SE IGNORI IL CAMBIAMENTO, RISCHI DI SCOMPARIRE

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Il momento che segue la perdita di qualcosa o di qualcuno è una piccola o grande fine del mondo. Tutte le cose belle che erano racchiuse in quelle circostanze si mescolano con tutto il nuovo che ci riserva il futuro: e nasce la paura.

I cambiamenti trasformano letteralmente la nostra vita: alcuni sono così repentini da farci perdere il senso di chi siamo. La nostra identità costruita intorno a una roccaforte fatta di convinzioni e momenti che diamo per scontati, viene improvvisamente scossa dal terremoto del cambiamento. Tutto intorno a noi crolla e ci ritroviamo in mezzo alle macerie. Seduti a terra, pieni di polvere e il nulla intorno a noi potrebbe far cadere nella paura e nella depressione anche il più forte.

Ma c’è una domanda che possiamo fare a noi stessi proprio in quei momenti: «Se non avessi paura, cosa farei?». Lasciarci ispirare da questa domanda può moderare la paura e metterci nella condizione di spingerci oltre ogni aspettativa, iniziando ad apprezzare – partendo proprio da quel momento – la vita.

INEVITABILE

Non possiamo evitare le scosse alle quali – di tanto in tanto – la vita ci sottopone. Ma possiamo scegliere se lasciarci sopraffare da esse o fermarci il tempo necessario per riprendere fiato, e poi continuare svoltando l’angolo con una sola volontà: trovare una nuova energia.

Questo è in sintesi il perdono: una scelta di progresso verso una visione nuova, con il cuore grato per ciò che è stato e gli occhi pieni di speranza per ciò che sarà.

A volte non abbiamo idea di dove stiamo andando pur avendo obiettivi certi, ben strutturati, scritti a modo e che seguono tutti i canoni universali. Non sappiamo quali potranno essere gli eventuali ostacoli, le battute d’arresto e perfino i terremoti che ci scuoteranno fino a fermarci. Ma quando accadono, possiamo pensare ad essi in due modi: come a una sventura oppure a un momento di riflessione. Entrambi i modi sono corretti perché porteranno a un risultato. Dobbiamo solo scegliere sul momento qual è il più conveniente per noi, perché lì sta la differenza – come sempre – tra avere ragione o essere felice.

«E se provassimo per un attimo a considerare la fine di qualcosa un inizio?» Capita spesso di sentir dire questa frase ma a volte manca la motivazione a crederci davvero. Prendendo ispirazione dal personaggio di Ridolino del libro «Chi ha spostato il mio formaggio?», vi invito a scrivere su un foglio «Se non cambi, rischi di scomparire». Tenete il foglio a disposizione di ogni cambiamento, come promemoria e verificate cosa accade.

Sapeva di aver imparato qualcosa di utile dai suoi amici topo, Sniff e Scurry, riguardo a come andare avanti. Mantenevano la vita su dei livelli semplici: non analizzavano le cose in maniera eccessiva, né le rendevano più complicate del dovuto. Quando la situazione cambiava e il formaggio veniva spostato, loro cambiavano e si spostavano con il formaggio. Era una cosa che si sarebbe ricordato. |…| Comprese che il modo più rapido di cambiare è ridere della propria follia (Chi ha spostato il mio formaggio?)

 

Aspetta un momento! Magari ti interessa sapere che esiste una tecnica facile per imparare a fluire nel cambiamento migliorando la tua vita personale, professionale, di coppia, raggiungere gli obiettivi che ti sei prefissata e modificare le tue condizioni economiche. Se ti va, clicca sul questo link per saperne di più ===> http://bit.ly/2xzN76f 

GRATITUDINE

 

lucia-merico-spiritualcoach-benedizione.pngNeppure immagini quanto sia importante il senso della gratitudine e della benedizione. Parte da un presupposto fondamentale: nulla è scontato. La vita è un dono e apprezzare i doni rende felici. Sapevi che ad esempio ringraziare e benedire il cibo prima di gustarlo è utile per te? Stai pensando qual’è il motivo? Lo hai appena letto: nulla è scontato. Molte di noi sono abituate a concentrare la loro energia su ciò che “non hanno” piuttosto che mettere in evidenza ciò che già è presente nella loro vita, con la conseguenza inevitabile di sperimentare la frustrazione.

Sviluppare il senso della gratitudine aumenta con certezza il benessere. Inoltre la gratitudine e la benedizione sono una forma di guarigione che ti permette di gustare al meglio la vita. Come? Immagina di avere una meravigliosa torta di compleanno di fronte a te acquistata nel negozio più bello della città. Quel dolce che a breve assaggerai insieme ad altre persone, racchiude dentro di sé tutte le energie di chi ha contribuito a realizzarlo. Fantasticando, immagina il pasticcere mentre lo prepara: ha scoperto da poco il tradimento della moglie. Quali potrebbero essere i suoi pensieri mentre impasta il dolce, mentre lo farcisce, applica le guarnizioni e quant’altro?

I pensieri sono energia che coinvolge l’intera creazione ed ora è proprio lì di fronte a te, pronta per essere mangiata insieme alla rabbia, alla frustrazione, alla vendetta. Forse vale la pena di portare un pensiero di ringraziamento: “Benedico questo cibo e le persone che lo hanno preparato. Benedico tutti noi che stiamo per assaggiarlo. Grazie Grazie Grazie”

C’è un valore intrinseco nel benedire e nell’essere grati e lo puoi trovare facendone esperienza. Per esempio puoi cominciare con tenere un quaderno dove puoi scrivere ogni mattina e sera dieci motivi per cui essere grato. E se ti va puoi riflettere su queste tre domande, scrivendole: “Cosa ho ricevuto?” Cosa ho donato?” “Quali preoccupazioni o difficoltà ho generato?”

  • La prima domanda è utile per riflettere sui regali ricevuti
  • La seconda ti focalizza su ciò che tu hai donato
  • La terza ti fa riflettere su come possiamo, a volte semplicemente con un pensiero, causare sofferenza agli altri

Puoi fare inoltre un’esperienza ancor più avanzata, ringraziando per le situazioni difficili: “Ringrazio questo momento di difficoltà perché so che mi porterà valore e conoscenza, capacità di risolvere situazioni complicate e forza per affrontarle. Grazie Grazie Grazie”

Ora non ti resta che sperimentare perché come ben sai se mi segui da un po’, nulla può sostituire l’esperienza.

Sia la strada al tuo fianco, il vento sempre alle tue spalle, che il sole splenda caldo sul tuo viso e la pioggia cada dolce nei campi attorno. E finché non ci incontreremo di nuovo, che Dio ti protegga nel palmo della Sua mano (Benedizione irlandese del viaggiatore)

 

E se vorrai conoscere qualcosa in più di te stessa, puoi unirti a noi il prossimo 5 novembre per il Corso Base di Lovehealing

LOVEHEALING: UN PASSO VERSO TE STESSA

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Succede che partecipi a un corso e quanto torni a casa ti percepisci diversa e anche gli altri hanno questa percezione. Ti senti spaesata, leggermente euforica e ancora non comprendi a fondo cosa sta accadendo. Tutto intorno è uguale e diverso allo stesso tempo: di fronte a un conflitto rispondi con un silenzioso sostegno nei confronti dell’altro, anziché reagire con disappunto.

“Mi sento mutata in qualcosa dentro che non riesco a descrivere a parole. Ho un atteggiamento diverso nei confronti dei bambini e di me stessa. Sono più lenta nella comunicazione e nei modi di agire. E’ come se andassi al rallentatore concentrandomi su ogni passo che faccio. |…| è normale tutto questo?” scrive una giovane donna che chiamerò Anna, moglie e madre di tre bambini piccoli, il giorno dopo aver partecipato al Corso Base di LoveHealing.

NULLA CAMBIA SE NON CAMBI NULLA

Quando le persone intraprendono il sentiero della conoscenza personale e spirituale, a volte scoprono che gli altri non li capiscono. In genere vengono accusati – spesso dietro le spalle – di essere centrati solo su se stessi o di non essere più “come prima”. La nuova etichetta che di solito viene utilizzata è molto simile a “Non ci sei solo tu nella vita!”, il che corrisponde alla verità se l’attenzione è esclusivamente rivolta all’ego.

Ma cosa è accaduto a livello dell’anima? Quando c’è un’espansione della consapevolezza, c’è anche il superamento dei propri confini interiori e un maggior fluire con la vita. Questa nuova percezione ci permette di unirci gioiosamente alla vita, osservandola da un punto di vista molto più ampio che include anche gli altri. I segnali sono forti e chiari: chi abbiamo intorno non viene più percepito come un nemico, sentiamo la sofferenza e il loro disagio, li vediamo uniti a noi in una sorta di profonda ed emozionante empatia. Questi sono i segnali che ci mostrano il cambiamento della nostra realtà: siamo entrati e stiamo esplorando una nuova stanza della vita, e nessuno ci può impedire di farlo: a meno che non glielo permettiamo.

Di fatto non è cambiato nulla intorno a noi ma è fondamentalmente cambiato il nostro modo di vedere, sentire e percepire, così com’è cambiato il passo con cui procediamo all’interno di una relazione, sia essa personale che amicale o professionale.

Il nostro nuovo modo di essere verrà proiettato all’esterno e non sempre compreso, almeno in prima battuta. Creerà stupore persino a noi stessi: potete ben immaginare quindi lo stupore negli altri! Sarà nostra cura accompagnare chi ci sta intorno, aiutandoli a cambiare le lenti degli occhiali virtuali con cui ci hanno guardato fino a quel momento.

A volte, è sufficiente un cambiamento di prospettiva per vedere la luce (Dan Brown)

Cambiare l’interesse su se stessi portando la nostra attenzione a livello dell’anima, significa spostare l’attenzione da “me” a “noi”, verso una coscienza collettiva che ci collega al Tutto e ci mostra come il Tutto sia collegato a noi. A livello pratico significa cercare nuovi accordi e nuove visioni che, attraverso l’espansione della nostra energia personale, portano verso la riconciliazione.

Capite bene l’enorme trasformazione. Per la legge della dualità che vige in questo mondo e dove gli opposti sono ugualmente potenti, se miglioriamo la nostra esistenza in termini di gioia, felicità e obiettivi raggiunti, anche il lato opposto della medaglia potenzierà le sue vibrazioni mettendo in evidenza, per esempio, la paura di perdere ciò che abbiamo. 

E proprio su questo punto vi lascio con la riflessione di Anna: “Nel momento in cui ho mollato la presa e ho smesso di accettare i soprusi, ho capito cosa volevo esattamente: essere felice! Lo stavo amando più di me stessa, e questo mi portava verso le carenze e i bisogni. Ho detto basta! Ho invertito la visione dandomi più attenzione e nella mia vita tutto ha cominciato a migliorare.” 

A volte non ci accorgiamo che tenendo prigionieri gli altri, stiamo imprigionando noi stessi. Le nostre mani cementate dalla paura della perdita, stringono fortemente fino a soffocare ogni sentimento: è così che muoiono le relazioni.

 

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Il prossimo corso sarà il 5 Novembre 2017

TRA UNA FORMA E L’ALTRA

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Molte di noi sono alla ricerca di una vita stabile, lineare, senza scossoni dimenticando che l’unica costante dell’esistenza è ilcambiamento, che comporta sempre una fine a vantaggio di un nuovo inizio. Ognuno di noi ha il suo stile nell’affrontare unatrasformazione.  Nel mio caso e in alcune circostanze, ho la percezione fisica che qualcosa dentro di me sta morendo ed ho imparato a comprendere che è un passaggio necessario affinché io possa accedere al nuovo e riconosco che l’unico modo per superare quel momento è accoglierlo, con tutte le emozioni che ne conseguono.

UN PO’ DI PRATICA

Una conquista per me fondamentale per modificare i momenti di sofferenza avvicinandomi sempre più a ciò che di nuovo si sta preparando è agire.  Praticamente:

  • Ritaglio del tempo per stare sola e accolgo il senso di vuoto andando in un luogo dove mi sento bene e dove poter ascoltare i miei pensieri e scriverli
  • In alcuni casi, per un certo periodo tengo un diario dove prendo nota delle esperienze: emozioni, ricordi e tutto ciò che emerge durante la giornata
  • Indago e mi focalizzo su ciò che voglio veramente e mi domando quale sia lo scopo profondo
  • Cerco di essere il più indulgente possibile con me stessa, considerata la severità con cui a volte mi giudico
  • Ogni volta che raggiungo un miglioramento, celebro

La domanda ora potrebbe essere: “Quando capisco che mi sono lasciata alle spalle la zona neutra?” Difficilmente il cambiamento è una bacchetta magica che trasforma il vecchio in nuovo. Più realistica è invece la sensazione di essere sulle montagne russe: un momento siamo in alto per poi cadere vorticosamente verso il basso. Capite bene che è difficile cogliere gli indizi in una condizione del genere, soprattutto se hai terrore delle montagne russe.

LA TERRA DI MEZZO

I segnali del nostro cambiamento arriveranno più facilmente da chi ci sta intorno e che noterà la nostra trasformazione, trovandoci più belle, sorridenti, con “quel qual cosa che non so, ma sei così diversa da prima“.  Inoltre, avendo cambiato la nostra guida interiore di riferimento, le occasioni per continuare nella direzione che abbiamo scelto saranno sempre più visibili. Le emozioni, a quel punto, diventeranno la cartina di tornasole per capire che il cambiamento sta avvenendo ed eventualmente aggiustare il tiro.

Potremmo ad esempio trovarci di fronte a una provocazione e non reagire più come avevamo come in passato o trovare la forza per dire “no” a una determinata situazione.

L’aspetto delle cose cambia secondo le emozioni, e così scorgiamo in esse la magia e la bellezza, mentre la magia e la bellezza sono in realtà in noi stessi (Kahlil Gibran)

Un cambiamento richiede sempre piccoli passi, tanta pazienza, un allenamento costante all’accorgersi e la volontà di procedere verso la nuova vita. Le potenzialità inespresse che portiamo con noi sin dai primi attimi di vita, spingono per uscire: contrastarle significa soffrire. Permettere loro di esprimersi è la chiave d’oro per aprire la porta della felicità.

La terra di mezzo che unisce la nostra vecchia immagine a quella nuova deve essere percorsa con gratitudine e tanta pazienza. Il passo ha una coda può essere molto insidiosa – in alcuni momenti – e la sua voce incantatrice ci invita a ritornare nella “scomoda” culla che abbiamo lasciato per dormire ancora un po’. Ma non siamo su questa Terra per dormire ma per esplorare, riconoscere, interpretare. In una sola parola: vivere! A questo punto ho una domanda per te: “Chi o cosa – in questo momento della tua vita-  sta aspettando dietro le quinte il segnale d’ingresso?

Inverti lo sguardo con cui osservi il mondo: la fuori non c’è nulla di nuovo. Tutto è già stato fatto e ciò che vedi ne è l’espressione

Il momento più importante e trasformativo dell’intera nostra esistenza è la nascita. In alcuni rarissimi casi abbiamo il ricordo della nostra nascita a causa dall’intensa esperienza che viviamo. Eppure nella nostra nascita e nei primi anni di vita, formiamo le basi dell’intera esistenza. Quanto è importante entrare in contatto con la nostra nascita? Non è importante: è fondamentale! Immagina di poter ritrovare quella memoria. Immagina di poter trasformare ciò che non ti piace della tua vita in rinnovata energia per raggiungere il successo che desideri. Immagina di rinascere a nuova vita decidendo tu ciò che vuoi essere. Questo e molto altro è ciò che sperimenterai a NASCITA E RINASCITA, un’esperienza unica che ti aiuterà, un passo dopo l’altro, a delineare la vita che vuoi tu. Se ti va, clicca su questo link ===> http://spiritualcoach.it/appuntamento/nascita-rinascita/

OBIETTIVI FELICI

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Pensa: in questo momento ci sono persone che stanno facendo esattamente ciò che vogliono impiegando il loro tempo nell’attività che li appassiona o lavorando senza tregua per ottenere il risultato che hanno stabilito. Mossi dalla passione, raramente guardano l’orologio quando sono focalizzati a ottenere un risultato e si allenano costantemente. Hanno in testa un solo risultato: arrivare sulla vetta del loro obiettivo.

C’è un comune denominatore tra queste persone che è la chiave del loro successo personale: la volontà di riuscire. Non è vero che ci sono poche possibilità. E’ invece vero, secondo me, che alcuni scelgono di guidare e altri di seguire. Dunque il successo non è una questione di circostanze, di talento innato o di intelligenza: è una questione di scelte e decisioni. 

Tra le infinite considerazioni che vengono fatte su ciascuno di noi nell’arco della vita personale partendo dai genitori, dagli insegnanti e tutti gli “educatori” con i quali siamo entrati in contatto dalla nascita fino ad ora, è possibile aver scritto inconsciamente un registro di cose che crediamo o non crediamo di avere e che costituiscono le fondamenta fatte di “ce la posso fare – non ce la faccio – non sono il tipo adatto – questa cosa fa proprio per me …”.

Queste etichette sono state applicate, il più delle volte, da coloro che ci volevano molto bene e che hanno creduto di agire per il nostro meglio, ma il risultato finale è che questa immagine non è la nostra. Scavando in profondità possiamo accorgerci che abbiamo ereditato la “paura dell’acqua” dalla nonna che diceva “Stai attenta che affoghi” o la relazione con la scarsità di denaro dal papà che, facendo il passo più lungo della gamba, era sempre in bolletta. 

IMPOSSIBILE EVITARE I CONDIZIONAMENTI

I condizionamenti non si possono evitare: a volte sono favorevoli alla nostra vita, altre volte la invalidano rendendola davvero complicata. In ogni caso non c’è condizionamento che non si possa trasformare, se scegliamo che sia così: e una delle possibilità per uscire da esso è cominciare a pensare in grande. Funziona davvero e non solo per quanto riguarda gli obiettivi di carriera, la sicurezza finanziaria e le relazioni importanti. Ti porta a guardare la vita sotto una luce diversa, più ampia e possibile per te. Questa scelta è complicata tanto quanto la lotta che ogni giorno fai per restare inchiodato alle tue convinzioni invalidanti, e mi puoi credere avendo io stessa viaggiato per molto tempo col freno tirato e la macchina che andava a rilento.

Uno dei motivi per cui pensare in grande è necessario sta nel fatto che, quando siamo di fronte alle difficoltà, il nostro pensiero si fa piccolo, la mente si restringe e intorno a noi il mondo sembra chiudersi in una morsa. L’allenamento a pensare in grande ci aiuta proprio in queste circostanze.

Se hai un obiettivo, qualunque esso sia, la prima mossa per abbassare il freno e cominciare a lasciare che la macchina della vita possa muoversi in quella direzione, è guardare i tuoi pensieri scrivendoli per come ti vengono al momento. Metti nero su bianco le negazioni rispondendo a una semplice domanda: “Cosa mi impedisce di raggiungere il mio obiettivo?”. Ti aiuterà a vedere gli ostacoli anziché accorgerti che esistono solo quando ci sbatti contro.

Cambia il tuo linguaggio e rendilo ricco di possibilità ampliandolo con vocaboli di successo, così da permettere all’energia potente della parola di aiutarti ad avere una visione differente di te stessa. Cammina, pensa, agisci come farebbe una persona che ha già raggiunto l’obiettivo che tu vuoi raggiungere. Puoi aiutati coi libri, partecipa a corsi, incontri, frequenta persone che hanno realizzato ciò che volevano nella loro vita e che generosamente ti raccontano come hanno fatto: prendi spunto da loro. E migliora l’ambiente dove vivi: tienilo in ordine, pulito e circondati di oggetti che ti piacciono, non necessariamente costosi.

Sono solo piccoli suggerimenti che possono davvero fare la differenza tra il vivere e il sopravvivere. La linea che divide il  fallimento e il successo sta in ciò a cui crediamo di essere e di avere diritto: per questo conviene cominciare a pensare in grande.

Affronta gli ostacoli e fa qualcosa per superarli. Scoprirai che non hanno neanche la metà della forza che pensavi avessero (Norman Vincent Peale)

 

E per superare la difficoltà, ci vuole preparazione, competenza, conoscenza della propria energia e del proprio sistema di pensiero. Queste qualità sono già presenti dentro di te e se già non le esprimi, puoi portarle a galla attraverso tecniche semplici ed estremamente efficaci. Alcune di queste tecniche le puoi imparare e riscoprire frequentando il Corso Base di LoveHealing. Se sei incuriosita, clicca sul link di seguito  ➡➡➡ http://bit.ly/2ivD1zh 

COSA SEI DISPOSTA A PERDERE PER AVERE SUCCESSO?

 

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Siamo nel 1937 e un signore di nome Napoleon Hill scrive il libro “Think and Grow Rich”, tradotto in italiano “Pensa e arricchisci te stesso”. Un libro molto famoso, tutt’ora attuale, che porta al suo interno un valore fondamentale: il successo non è dominio della fortuna o del proprio ambiente, o degli dei o di qualunque altra condizione esterna. Il successo è basato interamente sulle capacità del singolo.

Hill ha avuto il privilegio di seguire da vicino per diversi anni due personaggi famosi: Edison e Ford. Afferma di non aver trovato nessuna qualità particolare che potesse garantire il loro successo, ad eccezione della perseveranza: entrambi ne avevano da vendere ed è da lì che risalgono i loro risultati straordinari.

Molti di noi hanno imparato il concetto che tutte le ricchezze guadagnate e la realizzazione personale derivino dalla mente. All’interno del libro, Hill racconta la storia di Edwin C. Barnes, il quale un giorno si presentò a Thomas Edison per annunciare che stava per diventare il suo socio in affari. Gli venne assegnato un incarico di secondo piano, ma lui decise di non considerarsi una delle tante rotelle dell’ingranaggio dell’attività di Edison, e immaginò di essere il socio silenzioso dell’inventore. Cosa che alla fine divenne veramente.

Per avere successo nella vita, qualunque sia la nostra attività, dobbiamo tagliare col passato, che vuol dire cominciare a fare cose diverse da quelle che abbiamo sempre fatto. Certo è che – almeno all’inizio – potremmo essere considerati pazzi, dei folli che non sanno dove stanno andando: ma non è proprio così. Chi segue il suo sogno lo sa bene. Guglielmo Marconi, inventore della radio, fu portato in un ospedale psichiatrico dai suoi amici quando disse loro che era in grado di inviare “messaggi attraverso l’aria”.

SE LO PUOI CREDERE, LO PUOI REALIZZARE

Il trucco più semplice e veloce – e anche il più complicato – è mirare alto nella vita smettendo di accettare un’esistenza di infelicità e privazioni.

Ho svolto lavori umili per imparare, con sgomento, che qualsiasi ricompensa avessi chiesto alla Vita, la Vita sarebbe stata disposta a pagarla (Napoleon Hill)

Ogni nostro pensiero tende a trovare una corrispondenza sul piano materiale attraverso l’esperienza. Siamo noi con le nostre scelte a creare le condizioni per manifestare i desideri, di qualunque natura essi siano. L’Intelligenza Infinita nella quale siamo immersi è in grado di portare a noi ogni nostro desiderio stupendo o terrificante. Per questo motivo è fondamentale accorgersi di come sta andando la nostra vita e considerare la possibilità di poterla cambiare.

E’ un lavoro impegnativo quello del successo e della libertà ed è questo il motivo per cui molti di noi rinunciano creando situazioni così intricate da poter dire: “Non ce la farò mai!”. Ma credetemi: non c’è preghiera che resti senza risposta, se ci rendiamo disponibili a pregare con cuore aperto e sincero e a compiere azioni concrete.

Alcuni personaggi di successo sono restii ad attribuire la propria ricchezza a capacità spirituali come appunto la preghiera, il pensiero positivo o una mente orientata verso la fede, sentendo a tratti un vuoto che cercano di colmare con la materia. Chi invece ha saputo guardare oltre, si è reso certamente conto di come ogni azione concreta finalizzata a raggiungere un sogno sia sostenuta dalle potenti ali della fiducia.

La ricchezza materiale è l’espressione di una ricchezza interiore che si è consolidata trasformando i pensieri di carenza in pensieri di abbondanza. E c’è una domanda che puoi farti cercando di rispondere quanto più sinceramente possibile:

Per il mio sogno, per essere me stessa, cosa sono disposta a rischiare, a lasciar andare?

Qui sta la chiave del tuo successo.

 

Conoscere e saper indirizzare le proprie energie verso la direzione del nostro sogno è un potere personale immenso. A questo proposito, ti propongo Lovehealing Corso Base, un corso dove apprendere facili tecniche da applicazione nella quotidianità per trasformare la tua vita in un capolavoro. Se ti va, clicca sul questo link per conoscere di cosa si tratta ➡➡➡http://bit.ly/2ivD1zh 

IO CHI SONO VERAMENTE?

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Sappiamo così tante cose sul fare e così poche, pochissime sull’essere e pensiamo che vada bene così, ma non è lo stesso per il nostro mondo interiore che invece necessita di risposte. Per lui non è tanto importante ciò che facciamo, quanto se stiamo esprimendo ciò che siamo, e per farlo abbiamo bisogno di capire chi siamo.

Io chi sono veramente?” non è una domanda semplice alla quale rispondere: ogni cosa è complicata quando non la conosciamo. Per semplificare – se così si può dire – la domanda, domandati: “La mia vita rispecchia ciò che sono o vorrei qualcosa di diverso?”

Molti di noi aspettano di avere più tempo  per poter vivere la vita che desiderano anziché cominciare sin da ora a fare della vita stessa il loro personale capolavoro. Si accaniscono cercando di avere successo in situazioni che non le rappresentano, rinchiudendo in piccoli spazi la loro grande passione. Il successo lo raggiungiamo ogni volta che esprimiamo la nostra attitudine ed è in quel momento che possiamo sentire il nostro cuore battere forte per l’entusiasmo, sia che abbiamo un pubblico di fronte che esprime il suo consenso oppure qualcosa dentro di noi che ci fa danzare di felicità.

E’  questa unica vita che stiamo vivendo ora a contenere ogni possibile espressione di felicità. Non domani o dopodomani: possiamo cominciare adesso se lo vogliamo

Facciamo in modo che, quando arriverà il momento di andarcene da questo mondo, sapremo di non aver vissuto invano. E’ stato osservato che muore bene chi ha vissuto intensamente nel rispetto dei propri desideri più profondi. Tradire un nostro desiderio profondo è tradire noi stessi.  Chi non ama la propria vita, non la comprende e non la vorrà lasciare. Mentre chi avrà vissuto pienamente, sarà lieto di aver lasciato la sua impronta nel mondo.

Ora prendi carta e penna e rispondi alla domanda: “La mia vita rispecchia ciò che sono?”  e rispondi sinceramente. E se vorrai approfondire e comprendere come e cosa fare per rendere la tua vita un capolavoro, clicca su questo link ➡➡➡http://spiritualcoach.it/appuntamento/lovehealingcorsobase/