CONTENITORE DI EMOZIONI

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I bambini non si preoccupano del loro corpo, non lo etichettano come “bello” o “brutto”: lo vivono pienamente nei movimenti e nelle emozioni. Vestito o svestito per loro è uguale: a volte meglio svestito perché si sente più libero. La forma per loro non è importante: l’emozione lo è. Il corpo è una finestra sul mondo e le emozioni in genere si manifestano con tutta la loro forza quando siamo bambini. Da adulti non siamo altrettanto capaci di ridere a bocca aperta o gridare a squarciagola o piangere senza ritegno e eppure di ripetere mille volte gli stessi gesti per imparare qualcosa di nuovo.

Il corpo è una dimora che segnala il nostro passaggio nel mondo e ci fa sentire a casa. Può rappresentare una maschera protettiva che ci nasconde, oppure svelare le nostre emozioni ed essere un grande sensore delle relazioni

Lo consideriamo un amico quando ricalca i nostri desideri e un nemico quando ci aggredisce svelando la sua età. Lo usiamo come un contenitore dove riporre in ordine sparso il nostro essere e uno strumento da allenare, cambiare, truccare, lavare, vestire. Pensiamo questo: il corpo può agire in modo sbagliato solo quando risponde a pensieri sbagliati. Non è l’autore delle nostre creazioni: la mente lo è. Lo sono i pensieri e i nostri credo che fanno muovere il corpo nel mondo per fare esperienza.

IL CORPO E LE CAREZZE

«Il nostro corpo dovrebbe prima di tutto appartenerci ed essere sentito, piuttosto che visto e raccontato. Dovrebbe sfuggire alla paura dello sguardo che non ci vuole bene e dimenticare il commento che ci ha ferito. Anche nella sessualità è più importante quello che si esprime o si riconosce attraverso la pelle, gli odori, i sapori, piuttosto che attraverso le parole e gli sguardi.

Quando sentiamo il nostro corpo sollecitiamo la carezza più intensa e delicata per la nostra pelle, come gatti sapienti. Quando invece esso ci appare come un involucro nemico, con lineamenti che non sappiamo accettare, disposto secondo un’altezza o una larghezza che non amiamo, ne temiamo la nudità. Tuttavia, se oppressi dal peso e dalla vergogna, lo pieghiamo alle mode, alle trasformazioni momentanee, il corpo perde la sua specificità e diventa comune. Sebbene mascherato, o modificato con la chirurgia per renderlo adatto, resta ugualmente disadatto, come se la sua bellezza lo vestisse di opacità e impedisse all’anima di affiorare.»

Il corpo condiziona dunque le nostre azioni in tutte le età della vita. Ci aiuta a scegliere come vivere nel mondo e a crescere nella consapevolezza di ciò che amiamo e di ciò che invece ci risulta sgradevole. Se siamo state represse o allontanate dagli abbracci o abbiamo ricevuto istruzioni specifiche su cosa fare o non fare per essere giudicate positivamente dal mondo, saremo zoppe nell’esplorazione fisica del mondo stesso e dovremo ricostruire i passi della conoscenza.

Quando la nostra pelle è piena di divieti che fanno suonare continui segnali d’allarme, può accadere che abbiamo sbagliato partner. Ma se questo disagio si verifica con tutti anche con persone a cui stringiamo la mano o con le quali scambiamo un abbraccio, allora dobbiamo andare in profondità a ricercare la nostra libertà di toccare ed essere toccate. L’educazione femminile contiene più divieti, è generalmente più severa ed è questo il motivo per cui spesso solo le emozioni più forti, quelle che escono dal nostro controllo a creare la spinta per esplorare.

Possiamo essere fare e avere tutto ciò che desideriamo, se siamo disposti a vincere la pigrizia della mente, prima ancora di quella del corpo

**Nella fotografia le meravigliose donne della IV Edizione Il Potere dell’Energia Femminile – Formentera 2018)

(spunti presi da “Un Corso in Miracoli” e da “Le donne amano la terra e il cielo”)

PERFETTI NEL CREDERCI IMPERFETTI

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Non essendoci niente di scontato in questa vita, anche la positività non lo è. Veniamo in questo mondo completi, dotati di tutte le qualità necessarie per vivere felici, eppure la maggior parte del genere umano sviluppa ben presto la straordinaria attitudine alla catastrofe. Ne sono un esempio i media, dal cartaceo ai social, dove possiamo trovare le forme più acute e fantasiose.

Possiamo fare un piccolo test per verificare quali possono essere i pensieri che arrivano di fronte a una notizia o a un’immagine spaventosa e violenta, accorgendoci che tutti ne veniamo in qualche modo coinvolti, anche il più allineato alla pace di questo mondo.

Come sempre ci sono due strade: una percorrerà la via del lamento, della rabbia e della paura e l’altra quella della compassione, dell’amore e della fiducia. La scelta di reagire in un modo o nell’altro non dipenderà dal grado di “buonismo” che abbiamo raggiunto, bensì dal grado di consapevolezza che abbiamo sviluppato. L’essere consapevole fa qualcosa di differente: si accorge del lamento, della rabbia e della paura alle quali sceglie di rispondere con amore, perché sa bene che dare “è” ricevere.

Sulla base di questo principio, sceglie di offrire alla situazione la pace, l’amore, la serenità affinché possa imparare

È utile comprendere sé stessi, riconoscere i pensieri con cui ci nutriamo e la straordinaria capacità di creare la nostra realtà. Potrebbe aiutarci nel far luce su alcuni aspetti della tua vita che spingono verso la carenza ed il bisogno. Nel testo “Un Corso in Miracoli” viene descritto che «lo scopo reale di questo mondo è di essere usato per correggere la tua incredulità. Tu non puoi mai controllare da solo gli effetti della paura, perché sei tu che l’hai fatta, e credi in ciò che hai fatto. Nell’atteggiamento, quindi, anche se non nel contenuto, assomigli al tuo Creatore, il Quale ha una fede perfetta nelle Sue creazioni perché è Lui che le ha create. Credere produce l’accettazione dell’esistenza. Questo è il motivo per cui puoi credere ciò che nessun altro pensa sia vero. È vero per te perché è stato fatto da te.»

Ma c’è “un altro modo” che possiamo scegliere, un istante dove affidare il nostro sentimento distruttivo e chiedere che venga trasformato. In quell’attimo di espressione del nostro potere personale c’è la fede e la fiducia dove potersi accorgere che «tutti gli aspetti della paura sono “non” veri perché “non” esistono a livello creativo e perciò non esistono affatto.»

La paura e tutti i suoi derivati sono prove che ci offrono la possibilità di scoprire un altro modo di vedere la vita. Siamo stati creati perfetti nell’espressione della nostra oscurità come in quella della luce, e per vedere questa perfezione dobbiamo riconoscere che se vogliamo conoscere la perfezione dell’amore, dobbiamo credere nella sua esistenza e metterci da parte affinché si possa esprimere.

Immagina per un attimo come sarebbe la vita sulla Terra se tutti gli esseri umani riuscissero a utilizzare i momenti di difficoltà come stimolo al miglioramento, anziché piangersi addosso. Cosa pensi accadrebbe?

Stare bene è una personale responsabilità ed è l’unica condizione per generare una vita soddisfacente

http://www.spiritualcoach.it

SEMPLICEMENTE VITA

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Situazioni che cambiano, alti e bassi, imprevedibilità possono essere tradotti in una sola parola: vita. Comprendere ciò è fondamentale per non restare delusi quando qualcosa che accade non incontra la nostra aspettativa. Soffriamo quando le cose non vanno per il verso giusto e questo va bene se dura il breve tempo necessario per smaltire i fumi della delusione. Ma non ha senso continuare a perseverare considerando un fallimento ciò che invece appartiene al flusso naturale degli alti e bassi della vita Felicità o infelicità non sono fatti personali che toccano solo alcuni di noi. Sono gli aspetti duali della quotidianità che appartiene a ciascuno di noi sparsi in tutto il mondo.  E’ intrinseco nella natura stessa raggiungere gli obiettivi o mancarli.

Fuggire dalle insicurezze o dalle avventure spiacevoli non può durare nel tempo. Possiamo allontanarci per un po’ e addirittura cambiare nazione, ma questo porterà solo la parvenza della risoluzione. Presto o tardi la situazione muterà e il vecchio problema irrisolto busserà alla porta della tua mente: nuovamente.

RESTA DOVE SEI

Chi vive nella speranza che le cose siano permanenti e stabili, sta certamente toccando con mano la fragilità e l’insicurezza. Desiderare la certezza e mettere da parte l’incertezza spaventa. Possiamo calcolare al millesimo ogni nostra azione, ma ci sarà sempre un momento in cui qualcosa non andrà come avevamo previsto. Ebbene, quello è l’istante in cui possiamo imparare, migliorare, comprendere e portare la nostra vita a un livello di consapevolezza superiore.

 Lasciati andare al fluire della vita. Lasciati andare al cambiamento

Questo è ciò che dovremmo fare per vivere pienamente. Che non vuol dire mettere la vita nelle mani del caso, della fortuna o del destino, tre parole il cui significato allontana profondamente dal potere personale.  Significa essere al meglio che possiamo in una situazione, se la vogliamo migliorare. Significa  studiare, prepararsi, organizzare le cose affinché possano andare nella direzione che abbiamo scelto. E se qualcosa dovesse andare storto, significa comprendere qual’è l’errore e ricalcolare il tiro.

Dobbiamo chiedere a noi stessi cosa davvero stiamo provando quando non riusciamo a gestire o sopportare una situazione. Affrontare ciò da cui vorremmo fuggire è la chiave per crescere. Il sollievo non è la fuga ma il restare in una situazione scomoda, un atto di gentilezza verso sé stessi. Il superamento di un ostacolo – qualunque esso sia – ha in sé il seme della libertà.

PRATICAMENTE FELICI

Chi pratica il buddhismo cerca di coltivare quattro qualità senza limiti:

  • amorevole gentilezza
  • compassione
  •  gioia
  • serenità

Una delle molte pratiche bodhihitta  per svilupparle è la cosiddetta “aspirazione”, ossia augurare il bene altrui.

Ci si augura di essere liberi dalla sofferenza e di trovare la fonte di felicità, e poi si augura la stessa cosa ai nostri cari; poi si estende la pratica a un gruppo  sempre più ampio di persone, comprese quelle che non ci piacciono o quelle che non abbiamo ancora incontrato

La prima parte è piuttosto semplice, mentre augurare il bene a chi non piace o addirittura odiamo comincia a essere un po’ più complicato. Ma è proprio questo il punto: esercitare i muscoli del cuore affinché possa crescere. La radice della sofferenza e dell’ignoranza è comprendere che tutte le persone sono collegate: gli altri sono diversi da noi solo nella forma, ma tutti siamo fatti della stessa sostanza divina. Puoi praticare l’ “aspirazione  positiva” quando entri in un negozio, quando fai la spesa al supermercato o in auto o quando sei in coda alla posta, luoghi e condizioni in cui può accadere con facilità di provare una qualche forma di fastidio.

Puoi rendere il tuo cuore meno duro rallegrandoti della buona sorte altrui nei momenti dove qualcuno fa qualcosa che anche tu volevi fare e non ci sei ancora riuscita: insomma, quando sei invidiosa! Ti è successo di essere invidiosa? Se così fosse ora potrai allenarti e sperimentare quanto sia liberatorio rallegrarsi per il successo di un’altra persona.

IN CONCLUSIONE

Certamente lo avrai già sentito dire o letto da qualche parte, ma lo voglio ripetere ed evidenziare ancora una volta:

Sono le persone per noi più difficili a essere i nostri migliori maestri nella vita

Col fastidio e la turbolenza che creano in noi ci incitano a superare la facciata che mostriamo al mondo, ponendoci di fronte ai nostri pensieri scomodi, alle emozioni che vogliamo nascondere. L’essere razionali, guardare i fatti per quello che sono e rendersi responsabili della nostra esistenza sono passi fondamentali che aprono la porta alla spiritualità. Ogni volta che, provando un sentimento di paura o  dolore riusciamo a guardarlo negli occhi, abbiamo fatto un enorme passo avanti verso la nostra evoluzione.

La grande verità dei luoghi che temi è che accrescere i punti deboli della nostra corazza può sembrare pericoloso, ma è in realtà proprio ciò che porta pace nella vita: sono empatia e compassione a renderci umani (Pena Chödrön)

 

 

E’ la dolce trasformazione che avviene a chi mette in pratica le Tecniche di Risveglio Interiore di LoveHealing®. Ogni giorno assisto ai miglioramenti nella vita delle persone che hanno partecipato al corso. Ogni giorno nel gruppo chiuso dedicato ai praticanti delle tecniche ho modo di verificare la straordinaria efficacia di questa tecnica: i fatti sono sempre il miglior modo per verificare. Il 18 Febbraio 2018 ci sarà LoveHealing® Tecniche di Risveglio Interiore – Corso BaseSe sei interessata a conoscere di cosa si tratta e a partecipare, clicca su questo link per avere tutte le informazioni   ➡➡➡ http://bit.ly/2Esby8E

TU CHIAMALE EMOZIONI

Le emozioni come paura, indecisione, senso di colpa sono alcune delle strutture che appartengono da sempre all’essere umano e che – se usate nella maniera scorretta – ammalano la mente, il corpo e lo spirito. Tutte sono trattabili con un’unica medicina: l’Amore. Che non è quello romantico che fa battere il cuore o quello benefico che appoggia le sue basi sul sacrificio.

L’Amore che intendo è un’applicazione pratica ed ha un unico scopo: quello di rendere le nostre vite più gioiose.

Espandendo la spiegazione e basandomi sulla mia personale esperienza, ti posso dire che tutte le creazioni emozionali da noi inconsciamente volute hanno bisogno di essere amate, accettate, accolte anziché escluse.

IGNORARE LE EMOZIONI

Questo viene insegnato a molti di noi: a ignorare le emozioni. Maschi e femmine, anche in questo, sono differenti. Ai primi viene detto: “Non piangere che sei un ometto”. E per le femmine la più gettonata dei miei tempi era: “Stai composta”!

La frase personale, quella che mi ha resa una roccia nei confronti del mondo è stata: “Non piangere che diventi brutta!”. Per la paura di sentirmi brutta ho messo da parte il pianto per molti anni. Ancora oggi, in certe occasioni, piangere mi fa sentire a disagio.

Ignoriamo e reprimiamo le emozioni che abbiamo imparato a giudicare negative e che ci fanno soffrire: le mettiamo da parte nella speranza che possano svanire. Alcuni lo fanno anche con le emozioni positive, sentendosi in colpa del benessere che provano in quel momento.

DI COSA VIVONO LE EMOZIONI?

C’è un ingrediente speciale per mantenere vive le nostre emozioni ed è l’attenzione. Più le carichiamo di attenzioni, più si rigenerano.  Questa dinamica ha un unico scopo: mantenerla vive affinché possano essere osservate e trasformate in qualcosa di più accettabile e conveniente per noi.

Molti sono i modi per rendere accettabili e convenienti le emozioni e un primo passo può essere quello di strutturare una frase che si adatti allo scopo. Rivolgendo l’attenzione all’emozione, puoi pensare o dire: “Ti riconosco, ti accolgo e ti dico sì: anche tu sei benvenuta” .

Un passaggio abbastanza semplice se si tratta di un’emozione piccola, alla quale diamo poco significato, di quelle etichettate come leggere. Nel caso di un’emozione con l’etichetta pesante possiamo inserire un piccolo inciso: “Anche se in questo momento non avrei nessuna voglia di accoglierti, in ogni caso una parte di me accetta di riconoscerti e dirti sì, anche tu sei benvenuta”.

Non perdiamo mai nulla di ciò che ci  è utile per essere felici

Abbiamo solo bisogno di ricordare che le emozioni ci indicano la direzione in cui stiamo andando. Per questo motivo necessitano di attenzione, poiché in loro possiamo trovare il modo per dirigere la nostra energia dove è più conveniente.

Nel raggiungimento di un obiettivo – qualunque esso sia – le emozioni giocano un ruolo importantissimo: solo la livella fondamentale per aggiustare il tiro e lo possiamo fare in miliardi di fantasiosi modi che il mondo della percezione – il mondo in cui viviamo – mette generosamente a disposizione.

Nessuno di questi modi è migliore di un altro o contiene un segreto più segreto di un altro. Ciascuno di essi arriva nel momento stesso in cui la nostra mente si predispone a ricevere, e sarà sempre il modo migliore per quel preciso momento.

Se ti va, utilizza la tecnica che ti ho proposto, falla tua e poi passa ad un’altra. In questo modo potrai scoprire che “positivo o negativo” sono una separazione che hai messo in atto per restare fedele all’infelicità.

La vita non è “bella o brutta” ma un’esperienza da vivere in ogni suo attimo.

Accorgiti!

PREGHIERA

Viviamo in un mondo fatto di esperienze che mettono a dura prova la nostra sensibilità e ci spingono ai limiti di ciò che è considerato “accettabile” da esseri razionali e capaci di amore quali siamo.

Come provare emozioni collegate a un senso di pace, mentre siamo testimoni di guerre e genocidi che avvengono al di là dei nostri confini e di fronte all’odio basato sulla diversità che si manifesta nelle nostre stesse comunità?

E’ evidente che dobbiamo trovare un modo per interrompere il circolo vizioso di dolore-sofferenza-rabbia-odio, se intendiamo trascendere le situazioni in cui ci troviamo.

Col linguaggio del loro tempo, le antiche tradizioni ci hanno tramandato istruzioni precise su come fare proprio questo! Quelle parole ci ricordano che “la vita” non è niente di più e niente di meno che uno specchio della nostra evoluzione interiore.

La chiave per sperimentare la vita in quanto bellezza o dolore sta soltanto nella nostra capacità di impersonare queste qualità in ogni momento della giornata.

Alcuni esperimenti fatti verso la fine del ventesimo secolo hanno confermato che siamo immersi in un campo di energia che collega ciascuno di noi agli eventi che avvengono nel mondo. La ricerca ha dimostrato che grazie a questo campo energetico, al quale sono stati dati i nomi più diversi, da Ologramma quantico a Mente di Dio, le convinzioni e le preghiere che trovano posto dentro di noi sono trasmesse al mondo fuori di noi. Sia la scienza che le antiche tradizioni ci indicano lo stesso concetto: dobbiamo incarnare nella vita quotidiana le condizioni che desideriamo sperimentare nel mondo. (Gregg Braden)

Dunque anche la scienza sta rafforzando sia l’attendibilità che l’importanza del nostro ruolo personale nell’alimentare la sofferenza o la guarigione nel mondo.

La preghiera è un momento dedicato. Le parole che possiamo usare sono essere legate al nostro credo o al “sentire personale”. Quindi possiamo creare – se lo vogliamo – le nostre preghiere usando parole “speciali” che hanno significato per noi, e per noi solamente, da inviare a situazioni di ogni genere, così da farne una preghiera sacra e intima fra noi e Dio … o come ti piace chiamarlo.

Oggi ti voglio offrire la mia: “Che ogni creatura sulla Terra possa vivere in abbondanza e prosperità. E così sia”
Ogni cosa comincia da me

FEMMINILITA’ APPLICATA

Le donne anziché applicare la loro femminilità alla parità hanno copiato i comportamenti maschili  hanno confuso l´affermazione dei loro diritti con la prepotenza. Un elemento che si vede soprattutto nell´ambito della coppia. Quando ci si separa la donna invece di prendersela con il marito se la prende con l´amante. Le donne sono diventate feroci. Ho passato i primi dieci anni della mia attività a valorizzare la dignità delle donne attraverso le leggi, a combattere per i loro assegni di mantenimento e ora assisto donne feroci che magari pensano troppo alla carriera e non si occupano dei figli delegando tutto alle colf. E che, quando si separano, diventano improvvisamente mamme, escludendo i mariti che invece hanno educato i bambini” E’ l’avvocato matrimonialista Anna Maria Bernardini De Pace che si esprime in un’intervista.

Ed è proprio l’aggressività il sentimento che la donna contemporanea utilizza credendo di poter rivendicare il proprio potere personale, assumendo atteggiamenti maschili e prendendo da essi il peggio per se stessa. La forza di una donna sta nell’abbandonarsi alle sue specifiche caratteristiche che sono l’accoglienza, la gentilezza, la leggerezza d’animo, la disponibilità all’ascolto, il sostegno morale e l’intuizione. Ancora oggi, purtroppo, a molte donne viene insegnato che il loro valore morale sta in quello che fanno e non in quello che sono e va da sé che, in un mondo prevalentemente basato sulla psicologia maschile che prevede il fare come valore, tutte le nostre straordinarie caratteristiche vengano messe in ombra.

Ad esempio, relativamente al denaro, all’abbondanza e al successo,  alcune di noi vengono tutt’oggi educate in maniera differente dagli uomini. In generale gli uomini ricevono molte più istruzioni relativamente alla gestione delle finanze e, sfortunatamente per loro, non sono sempre positive in quanto si basano sulla fatica, il sacrificio e il controllo e sulla convinzione che ci si potrà rilassare solo quando avrà accumulato una considerevole fortuna in denaro.

Di fatto è ancora radicata l’idea che “il denaro sia qualcosa di cui si possono occupare solamente gli uomini e che non ha nulla a che fare con le donne” e rappresenta buona parte della nostra educazione, nonostante la rivoluzione sessuale e la parità dei diritti. Fortunatamente non siamo esseri impotenti e possiamo imparare a credere di poter ottenere ciò che desideriamo!

Il denaro, il successo e l’abbondanza non fanno distinzioni di sesso

e quindi non c’è nulla che impedisca alle donne

di diventare meravigliosamente ricche e famose,

mantenendo dignità e femminilità.

Un esempio al quale si dà poca attenzione sono le casalinghe. Il loro è un ruolo manageriale che prevede molteplici capacità: organizzatrice, cuoca, colf, insegnante, motivatrice, autista, amministratrice, psicologa, analista, madre, amante … il tutto senza nessun riconoscimento alle capacità manageriale necessarie per far funzionare l’azienda chiamata Famiglia. A tutto ciò possiamo aggiungere il lavoro fuori casa che, unito a quello familiare, porta le ore lavorative di una donna da 8 a 20.

Ah … le donne! Molto più di uno scroscio di lunghi capelli che ricadono su un piacevole corpo ben vestito e appoggiato su tacchi da 12 cm. C’è uno straordinario cervello funzionante e ricco di idee geniali.

E allora, come possiamo fare per allineare la nostra mente verso pensieri di ricchezza, abbondanza e successo senza dover aderire ai modelli maschili, utilizzando ciò che è naturale per noi: gentilezza, femminilità, amore e comprensione? Facile! Iniziando a riconoscere per prime le qualità che ci appartengono e sostenendole con pensieri e immagini positive.

Davanti allo specchio mi guardo negli occhi e, più sinceramente che posso,  dichiaro: “Sono disponibile  a vedere la meravigliosa donna che io sono. Mi libero di ogni idea negativa, distruttiva e di qualunque pensiero che possa sminuire le mie capacità di donna scegliendo di attingere a tutte le mie infinite risorse. Sono capace di dare a me stessa ciò di cui ho bisogno e più cresco più sono al sicuro. La mia vita migliora ad ogni mio respiro rendendo il mio futuro luminoso e bellissimo.

L’essere umano ha una grandissima capacità, quella di poter trasformare la paura in gioia: basta semplicemente imparare a familiarizzare con la propria mente e accorgersi così di essere l’unico responsabile della propria vita. Noi donne siamo una fetta importante in questo mondo: portiamo ad esso la Vita.

Abbiamo quindi il dovere di prendere coscienza del nostro importantissimo ruolo da svolgere su questa Terra, ampliando la consapevolezza e iniziando a rivolgere lo sguardo oltre tutto ciò che fino ad ora ci è stato insegnato. In questo modo potremo essere veramente d’aiuto ai nostri figli, ai nostri compagni, alle altre donne che, come noi, stanno cercando senza trovare.

Una donna dovrebbe potersi percepire meravigliosa in ogni circostanza: mentre si avvia nel suo ufficio in centro città, camminando fiera su uno stupendo paio di altissime decolté, avvolta nel suo tailleur grigio, o in tuta da ginnastica e scarpe da tennis mentre fa la spesa al supermercato. E anche quando, col passare del tempo, la bellezza sfiorisce, far risplendere il suo meraviglioso cuore mostrando a tutti la Dea che vive in lei. Questo è ciò che auguro a tutte voi.

“Quando la consapevolezza raggiunge la coscienza,

il tempo si annulla e ciò che è passato

viene avvolto dal presente e illumina il futuro”

La tua SpiritualCoach, Lucia Merico

ANCHE SE NON MI PIACE, E’ SEMPLICEMENTE VITA

Situazioni che cambiano, alti e bassi, imprevedibilità possono essere tradotti in una sola parola: vita. Comprendere ciò è fondamentale per non restare delusi quando qualcosa che accade non incontra la nostra aspettativa.

Soffriamo quando le cose non vanno per il verso giusto e questo va bene se dura il breve tempo necessario per smaltire i fumi della delusione. Ma non ha senso continuare a perseverare considerando un fallimento ciò che invece appartiene al flusso naturale degli alti e bassi della vita.  Felicità o infelicità non sono fatti personali che toccano solo alcuni di noi. Sono gli aspetti duali della quotidianità che appartiene a ciascuno di noi sparsi in tutto il mondo.  E’ intrinseco nella natura stessa raggiungere gli obiettivi o mancarli.

Fuggire dalle insicurezze o dalle avventure spiacevoli non può durare nel tempo. Possiamo allontanarci per un po’ e addirittura cambiare nazione, ma questo porterà solo la parvenza della risoluzione. Presto o tardi la situazione muterà e il vecchio problema irrisolto busserà alla porta della tua mente: nuovamente.

RESTA DOVE SEI

Chi vive nella speranza che le cose siano permanenti e stabili, sta certamente toccando con mano la fragilità e l’insicurezza. Desiderare la certezza e mettere da parte l’incertezza spaventa. Possiamo calcolare al millesimo ogni nostra azione, ma ci sarà sempre un momento in cui qualcosa non andrà come avevamo previsto. Ebbene, quello è l’istante in cui possiamo imparare, migliorare, comprendere e portare la nostra vita a un livello di consapevolezza superiore.

 “Lasciati andare al fluire della vita. Lasciati andare al cambiamento”

Questo è ciò che dovremmo fare per vivere pienamente. Che non vuol dire mettere la vita nelle mani del caso, della fortuna o del destino. Significa essere al meglio che possiamo in una situazione, se la vogliamo migliorare. Significa  studiare, prepararsi, organizzare le cose affinché possano andare nella direzione che abbiamo scelto. E se qualcosa dovesse andare storto, significa comprendere qual è l’errore e ricalcolare il tiro.

Dobbiamo chiedere a noi stessi cosa davvero stiamo provando quando non riusciamo a gestire o sopportare una situazione.

Affrontare ciò da cui vorremmo fuggire è la chiave per crescere

Il sollievo non è la fuga ma il restare in una situazione scomoda, un atto di gentilezza verso sé stessi. Il superamento di un ostacolo – qualunque esso sia – ha in sé il seme della libertà.

PRATICAMENTE FELICI

Chi pratica il buddhismo cerca di coltivare quattro qualità senza limiti:

  • amorevole gentilezza
  • compassione
  •  gioia
  • serenità

Una delle molte pratiche bodhihitta  per svilupparle è la cosiddetta “aspirazione”, ossia augurare il bene altrui.

Ci si augura di essere liberi dalla sofferenza e di trovare la fonte di felicità,

e poi si augura la stessa cosa ai nostri cari;

poi si estende la pratica a un gruppo sempre più ampio di persone,

comprese quelle che non ci piacciono o quelle che non abbiamo ancora incontrato

La prima parte è piuttosto semplice, mentre augurare il bene a chi non piace o addirittura odiamo comincia a essere un po’ più complicato. Ma è proprio questo il punto: esercitare i muscoli del cuore affinché possa crescere.

La radice di sofferenza e ignoranza è comprendere che tutte le persone sono collegate: gli altri sono diversi da noi solo nella forma ma tutti siamo fatti della stessa sostanza divina.

Puoi praticare l’”aspirazione”  positiva quando entri in un negozio , quando fai la spesa al supermercato o in auto o quando sei in coda alla posta, luoghi e condizioni in cui può accadere con facilità di provare una qualche forma di fastidio.

Puoi rendere il tuo cuore meno duro rallegrandoti della buona sorte altrui nei momenti dove qualcuno fa qualcosa che anche tu volevi fare e non ci sei ancora riuscita. Insomma, quando sei invidiosa! Ti è successo di essere invidiosa? Se così fosse,potrai provare – con un po’ di allenamento – quanto sia liberatorio rallegrarsi per il successo di un’altra persona.

IN CONCLUSIONE

Certamente lo avrai già sentito dire o letto da qualche parte, ma lo voglio ripetere nuovamente:

Sono le persone per noi più difficili a essere i nostri migliori maestri nella vita

 

Col fastidio e la turbolenza che creano in noi ci incitano a superare la facciata che mostriamo al mondo, ponendoci di fronte ai nostri pensieri scomodi, alle emozioni che vogliamo nascondere.

L’essere razionali, guardare i fatti per quello che sono e rendersi responsabili della nostra esistenza è un passo fondamentale verso la spiritualità. Ogni volta che provando un sentimento di paura o  dolore riusciamo a guardarlo negli occhi, abbiamo fatto un enorme passo avanti verso la nostra evoluzione.

“La grande verità dei Luoghi che temi è che accrescere i punti “deboli” della nostra corazza può sembrare pericoloso, ma è in realtà proprio ciò che porta pace nella vita: sono empatia e compassione a renderci umani” (Pena Chödrön)

Accorgiti!

La tua SpiritualCoach

Lucia Merico