Pensare in grande

Pensare in grande è necessario perché le dimensioni del successo –inteso come capacità di far succedere – sono determinate dalla dimensione della nostra capacità di credere applicata ad ogni situazione. E’ un’abilità che, una volta sviluppata, la possiamo utilizzare per avere una concezione più ampia della vita.

Pensare in grande è guardare avanti progettando un futuro di sviluppo e crescita, anziché mantenere vivo un passato che già conosciamo e del il quale molto spesso abbiamo un ricordo doloroso.

Ed al pensiero grandioso possiamo aggiungere un linguaggio adeguato, indipendentemente da come sta andando la vita in questo momento. Concentriamo la nostra energia sui punti di forza e troviamo il modo per metterli in campo: sarà il nostro allenamento per i momenti in cui la vita ci prende a calci nel sedere.

Dobbiamo imparare a viaggiare in prima classe, che non vuol dire acquistare il biglietto più caro ma piuttosto ottenere il parere di chi il successo lo ha già raggiunto.

Quando spendiamo il nostro tempo con persone che sanno come ampliare la consapevolezza, arrivano suggerimento di questo genere:

  • Non aspettare che le condizioni siano perfette per iniziare, perché non lo saranno mai. Agisci adesso!
  • Sii tenace e sperimenta per trovare la “tua strada”
  • Nei momenti di difficoltà, sostieniti cercando soluzioni e non affossandoti nel problema
  • Sviluppa la fiducia che solo il cuore – e non la testa – ti può dare a garanzia che stai percorrendo la strada corretta e poi verificane i risultati attraverso lo specchio che il mondo ti mostra
  • Ogni azione vale più di mille parole. Per cui A.I.C. forever: Alza Il Culo!

Gran parte della differenza tra successo e fallimento sta in ciò a cui credi di essere e di aver diritto: questo è il motivo per cui conviene pensare in grande. Accorgiti!

La tua SpiritualCoach   Lucia Merico

luciamerico-spiritualcoach-insiemeepiufacile-blog.png

UN DIARIO PER LA FELICITA’

Siamo energia, spirito, esseri divini che vestono per un po’ di tempo un corpo fisico, circondati da un universo di materia. Per vivere al meglio dovremmo avere ben chiare alcune domande: “Come voglio vivere? Cosa intendo essere avere e fare del mio tempo?”  Considerando il punto di vista materiale, quale tipo di vita immagini di vivere? Riesci a immaginarti nell’abbondanza di ogni cosa, circondato dal benessere avendo a disposizione tutto il denaro che ti occorre? Forse stai pensando che il denaro sia “poco spirituale”, che per te non è nulla o che non ti stimi abbastanza per essere in prosperità e ricchezza: non farlo! O per meglio dire, accorgiti che domandarti se meriti o meno denaro oppure se hai diritto di possederlo significa negarlo a te stesso. E’ una condizione che spalanca il baratro della carenza, perché è così che il mondo percepisce il tuo dubbio: trascinandoti in basso.

Ogni cosa dipende da noi. Se disprezziamo qualcuno si staccherà da te fisicamente o emotivamente, e questo vale anche per il denaro e per ogni forma di benessere e abbondanza, poiché il disprezzo uscirà dai nostri pensieri, andrà nel mondo e si manifesterà.

Dovremmo immaginare sempre e solo il meglio per gli altri, perché questo è il processo corretto per ricevere il meglio. E invece ci lasciamo confondere dall’invidia e dalla paura che qualcuno possa emergere più di noi. Anziché gioire per lui o per lei, gli balziamo sopra cercando di schiacciarlo per arrivare a prendere una boccata di visibilità.

Il punto focale non è escludere l’invidia ma accettarla come una delle molteplici emozioni che compongono il nostro essere umani. E se fosse proprio l’invidia il punto di partenza per rinnovare la tua vita?

non-ci-vuole-coraggioa-scriverei-propri-sogni-per-viverli-invececi-vuole-molto-coraggio

E’ spiritualmente accettabile che ciascuno di noi scelga il meglio per sé stesso e la strada passa sempre attraverso la stretta porta delle emozioni, quelle sottili, quelle che scartiamo “perché io non sono affatto invidiosa, semmai è un’invidia buona – perché io non ho paura – perché io sono forte, generoso, buono, tutto d’un pezzo – perché io prego ogni domenica in chiesa – perché “io” … “  Ecco, questo è l’inganno: credere di non appartenere alla categoria dei “cattivi”, quelli che pensano male o che fanno del male. L’inganno è credere che ci siano danni “piccoli “ e “grandi”, e che i piccoli siano meno dannosi dei grandi, dimenticando che ogni grandiosità è fatta di piccolissime forme, una accanto all’altra.

Cosa ti rende davvero felice? Scrivilo, tieni un diario quotidiano dove metti nero su bianco i tuoi passi per arrivare dove ti sei prefissata, dipingi un capolavoro con le parole e colora il libro della tua vita, modificalo ogni volta che la tua immaginazione diventa più ampia, per concepire una vita ancor più grandiosa.

Diventa un alchimista e condividi il tuo potere con gli altri aiutandoli a realizzare i loro sogni: forse è proprio questa la ragione per cui siamo venuti al mondo. Accorgiti.

Lucia Merico

L’ENERGIA PER CAMBIARE

Il mio corpo ieri ha detto stop! Ha ragione lui: di messaggi ne ha mandati a sufficienza  abbassando gradualmente la mia energia, ed io non li ho ascoltati, presuntuosa che sono! Ho saputo trarne il massimo vantaggio e lo riassumo con le parole del Dr. Chopra:

La differenza tra energia salutare ed energia insana si può riassumere in questo modo:

  • L’energia che porta salute è fluida, flessibile, dinamica, equilibrata, dolce e associata a sensazioni positive
  • L’energia che porta disturbo è bloccata, congelata, rigida, fredda, dura, squilibrata e associata a emozioni negative.

Possiamo portare la guarigione in ogni aspetto della nostra vita trasformando l’energia insana in energia salutare. Le persone che non riescono a trovare un modo per cambiare si trovano intrappolate in una delle modalità appena descritte. I duri, gelidi sguardi dell’odio che una moglie lancia in un matrimonio infelice esprimono un certo tipo di energia, mentre gli sguardi dolci e amorevoli all’interno di un matrimonio felice ne esprimono un altro. La differenza tra fisico e non fisico no ha più importanza. I grassi morbidi che scorrono in modo salutare nel vostro sangue possono diventare depositi rigidi nelle arterie, diventando non salutari. Nella società, lo scambio amorevole e fluido tra persone tolleranti può trasformarsi nei rigidi sentimenti del pregiudizio e dell’animosità.

Ci sono chiari indizi che l’energia è più potente della materia. Ad esempio, gli studi sulla longevità indagano perché alcune persone arrivano in salute a un’età avanzata. Il segreto non è nei geni buoni, nell’alimentazione, nel fatto che non fumano e nemmeno nell’attività fisica, per quanto siano tutte cose salutari. Il collegamento principale tra il raggiungere i novanta o cento anni di età in buona forma è la capacità di recupero emozionale (resilienza), la capacità di riprendersi dai colpi della vita. Ciò corrisponde perfettamente a una qualità dell’energia salutare: la flessibilità. (Deepak Chopra)

Come utilizziamo la nostra energia, fa la differenza tra una vita vissuta pienamente e una vita sprecata. Essere efficienti energeticamente significa considerare l’energia in maniera globale perché quando corpo e anima sono allineati, ogni aspetto della vita è coinvolto.

Per avere un’idea migliore su che cosa significa l’efficienza energetica, vi suggerisco il seguente test che il Dr. Chopra propone nel suo libro “Reinventare il corpo – Risvegliare l’anima”. Assomiglia a quelli delle riviste … con i punteggi … che si fanno sotto l’ombrellone d’estate  🙂

Assegnate a ogni voce un punteggio da 1 a 3, secondo quanto è più adatto a descrivervi:

  • 3. E’ vero per me quasi sempre
  • 2. E’ vero per me solo alcune volte
  • 1. E’ vero per me pochissime volte

Esco sempre dal lavoro in orario, al massimo mi fermo un po’ più a lungo una volta a settimana  ____

Vado a dormire e mi alzo sempre alla stessa ora   ____

Tengo in ordine la mia scrivania e non accumulo arretrati ____

Non rimando le cose: il modo migliore è affrontare subito la situazione ____

Non alimento a lungo la negatività: avete conti in sospeso o alimentare la vendetta non è nel mio stile ____

I miei cassetti sono perfettamente in ordine e trovo subito quello che cerco ____

Nel mio frigorifero non ci sono avanzi ____

Conosco il mio stato emozionale riguardo alle persone importanti della mia vita. Siamo reciprocamente chiari e aperti ____

Conosco le mie debolezze e mi impegno per superarle. Domani sono più forte di ieri  ____

Faccio un uso saggio del denaro. Non accumulo e non spendo avventatamente, non sono preoccupato per il mio conto in banca ____

Le mie entrate sono sufficienti per il presente e per il futuro.    Pianifico bene le mie finanze ____

Curo il mio giardino in tutte le stagioni (terrazzo, balcone, piante d’appartamento) ____

La mia casa è sempre in ordine. Non accumulo sporco o cose da lavare ____

Quando vado a fare la spesa, compro tutto quello che mi serve. Molto raramente torno indietro perché ho dimenticato qualcosa ____

So che cosa fanno i membri della mia famiglia e come si volge la loro vita ____

Programmo il mio tempo in modo efficiente e i miei impegni sono ben bilanciati ____

C’è equilibrio tra la mia vita lavorativa e la mia vita privata. Riesco a fare quello che mi diverte e che mi piace ____

PUNTEGGIO TOTALE ____

Valutazione del punteggio:

da 43 a 51vivete in modo efficiente e avete buone probabilità di sentirvi contenti e a vostro agio. Non ci sono squilibri notevoli nell’uso del vostro tempo e della vostra energia. Date la giusta attenzione a ogni aspetto della vita. 

da 36 a 42avete un sufficiente controllo sulla vostra vita, che scorre abbastanza bene. Ci sono alcune piccole aree di cui non vi prendete cura e a volte vi sentite sopraffatti dalle cose che aspettano di essere messe a posto. Potreste usare il vostro tempo ed energia in maniera più efficiente: occuparvi di questi aspetti aumenterà il vostro senso di agio e soddisfazione.

da 26 a 35La vostra vita non è efficiente. Vi sembra di essere nell’acqua alta, più che vicini al traguardo.  Troppe cose sfuggono al vostro controllo e la capacità di affrontare le sfide quotidiane è appena sufficiente. Per migliorare la situazione dovete imparare a disciplinarvi cambiando le vostre abitudini. Guardate con realismo alle vostre inefficienze, perché trascuratezza e disorganizzazione procrastinare e rifiutare di affrontare i problemi, impulsività e svogliatezza prosciugano la nostra energia.

da 17 a 25difficilmente potrete dire che la vita è nelle vostre mani. Per voi la vita è una continua lotta quotidiana solo per tenere le cose assieme e la maggior parte delle volte sentite di aver perso la gara. Probabilmente nella vostra vita ci sono diverse cose da sistemare. 

se-si-vuole-trovare-i-segreti-delluniverso-bisogna-pensare-in-termini-di-energia-frequenza-e-vibrazioni

Essere padroni della propria energia, significa verificare ogni giorno come scorre la nostra vita. Siamo soddisfatti, felici? Come reagiamo di fronte alle difficoltà? Quali sono i nostri punti di forza? Chiediamo aiuto a chi è competente o facciamo tutto da soli?

“Non è mai finita” disse molto tempo fa un amico. E meno male, penso io, perché se fosse finita non sarei qui a scrivere, felice di farlo. Accorgiamoci!

 

NON SPRECARE IL TUO TEMPO

“Non sprecare il tuo tempo”  è una frase che ho sentito spesso in passato senza conoscerne davvero il suo significato. Poi ho capito. Le ore di una giornata a volte sono troppo poche per fare tutto ciò che dobbiamo, e finisce prima di aver fatto la metà delle cose che dovevamo fare.  Organizzati, che significa impara a espandere il tempo. “Come’è possibile?” potresti pensare. D’altronde le ore a disposizione sono ventiquattro: né un minuto di più né uno di meno. Dunque, come fare?

Prendiamo una lamentela comune: non c’è abbastanza tempo. Sotto la pressione di impegni e scadenze che influiscono così tanto sul nostro tempo, la vita diventa una continua corsa a ostacoli per raggiungere traguardi che, più corriamo, più sembrano allontanarsi. La gestione del tempo sembra non risolvere totalmente questo problema. Anche se lo migliora, gli impegni continuano ad assorbire tutto il tempo che dedichiamo loro. La soluzione è vivere senza tempo. Solo quando il tempo scompare c’è tempo a sufficienza. Può sembrare un paradosso e lo voglio riflettere  con voi.

Il tempo fa parte del nostro essere: non è separato da noi. Inoltre è infinito e ci può regalare tutto lo spazio per andare da A fino a B in assoluta serenità. In altre parole, l’espansione del tempo è in realtà l’espansione del sé, della nostra vera essenza che per sua natura è libera e non conosce confini. Se due persone visitano la stessa città, la cosa importante è l’esperienza che ne ricavano e non chi ha visto più monumenti. Da questo punto di vista, il tempo è soggettivo e allineato con ciò che vogliamo ottenere dalla vita. Ecco svelato il mistero.

Vuoi un altro esempio? Stai preparando il pranzo e sei rilassata perché hai un’ora di tempo per farlo. Hai già programmato tutto: appena terminato di cucinare, potrai finalmente leggere quell’articolo che ti aspetta sulla tua rivista preferita: cucinare in quella condizione diventa una meravigliosa meditazione ad occhi aperti. Squilla il telefono ed è tuo marito che ti avvisa che arriverà a pranzo con il suo capo. Il tempo che hai a disposizione non è cambiato ma è cambiata la tua percezione rispetto alla situazione: improvvisamente ti potrà sembrare di non avere tempo abbastanza per preparare il pranzo e, inoltre, non potrai dedicarti alla tua lettura preferita. Anziché fare un respiro profondo e sorridere mantenendo intatta la tua energia, comincerai a saltare da un mobiletto all’altro alla disperata ricerca di qualcosa da cucinare. Aumentando l’ansia, il tempo sembra diminuire e, di fatto, così sarà.

Quando coltiviamo la consapevolezza profonda che fare della propria vita un capolavoro significa svolgere al meglio le attività con piacere e sentimento, stiamo dilatando il tempo. Per contro, la fretta, la mal gestione delle attività, i sacrifici e le avversità affrontate con lamento inconsapevole restringono il tempo a disposizione, rendendo tutto più complicato di quanto non lo sia già.

non-devi-mai-pensare-a-tutta-la-strada-intera-capisci-devi-pensare-solo-a-un-passo-uno-un-passo-per-volta-un-respiro-un-colpo-di-scopa-una-cosa-alla-volta-e-cosi-e-facile-cosi-ti-accorgi-di-a

Come per il fiume, le silenziose profondità della nostra mente non sono separate da ciò che avviene in superficie. Ogni livello del fiume è formato dalla stessa acqua e va nella stessa direzione, ma il viaggio diventa più piacevole se non siamo sbattuti  qua e là dalla corrente.  Quando scopriamo che restare interiormente tranquilli e fermi annulla la pressione del tempo, faremo il passo successivo che sarà quello di programmare le attività quotidiane ricordandoci che respirare è la salvezza: ossigena il cervello, lo rende più attivo e in grado di accedere alle infinite possibilità.

Per cui, comincia a respirare. Accorgiti e respira. E più respiri consapevolmente, più ti accorgi: un meraviglioso circolo dal quale puoi lasciarti viziare con piacere.

Lucia Merico

COMPLETAMENTE GENEROSA

Una delle regole fondamentali dell’abbondanza è “Più dai, più ricevi”. Quando ci sentiamo completi diventiamo anche generosi: la completezza non sente alcuna mancanza. Nel gesto di dare stiamo esprimendo una verità spirituale che ci trasporta in un flusso della vita che non inaridisce mai. Ma … si c’è un ma fondamentale: dobbiamo dare non per avere bensì nella consapevolezza che stiamo già ricevendo.

Mi spiego meglio. La generosità inizia a livello dell’anima dove c’è abbondanza di energia e consapevolezza. L’anima non conosce scarsità. Quando entriamo in contatto con queste due qualità,  possiamo affrontare il fatto di essere generosi in spirito. Questo è un dono che facciamo al mondo e a noi stessi, molto più potente del denaro. E una volta che siamo generosi di spirito, dare a ogni livello diventa semplice e naturale. La logica conseguenza sarà una vita piena, gioiosa e appagante sotto ogni aspetto compreso quello economico.

Il primo passo è offrire noi stessi. Molti di noi cadono nella tentazione di offrire un’imitazione di sé stessi, accettando il ruolo che si allinea con le aspettative della moglie o del marito, del datore di lavoro, degli amici, dei familiari e della società in generale. Obbediscono alle richieste dell’ego che dice perentoriamente: “Dai per avere!” e in tutto ciò che danno c’è l’aspettativa del ritorno. Se questo non accade, tolgono la spina che alimenta la situazione e l’attaccano da un’altra parte, ripetendo la storia che –forse- avrà una forma differente ma sarà uguale nella sostanza e, soprattutto, nel finale.

Bisogna cambiare paradigma, partendo da un punto di vista differente che prevede il riconoscimento della motivazione per cui stiamo dando. C’è un’enorme differenza tra presentarsi come benefattori che elargiscono tempo e denaro, e offrire invece sé stessi con spirito di servizio, che prevede l’essere aperti e vulnerabili, entrare in contatto con le proprie carenze e bisogni, con le proprie emozioni guardandole dritte negli occhi.

Quante relazioni sono finite per insoddisfazione? Non ricevendo come all’inizio, molti abbandonano ciò che hanno come fosse un vecchio giocattolo privo oramai di significato, e si concentrano su qualcosa di nuovo. Sono in tanti –ne sono certa- ad avere la convinzione di aver fatto del loro meglio per tenere insieme la situazione, dimenticando un punto fondamentale: che nessuno può darci più amore di quanto ne possiamo dare a noi stessi.

E’ il punto di partenza, il motivo per cui entriamo in contatto con le persone a fare la differenza. Se mi avvicino a qualcuno perché penso che mi possa dare ciò che io non ho, parto già col piede sbagliato: appoggio le basi della relazione sulla carenza. E nel momento in cui lui o lei non mi darà più quello di cui ho bisogno, mi separerò (fisicamente o emotivamente) andando alla ricerca di qualcun altro che possa far fronte al mio vuoto. Il mondo è pieno di storie finite in questo modo.

prendimi-per-mano-e-insegnami-cio-che-non-soed-io-ti-prendero-per-mano-e-ti-insegnero-cio-che-non-sai

Invertire la marcia significa essere consapevoli della propria carenza e trovare il modo per trasformarla in abbondanza. E il mentore potrebbe essere proprio la persona che abbiamo scelto in quel momento. Con senso di gratitudine, possiamo chiederle istruzioni per migliorare la nostra vita: stiamo dando la nostra parte più genuina, priva di filtri e falsità inconsapevoli che ci portano a dare tutto di noi stessi per ricevere solo una manciata di briciole.

Quando offriamo la nostra parte più vera, potrebbe salire anche la paura di diventare preda degli immensi bisogni degli altri e della loro capacità di approfittarsi di noi. Non è così! Quando dai generosamente partendo a livello dell’anima, c’è una Forza che accompagna il tuo cammino e che ti permette di spogliarti dell’armatura pesante dell’insicurezza. Accorgiti!

Lucia Merico

COS’E’ CAMBIATO?

Stamattina voglio condividere con voi un articolo apparso sulla rivista “Consapevole” dell’Aprile 2007. Da allora cos’è cambiato?

Accorgiti!

VIDEOGIOCHI & VIOLENZA – Come deviare la mente dei giovani

L’argomento “videogiochi e violenza” è delicato e attuale. Tuttavia la decisione di pubblicarlo è nata dall’importanza enorme che ha nel condizionamento della nostra società, soprattutto quella giovanile.

I videogiochi nascono agli inizi degli anni ‘60 da un gruppo i ricercatori del Massachusetts Institute of Technolgy di Boston che inventano lo Spacewar, un gioco in cui due navicelle spaziali si sparano a vicenda attorno a una stella. Nonostante la grafica scadente e le limitate potenzialità del computer dell’epoca, ebbe una diffusione enorme. Ma la tecnologia si evolve molto velocemente e nel 1991 la ditta Capcom commercializza il primo videogioco della serie “picchiaduro”: Street Fighter 11. Scopo del gioco: abbattere, sconfiggere l’avversario attraverso una serie di mosse e armi. Le mosse sono sempre le stesse, come pure le armi (l’arma è caratteristica di ogni personaggio scelto) e questo comporta ripetitività e mosse sleali. Il vincitore è colui che abbatte tutti i nemici. Nel 1993 esce il cruentissimo DOOM dove il giocatore indossa i panni di un marine statunitense deportato sul pianeta Marte sul quale si troverà a combattere con fucili a pompa, motoseghe e armi al plasma, contro gli stessi compagni mutati in zombie e creature infernali che hanno invaso la colonia. I livelli di violenza sono altissimi e numerosi sono i riferimenti a satana: questo scatena negli Stati Uniti una forte protesta.

Ciò che fa riflettere (e che non è mai stato detto) è che gli autori del massacro alla scuola superiore di Colombine erano fan  di questo videogioco. Eric Harris, uno dei due criminali, aveva riprogrammato il gioco con la riproduzione virtuale del suo ambiente scolastico.

Si susseguono poi giochi come Carmageddon, dove si acquistano punti investendo con la macchina persone o animali che attraversano la strada o che camminano sui marciapiedi e nel 2006 nasce Ride of Rose un horror psicologico della giapponese Punchline, un gioco in cui una ragazza durante un viaggio in bus si trova vittima di uno scherzo ad opera di un misterioso bambino. Successivamente verrà catapultata in un universo di perversione (in cui si scontrerà anche con dei pedofili) dove i protagonisti sono dei bambini nefasti.

Ma ciò che fa veramente riflettere è  il mostriciattolo Pikachu dei Pokemon. All’apparenza simpatico e buono, nasconde invece una cattiveria profonda. Una delle regole del gioco è quella di uccidere. Nell’Universo Pokemon si uccide in diversi modi: c’è chi succhia l’anima al nemico, chi spara palle di fuoco. Fatto a doc per i piccolissimi, lo scopo è di inculcare nella mente dei bambini, che diventano immediatamente dipendenti, delle regole a cui essi fanno poi riferimento nel mondo reale.

«L’esposizione a videogiochi violenti produce la stessa attività cerebrale provocata da un evento pericoloso e potenzialmente aggressivo. I giochi violenti alterano lo stato emotivo, provocando sovreccitazione, inibendo il controllo, riducendo la capacità di concentrazione e le capacità razionali»( Dott. Klaus Mathiak  – Università di Aachen in Germania)

A questo si aggiunga il ruolo della televisione. I programmi televisivi impiegano composizione delle immagini, sequenze, frequenze e colori appositamente calibrati per causare la totale dipendenza, non solo di tipo commerciale ma anche psicologica e comportamentale. Ogni anno un bambino assiste almeno a 100.000 (ed oltre) scene di violenza  in forma di film, documentari, reality.

Con tutta questa violenza, e con la carente presenza dei genitori spesso impegnati ad affrontare le difficoltà della vita quotidiana,  i bambini imparano – a volte – a sostituire il modello e i punti di riferimento familiari con squallidi e angoscianti  personaggi virtuali presi dai cartoon, dallo spettacolo, dal cinema, dalla musica ecc..

Lo scopo di tutto ciò rientra in una strategia mirata a istupidire e assopire la popolazione, partendo soprattutto dai bambini che saranno gli adulti di domani, rendendola desensibilizzata moralmente e culturalmente e deviandola verso dei precetti precisi: pornografia, violenza e droga, denaro come illusione della ricchezza e miraggio della felicità.

E’ arrivato il momento quindi che i genitori, i quali dovrebbero essere innanzitutto educatori, comprendano l’importanza e soprattutto la devianza di un sistema creato ad arte.”

il-segreto-del-successo-e-imparare-a-usare-il-piacere-e-il-dolore-invece-che-lasciarsi-usare-dal-piacere-e-dal-dolore-se-ci-riuscirete-avrete-raggiunto-il-controllo-della-vostra-vita-altrimenti-s

CHIUDO GLI OCCHI E PENSO A ME

Succede che partecipi a un corso e quanto torni a casa ti percepisci diversa e anche gli altri hanno questa percezione. Ti senti spaesata, leggermente euforica e ancora non comprendi a fondo cosa sta accadendo. Tutto intorno è uguale e diverso allo stesso tempo: di fronte a un conflitto rispondi  con un silenzioso sostegno nei confronti dell’altro, anziché reagire con disappunto.

“Mi sento mutata in qualcosa dentro che non riesco a descrivere a parole. Ho un atteggiamento diverso nei confronti dei bambini e di me stessa. Sono più lenta nella comunicazione e nei modi di agire. E’ come se andassi al rallentatore concentrandomi su ogni passo che faccio. |…| è normale tutto questo?” scrive una giovane donna, moglie e madre di tre bambini piccoli, il giorno dopo aver partecipato al corso di LoveHealing.

Quando le persone intraprendono il sentiero spirituale, a volte scoprono che gli altri non li capiscono. In genere vengono accusati – spesso dietro le spalle – di essere centrati solo su se stessi o di non essere più “come prima”. La nuova etichetta che generalmente  gli viene addossata è molto simile a “Non ci sei solo tu nella vita!”, il che corrisponde alla verità se l’attenzione è esclusivamente rivolta all’ego.

Ma cosa è accaduto a livello dell’anima? Quando c’è un’espansione della consapevolezza, c’è anche il superamento dei propri confini interiori e un maggior fluire con la vita. Questa nuova percezione ci permette di unirci gioiosamente alla vita, osservandola da un punto di vista molto più ampio e che comprende anche gli altri. I segnali sono forti e chiari: chi abbiamo intorno non viene più percepito come un nemico, sentiamo la sofferenza e il loro disagio come se fosse nostro, li vediamo uniti a noi in una sorta di profonda ed emozionante empatia.  Questi sono i segnali che ci mostrano il cambiamento della nostra realtà: siamo entrati e stiamo esplorando una nuova stanza della vita, e nessuno ci può impedire di farlo: a meno che non glielo permettiamo.

Di fatto non è cambiato nulla intorno a noi ma è fondamentalmente cambiato il nostro modo di vedere, sentire e percepire, così com’è cambiata la volontà di procedere con la relazione di quel momento, che sia essa professionale, amicale o di coppia. Il nostro nuovo modo di essere verrà proiettato all’esterno e non sempre compreso, almeno in prima battuta. Creerà stupore a noi stessi: potete ben immaginare cosa accade negli altri! Sarà nostra cura accompagnare la persona aiutandola a cambiare le lenti degli occhiali virtuali con cui ci ha guardato fino a quel momento, poiché una trasformazione non viene sempre accettata a mani basse.

Cambiare l’interesse su se stessi portando la nostra attenzione a livello dell’anima, significa spostare l’attenzione da “me” a “noi”, verso una coscienza collettiva che ci collega al Tutto e ci mostra come il Tutto sia collegato a noi. A livello pratico significa cercare accordi e nuove visioni attraverso l’espansione della nostra energia personale che porta verso la riconciliazione.

Capite bene l’enorme trasformazione che, per la legge della dualità, porta al suo opposto l’altrettanto enorme paura di cambiare così tanto da perdere ciò che abbiamo. E su questo punto vi lascio con la riflessione fatta proprio ieri sera con un’Amica: “Nel momento in cui ho mollato la presa e ho smesso di accettare i soprusi, ho capito cosa volevo esattamente: essere felice! Lo stavo amando più di me stessa, e questo mi portava verso le carenze e i bisogni. Ho detto basta! Ho invertito la visione dando più attenzione alla mia vita e tutto ha iniziato a migliorare.”

io-sono-liberadi-essere-feliceio-sono-felicedi-essere-libera

A volte non ci accorgiamo che tenendo prigionieri gli altri, stiamo imprigionando noi stessi. Le nostre mani cementate dalla paura della perdita, stringono fortemente fino a soffocare ogni sentimento: è così che muoiono le relazioni. Accorgiti!

Lucia Merico