SIAMO DESTINATE A RISPLENDERE

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Donne depresse, ansiose, inconsapevoli del loro addomesticamento e della rabbia.

«Stai ferma – non sporcarti – potrai giocare solo quando la tua camera è in ordine» sono metodi che non funzionano perché coprono totalmente la vitalità naturale, il gioco, la creatività, fondamentali per vivere una vita piena e appagante.

«È il gioco e non l’ordine, l’arteria centrale, il nucleo, la radice della vita creativa. L’impulso a giocare è un istinto. Senza gioco non c’è vita creativa. Stai brava, e non avrai vita creativa. Stai ferma, e non avrai vita creativa. Parla, pensa e agisci solamente con contegno, e scarso sarà il succo creativo. I gruppi, le società, le istituzioni e le organizzazioni che invitano le donne a svalutare l’eccentrico, a sospettare del nuovo e dell’insolito, a evitare tutto ciò che è vitale e innovativo, a spersonalizzare il personale, vogliono una cultura di donne morte.  |…| potremmo allungare all’infinito l’elenco delle donne di talento che nel loro stato di vulnerabilità hanno fatto scelte miserabili. |…|

Tutte erano ricolme di dolore perché erano affamate di nutrimento spirituale, di storia d’anima, di naturale vagabondaggio, di decorazioni consone ai loro bisogni, di apprendere Dio, di una sessualità semplice e sana. Ma inconsapevolmente scelsero |…| credenze, azioni, idee che ne deteriorarono sempre di più la vita, fino a renderle spettri danzanti.» (Donne che corrono coi lupi)

L’uscita dall’addomesticamento passa inevitabilmente attraverso la ribellione. Si deve guardare in faccia la rabbia repressa, pesarne il carico, toglierlo a chi lo abbiamo attribuito dimenticando che era solo nostro, sgarbugliarlo con calma e ricomporne i pezzi, accettandoli ed accogliendoli uno ad uno come perle preziose del nostro prezioso tempo.  

Potevamo fare diversamente?

L’etichetta di bambina agitata, difficile, che non sta mai ferma, troppo curiosa è come una lettera scarlatta che ci allontana da chi potrebbe volerci bene, ma che non ha gli strumenti per comprendere cosa sia «bene» per sé: non glielo hanno insegnato.

L’uscita dall’addomesticamento di una donna è un principio vitale per sé stessa e per l’insegnamento che porterà intorno a lei, a grandi e piccini. Una bambina allevata da adulti che conoscono l’importanza di nutrire la creatività, sarà una donna capace di mostrare al mondo il suo talento, senza ribellione né timori di essere giudicata, capace di contaminare con la stessa energia, al femminile così come al maschile.

Non possiamo sfuggire alle nostre ombre: ci inseguiranno sempre. Le possiamo invece accogliere una alla volta e ripartire da lì

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REPRIMERE O ESPRIMERE?

Ti sarà successo, e sono certa che è così, di domandarti se è più conveniente stare zitta o mostrare le tue emozioni, scegliendo quasi sempre la seconda opzione. È la più facile perché alla maggior parte di noi è stato insegnato a reprimere piuttosto che ad esprimere, mantenendo un basso profilo, meglio se sottomesso a ciò che abbiamo etichettato come «autorità».

Mi rivolgo al femminile, naturalmente sempre declinabile al maschile. Se da piccola hai spesso sentito dire da un adulto di casa «stai zitta – non parlare – non piangere – comportati bene – stai composta – non sporcarti» e amenità di questo genere anche se fatte tutte con tanto amore, appartieni sicuramente alla categoria delle «repressori seriali» che piuttosto di parlare per dire la loro si mordono la lingua.

Alcune di voi hanno provato a dire la loro, ribellandosi a ogni tentativo di essere zittite. E qual’è stato il risultato lo sappiamo bene: mi ci metto anch’io nella lista delle ribelli. Pervase da un iniziale senso di potere per aver permesso al vulcano emozionale di esplodere, siamo ben presto cadute nel senso di colpa che (in quanto ribelli) abbiamo provveduto prontamente a reprimere e nascondere.

Alcune di noi hanno successivamente scelto il silenzio mentre altre hanno continuato a perseverare nella ribellione, sperando di essere ascoltate: entrambe le direzioni non funzionano sulla lunga distanza. Ci deve essere un altro modo.

MA DOVE PORTA LA REPRESSIONE?

Tanto più cerchiamo di reprimere tanto più ciò che reprimiamo si farà sentire, e questo vale per tutte le emozioni, indistintamente!

Se il sentimento fosse per esempio la rabbia, possiamo elargire sorrisi e strette di mano in ogni occasione, finché salterà fuori nei momenti più inopportuni e nella maniera meno adatta. E quando accadrà ci sentiremo così inadeguate che rafforzeremo ancor di più la convinzione di doverla schiacciare e nascondere quanto più profondamente possibile, cosa che cercheremo di fare con una determinazione assoluta. Questa è una strada senza uscita poiché il risultato sarà esattamente come sopra, fino al momento in cui, trovandoci di fronte a una delle biforcazioni importanti della vita, sceglieremo di cambiare direzione.

 VERSO L’EQUILIBRIO

Se mi leggi da un po’ hai imparato che scrivere – e cioè mettere nero su bianco  – è un’azione molto più potente del semplice riflettere e lavorare a livello di pensiero. Dunque se ti va, scrivi su un foglio le domande che ti propongo più sotto e rispondi ad esse prendendo in considerazione la sincerità. Nessuno valuterà le tue risposte se non tu: sii gentile e generosa! Non c’è niente di meglio che mettere a nudo le proprie emozioni per imparare a riconoscerle e ad accettarle poiché, a volte, le dinamiche sono talmente consolidate e automatizzate da animarsi di vita propria.

Prendere coscienza è rendere giustizia alla propria consapevolezza: è sempre la scelta migliore che possiamo fare per decidere la direzione da intraprendere

  • La rabbia nasconde la gioia
  • la paura oscura il successo
  • la gelosia è un masso sopra la felicità

Dietro ogni emozione che reprimi si nasconde il suo esatto contrario nell’intensità esatta dell’emozione repressa. E’ il giudicare, la vergogna, il nascondere che tiene oscurata la parte buona di ogni situazione. Un po’ come una medaglia a due facce: quando ne guardi una l’altra non la vedi.

I riflessi vengono visti nella luce. Niente è solo luce o solo ombra: dipende sempre quale lato stai osservando. Sia la luce che l’ombra ci appartengono e compongono l’insieme di ciò che siamo

Quando diveniamo consapevoli di questa dualità, scopriamo che l’ombra è utile alla luce per esprimersi, che la bontà può manifestarsi “grazie” alla cattiveria, la giustizia lo fa con l’ingiustizia, la gioia col dolore e la colpa con il perdono.

ESERCITIAMOCI INSIEME

Le domande sono potenti mezzi per ricevere risposte. E da domande potenti ci si aspettano risposte altrettanto potenti. Eccone alcune che puoi scrivere e alle quali rispondere sempre scrivendo, naturalmente:

  • Quali sono le emozioni che provi tu stessa e che non sopporti?
  • C’è un aspetto di te di cui ti vergogni e che nascondi profondamente?
  • Quali sono gli aspetti di te che ami condividere con gli altri?
  • Ci sono emozioni che escono fuori dal tuo controllo? Se si, quali sono?
  • Che tipo di rapporto hai con queste emozioni? Come ti senti quando le esprimi? E quando le reprimi?

MORALE DELLA STORIA

Cerchiamo la perfezione senza considerare di esserlo già (perfette). In ogni nostra mossa si trova la geniale libertà della scelta e della decisione. Da questo punto di vista possiamo osservare che non ci sono modi giusti e perfetti o sbagliati e imperfetti per fare le cose o intraprendere relazioni, ma possiamo osservare e decidere se tenere e modificare, o ringraziare e lasciar andare. Nella nostra perfetta imperfezione troviamo il modo per essere felici, facendo pace con le emozioni e rivolgendo loro l’attenzione che meritano. Diversamente, come bambini capricciosi che vogliono essere ascoltati, cominceranno a strillare e picchiare i piedi finché non le accogliamo nel nostro cuore, le culliamo un po’, per poi lasciarle gentilmente andare al loro destino.

Il «lavoro emozionale» sarà uno degli aspetti sul quale porteremo l’attenzione durante la Quinta Edizione de Il Potere dell’Energia Femminile  un viaggio-esperienza che quest’anno si terrà  sull‘Isola di Zante (Grecia) dal 13 al 20 Giugno. Se ti va di conoscere i dettagli, qui trovi tutte le informazioni  http://spiritualcoach.it/seminari/potere-energia-femminile/

NULLA CAMBIA SE NON CAMBI NULLA

Se credi in qualcosa diventa vero per te.

Da quel punto di partenza rinforzi il tuo credo e lo vivi.

Ciò in cui credi ti rende felice, è portatore di pace e serenità? È un buon credo.

Se non ti rende felice, qualcosa va cambiato.

Allora studi la storia delle donne, vai indietro nel tempo e ti accorgi che la dignità è di una lontananza così estrema da non ricordarla più. Sei indignata, ti ribelli e provi anche a sottometterti, ma non funziona: la felicità che cerchi non arriva.

Sono cambiati i tempi, ti sei presa qualche contentino, qualche diritto che tieni stretto e difendi col coltello tra i denti, ma ancora sei inferiore, un passo indietro, l’ultima della fila. La storia si ripete, cambia la forma ma non il risultato.

Allora scendi in piazza di nuovo, organizzi festival per rivendicare il tuo potere e urli al mondo chi sei, ma il mondo rimbalza ogni tua parola.

Mio Dio, cosa sta succedendo? E a quella domanda arriva la risposta, come un tocco lieve, un pensiero che si insinua: «E se ci fosse un altro modo?»

Ti svegli e osservi con mente lucida e vedi ogni cosa con più chiarezza

Comprendi che non puoi fare ciò che hai sempre fatto perché otterrai gli stessi risultati.

Individui la falla nel tuo sistema di pensiero e chiedi aiuto. Ti accorgi che non sono le lenti degli occhiali che vanno cambiate: sono da pulire e solo tu puoi scegliere di farlo.

Lo fai e cominci a vedere diversamente. Questo ti rincuora: non sei più succube del sistema.

Fai un altro passo fuori dal cerchio e ti accorgi che nessuno ti trattiene. Allora ne fai un altro e poi un altro ancora, e cominci a vivere esperienze nuove.

Scopri di avere un regno sul quale governare: la tua mente. Scopri che ogni cosa che hai vissuto è scaturita da te, hai scritto il copione e lo hai portato in scena, interpretandolo. Ma quello è il passato.

Ora nel presente puoi guardarlo con occhi amorevoli e renderti conto che hai dato per ricevere qualcosa in cambio, ma non ti eri accorta che davi la parte di te più debole, e il mondo rispondeva con la stessa moneta, mostrandoti la tua debolezza.

Ora nel presente puoi portare questa debolezza che è il tuo manufatto, accarezzarla dolcemente e cullarla ancora un po’, e poi permetterle di cessare di esistere.

Piangi e le lacrime lavano via il passato, sono mille chiavi luccicanti che aprono porte nuove.

Ti accorgi che l’altro modo è ben oltre ogni paura, oltre il buio nel quale credevi di essere prigioniera.

Ora sai che puoi essere libera o prigioniera: a te la scelta. E non pensare di essere sola in questa scelta. Ogni volta che sceglierai porterai con te chi sta intorno a te, uomo o donna che sia.

Ora sai che ogni cosa comincia da te!

Ho scritto al femminile sempre declinabile al maschile.

Dal 13 al 20 Giugno 2019, per il quinto anno consecutivo accompagno un gruppo di donne che scelgono di portare alla luce il loro femminile antico per poi usarlo nella quotidianità. Per un’intera settimana la nostra aula sarà l’Isola di Zante in Grecia, e se anche tu vorrai esserci per portare nuova energia alla tua vita, sarò lieta di poterti estendere la mia esperienza.

Qui trovi le informazioni per partecipare a Il Potere dell’Energia Femminile – V Edizione

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http://bit.ly/2iT9zDV

(Foto di Kate Tandy su Unsplash)

RIBELLE PER AMORE… DI TE STESSA

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La parola ribelle vicino a femminile suona sempre la sua nota stonata. Eppure quando impariamo e ci innamoriamo di noi stesse e della vita, facciamo cose che  pensavamo di non  poter fare.

Ci sono momenti durante i quali, nonostante i nostri sforzi, la situazione sembra peggiorare. Essere gentile non funziona, e così cominci a ribellarti. Ma dentro di te c’è una voce che ti ricorda quando eri bambina e ti dicevano: «Non sporcarti, stai composta, non ridere sguaiatamente, sii gentile, non correre, stai ferma, non dire queste cose, non puoi parlare adesso, è cosa da grandi, non essere maleducata da maleducata, una donna per bene non fa questo o quello» e aggiungi a questo elenco la tua frase preferita, quella che ti ha chiuso nell’oasi brulla e fangosa della solitudine e della mancanza di espressione, che ti ha irrigidito il collo fino a farti venire la cervicale.   Eppure quando esci dalla zona d’agio, ti rendi conto di poter allargare la tua conoscenza, esprimendo ciò che sei: e la cervicale passa.

All’inizio è la ribellione, perché aiuta farsi sentire, alzare la voce, picchiare il pugno sul tavolo e dire «Basta! Adesso faccio a modo mio!» Devono capire con chi hanno a che fare.  Lo vuoi mostrare, ti devono riconoscere quel rispetto che tu stessa ti sei impedita per troppo tempo. Ma piano piano, con l’apprendimento consapevole, ecco che la rabbia diventa determinazione gentile, bellezza di dire cosa pensi senza timore di essere prevaricata, forte quanto basta per alzare la testa e mostrare il viso.

Nel suo libro Donne che corrono coi lupi, l’autrice racconta di quanto possa essere «grandiosa nel suo potere di incutere paura e far tremare quanti la circondano una donna arrabbiata». Il fatto è che, non essendo abituato alla rabbia femminile, lo spettatore si spaventa.

«Nella sua psiche istintuale, una donna ha il potere, quando viene provocata, di essere in collera in modo sensato, e questo è possente. La collera è uno dei suoi modi innati per riuscire a creare e conservare gli equilibri che le sono cari, tutto quanto davvero ama. E’ un suo diritto, e in certi momenti e in talune circostanze è un dovere morale.»

Per le donne significa che esiste un momento in cui mostrare i denti, la grande capacità di difendere il territorio, di dire: «I limiti sono stati raggiunti e non è possibile valicarli. Nessuno deve andare oltre. E sai cosa ti dico? Che la situazione deve cambiare decisamente».

Come ogni uomo, anche le donne spesso hanno dentro un combattente esausto, affaticato dalla lotta, che non ne vuole saperne più nulla di nulla, non vuole parlare, non vuole averci nulla a che fare. E’ un momento propizio per fermarsi e rivedere la situazione, un’oasi di silenzio in ci attendere e prendere fiato, dove prendere fiato e ripartire, magari sollevando un po’ di polvere.

L’INGANNO

C’è sempre un passaggio di ribellione, più o meno evidente, che deve mostrare la sua forma: è obbligatorio. E se lo esprimi con consapevolezza, ti porta a comprendere che è solo un passaggio più o meno corto. Qual’è l’inganno? Restare imbrigliata nella rabbia come manifestazione di potere. Aggredire per ottenere ciò che non hai avuto prima. E’ una bella sensazione uscire dalla gabbia e, siccome funziona, può diventare il modo che adotti ogniqualvolta ti senti reclusa.

Pensa questo: nessuno potrà mai chiuderti in gabbia senza il tuo consenso. Nessuno ti chiederà di sacrificarti senza il tuo consenso e quando accade è perché una parte di te ha detto sì per paura di non essere amata o chissà per quale altro motivo inconscio.

Svegliarsi e vedere le cose come stanno può essere fastidioso inizialmente, come quando apri gli occhi la mattina e il sole è già entrato nella stanza e ti copri gli occhi con la mano perché la luce è così forte da non poterla guardare. E poi ti abitui alla luce e la trovi meravigliosa e sei felice per la splendida giornata.
Il fango ha bisogno dell’acqua per essere dissolto. Tu hai bisogno della rabbia per trovare la determinazione. E’ un passaggio. Riconoscilo, esprimilo, sentine la forza e passa oltre. Là, in quell’oltre, ritrovi la tua corona e sei pronta ad indossarla.

In tempi duri dobbiamo avere sogni duri, sogni reali, quelli che, se ci daremo da fare, si avvereranno (Clarissa Pinkola Estés)

Ti piacerà sapere che dal 13 al 20 Giugno 2019 si terrà il residenziale della V Edizione de IL POTERE DELL’ENERGIA FEMMINILE Ritorno all’Amore, che si svolgerà sull’Isola di Zante (Grecia) . Se vuoi capire di cosa si tratta, trovi l’intero programma cliccando sul link a fianco  ➡➡➡  http://spiritualcoach.it/seminari/potere-energia-femminile/ 

Noi siamo pronte ad accoglierti!

SIAMO ANIMA

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Si dice che l’anima sia tutto: il nostro inizio, il viaggio di mezzo e la nostra fine. Far riferimento a lei è scovare l’essenza che ci compone. Ma come si fa a richiamare l’anima? «Ci sono molti modi: con la meditazione, o nei ritmi della corsa, del canto, della scrittura, della pittura, della composizione musicale, con visioni di grande bellezza, con la preghiera, la contemplazione, i riti e i rituali, l’immobilità, la quiete, perfino con idee e umori estatici. Sono tutte “chiamate” che invitano l’anima dalla sua dimora.»

Non c’è un metodo migliore di un altro, né supporti particolari, riferimenti o posti speciali. Dobbiamo poterla richiamare a noi – l’anima – in maniera agevole, ovunque ci troviamo, per un minuto o per un intero giorno. Possiamo usare i ricordi per ritrovare un luogo speciale dove andare e restare in solitudine coi nostri pensieri e le preghiere, spegnendo le distrazioni. Possiamo usare un viaggio e portare con noi ogni pensiero, dal più intricato al più futile e regalarlo al luogo dove ci troviamo, per tornare a casa un po’ più leggere. Oppure possiamo imparare a escludere gli altri, il rumore, le chiacchiere, anche nel bel mezzo di una riunione di lavoro, mentre guardiamo l’implosione di un palazzo, anche circondate da una folla di gente durante un matrimonio. Noi donne sappiamo come fare e non è difficile farlo: il difficile è ricordarsi di farlo.

In ogni caso, che lo si faccia consapevolmente oppure no, l’anima troverà il modo di conversare con noi, sempre e ovunque

«Purtroppo sin dall’infanzia ci insegnano a provare imbarazzo se veniamo scoperte mentre comunichiamo con l’anima, in particolare in ambienti come la scuola o il lavoro. Il mondo dell’istruzione e degli affari ha ritenuto che il tempo passato stando «tra sé» sia improduttivo, mentre è in realtà il più fecondo.

L’anima selvaggia incanala infatti idee nella nostra immaginazione, e noi scegliamo quelle da mettere in pratica, estremamente adatte e produttive. Mescolandoci con l’anima brilliamo, desideriamo affermare i nostri talenti. È questa unione breve, anche di un istante, ma intenzionale, che ci aiuta a vivere la nostra vita interiore; invece di seppellirla nella vergogna, nella paura della rappresaglia o dell’attacco, nel letargo, nella compiacenza o altri ragionamenti o scuse, lasciamo che la nostra vita interiore fluttui, brilli, divampi all’esterno affinché tutti possano vedere.

Oltre a darci informazioni su questioni che vogliamo vedere meglio, la solitudine può consentirci di valutare il nostro operato nella sfera prescelta.» (ispirata da Donne che corrono coi lupi)

Mentre scrivo mi viene facile trovare ispirazioni immaginando il mio luogo silenzioso che da qualche tempo uso per conversare con l’anima: è un lago ghiacciato che ho attraversato coi cani da slitta durante un viaggio in Lapponia. Sono al centro del lago, avvolta da una morbida e calda coperta di lana bianca coi disegni blu. Non sento freddo: solo il calore di scrivere queste parole.

Se vuoi venire in viaggio con noi il prossimo giugno 2019, per Il Potere dell’Energia Femminile – V Edizione non andremo in Lapponia ma a Zante (Grecia) e staremo insieme un’intera settimana, a parlare di femminile antico e moderno, pratiche taoiste e Passi Magici.

Clicca su questo link per leggere tutte le informazioni, e se hai qualche altra domanda, non esitare a contattarmi

http://spiritualcoach.it/seminari/potere-energia-femminile/

IL VALORE DI UNA DONNA

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Cosa racchiude dentro di sé una donna? Quale sfolgorante passato dimenticato, che ci ha rese schiave di un presente irriverente? Oggi voglio guardare con te da una direzione differente rispetto al solito: da dentro verso l’esterno. Facciamolo insieme, come una sorta di «meditazione» o riflessione, come più ti piace. Le parole che leggerai sono state ispirate da una delle mie Maestre: Marianne Williamson.

Essere donna oggi è ancora più precario e incerto di ogni altro momento. Donne che cercano di essere indipendenti pagando il prezzo altissimo della solitudine, anche se sono sposate ed hanno figli. Donne che credono di non potercela fare se non avendo accanto un uomo che le sostiene, giovani donne che si giocano la libertà e la gioventù per una sicurezza economica fittizia. Altre che tengono legati i propri compagni facendo figli che poi devono accudire. Donne che cercano di innalzarsi e di spingersi verso il cielo e trovano resistenze tanto grandi da piegare le loro ali e, così, smettono di volare. (Marianne Williamson)

La vita interiore di una donna è molto più di tutto questo, solamente che abbiamo perduto la chiave della nostra vera casa e così ci ritroviamo ad abitare fuori, davanti alla porta. Oggi, chi lo vorrà, potrà scegliere di uscire dallo stato di «schiava» per interpretare la sua regale natura: quella di essere «Regina»

Tuttavia nel mondo dell’illusione, siamo perdute e imprigionate, schiave dei nostri appetiti e del nostro desiderio di falso potere. Il nostro aguzzino è un mostro a tre teste:

  • una testa è il passato
  • un’altra testa è l’ insicurezza
  • e l’ultima è la cultura di massa

l passato è la storia che esiste solo nella nostra mente. Sono tutte le esperienze che – in modi differenti – continuiamo a fare giorno dopo giorno. La soluzione è semplice: guarda, analizza, comprendi e perdona e poi, più in fretta che puoi, passa oltre.

L’insicurezza è l’inevitabile caratteristica di ogni essere vivente. Esiste perché manca la consapevolezza di un legame con idee più nobili e profonde. E così siamo destinate a una lotta frenetica e disperata per avere cose che ci appaghino: il lavoro, le relazioni, la bellezza, il corpo. Siamo costantemente concentrate sulla convinzione di essere inadeguate.

La terza testa del mostro è la cultura di massa, per la quale spendiamo ogni anno un sacco di soldi. La maggior parte dei film non ama le donne, la maggior parte delle pubblicità non ama le donne e non le rispetta, la maggior parte dell’industria della moda non ama le donne, così come la maggior parte della musica. A volte ci sentiamo maltrattate, e così cerchiamo l’amore dove non c’è possibilità di scambio.

Gran parte delle donne che conosco sono straordinarie sacerdotesse e guaritrici, ma non lo sanno. Si riducono a schiave per una carezza assecondando uomini che nemmeno le prendono in considerazione. (Marianne Williamson)

L’atteggiamento che adottiamo ci porta a vivere un viaggio dentro noi stesse. Se vogliamo che sia affascinante, questo viaggio diventerà lo strumento che ci aiuterà a trasformarci in donne nuove, più autentiche e consapevoli. È il solo modo che possiamo adottare per cambiare gli altri: conoscere profondamente noi stesse per guardare con occhi nuovi. Il segreto della felicità è saper rinnovare noi stesse, e far in modo che questo rinnovamento coinvolga anche chi ruota intorno a noi.

Il primo passo è quindi sempre e solo verso te stessa, nella comprensione che seguire la vita dell’amore e della femminilità è nutrite la nostra parte più intima.
(scritto al #femminile sempre declinabile al #maschile)

Il Potere dell’Energia Femminile – V Edizione
Isola di Zante (Grecia) 13-20 Giugno 2019

Informazioni dettagliate cliccando su questo link

http://spiritualcoach.it/seminari/potere-energia-femminile/

LE POTENZIALITA’ NASCOSTE

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Ciascuno di noi possiede potenzialità che a volte nemmeno riesce a intuire. Siamo naturalmente dotati di energia libera e bambina che con la crescita provvediamo a rinchiudere in false considerazioni di noi stessi e del mondo circostante. E da adulti abbiamo paura di questa stessa energia perché potrebbe renderci ridicoli, poco credibili o troppo fantasiosi. Dimentichiamo di essere un ago della bilancia per la nostra vita e per la vita delle persone intorno a noi: meglio dimenticare una così grande responsabilità.

In molti ricordano cosa realmente sono e il loro scopo in questa vita, compiendo lo sforzo di far tornare funzionante quella vitalità rimasta rinchiusa, e cominciano a migliorare la loro quotidianità. Passo dopo passo, attraversano porte chiuse dal tempo e dalla loro stessa volontà, facendo risplendere di Luce il loro cammino.

Alcuni li seguono e imparano come e cosa fare per intraprendere nuove strade. Le qualità e i talenti emergono come eredità naturali, lanterne sempre accese alle quali fare riferimento nei momenti bui.

Altri rimangono a guardare, nella speranza che qualcosa o qualcuno possa prenderle il loro fardello e portarlo sulle spalle. E’ così che intendono cambiare la loro vita, dimenticando che rimanere fermi dando la responsabilità agli altri significa morire. E non intendo la morte fisica: quella è la scelta più semplice e diretta. Intendo la morte dell’anima, dell’energia, della vitalità, della mente che pensa a soluzioni e capace di nuove idee.

ALLENAMENTO

Come un podista ha bisogno di allenamento per correre la maratona, così ciascuno di noi ha bisogno di allenare la mente per intraprendere nuove strade di vita. Costruire castelli in aria va bene, se poi sotto aggiungi fondamenta concrete. Influire sulla qualità della tua giornata trasformandola a tuo piacimento è la più elevata delle capacità. E quando conosci te stess* e comprendi bene chi sei veramente, scopri che non c’è nulla da scoprire poiché tutto è già stato scritto.

Risveglia la Luce che è in te e illumina il tuo cammino, è il motto di SpiritualCoach®

La mia funzione in questo mondo è quella di facilitare la tua ricerca, semmai avessi la volontà e la determinazione di trovare nuovi modi per vivere una vita più felice e serena. Ho sviluppato tecniche e percorsi che offrono infinite possibilità per creare la vita che desideri. E funzionano tutti! C’è solo un fatto importante sul quale fare luce: le tecniche proposte vanno utilizzate.

L’impegno che prendi con te stess* non è esclusivamente quello di investire denaro o partecipare a un corso o percorso: è utilizzare le tecniche imparate applicandole ogni giorno nella quotidianità. Una condizione di felicità coinvolge tutto il tuo essere fisico, mentale e spirituale ogni giorno, più volte al giorno, senza interruzione, finché non diventa uno stile di vita.

I sogni felici si avverano non perché sono sogni, ma soltanto perché sono felici (Un Corso in Miracoli)

I prossimi corsi di SpiritualCoach® Percorsi di Crescita Personale e Spirituale: