REPEAT AFTER ME: I AM FREE!

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La sicurezza in generale è un mito per l’essere umano. Molti vorrebbero una vita stabile, soprattutto in periodi considerati di “crisi”. Ma così facendo non si rendono conto che è andare contro natura e dritti in bocca alla sofferenza. Conosco molto bene come ci si sente. E il richiamo, a volte in alcune aree della mia vita, è appetitoso: lo ascolto, lo accolgo e scelgo diversamente.

Solo una mente in costante movimento, con pochissime pause necessarie per compiere azioni adeguate a realizzare ciò che si è pensato con determinazione, è in grado di vivere in armonia con la vita e, di conseguenza, essere centrata sulla gioia. Krishnamurti scrive che “… gli esseri umani scavano una piccola pozza personal lontana dalla corrente impetuosa della vita, e in quella piccola pozza stagnano, muoiono; e questa stagnazione, questo decadimento, è ciò che chiamano esistenza”.

Una descrizione forte e allo stesso tempo vera per molti di noi. La tendenza è di creare un piccolo bacino di sicurezza fatto di familiari, amici, lavoro, paure, ambizioni, credo religioso e tutto quello che segue a ruota, nel vano tentativo di evitare una realtà su scala più ampia. Nulla di male nell’avere intorno punti di riferimento, se si ha la consapevolezza che gli stessi potrebbero mutare a causa di eventi che appartengono allo scorrere naturale dell’esistenza. Evitare quanto più possibile il mutamento costante al quale ognuno di noi è assoggettato, significa alimentare a dismisura ogni forma di paura, dalla quale ne consegue una sperimentazione attiva attraverso gli eventi della vita.

Sii creativo in ogni situazione, affetti compresi. Sii disposto ad amare permettendo a chi è intorno a te di esercitare la propria volontà. Sono molti i modi per imprigionare, dimenticando che ogni volta stai imprigionando solo te stesso.

Accorgiti!

UNO CONTRO TUTTI

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“Tutti”. Una parola che ho usato spesso in passato. “Mi sono vergognata: mi guardavano “tutti” – “tutti” mi odiano per quello che ho fatto – “tutti” sono contro di me per la decisione che ho preso”.

“Che presunzione” penso oggi quando sento pronunciare questa parola e, a volte, lo dico: “Ma sei proprio sicuro che “tutti” erano con gli occhi puntati su di te? Proprio “tutti tutti”?”

Quando ci troviamo davanti a un cambiamento importante, protestiamo con noi stessi convinti che “tutti” avranno qualcosa da dire. Ed è una cosa tremenda sentire il peso di “tutti” sulle proprie spalle. Fino a quando capiamo che “tutti” si riduce a un gruppetto minimo di persone, alcune delle quali forse non sono nemmeno più in vita. La psicologia le definisce “l’altro generalizzato”. Mi ci è voluto parecchio tempo per capire che ogni cosa che facevo era per compiacere mia madre e per ottenere la sua approvazione.

Solo quando ho capito che, in realtà, esistono milioni di punti di vista su tutto, ho cominciato a evitare di sentirmi “obbligata” nei confronti di un “tutti” immaginario e presuntuoso, e mi sono sentita libera di perseguire ciò che ritenevo giusto. L’ho capito nel momento in cui ho dato le dimissioni: durante tutto il tragitto dall’ufficio a casa, il mio dialogo interiore era un continuo conflitto rivolto a come avrei affrontato mia madre per dirle cosa avevo scelto di fare. Un dialogo che è svanito in un attimo di fronte a lei quando mi disse: “Bene, ciò che vai a fare ti piace?”. “Tutti” erano solo lei, ingigantita a dismisura nella paura folle di non essere approvata.

Oggi ridimensionati a trovare il tuo “tutti” personale. Di fronte a una situazione di cambiamento, domandati chi avrebbe qualcosa da dire e affrontalo: potresti stupirti della sua risposta!
Accorgiti!

SEI PRONTO A RICEVERE?

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Quando sai di volere una cosa che non hai, pensi che qualcosa al di fuori di te la tenga a distanza, ma questa non è mai la verità. L’unica cosa che ti impedisce di ricevere ciò che desideri é il fatto che le tue abitudini o i tuoi pensieri differiscano dai tuoi desideri. (Esther Hicks, Jerry Hichs – Ask and It is Given)

In poche parole, puoi avere qualunque cosa desideri, a patto che la tua mente e il tuo essere siano pronti a ricevere.
A quel punto trovi pensieri e strategie d’azione che ti portano dritto verso la meta. (LM SpiritualCoach)

GLI OCCHI DEI BAMBINI

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Le prime lenti con le quali guardiamo il mondo sono quelle dei nostri genitori, parenti, insegnanti e tutte le persone che ci sono state accanto durante l’infanzia e ci hanno educato. Ogni loro estensione di conoscenza è stata da noi presa in considerazione e accettata: nasciamo senzienti e con la capacità di scegliere e decidere, anche se può sembrare improbabile.

I loro schemi, quindi, diventano in gran parte i nostri, e anche quando crescendo entriamo in reazione con questi schemi -vedi la ribellione adolescenziale- non ce ne stacchiamo mai veramente.

Ricordo con un sorriso, ora, quando mi dicevano “Sei tutta tua madre”. Accipicchia se mi rodeva! Volevo essere tutto tranne che assomigliare a lei: vittima delle situazioni, intollerante, severa. E questo fastidio è durato molto tempo fino al momento in cui non ho cominciato ad accettare di essere una sua estensione. Da quel momento ho potuto cambiare iniziare il vero cambiamento. Ora, di lei ricordo la sua creatività, l’amore per le cose belle, l’eleganza innata, la raffinatezza … e anche tutto il resto.

Per cui, non è sufficiente entrare in contestazione con uno schema acquisito per essere liberi. Anzi, il rischio è di consolidare proprio ciò che si sta attaccando. Qualsiasi pensiero o condizione verso la quale ci scagliamo è un pensiero, di fatto, che ci possiede, e più cerchiamo di combatterlo, più diventerà solido dentro di noi.

Accettazione, è la parola corretta. Una consapevole accettazione di un dato di fatto -essere stati bambini- può davvero cambiare la nostra esistenza. Non c’è errore alcuno in ciò che ci è stato trasmesso, se guardiamo dal punto di vista dell’esperienza. Gli adulti che hanno circondato i nostri primi anni di vita, hanno esteso unicamente ciò che a loro volta avevano imparato. Niente di più, e neppure niente di meno. Prendere coscienza di questo è alleggerire la propria mente dal rifiuto di essere ciò che si è, nel vano tentativo di cambiare. Un vero cambiamento avviene nella consapevolezza e conoscenza di essere noi e solo noi i veri responsabili di ciò che accade. Se questa responsabilità viene accettata, ecco che il cambiamento verso una nuova visione della vita diviene possibile.

Rifletti su questo: “Che cosa pensavano i miei genitori o i miei educatori relativamente alla vita? La vivevano con passione o sofferenza? Ed io, che cosa penso della vita? La vivo con passione o sofferenza? Portare allo scoperto le risposte a queste domande potrebbe davvero fare la differenza.

“Di solito si ascoltano troppo poco i bambini in tutte le cose essenziali |…| e in tutte le cose essenziali li si addestra a una perfezione da automi” Carl Gustav Jung

DICONO DI ME

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A quale modello femminile senti di appartenere? Potrebbe essere importante porre a noi stesse questa domanda, confrontandoci anche con i personaggi della storia, della letteratura e del cinema. Ci sono donne che abbiamo amato, e abbiamo sentito idealmente vicine, o al contrario donne che abbiamo avvertito come il nostro opposto. Ci sono qualità femminili, ma anche maschili, che amiamo e disapproviamo e possiamo riconoscerle nel nostro partner.” scrive Roberta Giommi nel suo libro “Le Donne amano la Terra e il Cielo”.

Un suggerimento utile è prendere carta e penna e rispondere a questa domanda, portando alla luce quelle caratteristiche che inevitabilmente abbiamo provveduto a nascondere nel profondo del nostro cuore. Donne e Uomini diventano trasparenti quando smettono di nascondere la loro anima dietro alle finzioni di ciò che non sono. Credere nella parità tra Uomo e Donna è proprio una di queste finzioni e stereotipi. Donne e Uomini sono profondamente differenti e proprio queste differenze sono la loro grande forza. Capaci di compensarsi, hanno imparato a soffocare la loro voce interiore, facendo parlare l’aggressività e la forza bruta, così naturale negli uomini. Il fatto drammatico è che anche le donne hanno imparato a essere aggressive e brutali, e questo ha rinchiuso in una cella buia la loro capacità di essere accoglienti nutrici che indicano la strada da percorrere.

Sono le voci e gli insegnamenti che abbiamo assorbito dal nostro passato, quello remoto che si radica nel profondo del nostro DNA insieme a quello di nascita che appartiene all’attuale vita. E ora, in un’età che consideriamo adulta, il gioco continua a essere riproposto, guidando le esperienze fatte di pensieri e azioni. Il cambio di rotta è possibile se c’è la volontà di osservarne le dinamiche, riconoscendo che per ogni adulto che abbiamo incontrato nei primi anni di vita, ne portiamo dentro il ricordo e l’insegnamento. Il sentimento della gratitudine è ciò che deve scaturire per riconoscere le persone che oggi siamo, nella buona o nella cattiva sorte. E va imparato poiché difficilmente siamo grati per il nostro passato.

Il Matriarcato e l’attuale Patriarcato sono le radici che, ancora oggi, veicolano la nostra esistenza, accettata inconsciamente o consapevolmente da ognuno di noi. Ribellione e vittimismo sono le dinamiche sulle quali le donne contemporanee si svegliano la mattina e si addormentano la sera. Come tutto in questo mondo, se riconosciuto, prende un sapore differente, più dolce forse, sicuramente diverso.

Appassionati a conoscere te stessa o te stesso, unica via per ricordare.

MADRE E FIGLIA

ROSA ROSSA

Il giorno che ho scoperto che alcuni tratti del mio carattere erano uguali a quelli di mia madre, mi sono indispettita. Non volevo essere piagnucolosa, lamentosa, o qualunque cosa mi facesse sentire vittima delle situazioni. Nell’inconsapevolezza di quel tempo, mi torturavo nascondendo tutto questo sotto il velo spesso della forza di volontà: se stavo male, facevo ugualmente ciò che era giusto fare. Mi sono creata in questo modo quello che, generalizzando, viene chiamato “carattere”: ero una donna di carattere, forte, alla quale potersi appoggiare in ogni occasione. Prima venivano tutti gli altri e poi arrivavo io. Organizzavo, preparavo, ascoltavo solo per sentirmi diversa dalla donna che mi aveva messa al mondo, senza nemmeno accorgermi che anche mia madre usava le stesse dinamiche, a modo suo. L’apparente diversità era che lei esprimeva il suo vittimismo in maniera plateale mentre io lo trattenevo dentro di me.

Quando mi sono accorta di avere parte del suo carattere? Iniziando a lavorare su me stessa: più comprendevo i miei disagi, più aumentava la comprensione nei suoi confronti. Ho iniziato facendomi raccontare come era stata la sua vita da bambina. Le ho chiesto di raccontarmi dei suoi genitori, così come lei li aveva vissuti, delle sue aspirazioni, dei sogni che aveva e che voleva realizzare. Mi sentivo madre io stessa, in quel momento, nel provare un affetto profondo mentre ascoltavo i suoi racconti, accorgendomi per la prima volta che non erano le orecchie ad ascoltare le sue parole, ma il cuore di una donna rivolto a un’altra donna.

E’ stato bello scoprire che avevo tratti del suo carattere creativo e fantasioso, della sua voglia di conoscere e viaggiare, leggere e imparare. Cambiando la mia visione è cambiato anche il nostro rapporto personale. Le sono grata di avermi portato in questa vita a vivere la straordinaria esperienza che sto vivendo, ogni giorno. Questo è il perdono, la chiave della vera felicità.

Grazie Licia: sono felice e orgogliosa di essere tua figlia.

C’È UN TEMPO PER OGNI COSA

Il tuo Cielo interiore sarà quello con cui dovrai fare i conti se vuoi che all’esterno emerga il meglio di te. “Come dentro così e’ fuori” e’ una frase che ha qualche secolo e mai come in questo tempo e momento e’ così attuale. E’ la parte interiore che va sistemata, il vero punto di partenza dove far salpare la nave della consapevolezza e per fare ciò la prima fondamentale ristrutturazione e’ proprio nella visione che hai della vita e il modo in cui interagisci con la responsabilità.

Sei abituato a dare la colpa al sistema, alla società, al tempo, al “lui o lei della situazione, al tuo capo che e’ stronzo e alla macchina che si e’ fermata per la strada: e’ sempre colpa di qualcuno o qualcosa d’altro. E se non fosse così? E se questo fosse il modo più facile per soffrire? E se questi atteggiamenti improvvisamente cambiassero, che ne sarebbe della tua vita?

Riflettiamo insieme: hai stabilito che la colpa e’ di qualcosa esterno a te di cui tu non hai nessun controllo, e questo e’ vero solo parzialmente. Non puoi controllare gli eventi atmosferici, o le catastrofi naturali … per adesso. Ora, se esci la mattina senza ombrello e inizia a piovere, e’ possibile che la cosa più probabile che ti possa accadere e’ bagnarti: e questo poco importa perché poi ti asciughi. Più coinvolgente e’ essere testimoni di una catastrofe naturale: se sei coinvolto in un terremoto, c’e’ poco da fare se non sperare che tutto vada per il meglio. Una situazione tremenda, fatta si terrore in tutte le sue oscure sfumature: cosa può fare la differenza per una persona, una famiglia, una comunità che ha perso tutto? Avere qualcuno che si prenda cura di loro, che le dia il sostentamento per far fronte alle prime necessita’, e parlo di un riparo, cibo, acqua.

Ma c’è bisogno anche di conforto, di comprensione, di avere qualcuno che ti porge la mano e ti sostiene e che magari piange con te: e c’è anche bisogno di persone che ti aiutano a riprendere e a capire come poter fare per ricominciare, come rendere positivo un evento così drammatico. Hai letto bene positivo perché c’è in ogni situazione una visione migliore del piangersi addosso. C’e’ un tempo per ogni cosa e questo, secondo me, e’ il tempo perfetto per iniziare a vivere la vita con più consapevolezza, usando il tempo presente per programmare il meglio. Basta passato e basta futuro: qui e ora e’ la parola chiave! Esiste solo questo momento, quello che utilizzi per leggere questo articolo che si unisce a un altro momento e un altro ancora e poi ancora …. Tanti attimi di tempo presente dove godere di ciò che hai, dove piangere e poi rimboccarti le maniche, dove gioire insieme agli altri della vita.

Questa e’ consapevolezza: una collana infinita fatta di attimi vissuti, un unito sentimento fatto di milioni di sentimenti, emozioni, sensazioni. In questo attimo di tempo presente la colpa svanisce e lascia il posto al rinnovamento. Concludo con un piccolo pezzo del libro di Bambaren “l’Onda perfetta”

Che ti ci creda o no, amico, c’e’ un tempo per ogni cosa. Non c’e’ niente di peggio che tormentarsi con la catena dei se. Si puo’ decidere di prendere una direzione diversa solamente quando si e’ arrivati in un punto in cui la strada si divide, non prima.
Qualcuno molto tempo fa disse che la ragione per cui gli esseri umani sono superiori a tutte le altre creature e’ che sono in grado di prendere decisioni per mezzo del ragionamento, mentre gli animali si basano solamente sull’istinto. Io credo invece che per essere veramente superiori dovremmo trovare il giusto equilibrio fra istinto e ragione.

Allenati ad essere felice e … lasciati andare al fluire della Vita …

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