi possiamo scegliere di andare in una direzione oppure nell’altra. La scelta è la nostra vera libertà.
Accorgiti!

COME E’ NATA SPIRITUALCOACH “AL FEMMINILE”

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Nel “Laboratorio Al Femminile” impariamo, in prima battuta, che la vita risponde sempre alle nostre richieste. Impariamo anche a unificare piuttosto che separare e, per questo, “positivo o negativo” assumono una forma differente diventando “esperienza“: ogni cosa che accade è un’esperienza dalla quale trarre il massimo dei vantaggi.

Questo passaggio va compiuto con particolare attenzione perché manca di comprensione e allenamento costante. Comprensione perché le donne spesso credono vero il “dover fare tutto da sole”. Questo è un retaggio che fonda le radici nella “rivoluzione femminile“. Quando le donne hanno iniziato a dichiarare la loro libertà, lo hanno fatto protestando e manifestando la disapprovazione e il malcontento tenuto nascosto per molto tempo. Ottimo inizio se non fosse che, come spesso accade, l’attenzione rimane solo all’esterno della storia e non si prende cura di come modificare in maniera conveniente anche la parte interiore, quella che appartiene alla mente.

Cos’è successo, quindi, dopo la rivolta femminile? Abbiamo iniziato a rivendicare una libertà repressa, a pretendere una parità e diritti che fino a quel momento erano a unico vantaggio del maschio. Un passaggio straordinario per quanto riguarda l’integrazione della donna in una società che, fino a quel momento, l’aveva messa alla corda.

Leggo sul web: “La condizione della donna nella società è passata attraverso notevoli modifiche nel corso dei secoli, a seconda dell’evoluzione politica e giuridica dei popoli, della diversità dei fattori geografici e storici e della sua appartenenza ai vari gruppi sociali. L’inferiorità della donna sul piano giuridico, economico e civile e la sua esclusione da una serie di diritti e di attività erano motivate con ragioni in tutto o in larga parte prive di fondamento, come l’inferiorità fisica, l’emotività e la scarsa capacità logica, il ruolo predestinato di madre e di allevatrice della prole all’interno della famiglia e di esecutrice della faccende domestiche. La millenaria soggezione della donna aveva i suoi aspetti più evidenti nella subordinazione al capofamiglia e nelle limitazioni dei suoi diritti legali. La donna infatti non soltanto era discriminata rispetto ai maschi nelle successioni ereditarie, ma non poteva amministrare il suo eventuale patrimonio personale o la propria dote, né contrarre obblighi giuridici, senza il consenso del padre o del marito, e non poteva ricoprire cariche pubbliche.” (http://www.studenti.it/video-lezioni/storia/emancipazione-femminile.html)

Cosa è cambiato? Molto, da un certo punto di vista e se guardiamo l’aspetto che preferisco, quello interiore, la donna è cambiata tantissimo: a parer mio si è snaturalizzata e cioè ha perso il contatto con se stessa. Il modello maschile è diventato il suo modello, nascondendo quasi totalmente la sua eredità naturale: la femminilità. E con femminilità non intendo gonne e tacchi ma molto di più: una visione che appartiene alla parte più profonda del nostro Essere come ad esempio la capacità di nutrire non solo dal punto di vista fisico ma anche (e soprattutto) spirituale, la volontà di sostenere anzichè punire prima di tutto se stessa e poi gli altri, usando dinamiche come il vittimismo e il narcisismo, aspetti inconsci che continua a reiterare portandola a fondo, nell’infelicità.

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Ho avuto la curiosità di indagare principalmente su di me, sulle malattie che avevo sviluppato per avere attenzione, sulla gelosia e la mancanza di stima verso me stessa, sulla capacità di annullare totalmente il mio sentire sottile per ascoltare un’unica voce che parlava di ansia e paura. Si sono aperte molte porte, da allora, e molte altre aspettano di esserlo. E questa opportunità che mi è stata data molto tempo fa la voglio condividere con tutte coloro che hanno la volontà di trovare nuove chiavi di lettura, più allineate con la loro attitudine, quella di Donne, Madri, Mogli, Amiche, Sorelle, Dee.

Da questa voglia di condivisione sono nati i Corsi Al Femminile, i Laboratori e gli incontri di coaching finalizzati a riscoprire chi davvero sei per elevare le tue potenzialità, utilizzando gli strumenti che ti sono più congeniali: il nutrimento e l’accoglienza. Strumenti dotati della forza che solo il femminino è capace di esprimere, a vantaggio di ogni donna e di ogni uomo che incontrerai sul tuo cammino.