ZITTI: PARLANO I SOCIAL

Il dialogo è passato da una condizione sociale fatta di persone che si confrontano “fisicamente” a una dimensione vasta, ampia, espansa come quella dei social.

A mio parere nell’uso inconsapevole dei social c’è una sorta di «condivisione silenziosa» che ci porta dalla vita reale a quella virtuale in un’alternanza che sta diventando sempre più la “normale espressione della quotidianità”. Sui social condividiamo ansie e gioie proprio come nella vita, mostrando a volte parti di noi che abbiamo nascosto persino a noi stess*.

Possiamo trovare nuovi modi per aprirci alla consapevolezza o rimanere chiusi nell’ottusità leggendo o a nostra volta scrivendo sui social. La narrazione ha preso una piega che ondeggia sempre più velocemente tra «reale e virtuale» senza che quasi che ce ne accorgessimo. Ed eccola qua la questione da indagare: manca il riconoscimento della neutralità dello strumento e l’importanza – invece – di come lo utilizziamo.

Tutti i social e nello specifico Facebook offrono un’ampia gamma di possibilità per contaminare benevolmente o in maniera distorta la nostra realtà quotidiana. Dunque, come possiamo parlare esclusivamente di virtuale?

C’è qualcosa che sfugge ai più, un “ingrediente” che il mondo possiede e che sui social sembra non apparire, forse a causa della velocità e della distrazione con cui comunichiamo: ma non è così. Sui social questo ingrediente si amplifica a nostro vantaggio, per poter fare la differenza tra l’essere manipolati inconsapevolmente o diventare padroni della nostra esistenza.

Nulla è mai come appare, ha sempre il suo dritto e il suo rovescio e Roberta Marzola ed io lo sappiamo bene. La nostra attenzione sull’importanza di come comunicare sui social è nata con FacebookConsapevole che oggi si è trasformato in Celebrate – Dal sogno alla Realizzazione [presentazione].

Parole come “fluidità, velocità, armonia, reale e virtuale” hanno bisogno di essere comprese profondamente non solo nella loro etimologia, e noi ci rendiamo disponibili a mostrarvi un altro punto di vista che –forse –non avevate ancora preso in considerazione invitandovi ON LINE martedì 30 Ottobre alle ore 20:45 per la presentazione di Celebrate – Dal sogno alla Realizzazione [presentazione]

La pluralità delle voci e delle storie del mondo oggi emerge in tutta la sua varietà su Facebook, Twitter, Instagram, YouTube e sulle altre piattaforme social. Capire come cambia il nostro modo di narrare la realtà, richiede di fare i conti con questi strumenti di condivisione e di creazione di comunità (Marco Bardazzi)

Se ti andrà di esserci, clicca su questo link per registrarti GRATUITAMENTE
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CI SONO I SOCIAL, E POI C’E’ FACEBOOK

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Se scrivi questo, alcuni ti criticano mentre altri sono d’accordo. Se scrivi quest’altro alcuni sono d’accordo mentre  altri criticano. Chi si stupisce se non sei d’accordo con lui o lei, chi è indignato perché non sostieni le sue idee. “Clicca qui che avrai fortuna e se non clicchi la sfiga ti sommergerà” Flussi di conversazione che inevitabilmente o tirano in basso o ti sparano verso l’alto. Notizie vere, notizie finte, chi è felice e poi scontento, chi è scontento e rimane scontento, chi è sempre felice anche quando è triste, chi è felice e triste a seconda delle necessità. Tolgo gli amici, metto gli amici. Un giorno sono sul pero e un altro sul melo. Benvenuto nel mondo virtuale!

La follia, a parer mio, è il credere che tutto questo sia reale!  Ma poi in fondo, cosa è reale e cosa è virtuale? E’ questa la domanda che mi faccio, perché io stessa cado nel tranello di credere vero ciò che sono solo parole scritte e che io stessa scrivo.

MI FACCIO UNA DOMANDA

Il mio social preferito è Facebook.  Ma la domanda è: «Perché scrivo sui social?» Per ricevere attenzione, per manipolare, per controllare gli altri, per sentirmi bene, per far sentir bene gli altri, per condividere, per sentirmi meno sola, per il mi piace e più sono meglio mi sento, per essere determinata, perché ho fatto una promessa o perché non l’ho fatta, per invidia, per supponenza, per amore, per condivisione …  quante sono le motivazioni? Infinite! E ancora mi domando:  «Perché scrivo su Facebook?»  e rispondo: per raggiungere il mio cuore attraverso il cuore altrui. Perché mi fa stare bene scrivere, postare, scegliere le immagini ad hoc, cercare i video, crearne di nuovi. Sono tante le motivazioni, a volte allineate e altre volte no, e tutte fanno parte del bagaglio emozionale che attiviamo per vivere la vita.

Mi piace far conoscere alla gente la mia professione di SpiritualCoach, incuriosire, sentire gli animi che si placano o si accendono. Mi piace coinvolgere e lasciarmi coinvolgere, osservando come si muovono le emozioni dentro di me. Mi piace trovare le parole e sentirne il suono: come suona questa frase? Le parole, importanti indicatori della strada che stiamo percorrendo e tutti  – perché accade a tutti presto o tardi –  percorriamo le stesse strade ravvivate dalle stesse emozioni.

«Io non sarò mai così – Ci vuole coerenza nella vita – Scegli me: sono il meglio – Non scegliere quello perché non va bene per te: io lo so …» Parole seguite da fatti a volte coerenti altre volte no: C’est la vie! Per cui, cosa è giusto o sbagliato in assoluto, nessuno lo può sapere con certezza perché la vita varia a seconda del momento. E poi, diciamocela tutta: chi non ha mai commesso errori? Pensare di vivere in un’oasi felice e saccente è una presunzione umana.

Nessun uomo è un’isola

Faccio del mio meglio per scegliere la gentilezza e il buon senso che a volte contrastano con l’impetuosità del mio carattere. E nessuno può dire che è la strada corretta: lo è per me, per la mia indole, per la missione che ho scelto in questo mondo, che ho scelto ora. Domani è un altro giorno.

Io credo che l’unico ingrediente necessario per insaporire questo delizioso minestrone chiamato Vita sia la consapevolezza. Quando ci attiviamo nella consapevolezza, ci viene mostrata la strada. Accendere la mente prima di scrivere, parlare, scegliere e decidere è  buona cosa per vivere la vita. Oltre al computer, prima di mandare in rete qualunque cosa, impara ad accenderti con una domanda:   «Quale risultato voglio raggiungere?»

Calarsi nel mare dei social media significa sottoporsi al loro giudizio impietoso ed essere disposti a interagire, non solo a dispensare saggezza e buona scrittura a senso unico (Marco Bardazzi) 

 

Come nasce Facebook Consapevole? Da una chiacchierata con Roberta Marzola sull’importanza di usare i social consapevolmente. Roberta comincia a scrivere di come il vortice di Facebook ci ingloba senza preavviso, e in men che non si dica ci ritroviamo ON LINE con la Prima Edizione di  Facebook Consapevole: e domani  2 ottobre 2017 si conclude la Terza Edizione. Se ti è salita la curiosità, non esitare a contattarci.

Dove ci trovi? Su Facebook, naturalmente!  Lucia Merico SpiritualCoach  –  Roberta Marzola Facilitatrice e Giornalista