ALLINEATI

Puoi avere qualunque cosa desideri, a patto che la tua mente e tutto il tuo essere siano pronti a ricevere. Per cui, smetti di lamentarti e verifica se l’allineamento tra desiderare e ricevere è connesso, compi azioni propositive che ti portano verso il tuo desiderio e permetti a Dio di darti una mano. Accorgiti!

LA VITA E' UN DONO (1)

PENSIERI E PAROLE

Snoopy ciotola piena

Chi non conosce il potere delle parole, non è al passo con i tempi. Ognuno di noi ha una costante conversazione con se stesso che influenza continuamente, nel bene e nel male, il suo modo di vivere. Qualunque parola utilizziamo per definire il mondo, noi stessi, la vita, gli altri, le situazioni eccetera, si posa sul tappeto della mente fertile e comincia a germogliare, fino a crescere e diventare un’esperienza vitale, un “dato di fatto”.

Pensi di essere sfortunato? Userai pensieri “sfortunati”, un dialogo interiore “sfortunato” e una conversazione con gli altri “sfortunata”, andando in giro con le spalle basse e lamentandoti in continuazione di ogni cosa. E un bel giorno esci di casa e scivoli su una buccia di banana, cadendo a terra in una pozza di fango, sporcando il tuo bel vestito che avevi indossato per un appuntamento importante. Arrabbiandoti ti rialzi e inizi a piangerti addosso e a lamentarti con tutti quelli che sono intorno a te. Avrai così messo in atto la tua “sfortuna”, dimostrandoti con un fatto “che avevi proprio ragione”.

E’ uguale se pensi di essere “fortunato”: il tuo dialogo interiore sarà costellato di frasi “fortunate”, parlerai agli altri di “fortuna” e della bellezza della vita, di come sei felice e grato quando apri gli occhi la mattina, e lo farai con le spalle alte, il sorriso stampato in faccia e una dose di positività straordinaria e coinvolgente. E quando scivolerai su una buccia di banana, cadendo a terra in una pozza di fango e sporcando il tuo bel vestito, ti rialzi in fretta e, guardandoti intorno, incroci lo sguardo di una donna meravigliosa che ti chiede: “Si è fatto male? Tutto bene?” e tu, affascinato dai suoi occhi rispondi: “Mai stato meglio in vita mia”. Più tardi sei nel bar più vicino a prendere un caffè con lei e a chiacchierare del futuro.

La parola può distruggere o innalzare la nostra esistenza e solo noi possiamo scegliere di andare in una direzione oppure nell’altra. La scelta è la nostra vera libertà.
Accorgiti!

LIBERO DI SCEGLIERE

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Chi non conosce il potere delle parole, non è al passo con i tempi. Ognuno di noi ha una costante conversazione con se stesso che influenza continuamente, nel bene e nel male, il suo modo di vivere. Qualunque parola utilizziamo per definire il mondo, noi stessi, la vita, gli altri, le situazioni eccetera, si posa sul tappeto della mente fertile e comincia a germogliare, fino a crescere e diventare un’esperienza vitale, un “dato di fatto”.

Pensi di essere sfortunato? Userai pensieri “sfortunati”, un dialogo interiore “sfortunato” e una conversazione con gli altri “sfortunata”, andando in giro con le spalle basse e lamentandoti in continuazione di ogni cosa. E un bel giorno esci di casa e scivoli su una buccia di banana, cadendo a terra in una pozza di fango, sporcando il tuo bel vestito che avevi indossato per un appuntamento importante. Arrabbiandoti ti rialzi e inizi a piangerti addosso e a lamentarti con tutti quelli che sono intorno a te. Avrai così messo in atto la tua “sfortuna”, dimostrandoti con un fatto “che avevi proprio ragione”.

E’ uguale se pensi di essere fortunato: il tuo dialogo interiore sarà costellato di frasi “fortunate”, parlerai agli altri di “fortuna” e della bellezza della vita, di come sei felice e grato quando apri gli occhi la mattina, e lo farai con le spalle alte, il sorriso stampato in faccia e una dose di positività straordinaria e coinvolgente. E quando scivolerai su una buccia di banana, cadendo a terra in una pozza di fango e sporcando il tuo bel vestito, ti rialzi in fretta e, guardandoti intorno, incroci lo sguardo di una donna meravigliosa che ti chiede: “Si è fatto male? Tutto bene?” e tu, affascinato dai suoi occhi rispondi: “Mai stato meglio in vita mia”. Più tardi sei nel bar più vicino a prendere un caffè con lei e a chiacchierare del futuro.

La parola può distruggere o innalzare la nostra esistenza e solo noi possiamo scegliere di andare in una direzione oppure nell’altra.
La scelta è la nostra vera libertà.
Accorgiti!

IO HO RAGIONE, TU HAI TORTO

Quanto è alto il prezzo che paghi ogniqualvolta parli male di qualcuno? Ti sei mai fatto questa domanda? Sono caduta spesso nella trappola e mi rendo conto ancora oggi che il sottile piacere di parlar male di qualcuno è in agguato. Come dire: impossibile da bannare totalmente dalla propria vita! Per questo è utile capirne il meccanismo e invertire la rotta il prima possibile.  Parlar male di qualcuno è uno sfogo, un modo per alleggerire la propria coscienza da qualcosa che riteniamo ci abbia fatto qualcun altro: una sorta di vittima sacrificale della situazione.

L’emozione che sottostà a questa dinamica è la rabbia che è strettamente collegata alla paura, gemellaggio difficile da vedere eppure così reale.  Parlar male degli altri ci fa sentire più leggeri perchè buttare la colpa sugli altri allevia per un attimo la nostra coscienza, e un’emozione che non viene rilevata durante questo atteggiamento è il senso di colpa che si insinua nel momento in cui inizia il lamento verso l’altro: “Con tutto quello che ho fatto per lei, mi ha tradito“.   C’è sempre il senso di colpa, anche quando dichiariamo a pieni polmoni che non è così: c’è eccome perchè fa parte della nostra vita e, ancora una volta, non vederlo significa dargli adito ad esprimersi indisturbato.

Ma qual’è la motivazione che spinge a parlare male degli altri? Prima di tutto l’insicurezza di ciò che è avvenuto: cerco  conferma della mia ragione e quindi sto chiedendo approvazione arroccandomi sulla mia posizione: e questo è un atteggiamento che deriva dall’infanzia. Si può evitare? Direi proprio di sì e, come sempre, la soluzione sta nell’accorgersi che è così e quindi porsi la domanda corretta, quella che amo di più: “Se non ci fossero colpe, ma solo responsabilità, quale sarebbe la mia in questa situazione?” Domanda potentissima che implica il fatto di spostare completamente l’ago della bilancia da è colpa degli altri a è mia responsabilità.   Come tutti gli inizi, sono sempre un pò gommosi da digerire: poi piano piano ci prendi gusto e ti accorgergi che lamentarti gettando merda sugli altri è poco fruttuoso dal punto di vista della tua crescita personale. Inoltre c’è anche un’altra verità con la quale fare i conti: hai mai sentito la frase: Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te? Che è uguale a Ama il prossimo tuo come te stesso. Augurati, nei momenti di debolezza dove la spinta a sparlare è forte, di aver di fronte persone che ti fanno notare cosa sta accadendo: diversamente sarà un unione nel mal comune e mezzo gaudio, una relazione fallimentare sotto ogni punto di vista.

La prossima volta che ti viene voglia di parlar male di qualcuno perchè ti senti ferito, fai un passo indietro e fatti la domanda giusta: e poi scrivi la tua risposta! E se proprio non riesci a farne a meno, datti un tempo oltre al quale non andare: 5 minuti, 10 minuti e poi raccogli tutta la forza che hai in corpo e inizia a farti una domanda: “Voglio avere ragione o essere felice?”  La responsabilità di come vanno le cose, ricordati,  è sempre e solo tua, nessun altro può scegliere per te.

… lasciati andare al fluire della Vita…