LA MENTE COSCIENTE

«Sarebbe piuttosto facile controllare la mente se i pensieri coscienti fossero gli unici con cui ci dobbiamo confrontare. Tuttavia e contrariamente a questa auspicata facilità, la mente cosciente è solo la punta del grande iceberg della coscienza. Sepolto nel subconscio così profondamente da sfuggire persino a un riconoscimento cosciente, esiste un vasto stuolo di desideri insoddisfatti e tendenze irrisolte, che spesso insorgono contro qualsiasi obiettivo cerchiamo di raggiungere consapevolmente.

Un amico si trovava in Pakistan durante la guerra indo-pakistana. Dato che gli aerei indiani mitragliavano le autostrade, il pullman sul quale viaggiava dovette cambiare il suo percorso. A un certo punto, il veicolo si impantanò nel letto del fiume.

L’autista chiese ai passeggeri di scendere a spingere.

Un quarto d’ora dopo, il veicolo non si era mosso di un solo centimetro. Perplesso, l’autista fece un passo indietro per osservare costa stesse succedendo.

Con sorpresa, vide che metà del passeggeri stava spingendo l’autobus dalla parte posteriore, come egli aveva stabilito, mentre l’altra metà stava spingendo con altrettanto impegno dalla parte anteriore!

Quanto spesso manifestiamo la stessa tendenza! Pur impegnandoci sinceramente a un certo livello della nostra coscienza per raggiungere un obiettivo desiderato, a un altro livello riusciamo a resistere ai nostri stessi sforzi.

Mentre lavoriamo sodo potremmo desiderare di non dover lavorare affatto. Forse, in ufficio, continuiamo a guardare l’orologio o ci ritroviamo a sognare a occhi aperti. Forse diciamo a noi stessi che – in ogni caso – il lavoro che stiamo svolgendo ora è del tutto inutile. Oppure sprechiamo energia soffermandoci mentalmente su tutte le altre cose che preferiremmo fare o pensando in anticipo ai risultati che desideriamo dal nostro lavoro, invece di concentrarci sul compito del momento.

Possiamo ottenere grandi risultati nella vita se ci discipliniamo a fare una cosa alla volta, a farla con tutto il cuore e a non lasciarci distrarre dalle preoccupazioni per tutto quello che vorremmo ancora realizzare o che vorremmo aver realizzato in passato.»

(dal libro “Attrarre la prosperità” di swami Kriyananda)

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Oggi dedica un momento per fare chiarezza relativamente a un’area della tua vita che vuoi migliorare in questo momento, descrivila dettagliatamente mettendola nero su bianco e poi rispondi a queste domande:

  • Pensa per un attimo che la colpa non esiste. Esiste solo la responsabilità di poter scegliere e decidere quello che vuoi. Qual è la tua responsabilità in questo momento che ha manifestato la tua vita esattamente com’è?
  • Tra le infinite possibilità che un evento si possa manifestare, quale potrebbe essere il prossimo più probabile per migliorare la tua vita?
  • Per avere ciò che vuoi, chi dovresti essere?
  • Conosci qualcuno che ha raggiunto la condizione che desideri? Come pensi l’abbia ottenuta?

Ora che hai fatto un po’ più di chiarezza, passa all’azione:

  • Rivedi il tuo obiettivo
  • Pensa a cosa ti serve per cominciare a realizzarlo e scrivilo sottoforma di elenco
  • Pensa a come e dove trovare ciò che ti serve per compiere il primo passo verso il tuo obiettivo e scrivilo
  • Ora pensa alla prima azione che compirai subito o nei prossimi giorni per iniziare la fase di avvicinamento al tuo obiettivo, scrivila sull’agenda e mettiti nella condizione di agirla.

Bene, ora che hai letto con attenzione, ti manca l’ingrediente più importante per iniziare la tua nuova storia: A.I.C. Alzare Il Culo. Accorgiti!

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La prosperità non può esistere se continui a prendere in considerazione pensieri di miseria. Nella sostanza, siamo stati fatti a immagine e somiglianza di Dio. Se immaginiamo di pensare come Lui, possiamo credere nella carenza, nella mancanza o nella limitazione? La fonte di ogni ricchezza è immateriale. Da quel punto comincia tutto.
Oggi prenditi un attimo di tempo e valuta con attenzione i pensieri che hai: sono di prosperità o di carenza?
Quando hai un problema pensi a una soluzione o credi di non potercela fare?
A chi ti affidi di fronte a una difficoltà: a quella parte di te che vede la situazione come un insegnamento e ne trae vantaggio o all’altra parte, quella che si siede e nel lamento abbassa le spalle e crede di non potercela fare?
Accorgiti!

ACCORGITI

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Ogni giorno è un inizio, come una tela bianca sulla quale dipingere la tua giornata con tutti i colori che desideri. Sei tu a sceglierli: nessuno lo può fare per te. Accogli questa giornata con la consapevolezza che meriti il meglio dalla vita, per te e per le persone intorno a te. Accorgiti!

LIBERATI

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Slegati dal “dovere” e libera il piacere di essere veramente d’aiuto. Troppo spesso il dovere nasconde una mancanza di responsabilità nell’imboccare la strada per l’eccellenza personale. Puoi nascondere nella fittizia soddisfazione di avere più denaro, più successo o più sicurezza – per qualche tempo – la tua reale felicità, ma alla fine essa si prenderà ciò che le è dovuto. La vita spinge affinché tu sia felice e, a volte, lo fa in modo inaspettato, a tratti brutale. Dentro ognuno di noi c’è un genio della lampada, pronto a rendere il servizio che viene chiamato a fare, dandoci esattamente ciò che gli chiediamo: senza il riconoscimento della nostra parte divina, ci esprimiamo solo a metà.

La società è un’azienda per azioni, i cui membri, per meglio assicurare il pane a ciascun azionista, accettano di rinunciare alla libertà e alla cultura del mangiatore. La virtù più richiesta è la conformità. La fiducia in sé stessi è la sua avversione. Essa non ama né la realtà né i creatori, ma nomi e abitudini. Chi vuole essere un uomo, deve essere un anticonformista (Ralph Waldo Emerson)

Scopri chi sei e sii sempre te stesso.

Accorgiti!

OGNI PROMESSA E’ DEBITO

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L’essere umano è straordinario nel trovare scusanti per non fare qualcosa.

Ti sarà capitato di promettere a te stesso che avresti fatto qualcosa e poi non l’hai fatta o, forse, lo hai promesso a qualcuno e poi hai avanzato una scusa per procrastinare. Quel “… vabbè, lo faccio dopo” ha un prezzo decisamente alto: quello di sperimentare il senso di colpa. E forse non sai che ogni volta che sperimenti questa emozione, inconsciamente cerchi una punizione perchè “senso di colpa e punizione” vanno a braccetto.

A me è capitato molte volte di commettere questo errore nell’inconsapevolezza di riconoscere il prezzo che pagavo. “Domani inizio la dieta” mi dicevo, oppure “Domani mi iscrivo in palestra … vado a camminare … smetto di fare quella cosa e inizio a fare quell’altra”. Eccome se mi è capitato e confesso che ancora oggi, quando abbasso l’attenzione, parto con l’entusiasmo di fare o non fare più per poi pentirmi subito dopo. La differenza è che ora ne conosco il prezzo e, quindi, metto in atto quel “piccolo sforzo” che fa davvero la differenza.

Un buon metodo per interrompere il rimandare delle promesse fatte a se stessi o agli altri, è quello di dichiararle pubblicamente. Quando vuoi raggiungere un obiettivo e vuoi avere un minimo di certezza nell’iniziare, condividilo con qualcuno che possa aiutarti e stimolarti a continuare. A volte abbiamo bisogno di sostegno nell’imparare ad essere determinati. L’essere umano è straordinario nel trovare scusanti per non fare qualcosa.

Ieri sera ho promesso a me stessa che oggi la mia dieta è a base di frullati di frutta e centrifugati di verdura. Stamattina mi sono svegliata con una fame incredibile e il mio dialogo interiore è stato: “Ora faccio tostare il pane, caffè d’orzo, marmellata di fragole … ” e mi sono ricordata della promessa fatta a me stessa. Così, per mantenerla, la scrivo nel blog e autorizzo ognuno di voi a ricordarmi di averla fatta! Come mi sento ora, dopo la dichiarazione d’intento? Molto bene … e la fetta di pane tostato con la marmellata la rimando a domattina.

E’ FINITA QUANDO E’ FINITA

la stagione del fallimento è il momento migliore per piantare i semi del successo (Yogananda)

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Una bellissima frase, che mi viene in aiuto durante un lavoro personale che ho scelto di intraprendere dopo aver ricevuto uno stimolo legato a un mio atteggiamento di rabbia. Da bambina non provavo piacere quando qualcuno mi faceva delle osservazioni sul mio comportamento. Nonostante sia passato qualche anno di cui alcuni, circa 20, dedicati alla crescita personale e spirituale, le osservazioni relative ai miei comportamenti mi stanno ancora strette. A differenza di allora, incasso ascoltando il disagio, riconosco il senso di colpa, mi lamento per un attimo, e poi scelgo di affidare allo spirito l’intera situazione chiedendogli di insegnarmi come e cosa fare per essere più consapevole.

In questa precisa circostanza, ho visto per la prima volta il senso di fallimento che percepivo leggero ma che non ero mai riuscita a cogliere davvero. Ho votato questo senso di fallimento, dandogli un bel 9. Caspita che voto! Mi sono stupita di come potesse avere così tanto peso, ancora oggi, nonostante tutto il lavoro fatto. Ed è proprio questo stupore che mi esorta a continuare sulla strada della conoscenza di me stessa. Come dice Sergio “Non è mai finita” per fortuna, aggiungo io!

Ora penso a quanto tempo impiegavo qualche anno fa, tra lamenti inconsapevoli e rabbia repressa, a gestire emozionalmente un rimprovero di questo genere: poteva durare anche giorni! Ora passano poche ore, come in questo caso, e a volte solo qualche manciata di minuti, per trasformare il senso di colpa in pace interiore. Mi sono allenata molto per questo e continuo ad allenarmi, considerato il risultato ottenuto. Smetterò mai gli allenamenti? La mia previsione è intorno ai 95 anni, nel momento in cui tiro le somme della mia intera vita.