COS’E’ LA PERFEZIONE?

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Siamo sempre troppo basse, troppo alte, magre o grasse, il seno è piccolo o troppo grande e i capelli non sono mai del colore o dell’onda giusta. Colpiamo i nostri corpi con frecciatine e li accusiamo di non essere abbastanza questo o quello.

Ero con voi su questa altalena, fino al giorno in cui mi sono concessa il bene di essere me stessa. Cosa ho fatto? Mi sono guardata con attenzione concentrandomi su ciò che di bello vedevo e ho visto, finalmente, dopo tanto tempo.

Le mie mani sono belle, potenti, afferrano concetti nell’astratto e creano cose meravigliose, la mia voce sa come abbracciare e determinare essendo le mie labbra sempre vicina a Dio, il mio corpo è perfetto per contenere e misura il giusto per restare “coi piedi per terra”.

Viviamo in un mondo di diversità piena di bellezza dove ogni tipologia di Donna ha la possibilità di esprimersi. Non dobbiamo indossare l’uniforme: possiamo essere ciò che siamo migliorando sempre più, assomigliando a noi stesse per  risultati naturali e selvaggi.

Leggete cosa scrive Clarissa Pinkola Estés nel suo libro Donne che corrono coi lupi:

«Sostenere un unico tipo di bellezza è come essere inosservanti della natura. Non può esistere un unico tipo di uccello canterino, di pino o di lupo. Né di bambino, di uomo o di donna. Non può esistere un unico tipo di seno, di circonferenza, di pelle. |…| Se i disordini dell’alimentazione coatti e distruttivi che distorcono le misure e l’immagine del corpo sono reali e tragici, per la maggior parte delle donne non sono la norma. Per lo più, le donne sono alte o basse, grasse o magre, semplicemente perché hanno ereditato le caratteristiche fisiche degli avi, vicini o lontani.

Giudicare o malignare sulla fisicità ereditata da una donna produce generazioni di donne ansiose e nevrotiche. Esprimere giudizi distruttivi e inappellabili  sulle forme ereditate da una donna significa derubarla di parecchi tesori psicologici e spirituali assai preziosi. La si priva dell’orgoglio per il corpo datole dagli avi. Se le si insegna a disprezzare questa eredità, immediatamente e violentemente viene separata dalla sua identità corporea femminile con il resto della famiglia

Se le si insegna a odiare il proprio corpo, come potrà amare quello di sua madre, tanto simile? O quello della nonna o delle sorelle? Come potrà amare il corpo di altre donne (e uomini) a lei vicini che hanno ereditato le forme e le conformazioni dai loro antenati? Attaccare così una donna distrugge il giusto orgoglio che prova per l’affiliazione alla sua gente e la deruba del ritmo naturale, dalle misure e dalla forma che questo ha. Fondamentalmente, l’attacco sferrato contro il corpo di una donna va lontano, colpisce quelli  che sono nati prima e che nasceranno dopo di lei»

Molte di noi hanno fame di essere adeguate o adatte: questa è la fame che divora la bellezza. Possiamo essere affamate sì, ma di rispetto e accettazione. Se veramente c’è una donna che con ostinazione vuole uscire per essere vista, si sta sbracciando per farla finita con le “proiezioni irrispettose degli altri sul suo corpo, il suo volto, la sua età“.

Quando tutto si acquieta e la disperata ricerca di perfezione lascia il posto all’accettazione, come per magia il corpo si trasforma. Lo specchio – nemico di sempre – riflette ora una nuova illusione, più luminosa  e sorridente. Ci siamo accorte.

Ogni donna ha il suo vento che non ha bisogno di rincorrere: le basta lasciarsi trovare da esso

 

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(Photo by Pete Bellis on Unsplash)

I MIEI PENSIERI DI ATTACCO ATTACCANO LA MIA INVULNERABILITA’

Ieri ho avuto un’accesa condivisione con alcune amiche sull’etica e sul comportamento e quando si è conclusa ho lasciato che fosse la notte a portare consiglio su ciò che era stato detto.

Stamane al risveglio ho pensato nuovamente a come è partita la condivisione  e mi viene mostrato l’aspetto più importante: invece di condannare la gente, pensa a come fare per comprenderla.  Come mai fa quello che fa o ha fatto? Se potessi per un attimo vedere il mondo con i suoi occhi, quali sarebbero i motivi di compiere un gesto simile?  Anziché dichiarare che “io non farei mai ciò che ha fatto l’altra”, mi domando per quale motivo mi ritrovo coinvolta in questa situazione.

Stimolata dall’attuale situazione, mi viene in mente di rileggere la Lezione 26 di Un Corso in Miracoli: avrò cura di svolgerla oggi, applicandola in modo generico. E voglio condividerla con te: leggila con cuore aperto. Se ti va, applicala e verifica cosa accade. Mi piace immaginare di non essere sola oggi ad affrontare un passaggio così importante. D’altronde, insieme è più facile! Accorgiamoci.

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I miei pensieri di attacco attaccano la mia invulnerabilità.

È decisamente ovvio che se puoi essere attaccato non sei invulnerabile. Vedi l’attacco come una vera minaccia. Questo perché credi di poter veramente attaccare. E ciò che ha degli effetti attraverso di te deve anche aver effetti su di te. È proprio questa legge che alla fine ti salverà, ma ora la stai usando male. Devi quindi imparare ad usarla in favore di ciò che è meglio per te invece che contro.

Siccome i tuoi pensieri di attacco saranno proiettati, avrai paura di essere attaccato. E se temi l’attacco, devi credere di non essere invulnerabile. È quindi nella tua mente, e cioè dove essi si trovano, che i pensieri di attacco ti rendono vulnerabile. I pensieri di attacco e l’invulnerabilità non possono essere accettati assieme. Si contraddicono a vicenda.

L’idea di oggi introduce il pensiero che tu attacchi sempre te stesso per primo. Se i pensieri di attacco richiedono il credere che sei vulnerabile, il loro effetto è di indebolirti ai tuoi stessi occhi. Quindi essi hanno attaccato la percezione che tu hai di te stesso. E siccome credi in essi, non puoi più credere in te stesso. Una falsa immagine di te stesso ha preso il posto di ciò che sei veramente.

Praticare l’idea di oggi ti aiuterà a comprendere che la vulnerabilità o l’invulnerabilità sono il risultato dei tuoi stessi pensieri. Nulla può attaccarti tranne i tuoi pensieri. Nulla, tranne i tuoi pensieri, può farti credere di essere vulnerabile. Nulla, tranne i tuoi pensieri, può provarti che non è così.

Sono richiesti sei periodi di pratica per l’idea di oggi. Dovresti cercare di dedicare due minuti pieni per ogni esercitazione, ma questo tempo potrà essere ridotto ad un minuto se il disagio è troppo grande. Non ridurlo ulteriormente.

Il periodo di pratica dovrà iniziare ripetendo l’idea di oggi, poi chiudi gli occhi e passa in rassegna tutte le questioni irrisolte i cui risultati ti stanno turbando. Questo turbamento può assumere la forma di depressione, ansia, rabbia, senso di imposizione, paura, cattivi presentimenti o preoccupazioni. Qualsiasi problema ancora irrisolto che tenda a ricorrere nei tuoi pensieri durante il giorno è un soggetto adatto. Non ti sarà possibile usarne molti in ciascun periodo di pratica, perché con ciascuno di essi dovresti dedicare più tempo del solito. L’idea di oggi va applicata in questo modo:

Prima cita la situazione: Sono turbato per…..

Poi passa in rassegna ogni possibile esito ti sia venuto in mente in relazione a ciò che ti turba, riferendoti a ciascuno di essi molto specificatamente, dicendo: Ho paura che succeda ………

Se stai facendo bene gli esercizi, dovresti avere, per ogni situazione, circa cinque o sei possibilità che ti turbano, o quasi certamente di più. È molto più utile esaminare a fondo poche situazioni, piuttosto che sfiorarne molte. Man mano che la lista degli esiti previsti per ciascuna situazione continua, probabilmente ne scoprirai alcuni meno accettabili per te, specialmente tra quelli che ti vengono in mente verso la fine. Cerca comunque, per quanto puoi, di trattarli tutti nello stesso modo.

Dopo aver citato ogni esito che ti fa paura, dì a te stesso: Quel pensiero è un attacco contro me stesso.

Concludi ogni periodo di pratica ripetendoti un’ultima volta l’idea di oggi.

UN LEPRONTE PER AMICO

https://www.youtube.com/watch?v=CLx7XsuI3ik

Nella ricerca e nella volontà di conoscere Dio, paradossalmente, raggiungiamo la conoscenza di noi stessi. Nei passaggi difficoltosi della vita c’è l’essenza della conoscenza di sé stessi poiché è proprio in quei momenti che possiamo trovare un “come” adatto a una nuova visione della situazione. Senza ombra di dubbio, per fare questo, dobbiamo averne la volontà. E se la volontà è ferma nel voler trovare una via d’uscita, se è costante e priva di ombre, se la mente e il cuore sono in connessione ecco che la via d’uscita arriva. E’ nel riporre la fiducia di riuscire che troviamo la strada verso una visione propositiva. Allo stesso modo, se la fiducia è riposta nel lamento inconsapevole, nella lagna mortale, nella tedia di quanto il mondo è cattivo e tu buono, brutale e tu vittima della situazione, insomma, se la colpa di ciò che accade è degli altri anziché essere una tua responsabilità, anche in questo caso la perfezione del dare e ricevere si manifesta. Avrai ciò che credi di meritare: sempre.
C’è una condizione che raramente viene insegnata in età d’apprendimento: la libertà è nella mente. E’ il pensiero a rendere liberi o schiavi, ad elevare o distruggere, a sorridere o piangere. Puoi trovare un sorriso all’interno della battaglia perché un pensiero d’amore ti ha attraversato la mente. Essere mentalmente liberi anche quando le circostanze sembrano dire l’esatto contrario, costituisce l’essenza della maturità di una persona. E’ l’aiuto per “venirne fuori” quando tutto sembra crollare intorno, la forza per nutrire i muscoli che portano al successo verso gli obiettivi tanto desiderati, la chiave per aprire il “cassetto dei sogni” e cominciare a realizzarli, uno ad uno.

“Per questo motivo – disse lei – l’uomo non dovrebbe irritarsi ogni volta che si trova messo alle strette in conflitto con la Fortuna, così come non è bene che l’uomo coraggioso provi risentimento quando risuona il clamore della battaglia. Per ciascuno di loro la difficoltà costituisce un’opportunità; per il coraggioso è l’occasione di allargare la propria fama, e per il saggio l’occasione di dare sostanza alla propria saggezza” (Boezio – VI Secolo)

Qualunque cosa accade sei sempre libero di scegliere.
Accorgiti!

RETURN OF LOVE

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Ogni relazione che abbiamo nella nostra vita è un’immensa occasione di crescita personale e spirituale. La maggior parte di noi viene educata a considerare che sia meglio aspettare che siano gli eventi e le circostanze a costruire o distruggere il nostro benessere. E da questo presupposto nasce tutta una serie di “sarò felice solo quando …” che portano a considerare la felicità solo quando ci viene concessa da qualcun altro. Sarò felice quando avrò accanto la mia anima gemella, sarò felice quando avrò un tot di denaro in banca, sarò felice quando guiderò la macchina dei miei sogni o vivrò in una villa con piscina. Ebbene, queste considerazioni impediscono di arrivare all’obiettivo e ti dico anche il perché: la felicità è il motore che porta verso ciò che vuoi realizzare. Se non sei felice per ciò che sei e possiedi ora, difficilmente potrai esserlo in futuro.

Prendiamo in considerazione, per esempio, una felicità che viene spesso cercata: l’anima gemella. L’dea romantica che si ha di un’anima gemella è fuorviante in quanto la nostra “vera anima gemella” potrebbe essere chi sa come trattarci stimolandoci, e ci fa crescere aiutandoci ad apprendere la pazienza e l’umiltà, e ad amare sempre di più. Spesso le persone che ci mandano in collera sono i nostri maestri più importanti.

Nella mia esperienza personale avevo basato le relazioni di coppia sulla paura della solitudine, accettando situazioni che non mi piacevano come, per esempio, il tradimento. Nel momento in cui ho aperto gli occhi al piacere di vivere guardando in faccia la paura di restare sola, senza un uomo che mi potesse sostenere dal punto di vista economico, ecco che ho cambiato direzione lasciando tutto ciò che, in quel momento, mi stringeva il cuore. Con un sonoro grazie ho iniziato a camminare con le mie gambe traballanti, all’inizio, ma erano le mie! Ho incontrato un’altra relazione simile a quella appena lasciata e, grazie alla mia condizione interiore un po’ più solida, ho scelto subito di cambiare direzione.

Affermare di voler accanto “un uomo che mi ama e mi approva per ciò che sono” è stata la vera svolta e anche la sfida più grande: la vita mi ha risposto con un uomo il cui sostegno per ciò che facevo era totale, dotato di una stima nei miei confronti che all’inizio ho faticato a sopportare. “Sono sempre dalla tua parte” era una frase che mi faceva imbestialire! Ho cercato con tutte le mie forze di distruggere il rapporto, proprio come in passato, ma questa volta c’era una volontà dentro di me che mi faceva riflettere. Finché un giorno ebbi consapevolezza della frase di Un Corso in Miracoli: “Come vedrai lui così vedrai te stesso” e iniziai a guardare con occhi diversi la mia relazione.

L’amore preso sul serio dà una visione radicale che va ben oltre l’orientamento psicologico che governa il mondo della percezione. All’inizio può sembrare minaccioso non perché sia limitato nella sua espressione, ma perché è immenso. E’ della luce che abbiamo più paura, poiché l’oscurità è una condizione che conosciamo bene. C’è un amore più ampio che possiamo inserire in ogni relazione che non si basa sulla quantità come ci indica l’ego ma sulla qualità, così come indica lo spirito. Quando facciamo entrare Dio in una relazione, facciamo entrare la Luce che illumina il cammino iniziando così a vedere l’altro non più separato da noi ma unito in uno scopo comune: ritrovare se stessi.

I rapporti sono dei compiti. Fanno parte di un vasto piano teso a illuminarvi, e sono la guida dello Spirito Sacro con cui l’anima di ciascun individuo viene condotta a una maggiore consapevolezza e a un amore più ampio – Marianne Williamson “Return of Love”

DICONO DI ME

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A quale modello femminile senti di appartenere? Potrebbe essere importante porre a noi stesse questa domanda, confrontandoci anche con i personaggi della storia, della letteratura e del cinema. Ci sono donne che abbiamo amato, e abbiamo sentito idealmente vicine, o al contrario donne che abbiamo avvertito come il nostro opposto. Ci sono qualità femminili, ma anche maschili, che amiamo e disapproviamo e possiamo riconoscerle nel nostro partner.” scrive Roberta Giommi nel suo libro “Le Donne amano la Terra e il Cielo”.

Un suggerimento utile è prendere carta e penna e rispondere a questa domanda, portando alla luce quelle caratteristiche che inevitabilmente abbiamo provveduto a nascondere nel profondo del nostro cuore. Donne e Uomini diventano trasparenti quando smettono di nascondere la loro anima dietro alle finzioni di ciò che non sono. Credere nella parità tra Uomo e Donna è proprio una di queste finzioni e stereotipi. Donne e Uomini sono profondamente differenti e proprio queste differenze sono la loro grande forza. Capaci di compensarsi, hanno imparato a soffocare la loro voce interiore, facendo parlare l’aggressività e la forza bruta, così naturale negli uomini. Il fatto drammatico è che anche le donne hanno imparato a essere aggressive e brutali, e questo ha rinchiuso in una cella buia la loro capacità di essere accoglienti nutrici che indicano la strada da percorrere.

Sono le voci e gli insegnamenti che abbiamo assorbito dal nostro passato, quello remoto che si radica nel profondo del nostro DNA insieme a quello di nascita che appartiene all’attuale vita. E ora, in un’età che consideriamo adulta, il gioco continua a essere riproposto, guidando le esperienze fatte di pensieri e azioni. Il cambio di rotta è possibile se c’è la volontà di osservarne le dinamiche, riconoscendo che per ogni adulto che abbiamo incontrato nei primi anni di vita, ne portiamo dentro il ricordo e l’insegnamento. Il sentimento della gratitudine è ciò che deve scaturire per riconoscere le persone che oggi siamo, nella buona o nella cattiva sorte. E va imparato poiché difficilmente siamo grati per il nostro passato.

Il Matriarcato e l’attuale Patriarcato sono le radici che, ancora oggi, veicolano la nostra esistenza, accettata inconsciamente o consapevolmente da ognuno di noi. Ribellione e vittimismo sono le dinamiche sulle quali le donne contemporanee si svegliano la mattina e si addormentano la sera. Come tutto in questo mondo, se riconosciuto, prende un sapore differente, più dolce forse, sicuramente diverso.

Appassionati a conoscere te stessa o te stesso, unica via per ricordare.