UN PASSO INDIETRO

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Per tornare a noi stesse e a volte è necessario fare un passo indietro. Ci aiuta a prendere le distanze e guardare con attenzione ciò che avviene intorno, nel nostro mondo. Il fatto è che molte di noi ne fanno troppi di passi in avanti andando oltre quel limite che divide il dentro dal fuori, nella speranza di trovare di trovare proprio là fuori, nel mondo, negli altri qualcosa di magico che possa prendersi cura di loro.

E proprio in quell’illusione si perdono restando intrappolate come in un fango denso che trascina verso il basso e che blocca la vera essenza di cui siamo fatte: l’ardire e la capacità di camminare libere, coi nostri tempi e momenti.

SOTTOMESSE E IMPOTENTI

Quanto è utile questo passo indietro che ci porta a riconoscere la falsa credenza che gli altri possono rendere la nostra vita migliore. Si, hai letto bene: è utile e necessario, almeno fintanto che non abbiamo capito in quale direzione guardare. Perché a un certo punto della nostra storia personale ci sarà un momento in cui avremo voglia di spegnere i riflettori sotto i quali abbiamo scelto di stare e brillare finalmente della nostra luce.

Credere di essere sottomesse e impotenti è il drago che abita nella prigione della nostra mente. Lo nutriamo, lo coccoliamo nella speranza che possa un giorno essere riconoscente. Ma a nessuno piace la prigionia. Il drago vuole procurarsi da solo il cibo, non vuole essere nutrito. La sola cosa che desidera è poter volare via. 

Svolta la tua attenzione: lascia libero il drago e preparati per il ritorno a casa

Che parole semplici da leggere, ma quanto è complicato metterle in atto e renderle azioni concrete. Vogliamo uomini che si occupano di noi e che ci diano sicurezza. E comprensione dai nostri datori di lavoro, per lo più maschi che non comprendono nulla del femminile. Vogliamo creare comunione con le altre donne, ma il più delle volte è pura e bieca competizione. Vogliamo essere libere ma non conosciamo il reale significato di libertà.  Molte di noi non sanno nulla di sé stesse e pretendono di conoscere gli altri.

Per troppo tempo abbiamo risposto le nostre aspettative in una direzione che ha portato solo dolore, rancore, rabbia, paura e solitudine. E queste sono le sensazioni che ci riserva il mondo quando siamo lontane da casa, dalla nostra casa interioreNon siamo d’aiuto a nessuno in questo modo, ancor meno a noi stesse. La sola cosa che vogliamo è rendere il nostro carico più leggero per camminare spedite e spensierate, ma non possiamo pensare di caricarlo sulle spalle altrui: non è una soluzione.

Permettere alla nostra anima di raccontare, metterci in ascolto per sentire un richiamo che ci fa alzare la testa e aprire gli occhi. Possiamo dire “no, io non ci sto” senza sentire colpa e lo possiamo fare perché è nei nostri accordi. Forse avremo bisogno di quel moto di rabbia per farlo. Forse sarà così. A volte per prendere la giusta direzione c’è bisogno di picchiare un pugno sul tavolo e caricare quella parte di noi che da troppo tempo è silenziosa, solo in apparenza. E picchiamolo quel pugno, facciamo vedere chi siamo. Ma che non sia per sempre, altrimenti la rabbia potrebbe diventare la sola nostra espressione per vivere. Picchiamolo quel pungo e anche un altro, se necessario, quel tanto che basta per prendere le distanze e poi ritorniamo a noi per capire chi siamo, cosa vogliamo davvero e quale direzione prendere.

Quante corde emozionali muove in me scrivere di femminile. Siamo donne, compagne della natura e il nostro cammino è come un pellegrinaggio. Siamo nate donne per insegnare al mondo come stare più vicine a Madre Terra, perché siamo l’espressione più profonda dell’amore. Ma dobbiamo ricordare che anche noi, come tutti gli altri elementi della natura, possiamo essere portatrici d’amore o di odio e discordia. Allo stesso modo e nello stesso spazio ospitiamo dentro di noi una vegetazione bella e rigogliosa e lo sterile deserto privo di vita.

Ogni cosa comincia da noi. Sono le scelte che facciamo, la voglia di metterci in discussione, l’energia della determinazione e la volontà di trasformare la nostra vita. Ogni cosa comincia da noi e non può essere guarita se non dentro di noi, per mostrare al mondo qualcosa di diverso, un nuovo punto di vista, una nuova visione. Ogni cosa comincia da noi, dalla scelta che ogni giorno compiamo. E sarà sempre tra andare incontro al nostro sentire  o rinchiuderci nei bisogni e nelle carenze, sperando che un giorno qualcosa o qualcuno possa renderci felici.

Nessuno può darci più amore di quanto possiamo scegliere di darne a noi stesse

Ascoltiamoci e facciamo in modo che questo giorno sia l’inizio di un nuovo e lungo cammino.

… una notte
un battito di cuore alla porta.
Fuori, una donna nella nebbia
Ramoscelli ha per capelli,
e un abito di erbe sgocciolanti
verdi acque del lago.
Dice: “Sono te,
e vengo da tanto lontano.
Vieni con me, ho qualcosa da mostrarti…”
Si volge, e le si apre il mantello,
D’improvviso, luce d’oro … ovunque, luce d’oro…”
(La Donna che vive nel Lago)

 

L’AMORE ROMANTICO

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E se per preservarci dall’eccessiva dose di zuccheri legata al mito dell’amore romantico guardassimo l’amore da un altro punto di vista più pratico per esempio, che fine farebbero le canzoni, i libri, i film dal finale sdolcinato e strappalacrime?

Ci sono due miti fondamentali sui quali basiamo ancora oggi le nostre relazioni:

  • Il mito della spontaneità
  • Il mito dell’amore assoluto

Voglio affrontare con voi questi due miti condividendo ciò che scrive Roberta Giommi nel suo libro Le Donne amano la Terra e il Cielo. La scrittrice afferma che prescrivere spontaneità è un paradosso, perché nel momento in cui si obbedisce a una richiesta, non lo si fa “spontaneamente”. Ma il mito della spontaneità è il mito dell’amore per eccellenza e prevede che l’altro, munito di una magica sfera di cristallo, indovini ciò che sentiamo o vogliamo fare senza dover chiedere nulla. L’insoddisfazione dunque nasce dalla sua incapacità di capire che cosa noi vogliamo, e questo rischia di compromettere l’andamento di una relazione magari coinvolgente e piena di interessi.

Anche il mito dell’amore assoluto appartiene al modello romantico femminile, che rende fragile la relazione riempiendola di astrazioni che alla fine provocheranno nient’altro che delusione, come a credere che amare anche con la testa e non solo col cuore costruisse a sminuire la passione.

“Nella costruzione delle nuove famiglie questo problema emerge in modo significativo. Molte donne e alcuni uomini pensano che il partner non dovrebbe avere un passato, e tollerano male il fatto che lui debba vedere i figli, che abbia problemi di lavoro e di denaro, o che conservi desideri e gusti soggettivi. Parecchie donne vorrebbero essere la numero uno, venire prima di ogni altra cosa, senza accettare l’idea che esistono anche altri aspetti nella vita del partner.”

Se da una parte il “per sempre” può rappresentare una sicurezza che spesso ricerchiamo, è anche una falsa affermazione poiché possiamo amare per lungo tempo la stessa persona ma non la potremo mai amare nello stesso modo e viceversa. La passione che si manifesta all’inizio di una relazione è in qualche modo liberatoria e ci permette di togliere le catene dalle regole e dal dover essere in un certo modo. Ma non può durare in eterno e se ben presto non si ritorna coi piedi ben piantati a terra, la fine del sogno renderà la situazione pesante e dolorosa.

Ancora una volta l’emancipazione non passa unicamente attraverso un atteggiamento più diretto e ribelle: quello è solo l’aspetto esteriore e una delle modalità che possiamo adottare. La vera presa di coscienza dell’essere libere è una questione di conoscenza di sé e della direzione in cui stiamo andando.

Forse le donne dovrebbero smettere di lasciarsi trasportare unicamente dalle emozioni come fossero un fiume in piena e iniziare a scegliere di nuotare nella direzione in cui vogliono andare, senza il timore di perdere qualcosa o qualcuno. Per questo ci vogliono competenze specifiche e una conoscenza di base leggermente differente rispetto ai luoghi comuni e agli insegnamenti convenzionali.

Smussare un po’ gli angoli del romanticismo inserendo l’ingrediente principe per una relazione più felice si può fare, a piccoli passi un poco alla volta. D’altronde un cambiamento non avviene mai a mani basse. Qual è questo ingrediente? La voglia di conoscere sé stesse ed ogni nostra più piccola sfumatura.

Essere romantiche è bellissimo quando lo viviamo consapevolmente

 

Potrebbe essere una semplice preghiera l’antico segreto per prenderci cura della nostra assopita femminilità, le cui parole sono più o meno queste: “Ti prego, comincia ora” – Da questo nasce Libera la tua Femminilità, un Viaggio al Femminile dove “Ritrovare” è la parola chiave, perché ci siamo perse tra le pieghe di molteplici convinzioni ingannevoli che per secoli hanno dipinto un quadro che neppure si avvicina alla figura regale di ciò che siamo. E non è forse meglio farlo in un luogo accogliente, dai profumi incantati, circondate dalla bellezza e dall’armonia?

Per questo ho scelto Marrakech, la più importante delle quattro Città Imperiali del Marocco per Libera la tua Femminilità, un viaggio esperienza tutto al femminile dover poter ritrovare te stessa.  Trovi tutte le informazioni cliccando sul link di seguito http://spiritualcoach.it/seminari/libera-tua-femminilita/

COSA SEI DISPOSTA A PERDERE?

Siamo nel 1937 e un signore di nome Napoleon Hill scrive il libro “Think and Grow Rich”, tradotto in italiano “Pensa e arricchisci te stesso”. Un libro molto famoso, tutt’ora attuale e che porta al suo interno un valore fondamentale: il successo non è dominio della fortuna o del proprio ambiente, o degli dei o di qualunque altra condizione esterna. Il successo è basato interamente sulle capacità del singolo.

Hill ha avuto il privilegio di seguire da vicino per diversi anni due personaggi famosi: Edison e Ford. Afferma di non aver trovato nessuna qualità particolare che potesse garantire il loro successo, ad eccezione della perseveranza: entrambi ne avevano da vendere ed è da lì che risalgono i loro risultati straordinari.

Molti di noi hanno imparato il concetto che tutte le ricchezze guadagnate e la realizzazione personale derivino dalla mente. All’interno del libro, Hill racconta la storia di Edwin C. Barnes, il quale un giorno si presentò a Thomas Edison per annunciare che stava per diventare il suo socio in affari. Gli venne assegnato un incarico di secondo piano, ma lui decise di non considerarsi una delle tante rotelle dell’ingranaggio dell’attività di Edison e immaginò di essere il socio silenzioso dell’inventore. Cosa che alla fine divenne veramente.

Per avere successo nella vita, qualunque sia la nostra attività, dobbiamo tagliare col passato, che vuol dire cominciare a fare cose diverse da quelle che abbiamo sempre fatto. Certo è che, almeno all’inizio, potremmo essere considerati pazzi, dei folli che non sanno dove stanno andando: ma non è proprio così. Chi segue il suo sogno lo sa bene. Guglielmo Marconi, inventore della radio, fu portato in un ospedale psichiatrico dai suoi amici quando disse loro che era in grado di inviare “messaggi attraverso l’aria”.

Ciò che la mente umana è in grado di concepire o credere, può anche realizzarlo

Il trucco più semplice e veloce – e anche il più complicato – è mirare alto nella vita smettendo di accettare un’esistenza di infelicità e privazioni.

“Ho svolto lavori umili per imparare, con sgomento, che qualsiasi ricompensa avessi chiesto alla Vita la Vita sarebbe stata disposta a pagarla”(Napoleon Hill)

Ogni nostro pensiero tende a trovare una corrispondenza sul piano materiale e d’esperienza. Siamo noi stessi a creare le condizioni per manifestare i nostri desideri, di qualunque natura essi siano. L’Intelligenza Infinita nel quale siamo immersi è in grado di portare a noi ogni nostro desiderio stupendo o terrificante. Per questo motivo è fondamentale accorgersi di come sta andando la nostra vita e considerare la possibilità di cambiare.

E’ un lavoro impegnativo, quello del successo e della libertà ed è questo il motivo per cui molti di noi rinunciano creando situazioni così intricate da poter dire: “Non ce la farò mai!”. Ma credetemi: non c’è preghiera che resti senza risposta, se ci rendiamo disponibili a pregare con cuore aperto e sincero e a compiere azioni concrete.

Alcuni personaggi di successo sono restii ad attribuire la propria ricchezza o influenza a capacità “spirituali” come appunto la preghiera o il pensiero positivo o una mente orientata verso le soluzioni, sentendo a tratti un vuoto che cercano di colmare con la materia.

Chi invece ha saputo guardare oltre, si è reso certamente conto di come ogni azione concreta finalizzata a raggiungere un sogno sia sostenuta dalle potenti ali della fiducia.

La ricchezza materiale è l’espressione di una ricchezza interiore che si è consolidata trasformando i pensieri di carenza in pensieri di abbondanza. E c’è una domanda che puoi farti cercando di rispondere quanto più sinceramente possibile: “Per il mio sogno, per essere me stessa, cosa sono disposta a rischiare, a lasciar andare?”

Qui sta la chiave del tuo successo. Accorgiti!

La tua SpiritualCoach, Lucia merico

Pensare in grande

Pensare in grande è necessario perché le dimensioni del successo –inteso come capacità di far succedere – sono determinate dalla dimensione della nostra capacità di credere applicata ad ogni situazione. E’ un’abilità che, una volta sviluppata, la possiamo utilizzare per avere una concezione più ampia della vita.

Pensare in grande è guardare avanti progettando un futuro di sviluppo e crescita, anziché mantenere vivo un passato che già conosciamo e del il quale molto spesso abbiamo un ricordo doloroso.

Ed al pensiero grandioso possiamo aggiungere un linguaggio adeguato, indipendentemente da come sta andando la vita in questo momento. Concentriamo la nostra energia sui punti di forza e troviamo il modo per metterli in campo: sarà il nostro allenamento per i momenti in cui la vita ci prende a calci nel sedere.

Dobbiamo imparare a viaggiare in prima classe, che non vuol dire acquistare il biglietto più caro ma piuttosto ottenere il parere di chi il successo lo ha già raggiunto.

Quando spendiamo il nostro tempo con persone che sanno come ampliare la consapevolezza, arrivano suggerimento di questo genere:

  • Non aspettare che le condizioni siano perfette per iniziare, perché non lo saranno mai. Agisci adesso!
  • Sii tenace e sperimenta per trovare la “tua strada”
  • Nei momenti di difficoltà, sostieniti cercando soluzioni e non affossandoti nel problema
  • Sviluppa la fiducia che solo il cuore – e non la testa – ti può dare a garanzia che stai percorrendo la strada corretta e poi verificane i risultati attraverso lo specchio che il mondo ti mostra
  • Ogni azione vale più di mille parole. Per cui A.I.C. forever: Alza Il Culo!

Gran parte della differenza tra successo e fallimento sta in ciò a cui credi di essere e di aver diritto: questo è il motivo per cui conviene pensare in grande. Accorgiti!

La tua SpiritualCoach   Lucia Merico

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ATTENZIONE: PERICOLO!

Accoglienza è quando riceviamo l’altro nello spazio del nostro cuore. Perché il nostro cuore è grande e ricco di Amore Infinito e infinitamente può amare senza prosciugarsi.

Quando accogliamo offriamo all’ospite quanto di meglio abbiamo in casa, perché l’ospite e l’ospitato sono parte di un Uno: per questo un tempo l’ospite veniva considerato sacro. L’essere sacro in noi ci fa aprire le braccia all’essere sacro nel cuore dell’altro, perché ogni ospite ha Dio nel cuore.

Se la capacità di accogliere è chiusa, non serve a nulla mettere a disposizione la nostra casa, le stoviglie, il cibo o i letti. Solo quando il cuore comprende l’accoglienza possiamo ricevere chiunque incontriamo, perché la nostra vera casa, quella nella quale ospitiamo gli altri, la portiamo sempre con noi ovunque andiamo. E, credetemi, non è un aspetto “romantico” o “buonistico” ma una vero e proprio movimento energetico di espansione della coscienza. Quando accogliamo ci rendiamo disponibili a vedere l’altro per ciò che è, senza la falsità dei veli che lo nascondono, e questo ci rende disponibili a vedere noi stessi, a far luce sui nostri limiti e carenze.

Lasciare l’altro fuori dalla nostra vita per qualunque motivo – nessuno escluso- ci preclude la possibilità di risolvere una situazione, mantenendola intatta nel suo legame: e a nessuno piace essere legato. Per cui continueremo a palleggiare il problema dall’altro a noi senza interruzione, aumentandone ogni volta l’intensità. Quello che riteniamo vantaggioso e cioè porre l’attenzione sull’altro, diventa a tutti gli effetti una prigione per noi, per la nostra vita e per la nostra energia.

Proviamo a pensare, per un attimo, a una relazione finita perché uno dei due ha tradito o si è innamorato di un’altra. Trattenere il risentimento concentrando l’attenzione sul fatto che c’è un unico responsabile della situazione – il traditore – e che sia il solo sul quale porre l’attenzione, è un inganno davvero pericoloso, che ci offende nel profondo mostrandoci la nostra incapacità di gestire la vita.

Il ruolo della vittima, anche se molto appetitoso per l’ego, in realtà è una gabbia dalle sbarre molto resistenti. Ed è anche uno dei modi per ricevere attenzione, condannare l’altro e liberarci di un peso che non riuscivamo a toglierci di dosso. Detto così può sembrare persino crudele, è vero. Ma nella realtà dei fatti, ciascuno usa ciò che conosce per sistemare la propria vita e pochi di noi ricevono sin dall’inizio le istruzioni di come si conduce il gioco.

Accogliere, in queste circostanze, richiede un lavoro di comprensione delle dinamiche che parte dall’unico e solo principio su cui si basa l’esistenza: l’assunzione di responsabilità.  Ciascuno di noi desidera essere accolto dall’Amore in ogni sua forma. Fatto è che a volte capita proprio l’esatto contrario, di essere rifiutati.  Da quel momento il nostro cuore conosce la piaga del rifiuto, ciò che temiamo e che si nasconde nella nostra anima fin dalla notte dei tempi.

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Il timore di non essere accolti riapre il dolore del rifiuto, e nel rifiuto ci sentiamo soli, privi d’amore, l’unica risorsa vitale. In quel caso alcuni di noi si allontanano mentre altri ricercano spasmodicamente “qualcosa o qualcuno” senza mai trovare davvero nulla che li possa soddisfare. La vera e l’unica soluzione se si vuole davvero risolvere la questione è  l’accogliere proprio quel momento di dolore. In quegli attimi l’Amore diventa tutto ciò che abbiamo a disposizione per rinnovare la nostra energia. Avvicinarci a Lui, accoglierLo e affidandoGli la nostra sofferenza avrà l’effetto di un balsamo che ci trasporterà oltre la paura, oltre la ribellione o il rifiuto che temiamo, oltre la solitudine, in un oceano dorato di accoglienza.

Oggi voglio condividere con voi la sintesi della lezione trentadue di Un Corso in Miracoli, ricordandovi di leggerla ogni volta che avete la tentazione di “gettare la colpa” su gli altri.

Comincia con questa affermazione: “Io non sono la vittima del mondo che vedo” e prosegue:  “Come posso essere la vittima di un mondo che, se lo scelgo, può essere completamente disfatto? Le mie catene si sono sciolte. Posso lasciarle cadere semplicemente desiderando di farlo. La porta della prigione è aperta. Posso lasciarla, semplicemente uscendone. Nulla mi trattiene in questo mondo. Soltanto il mio desiderio di starci mi tiene prigioniero. Voglio abbandonare i miei folli desideri e camminare finalmente nella luce del sole.”

Oggi portala con te. Accorgiti.

UN DIARIO PER LA FELICITA’

Siamo energia, spirito, esseri divini che vestono per un po’ di tempo un corpo fisico, circondati da un universo di materia. Per vivere al meglio dovremmo avere ben chiare alcune domande: “Come voglio vivere? Cosa intendo essere avere e fare del mio tempo?”  Considerando il punto di vista materiale, quale tipo di vita immagini di vivere? Riesci a immaginarti nell’abbondanza di ogni cosa, circondato dal benessere avendo a disposizione tutto il denaro che ti occorre? Forse stai pensando che il denaro sia “poco spirituale”, che per te non è nulla o che non ti stimi abbastanza per essere in prosperità e ricchezza: non farlo! O per meglio dire, accorgiti che domandarti se meriti o meno denaro oppure se hai diritto di possederlo significa negarlo a te stesso. E’ una condizione che spalanca il baratro della carenza, perché è così che il mondo percepisce il tuo dubbio: trascinandoti in basso.

Ogni cosa dipende da noi. Se disprezziamo qualcuno si staccherà da te fisicamente o emotivamente, e questo vale anche per il denaro e per ogni forma di benessere e abbondanza, poiché il disprezzo uscirà dai nostri pensieri, andrà nel mondo e si manifesterà.

Dovremmo immaginare sempre e solo il meglio per gli altri, perché questo è il processo corretto per ricevere il meglio. E invece ci lasciamo confondere dall’invidia e dalla paura che qualcuno possa emergere più di noi. Anziché gioire per lui o per lei, gli balziamo sopra cercando di schiacciarlo per arrivare a prendere una boccata di visibilità.

Il punto focale non è escludere l’invidia ma accettarla come una delle molteplici emozioni che compongono il nostro essere umani. E se fosse proprio l’invidia il punto di partenza per rinnovare la tua vita?

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E’ spiritualmente accettabile che ciascuno di noi scelga il meglio per sé stesso e la strada passa sempre attraverso la stretta porta delle emozioni, quelle sottili, quelle che scartiamo “perché io non sono affatto invidiosa, semmai è un’invidia buona – perché io non ho paura – perché io sono forte, generoso, buono, tutto d’un pezzo – perché io prego ogni domenica in chiesa – perché “io” … “  Ecco, questo è l’inganno: credere di non appartenere alla categoria dei “cattivi”, quelli che pensano male o che fanno del male. L’inganno è credere che ci siano danni “piccoli “ e “grandi”, e che i piccoli siano meno dannosi dei grandi, dimenticando che ogni grandiosità è fatta di piccolissime forme, una accanto all’altra.

Cosa ti rende davvero felice? Scrivilo, tieni un diario quotidiano dove metti nero su bianco i tuoi passi per arrivare dove ti sei prefissata, dipingi un capolavoro con le parole e colora il libro della tua vita, modificalo ogni volta che la tua immaginazione diventa più ampia, per concepire una vita ancor più grandiosa.

Diventa un alchimista e condividi il tuo potere con gli altri aiutandoli a realizzare i loro sogni: forse è proprio questa la ragione per cui siamo venuti al mondo. Accorgiti.

Lucia Merico

L’ENERGIA PER CAMBIARE

Il mio corpo ieri ha detto stop! Ha ragione lui: di messaggi ne ha mandati a sufficienza  abbassando gradualmente la mia energia, ed io non li ho ascoltati, presuntuosa che sono! Ho saputo trarne il massimo vantaggio e lo riassumo con le parole del Dr. Chopra:

La differenza tra energia salutare ed energia insana si può riassumere in questo modo:

  • L’energia che porta salute è fluida, flessibile, dinamica, equilibrata, dolce e associata a sensazioni positive
  • L’energia che porta disturbo è bloccata, congelata, rigida, fredda, dura, squilibrata e associata a emozioni negative.

Possiamo portare la guarigione in ogni aspetto della nostra vita trasformando l’energia insana in energia salutare. Le persone che non riescono a trovare un modo per cambiare si trovano intrappolate in una delle modalità appena descritte. I duri, gelidi sguardi dell’odio che una moglie lancia in un matrimonio infelice esprimono un certo tipo di energia, mentre gli sguardi dolci e amorevoli all’interno di un matrimonio felice ne esprimono un altro. La differenza tra fisico e non fisico no ha più importanza. I grassi morbidi che scorrono in modo salutare nel vostro sangue possono diventare depositi rigidi nelle arterie, diventando non salutari. Nella società, lo scambio amorevole e fluido tra persone tolleranti può trasformarsi nei rigidi sentimenti del pregiudizio e dell’animosità.

Ci sono chiari indizi che l’energia è più potente della materia. Ad esempio, gli studi sulla longevità indagano perché alcune persone arrivano in salute a un’età avanzata. Il segreto non è nei geni buoni, nell’alimentazione, nel fatto che non fumano e nemmeno nell’attività fisica, per quanto siano tutte cose salutari. Il collegamento principale tra il raggiungere i novanta o cento anni di età in buona forma è la capacità di recupero emozionale (resilienza), la capacità di riprendersi dai colpi della vita. Ciò corrisponde perfettamente a una qualità dell’energia salutare: la flessibilità. (Deepak Chopra)

Come utilizziamo la nostra energia, fa la differenza tra una vita vissuta pienamente e una vita sprecata. Essere efficienti energeticamente significa considerare l’energia in maniera globale perché quando corpo e anima sono allineati, ogni aspetto della vita è coinvolto.

Per avere un’idea migliore su che cosa significa l’efficienza energetica, vi suggerisco il seguente test che il Dr. Chopra propone nel suo libro “Reinventare il corpo – Risvegliare l’anima”. Assomiglia a quelli delle riviste … con i punteggi … che si fanno sotto l’ombrellone d’estate  🙂

Assegnate a ogni voce un punteggio da 1 a 3, secondo quanto è più adatto a descrivervi:

  • 3. E’ vero per me quasi sempre
  • 2. E’ vero per me solo alcune volte
  • 1. E’ vero per me pochissime volte

Esco sempre dal lavoro in orario, al massimo mi fermo un po’ più a lungo una volta a settimana  ____

Vado a dormire e mi alzo sempre alla stessa ora   ____

Tengo in ordine la mia scrivania e non accumulo arretrati ____

Non rimando le cose: il modo migliore è affrontare subito la situazione ____

Non alimento a lungo la negatività: avete conti in sospeso o alimentare la vendetta non è nel mio stile ____

I miei cassetti sono perfettamente in ordine e trovo subito quello che cerco ____

Nel mio frigorifero non ci sono avanzi ____

Conosco il mio stato emozionale riguardo alle persone importanti della mia vita. Siamo reciprocamente chiari e aperti ____

Conosco le mie debolezze e mi impegno per superarle. Domani sono più forte di ieri  ____

Faccio un uso saggio del denaro. Non accumulo e non spendo avventatamente, non sono preoccupato per il mio conto in banca ____

Le mie entrate sono sufficienti per il presente e per il futuro.    Pianifico bene le mie finanze ____

Curo il mio giardino in tutte le stagioni (terrazzo, balcone, piante d’appartamento) ____

La mia casa è sempre in ordine. Non accumulo sporco o cose da lavare ____

Quando vado a fare la spesa, compro tutto quello che mi serve. Molto raramente torno indietro perché ho dimenticato qualcosa ____

So che cosa fanno i membri della mia famiglia e come si volge la loro vita ____

Programmo il mio tempo in modo efficiente e i miei impegni sono ben bilanciati ____

C’è equilibrio tra la mia vita lavorativa e la mia vita privata. Riesco a fare quello che mi diverte e che mi piace ____

PUNTEGGIO TOTALE ____

Valutazione del punteggio:

da 43 a 51vivete in modo efficiente e avete buone probabilità di sentirvi contenti e a vostro agio. Non ci sono squilibri notevoli nell’uso del vostro tempo e della vostra energia. Date la giusta attenzione a ogni aspetto della vita. 

da 36 a 42avete un sufficiente controllo sulla vostra vita, che scorre abbastanza bene. Ci sono alcune piccole aree di cui non vi prendete cura e a volte vi sentite sopraffatti dalle cose che aspettano di essere messe a posto. Potreste usare il vostro tempo ed energia in maniera più efficiente: occuparvi di questi aspetti aumenterà il vostro senso di agio e soddisfazione.

da 26 a 35La vostra vita non è efficiente. Vi sembra di essere nell’acqua alta, più che vicini al traguardo.  Troppe cose sfuggono al vostro controllo e la capacità di affrontare le sfide quotidiane è appena sufficiente. Per migliorare la situazione dovete imparare a disciplinarvi cambiando le vostre abitudini. Guardate con realismo alle vostre inefficienze, perché trascuratezza e disorganizzazione procrastinare e rifiutare di affrontare i problemi, impulsività e svogliatezza prosciugano la nostra energia.

da 17 a 25difficilmente potrete dire che la vita è nelle vostre mani. Per voi la vita è una continua lotta quotidiana solo per tenere le cose assieme e la maggior parte delle volte sentite di aver perso la gara. Probabilmente nella vostra vita ci sono diverse cose da sistemare. 

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Essere padroni della propria energia, significa verificare ogni giorno come scorre la nostra vita. Siamo soddisfatti, felici? Come reagiamo di fronte alle difficoltà? Quali sono i nostri punti di forza? Chiediamo aiuto a chi è competente o facciamo tutto da soli?

“Non è mai finita” disse molto tempo fa un amico. E meno male, penso io, perché se fosse finita non sarei qui a scrivere, felice di farlo. Accorgiamoci!