LA MONETA DELLA FELICITA’

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I bambini sono una fonte inesauribile di opportunità per imparare. Questo breve racconto di vita quotidiana lo voglio condividere con tutti quei genitori che in questo momento stanno vivendo la difficoltà della separazione.

E’ una convinzione generalizzata credere che ai bambini si possa mentire, dimenticando che la loro sensibilità va al di là delle parole. La sofferenza degli adulti viene trasmessa non solo dalle parole verbalizzate ma anche, e soprattutto, dall’energia che ogni parola non detta trattiene dentro di sé. Ecco il racconto.

E’ un martedì di qualche tempo fa, e incontro il piccolo Francesco.

«Ciao Francesco, come stai?» chiedo e lui risponde educatamente «Bene, grazie» Come se stessi parlando a un adulto, domando «Come posso esserti d’aiuto?» In questi anni ho imparato che i bambini si sentono più rispettati quando vengono trattati con rispetto. Francesco ha solo dieci anni di vita, è maturo oltre misura per la sua età, intelligente, sensibile e molto educato. Ci siamo visti altre volte per piccoli problemi di relazione con la maestra di scuola e una volta perché faceva brutti sogni.

Mi risponde: «Ho un problema» e i suoi occhi sono gonfi di lacrime. Le trattiene: ha imparato dal nonno che non si piange di fronte agli altri. «E qual è questo problema?» chiedo. Risponde abbassando gli occhi «Il papà va via di casa e io ho paura di rimanere solo» Percepisco la sua angoscia, la sua ansia, la rabbia e questa immensa paura che escono da quel piccolo essere, eppure già capace di provare emozioni spaventose.

«Ne vuoi parlare?» chiedo con un nodo alla gola. «Sì grazie. Ho paura di non vedere più il papà. Lui va ad abitare in un’altra casa e sarà solo, e se ha bisogno di qualcosa non c’è più nessuno con lui. E tra qualche tempo incontrerà un’altra signora e faranno un altro bambino e lui si dimenticherà di me.» Ancora una volta l’intuito mi suggerisce che non è tutto. Infatti continua dicendo «E poi è colpa sia mia se i miei genitori si stanno separando»

La mia mente è vuota e dalla mia bocca non esce nulla. Sono attimi lunghissimi dove non esistono più confini e io non trovo le parole per confortarlo. Chiedo sostegno di Dio affinché mi possa indicare la maniera per affrontare la situazione, e le parole iniziano a formarsi nella mia mente.

«Sai Francesco, esiste una moneta speciale fatta apposta per questi problemi. Si chiama “moneta della felicità”. Quando sei infelice o ti senti arrabbiato o hai paura che succeda qualcosa di brutto, tieni stretta la moneta tra le mani e ti sentirai molto meglio. Vuoi provare?» Un sorriso prende il posto delle lacrime trattenute. Prendo dal portafogli una moneta che conservo sin dal mio ultimo viaggio in Oriente. Francesco apre la mano, appoggio la moneta sul suo palmo e lui chiude gli occhi e la stringe per qualche secondo, come per verificarne l’efficacia. E quando li riapre è stupito e sorride «Sai che funziona? Mi sento già meglio» dice. Sento che è sollevato: il mio cuore è leggero. Inizia a chiacchierare di calcio e di scuola e mi racconta dei suoi cugini e di quante risate fanno insieme.

I bambini sono semplici e nella loro semplicità compiono grandi azioni, donandoci ogni volta delle lezioni importanti. Penso con gratitudine a quanto è bella la mia professione e alle mille opportunità che ogni giorno mi offre per conoscere me stessa. Grazie Francesco per avermi insegnato che è facile scacciare le nubi della tristezza per lasciar posto alla felicità. E’ sufficiente credere nella magia della Vita.

Benedetta gente, farebbero qualsiasi cosa per far finta che la magia non esiste, anche quando ce l’hanno sotto il naso… (Harry Potter e la camera dei segreti )

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(Photo by Robert Collins on Unsplash)

OBIETTIVI FELICI

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Pensa: in questo momento ci sono persone che stanno facendo esattamente ciò che vogliono impiegando il loro tempo nell’attività che li appassiona o lavorando senza tregua per ottenere il risultato che hanno stabilito. Mossi dalla passione, raramente guardano l’orologio quando sono focalizzati a ottenere un risultato e si allenano costantemente. Hanno in testa un solo risultato: arrivare sulla vetta del loro obiettivo.

C’è un comune denominatore tra queste persone che è la chiave del loro successo personale: la volontà di riuscire. Non è vero che ci sono poche possibilità. E’ invece vero, secondo me, che alcuni scelgono di guidare e altri di seguire. Dunque il successo non è una questione di circostanze, di talento innato o di intelligenza: è una questione di scelte e decisioni. 

Tra le infinite considerazioni che vengono fatte su ciascuno di noi nell’arco della vita personale partendo dai genitori, dagli insegnanti e tutti gli “educatori” con i quali siamo entrati in contatto dalla nascita fino ad ora, è possibile aver scritto inconsciamente un registro di cose che crediamo o non crediamo di avere e che costituiscono le fondamenta fatte di “ce la posso fare – non ce la faccio – non sono il tipo adatto – questa cosa fa proprio per me …”.

Queste etichette sono state applicate, il più delle volte, da coloro che ci volevano molto bene e che hanno creduto di agire per il nostro meglio, ma il risultato finale è che questa immagine non è la nostra. Scavando in profondità possiamo accorgerci che abbiamo ereditato la “paura dell’acqua” dalla nonna che diceva “Stai attenta che affoghi” o la relazione con la scarsità di denaro dal papà che, facendo il passo più lungo della gamba, era sempre in bolletta. 

IMPOSSIBILE EVITARE I CONDIZIONAMENTI

I condizionamenti non si possono evitare: a volte sono favorevoli alla nostra vita, altre volte la invalidano rendendola davvero complicata. In ogni caso non c’è condizionamento che non si possa trasformare, se scegliamo che sia così: e una delle possibilità per uscire da esso è cominciare a pensare in grande. Funziona davvero e non solo per quanto riguarda gli obiettivi di carriera, la sicurezza finanziaria e le relazioni importanti. Ti porta a guardare la vita sotto una luce diversa, più ampia e possibile per te. Questa scelta è complicata tanto quanto la lotta che ogni giorno fai per restare inchiodato alle tue convinzioni invalidanti, e mi puoi credere avendo io stessa viaggiato per molto tempo col freno tirato e la macchina che andava a rilento.

Uno dei motivi per cui pensare in grande è necessario sta nel fatto che, quando siamo di fronte alle difficoltà, il nostro pensiero si fa piccolo, la mente si restringe e intorno a noi il mondo sembra chiudersi in una morsa. L’allenamento a pensare in grande ci aiuta proprio in queste circostanze.

Se hai un obiettivo, qualunque esso sia, la prima mossa per abbassare il freno e cominciare a lasciare che la macchina della vita possa muoversi in quella direzione, è guardare i tuoi pensieri scrivendoli per come ti vengono al momento. Metti nero su bianco le negazioni rispondendo a una semplice domanda: “Cosa mi impedisce di raggiungere il mio obiettivo?”. Ti aiuterà a vedere gli ostacoli anziché accorgerti che esistono solo quando ci sbatti contro.

Cambia il tuo linguaggio e rendilo ricco di possibilità ampliandolo con vocaboli di successo, così da permettere all’energia potente della parola di aiutarti ad avere una visione differente di te stessa. Cammina, pensa, agisci come farebbe una persona che ha già raggiunto l’obiettivo che tu vuoi raggiungere. Puoi aiutati coi libri, partecipa a corsi, incontri, frequenta persone che hanno realizzato ciò che volevano nella loro vita e che generosamente ti raccontano come hanno fatto: prendi spunto da loro. E migliora l’ambiente dove vivi: tienilo in ordine, pulito e circondati di oggetti che ti piacciono, non necessariamente costosi.

Sono solo piccoli suggerimenti che possono davvero fare la differenza tra il vivere e il sopravvivere. La linea che divide il  fallimento e il successo sta in ciò a cui crediamo di essere e di avere diritto: per questo conviene cominciare a pensare in grande.

Affronta gli ostacoli e fa qualcosa per superarli. Scoprirai che non hanno neanche la metà della forza che pensavi avessero (Norman Vincent Peale)

 

E per superare la difficoltà, ci vuole preparazione, competenza, conoscenza della propria energia e del proprio sistema di pensiero. Queste qualità sono già presenti dentro di te e se già non le esprimi, puoi portarle a galla attraverso tecniche semplici ed estremamente efficaci. Alcune di queste tecniche le puoi imparare e riscoprire frequentando il Corso Base di LoveHealing. Se sei incuriosita, clicca sul link di seguito  ➡➡➡ http://bit.ly/2ivD1zh 

CREATRICE DI FELICITA’

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Voglio essere felice e’ una bella affermazione! Sicuramente, mantenendola ferma nella mente, prima o poi di manifesterà: o forse no. Dipende dalla tua volontà determinata dal tuo dialogo interiore. Ma, andiamo per gradi. Cos’è la felicità?. E’ forse qualcosa che pensi di meritare o una condizione che arriva dopo un periodo infelice? Io credo che la soluzione sia proprio in ciò che credi di te stessa e della vita. Meritare, non meritare, ricevere, non ricevere: e se la felicità fosse qualcosa che ci è dato come eredità naturale quando arriviamo in questo mondo? Ci hai mai pensato? Se fosse così, a cosa servirebbe inseguirla? Sarebbe sempre lì tranquilla ad aspettare di essere accolta e tu smetteresti di affannarti cercandola nelle cose, nelle persone, nelle situazioni.

Puoi partire da un concetto semplice: la vita e’ un dono e, se sei d’accordo con questa affermazione, sarai anche d’accordo sul fatto che non hai dovuto meritare di essere vivo: la vita ti è stata data, non l’hai dovuta guadagnare. Per questo, se la vita è un dono, ti viene donata con tutti gli accessori straordinari che essa comprende: gioia, felicità, abbondanza, ricchezza, amore, serenità, eternità, unicità. Non puoi meritare queste cose perché le hai già ottenute, non puoi costringere la vita a renderti felice perché tu già possiedi la felicità.

Lo sforzo che ogni volta metti in atto per essere felice appartiene alla parte di te che crede che tutto questo non sia possibile. Questo è il motivo per cui cerchi disperatamente di perseguire la felicità: perché credi o non sai che è una tua eredità naturale.

La felicità va accolta e riconosciuta, non inseguita.  Osho ha scritto da qualche parte che nessuno ha diritto di essere felice: puoi essere felice ma nella tua felicità non c’è nulla che assomigli a un diritto.

Se la vita è un dono, tutto ciò che appartiene ad essa è un dono che puoi attendere diventando ricettiva e trovando in ogni cosa, situazione, condizione un motivo per esserlo, senza pretendere che arrivi. Nella pretesa c’è aggressione, paura, rabbia, testardaggine: nulla che sia legato all’amore può arrivare attraverso la paura. La felicità non può essere perseguita ma puoi indurla a venirti incontro aprendogli la porta con gentilezza, accogliendola e riconoscendola in ogni tua azione.

Non avere fretta di essere felice: la fretta è uno spreco del tuo prezioso tempo. Piuttosto fatti una domanda: Cosa farebbe Dio in questa situazione? E pensa che Dio non ha fretta perché non deve andare da nessuna parte: Lui e’ già in ogni luogo! E anche tu che sei stato fatta -nella sostanza- a Sua immagine e somiglianza, mettiti tranquilla e guarda la felicità esprimersi in ogni tua scelta!

Lasciati andare al fluire della Vita

 

Imparare ad essere felici, comprendere cos’è la felicità ritrovandola in ogni sfumatura della vita, è possibile. La conoscenza profonda di te stessa, l’incontro e il confronto con altre donne aumenta notevolmente la tua consapevolezza della felicità. Per questo ogni anni in estate organizzo STREGATA DALLA LUNA. Se vuoi sapere di cosa si tratta, puoi cliccare su questo link ➡➡➡http://spiritualcoach.it/appuntamento/stregata-dalla-luna/

TU CHIAMALE EMOZIONI

Le emozioni come paura, indecisione, senso di colpa sono alcune delle strutture che appartengono da sempre all’essere umano e che – se usate nella maniera scorretta – ammalano la mente, il corpo e lo spirito. Tutte sono trattabili con un’unica medicina: l’Amore. Che non è quello romantico che fa battere il cuore o quello benefico che appoggia le sue basi sul sacrificio.

L’Amore che intendo è un’applicazione pratica ed ha un unico scopo: quello di rendere le nostre vite più gioiose.

Espandendo la spiegazione e basandomi sulla mia personale esperienza, ti posso dire che tutte le creazioni emozionali da noi inconsciamente volute hanno bisogno di essere amate, accettate, accolte anziché escluse.

IGNORARE LE EMOZIONI

Questo viene insegnato a molti di noi: a ignorare le emozioni. Maschi e femmine, anche in questo, sono differenti. Ai primi viene detto: “Non piangere che sei un ometto”. E per le femmine la più gettonata dei miei tempi era: “Stai composta”!

La frase personale, quella che mi ha resa una roccia nei confronti del mondo è stata: “Non piangere che diventi brutta!”. Per la paura di sentirmi brutta ho messo da parte il pianto per molti anni. Ancora oggi, in certe occasioni, piangere mi fa sentire a disagio.

Ignoriamo e reprimiamo le emozioni che abbiamo imparato a giudicare negative e che ci fanno soffrire: le mettiamo da parte nella speranza che possano svanire. Alcuni lo fanno anche con le emozioni positive, sentendosi in colpa del benessere che provano in quel momento.

DI COSA VIVONO LE EMOZIONI?

C’è un ingrediente speciale per mantenere vive le nostre emozioni ed è l’attenzione. Più le carichiamo di attenzioni, più si rigenerano.  Questa dinamica ha un unico scopo: mantenerla vive affinché possano essere osservate e trasformate in qualcosa di più accettabile e conveniente per noi.

Molti sono i modi per rendere accettabili e convenienti le emozioni e un primo passo può essere quello di strutturare una frase che si adatti allo scopo. Rivolgendo l’attenzione all’emozione, puoi pensare o dire: “Ti riconosco, ti accolgo e ti dico sì: anche tu sei benvenuta” .

Un passaggio abbastanza semplice se si tratta di un’emozione piccola, alla quale diamo poco significato, di quelle etichettate come leggere. Nel caso di un’emozione con l’etichetta pesante possiamo inserire un piccolo inciso: “Anche se in questo momento non avrei nessuna voglia di accoglierti, in ogni caso una parte di me accetta di riconoscerti e dirti sì, anche tu sei benvenuta”.

Non perdiamo mai nulla di ciò che ci  è utile per essere felici

Abbiamo solo bisogno di ricordare che le emozioni ci indicano la direzione in cui stiamo andando. Per questo motivo necessitano di attenzione, poiché in loro possiamo trovare il modo per dirigere la nostra energia dove è più conveniente.

Nel raggiungimento di un obiettivo – qualunque esso sia – le emozioni giocano un ruolo importantissimo: solo la livella fondamentale per aggiustare il tiro e lo possiamo fare in miliardi di fantasiosi modi che il mondo della percezione – il mondo in cui viviamo – mette generosamente a disposizione.

Nessuno di questi modi è migliore di un altro o contiene un segreto più segreto di un altro. Ciascuno di essi arriva nel momento stesso in cui la nostra mente si predispone a ricevere, e sarà sempre il modo migliore per quel preciso momento.

Se ti va, utilizza la tecnica che ti ho proposto, falla tua e poi passa ad un’altra. In questo modo potrai scoprire che “positivo o negativo” sono una separazione che hai messo in atto per restare fedele all’infelicità.

La vita non è “bella o brutta” ma un’esperienza da vivere in ogni suo attimo.

Accorgiti!

LO VOGLIO DIRE!

Ciò che accade nella mente di una donna quando viene lasciata è davvero struggente. Spazia dal sentirsi vittima della situazione alla vendetta più crudele.  La ferita inflitta è un solco che difficilmente si rimargina in tempi ristretti, e rimane a memoria di quel torto subìto, di quel tradimento lacerante e inaspettato. Ma è proprio così? Davvero non ci accorgiamo di ciò che sta accadendo o semplicemente viene più comodo lasciar andare le cose come vanno per poi vestire il ruolo di vittima sacrificale, molto più semplice da mostrare al mondo? E se la vittima, a un certo punto, divenisse lei stessa un carnefice?

Mamma mia in che buco profondo mi sto cacciando: ma lo voglio dire. E lo dico per esperienza personale di donna tradita e abbandonata, con tutti i crismi che si rispettano e con tanto di dito puntato sull’altro …almeno all’inizio.

 

C’erano state tante avvisaglie di una relazione malata, che si stava spegnendo, a tratti morta e rinnovata solo da piccolo sprazzi di felicità che ritrovavamo nei viaggi e nelle uscite con gli amici. E un pensiero che affiorava nei momenti di difficoltà: “Ma perché non ne trova un’altra?! Così finalmente posso essere libera. Così finisce questo tormento!”. Se solo avessi ascoltato e messe in evidenza queste parole che a quel tempo credevo essere solo mie, intimamente pensate nella mia mente e senza possibilità di poterne fare esperienza. E proprio questa sensazione le rafforzava ancor di più. Fino al giorno in cui è successo ciò che avevo fortemente e inconsapevolmente chiesto.

Che tragedia! La vittima finalmente può esprimersi. Poverina me. E le richieste fatte con forza e determinazione dove sono finite? Completamente dimenticate! Dagli all’uomo infedele, allo stronzo che mi abbandona “dopo tutto quello che ho fatto per te, dopo tutti i sacrifici per accontentarti”. Puoi capire lo stupore quando la mia coach mi aiutò a far luce sul concetto di responsabilità dicendomi: “Sei responsabile della tua vita al 100%. Che significa, in qualche modo e a un qualche livello, che hai chiesto di fare questa esperienza”  Ero molto volonterosa e le credetti sulla parola: ma la mia testa diceva ben altro.

E’ passato un po’ di tempo prima di poter comprendere a fondo e finalmente ringraziare, e perdonare, e rinnovare. Mai tempo fu speso meglio! E ancora oggi ringrazio, perdono e rinnovo. No, non è facile: ancora oggi non lo è. Ma sono determinata a volere il meglio per me e per la mia vita. Quindi mi viene facile ora … facile forse non è la parola esatta. Semplice? Neppure! Forse “conveniente”  è appropriata, avendo scoperto il prezzo altissimo che ho pagato nell’insistere a voler avere ragione anziché essere felice. Accorgiti!

CHIACCHIERE DI SUCCESSO

Siate chiari su ciò che volete

Siate fiduciosi che si realizzerà

Oggi partiamo da questi due elementi e chiacchieriamo di successo e di come, a volte, arriva in punta di piedi. E voglio anche chiacchierare di come invidia risentimento fanno breccia nella nostra vita quando sono anni che lavoriamo con impegno al conseguimento di uno scopo senza risultati evidenti. Ti è mai successo? Sono certa di sì, a meno che tu non sia dotata di una particolare forza mentale.

C’è un legame tra il nostro atteggiamento e il nostro livello di felicità. Quando ci aspettiamo il meglio e siamo rilassati, stiamo usando l’atteggiamento migliore per conseguire il successo nella vita. A volte l’intensità di un desiderio, il pensiero fisso e costante può tenere lontane da noi le forme positive utili per raggiungere ciò che ci siamo prefissate, aumentando invece la paura di non riuscire. Come possiamo fare?

PREPARIAMOCI PER LE COSE BELLE

Se da una parte è positivo cambiare la nostra prospettiva così da aspettarci il meglio dalla vita, dall’altra parte è utile prepararci per quando arriverà. Che cosa significa? Te lo spiego subito. E’ certamente utile leggere libri che parlano di prosperità, pensare positivo, partecipare a corsi per rinnovare i nostri intenti, ma non è tutto e credere che lo sia è lasciare il discorso a metà. Agire in “senso prospero”, fare come se, muoversi nella direzione della prosperità bevendo un caffè nel bar più bello della mia città, essere grati ogni giorno per ciò che già possiedo è prepararmi per ricevere. Abbiamo bisogno di contenitori nel quale infilare il nostro obiettivo, come fosse un pentolone dove mettere gli ingredienti scelti con cura per preparare la nostra pietanza preferita.

E POI C’E’ L’INTUITO

Quanti di noi hanno ascoltato la vocina che diceva “è il tuo momento” realizzando ciò in cui credevano mentre altri hanno ascoltato la voce di mamma e papà che con tanto amore e protezione diceva loro: “Trovati un lavoro fisso, arriva alla pensione e poi goditi la vita”. Per un po’ ho seguito la voce di mia madre, per capire che stavo realizzando una sua aspettativa. Anni dopo ho seguito quella voce che diceva: “Sei pronta” ed ho virato bruscamente dando alla mia esistenza un’impronta decisamente più felice.

Molti grande imprese sono state guidate dall’intuito. Henry Ford, per esempio, non ha mai rinunciato a credere che un giorno l’automobile sarebbe stata alla portata di tutti, benché suo padre giudicasse l’idea una perdita di tempo. Di fronte a un bivio è utile seguire l’intuito, quella spinta che ti porta a virare a destra piuttosto che a sinistra o viceversa. C’è una Voce dentro di noi che corrisponde alla saggezza e spinge verso il meglio che possiamo immaginare. Lo capisci dal brivido che ti arriva lungo la schiena, dal vedere certamente con gli occhi chiusi il tuo orizzonte più luminoso, dal sentire una voce che ti incita e fa il tifo per te. Tutti noi possiamo imparare ad ascoltare ed è utile e conveniente farlo.

Non è possibile entrare nel regno dell’abbondanza lamentandosi della propria sorte

Sono d’accordo con questo pensiero espresso da non ricordo più chi. Riusciamo ad entrare nell’abbondanza quando diventiamo consapevoli della ricchezza che è già presente intorno a noi. Non c’è carenza se sappiamo come fare e non possiamo sentirci privati di nulla quando pensiamo alla nostra vita in termini di abbondanza. L’universo è sempre pronto a fornirci gli strumenti per progredire.

Molti di noi rinunciano a perseguire il loro scopo proprio quando sta per accadere qualcosa di grande. Il successo è un sistema dove coraggio e perseveranza sono elementi importanti. Crediamo di dover compiere gesti grandiosi per poter migliorare la nostra vita, ma in realtà bastano piccoli gesti, uno accanto all’altro, e tanta gratitudine per ciò che si manifesta intorno a noi.

A volte siamo talmente fossilizzati nei nostri pensieri triti e ritriti che cessiamo di essere coscienti delle infinite opportunità che si presentano: smettiamo di aspettarci il meglio. Oggi guida tu la tua vita e quando credi di essere nel buio più profondo pensa che c’è sempre un momento in cui le tenebre sembrano inghiottire tutto, ed è proprio un attimo prima dell’alba.

Oggi lasciati guidare alla fede e metti da parte la paura. Accorgiti!

La tua SpiritualCoach, Lucia Merico

ANCHE SE NON MI PIACE, E’ SEMPLICEMENTE VITA

Situazioni che cambiano, alti e bassi, imprevedibilità possono essere tradotti in una sola parola: vita. Comprendere ciò è fondamentale per non restare delusi quando qualcosa che accade non incontra la nostra aspettativa.

Soffriamo quando le cose non vanno per il verso giusto e questo va bene se dura il breve tempo necessario per smaltire i fumi della delusione. Ma non ha senso continuare a perseverare considerando un fallimento ciò che invece appartiene al flusso naturale degli alti e bassi della vita.  Felicità o infelicità non sono fatti personali che toccano solo alcuni di noi. Sono gli aspetti duali della quotidianità che appartiene a ciascuno di noi sparsi in tutto il mondo.  E’ intrinseco nella natura stessa raggiungere gli obiettivi o mancarli.

Fuggire dalle insicurezze o dalle avventure spiacevoli non può durare nel tempo. Possiamo allontanarci per un po’ e addirittura cambiare nazione, ma questo porterà solo la parvenza della risoluzione. Presto o tardi la situazione muterà e il vecchio problema irrisolto busserà alla porta della tua mente: nuovamente.

RESTA DOVE SEI

Chi vive nella speranza che le cose siano permanenti e stabili, sta certamente toccando con mano la fragilità e l’insicurezza. Desiderare la certezza e mettere da parte l’incertezza spaventa. Possiamo calcolare al millesimo ogni nostra azione, ma ci sarà sempre un momento in cui qualcosa non andrà come avevamo previsto. Ebbene, quello è l’istante in cui possiamo imparare, migliorare, comprendere e portare la nostra vita a un livello di consapevolezza superiore.

 “Lasciati andare al fluire della vita. Lasciati andare al cambiamento”

Questo è ciò che dovremmo fare per vivere pienamente. Che non vuol dire mettere la vita nelle mani del caso, della fortuna o del destino. Significa essere al meglio che possiamo in una situazione, se la vogliamo migliorare. Significa  studiare, prepararsi, organizzare le cose affinché possano andare nella direzione che abbiamo scelto. E se qualcosa dovesse andare storto, significa comprendere qual è l’errore e ricalcolare il tiro.

Dobbiamo chiedere a noi stessi cosa davvero stiamo provando quando non riusciamo a gestire o sopportare una situazione.

Affrontare ciò da cui vorremmo fuggire è la chiave per crescere

Il sollievo non è la fuga ma il restare in una situazione scomoda, un atto di gentilezza verso sé stessi. Il superamento di un ostacolo – qualunque esso sia – ha in sé il seme della libertà.

PRATICAMENTE FELICI

Chi pratica il buddhismo cerca di coltivare quattro qualità senza limiti:

  • amorevole gentilezza
  • compassione
  •  gioia
  • serenità

Una delle molte pratiche bodhihitta  per svilupparle è la cosiddetta “aspirazione”, ossia augurare il bene altrui.

Ci si augura di essere liberi dalla sofferenza e di trovare la fonte di felicità,

e poi si augura la stessa cosa ai nostri cari;

poi si estende la pratica a un gruppo sempre più ampio di persone,

comprese quelle che non ci piacciono o quelle che non abbiamo ancora incontrato

La prima parte è piuttosto semplice, mentre augurare il bene a chi non piace o addirittura odiamo comincia a essere un po’ più complicato. Ma è proprio questo il punto: esercitare i muscoli del cuore affinché possa crescere.

La radice di sofferenza e ignoranza è comprendere che tutte le persone sono collegate: gli altri sono diversi da noi solo nella forma ma tutti siamo fatti della stessa sostanza divina.

Puoi praticare l’”aspirazione”  positiva quando entri in un negozio , quando fai la spesa al supermercato o in auto o quando sei in coda alla posta, luoghi e condizioni in cui può accadere con facilità di provare una qualche forma di fastidio.

Puoi rendere il tuo cuore meno duro rallegrandoti della buona sorte altrui nei momenti dove qualcuno fa qualcosa che anche tu volevi fare e non ci sei ancora riuscita. Insomma, quando sei invidiosa! Ti è successo di essere invidiosa? Se così fosse,potrai provare – con un po’ di allenamento – quanto sia liberatorio rallegrarsi per il successo di un’altra persona.

IN CONCLUSIONE

Certamente lo avrai già sentito dire o letto da qualche parte, ma lo voglio ripetere nuovamente:

Sono le persone per noi più difficili a essere i nostri migliori maestri nella vita

 

Col fastidio e la turbolenza che creano in noi ci incitano a superare la facciata che mostriamo al mondo, ponendoci di fronte ai nostri pensieri scomodi, alle emozioni che vogliamo nascondere.

L’essere razionali, guardare i fatti per quello che sono e rendersi responsabili della nostra esistenza è un passo fondamentale verso la spiritualità. Ogni volta che provando un sentimento di paura o  dolore riusciamo a guardarlo negli occhi, abbiamo fatto un enorme passo avanti verso la nostra evoluzione.

“La grande verità dei Luoghi che temi è che accrescere i punti “deboli” della nostra corazza può sembrare pericoloso, ma è in realtà proprio ciò che porta pace nella vita: sono empatia e compassione a renderci umani” (Pena Chödrön)

Accorgiti!

La tua SpiritualCoach

Lucia Merico