LA SOLITA STORIA: I SOGNI NEL CASSETTO FANNO LA MUFFA!

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E siamo qui a parlare ancora una volta del sogno nel cassetto che fa la muffa. Condivido con voi un dialogo avuto qualche tempo fa con una giovane donna.

Lei «Mi piacerebbe tanto diventare un’insegnante di yoga. Mi sono informata e ho trovato la scuola per me…» Vedo la sua colonna vertebrale che si raddrizza, il mento è alto e negli occhi la luce della felicità mentre mi racconta del suo sogno. Le deve piacere davvero tanto: ne percepisco l’entusiasmo. Io: «Che bello! Ti sei già iscritta?” Lei: «Non ancora. Sai, non mi sento pronta per una cosa del genere» La regalità di un attimo prima lascia il posto a un leggero incurvare delle spalle e un sorriso tirato: la luce negli occhi è sparita improvvisamente. Comprendo il suo stato d’animo e la difficoltà di portare un sogno nel mondo: so come ci si sente ad essere circondate dalla paura di compiere quel passo fondamentale fuori dal castello di carta fatto di “non posso, non sono pronta, non ci riesco, non è il momento giusto per me …” costruito con tanta devozione e pazienza.

PENSIERI E PAROLE

I grandi fanno con quello che hanno

Mi è capitato spesso di dover mettere a tavola più gente del previsto e mai nessuno si è congedato con la pancia che brontolava dalla fame. Qualcosa da mettere in tavole si trova sempre! Mal che vada ci sono le pizzerie. Eppure, quando si tratta di trasportare la propria vita sulla linea della felicità, cominciano i tormenti e le difficoltà. Sembra che manchi sempre qualcosa che fa rimanere con l’amaro in bocca.

«Fai con quello che hai. Comincia adesso a realizzare il tuo sogno. Parti dalle fondamenta e – mattone dopo mattone – costruisci anziché distruggere» sono le parole della mia Maestra, saggia Donna. Mi ha spronata ed io, seppur con tanta paura, l’ho ascoltata. Ho dato retta alla sua voce che si allineava perfettamente con la mia voce interiore. Ed ai pensieri ho fatto seguire le azioni, piccole, costanti e quotidiane.

GUARDA SEMPRE I RISULTATI

Giudicare la vita in base ai risultati potrebbe sembrare una considerazione dura.  Vivere in termini di risultati richiede cambiamenti e rischi, ma questo ci fa comprendere che abbiamo in mano le redini della nostra vita. Occorre davvero compiere tutto il possibile, andare verso l’impossibile e scoprire di poterlo ottenere. E’ questo lo stato dell’essere nel quale dobbiamo immergerci e nel quale possiamo fare cose nuove per ottenere risultati ogni volta diversi e che eliminano la distanza tra noi e il nostro sogno. La vita non fa sconti: troppe cose vengono date per scontate.  La differenza tra vincitori e perdenti sta nel fatto che i vincitori sono disposti a fare cose che i perdenti non vogliono fare. Vivere può risultare molto impegnativo in alcuni momenti, soprattutto quando si tratta di realizzare ciò che abbiamo sempre desiderato.

La vita aiuta, se noi per primi le andiamo incontro con le mani piene di volontà e amore, pazienza e grinta, resilienza e azioni costanti, fede e fiducia: tutti sinonimi dell’Amore. Agire sulla base dell’amore che proviamo è impegnativo. Guardare in faccia la realtà è impegnativo. Ma cos’è la vita senza un briciolo di impegno nel voler realizzare ciò che desideriamo?

Ognuno di noi ha la sua personale percezione del mondo: ciò che gli altri vedono come un dovere, per noi  potrebbe essere un gesto d’amore

Sostenere qualcuno nel suo sogno, incoraggiarlo, accompagnarlo è certamente impegnativo ma di gran lunga più entusiasmante che ascoltare i “lascia perdere, non sei pronta abbastanza”. Punti di vista che fanno la differenza.

I FATTI CONTANO PIÙ DELLE  PAROLE

La vita appoggia chiaramente sui fatti, le persone con cui stai, quello che fai, le condizioni in cui vivi. E anche se potrebbe essere convenzionale affermare che “la cosa più importante è averci provato”  il mondo si accorgerà unicamente del nostro successo. Creiamo noi stesse la nostra esperienza perché ogni  essere è responsabile della propria esistenza.

  • Se abbiamo un lavoro che oramai ci sta stretto, la responsabilità è nostra
  • Non abbiamo fiducia negli altri? È sempre nostra la responsabilità di generare qualcosa di differente
  • Se non riusciamo ad avere relazioni soddisfacenti, ancora una volta la responsabilità è il nostro bene più prezioso
  • Se le finanze non sono ciò che ci aspettiamo … vedi sopra

PER TE, AL FEMMINILE DECLINABILE AL MASCHILE

Amica mia che hai un sogno nel cassetto, sii realista e prendi in mano la tua vita cominciando col guardare con occhi disincantati la situazione, chiamando le cose con il loro nome e  non per come vorresti che fossero. Riempi le tue mani di azioni e ti sorprenderai camminare un passo dopo l’altro verso il tuo sogno. Se poi vorrai avere una serie di strumenti da usare come sostegno in questo cammino portandoti sempre più vicina a ciò che vuoi essere, ho ciò che fa per te. Scopri di cosa si tratta cliccando su questo link http://bit.ly/2Esby8E: sarò lieta di mettere a tua disposizione la mia conoscenza.

Se non cambi nulla, nulla cambia

A proposito: la donna della storia è diventata Insegnante di Yoga, ha preso una specializzazione per Yoga al Femminile e tra poco si diploma per insegnare Yoga ai bambini, ed è davvero brava! Ho avuto il privilegio di seguire i suoi passi verso il suo sogno. Namastè.

PREFERISCI AVERE RAGIONE O ESSERE FELICE?

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Durante un laboratorio chiedo ai partecipanti: «Su una scala da zero a dieci, quanto vuoi essere felice?» Che domanda! Chi vorrebbe essere felice solo due o sei quando si può puntare al massimo? La risposta quasi unanime è dieci, come da copione. Qualunque sia la cifra che scegli, ho un’altra domanda per te: «Sei disposta a guardare anche il rovescio della medaglia»Sì, c’è un rovescio: sei nel mondo degli opposti, e questo vuol dire che se scegli dieci come obiettivo di felicità, devi renderti disponibili a vedere anche il rovescio della medaglia.

  • Sei pronta a guardare in faccia ciò che ti rende infelice dichiarando di esserne l’autrice incontrastata?
  • Quanto sei disposta a prendere ogni singola situazione e attuarne il cambiamento, scegliendo diversamente?
  • Sei disponibile a farlo ogni giorno della tua vita applicando la responsabilità ad ogni tua scelta?
  • A un certo punto ci saranno dei rami secchi da tagliare, prendere decisioni importanti, circondarti di persone che come te scelgono di andare nella direzione della felicità: sei pronta a tutto questo?

Come? Pensavi fosse più semplice? Credevi bastasse applicare due o tre volte un piccolo esercizio, fare un corso, leggere un libro? Bene, è giunto il momento di credere qualcosa di diverso. La felicità è una scelta costante e quotidiana fatta di azioni costanti e quotidiane. È un susseguirsi di A.I.C. (Alza Il Culo) uno accanto all’altro.

IL DESIDERIO DI ESSERE INFELICI

Desiderare la felicità è una caratteristica di ogni essere vivente. L’idea che nell’infanzia abbiamo della felicità è pressapoco questa: l’istantaneo appagamento di tutti i propri desideri, esattamente nel modo desiderato: questo atteggiamento rimane inalterato per il resto dell’esistenza, almeno fino al momento in cui non lo prendiamo in considerazione. È un concetto distorto che causa una reazione a catena attraverso la quale un altro desiderio viene alla luce: il desiderio di infelicità.

  • La visione matura di felicità, nella sua più alta espressione, può essere: «Sono indipendente dalle circostanze esterne, non importa quali esse siano. Posso essere felice in ogni situazione perché so che persino gli avvenimenti spiacevoli hanno uno scopo: mi offrono l’opportunità di imparare qualcosa portandomi più vicino alla libertà ed alla felicità»
  • La visione immatura di felicità può essere descritta in questo modo: «Posso essere felice solo se posso avere tutto ciò che voglio, come lo voglio e quando lo voglio. Altrimenti sono infelice» Qui c’è la pretesa dell’approvazione assoluta, dell’ammirazione e dell’amore da parte di tutte le persone con le quali entriamo in contatto. Nel momento in cui qualcuno si rifiuta di soddisfare le richieste, il mondo si apre sotto i piedi.

Quest’ultima visione nasce nell’infanzia. Il bambino piange molto quando ha fame e i minuti per lui sembrano un’eternità: non solo perché non ha il concetto del tempo ma soprattutto perché non sa se il periodo di fame sarà di breve durata. In quel pianto c’è disperazione, rabbia e infelicità. Questo atteggiamento, così liberamente espresso nell’infanzia, rimane nascosto nella nostra mente adulta coperto da un comportamento razionale, ma che continua a produrre reazioni simili.

Ben presto il bambino impara che non è possibile ottenere tutto ciò che egli vuole, e a quel punto il mondo diventa crudele, cattivo perché gli nega ciò di cui ha bisogno e che potrebbe sicuramente avere se il mondo fosse più buono. Questo è un desiderio nascosto di “onnipotenza e dominio” messo in atto per cercare di occupare una posizione speciale che garantisca l’indiscussa obbedienza del mondo che lo circonda. Il bambino pretende che tutti soddisfino i suoi desideri: e quando questo non avviene, la frustrazione è totale.

CRESCENDO SI IMPARA?

Man mano che cresce, si rende conto che non solo gli è negato il dominio ma persino il solo desiderio di farlo. Impara così a nasconderlo profondamente: impara a reprimereLa repressione porta a due dialoghi interiori importanti:

  1. Forse se diventerò perfetta, come il mondo intorno a me mi chiede di essere, potrò avere l’approvazione necessaria per raggiungere il mio obiettivo
  2. Devo lottare per raggiungere tale perfezione

Uno dei due dialoghi appena letti potrebbe essere quello che consideri il tuo preferito: ne sono certa. Di fatto, qualunque sia la scelta, è una lotta distruttiva e inutile perché non si lotta per la perfezione allo scopo di amare di più e dare di più ed essere quindi ripagata con la stessa moneta. E’ il gioco dell’ego che sussurra: «Solo se esegui tutto alla perfezione, potrai avere il totale controllo della situazione e ottenere ciò che desideri» attivando una doppia frustrazione:

  • Il primo desiderio – il dominio onnipotente allo scopo di essere felice – non viene raggiunto
  • Il secondo desiderio – quello di raggiungere la perfezione – non viene raggiunto

Questo fallimento causa sentimenti di inadeguatezza, inferiorità, rammarico, senso di colpa e vergogna: e così che impariamo a nascondere le nostre emozioni, prendendo le distanze da dolore e dalla frustrazione che provocano. A questo punto il pensiero adulto potrebbe essere: «Se fossi perfetta potrei avere ciò che voglio. Siccome non lo sono, non merito nulla o mi devo accontentare delle briciole» Questo atteggiamento allontana dalla responsabilità, dimostrando più e più volte di avere ragione anziché scegliere di essere felice.

Quasi quasi mollo tutto e divento felice (Thatsvane)

Puoi  cominciare con il prendere coscienza di ciò che vuoi veramente e interrompere questo meccanismo. Raggiungere gli obiettivi ci rende persone più felici. Scrivi su un foglio questa domanda: «Io cosa voglio veramente?»  rispondi con sincerità e poi compi un’azione per mettere in moto il volano della felicità. Potresti scoprire molte cose riguardo a te stessa e alla tua volontà di essere felice. Se poi vorrai far pratica di alcuni strumenti facili da utilizzare per aumentare il tuo grado di consapevolezza e felicità, puoi partecipare a LoveHealing® Tecniche di Risveglio Interiore Corso Base il 18 Febbraio 2018 a Corte Franca (BS). Cliccando sul link di seguito trovi tutte le informazioni ➡➡➡http://bit.ly/2Esby8E

PERCEZIONE

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Il mondo in cui viviamo è il mondo della percezione. Con i sensi percepiamo la materia di cose e persone intorno a noi perdendo il contatto con il sottile e l’invisibile come l’aria, a meno che non si manifesti sottoforma di leggera brezza. Molti di noi non sono allenati a percepire nella totalità ciò che ricevono dai loro sensi, eppure è importante poiché ci permette di conoscere noi stessi e come la realtà si manifesta nella nostra vita.
 
Il senso che usiamo di più in assoluto è quello della vista: crediamo ai nostri occhi più di quanto pensiamo. Per esempio usiamo il senso del tatto per toccare le cose che prima abbiamo visto. C’è qualcos’altro che appare invisibile agli occhi, solo a quelli, e sono le energie sottili come quelle delle nostre emozioni, delle parole pronunciate, dei pensieri e di molto altro che risulta invisibile agli occhi. Per fare esperienza dell’invisibilità dobbiamo invertire il nostro modo di percepire e ribaltare letteralmente il detto «Credo perché vedo» in «Vedo perché credo».
 
Quando durante il corso di Lovehealing® i partecipanti fanno esperienza dell’energia, molti di loro non la “vedono” ma ne possono percepire il pizzicorìo, la sensazione di caldo o freddo, la densità. Sono un numero limitatissimo di persone la “vedrà” con gli occhi fisici cogliendone i colori o l’espansione.
 
Il mondo in cui ci muoviamo e nel quale viviamo le nostre esperienze ha la densità, la forma e la consistenza dell’ampiezza delle nostre vedute. Quando ci apriamo per ricevere percezioni sempre più sottili, entriamo in una realtà che appartiene al nostro mondo ma che non viene insegnata come “normalità”.
 
Se le energie sottili venissero insegnate a scuola, diventerebbero la nostra quotidianità e le potremmo usare indistintamente per portare in equilibrio ogni area della nostra esistenza, affiancarle alla medicina tradizionale amplificando le guarigioni, imparare l’esistenza di nuove leggi come l’attrazione e il libero arbitrio, espandere la nostra conoscenza e trovare un nuovo e più ampio significato alla parola “vita”.
 
Diamo credito alle nostre percezioni e lasciamo sempre un po’ aperta la porta del cuore e delle infinite possibilità, affinché la coscienza sia libera di procedere ogni volta un po’ più avanti, sempre più vicina all’essenza di ciò che siamo.
 
 
Se vuoi avere informazioni o partecipare al prossimo LoveHealing® Tecniche di Risveglio Interiore – Corso Base il 18 Febbraio 2018 a Cascina Clarabella – Corte Franca (BS), clicca sul link qui sotto

L’ESSERE UMANO EVOLUTO

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Possiamo fare molto per noi stesse, per il nostro benessere generale e per il benessere delle persone intorno a noi se pensiamo in termini di responsabilità.  Siamo responsabili della nostra vita al centro per cento. Questo significa che ogni singola condizione vissuta fino ad ora è stata a un qualche livello accuratamente scelta e voluta da noi. Un essere umano evoluto deve necessariamente prendere in considerazione, sviluppare e fare suo questo concetto: diversamente, a parer mio, non può parlare di evoluzione.

Nel tessuto della vita siamo tutti energeticamente connessi tra noi e con l’Universo intero. Ogni nostro gesto, pensiero, azione, considerazione espressa o tenuta segretamente, influisce sulla nostra vita e su quella delle persone che ruotano intorno a noi. È questo un aspetto che può risuonare complicato da credere per la maggior parte delle persone, ma è ciò di cui facciamo esperienza ogni giorno: facciamo agli altri ciò che crediamo sia stato fatto a noi. Dimenticando che “gli altri” sono un riflesso dei nostri credo più profondi.

Ad esempio, se sei cresciuta con l’idea che la vita è complicata e che è bene restare lontane dall’amore, troverai il modo per complicare la tua stessa vita e quella delle persone intorno a te. Allo stesso modo questo vale anche per chi è stato cresciuto con l’idea che la vita è semplice, facile, divertente.

Come sta andando la nostra vita, lì troveremo il nostro credo

Se ci piace lo possiamo rinforzare. Diversamente lo possiamo trasformare. Tutti possediamo la volontà, il coraggio, la determinazione e tutto ciò che serve per mettere in atto in ogni momento qualsiasi trasformazione desideriamo.  E se qualcuno di noi pensa di non avere gli strumenti adatti, oggi può nuotare in un mare di informazioni per trovare quelli che più si adattano alle sue esigenze.

DA DOVE PARTIRE?

Il punto di partenza per ogni trasformazione che pone l’attenzione al miglioramento è prendere in considerazione questo aspetto: ogni cosa che accade a noi e alle persone intorno a noi ha un senso, un motivo, un significato. In questo rinnovato modo di pensare possiamo trovare il vantaggio che ci farà svoltare verso il lato positivo della medaglia.

Le persone non si incontrano “per caso”, gli avvenimenti non accadono “per caso” ma sono un valido aiuto per divenire più forti, per comprendere l’importanza di come impegnamo il nostro tempo. Una situazione tragica può diventare il punto focale attorno al quale trovare una soluzione e da lì scoprire che abbiamo fatto qualcosa che credevamo di non poter fare: gli eventi lasciano sempre un arricchimento se li sappiamo guardare dalla giusta prospettiva.

A conclusione, vi lascio questo promemoria al quale fare affidamento per un punto di vista rinnovato:

  • Ogni cosa che accade è bene per me e per la mia felicità
  • Sono sempre nel posto giusto e al momento giusto
  • Più amo me stessa, più gli altri mi amano, più sono in grado di amare

La vita è un giardino dove possiamo piantare e far crescere ogni seme che desideriamo

 

Se vuoi imparare una tecnica facile, applicabile in ogni momento della giornata e che sta sostenendo nella trasformazione molte persone, ti propongo LoveHealing® Tecniche di Risveglio Interiore – Corso Base che si terrà il 18 Febbraio 2018 a Corte Franca (BS) – Trovi tutte le informazioni cliccando su questo link http://bit.ly/2Esby8E. E se ciò che leggerai non ti basta, mi puoi contattare mandando una mail a luciamerico@spiritualcoach.it.

 

LA PERFETTA SINCRONICITA’

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La Vita è fatta di persone che intrecciano le loro storie in perfetta sincronicità: a qualunque richiesta, l’Intelligenza Universale risponde sempre con un «Sì, hai ragione! Ciò che mi chiedi è giusto per te ora».  L’Intelligenza Universale non divide le nostre richieste in “giuste o sbagliate” e il motivo è molto semplice: ci considera a suo pari, incapaci di dividere, perfettamente uniti al Tutto in consapevolezza e armonia. E’ quella parte di noi che disconosce le negazioni, rispondendo alla nostra richiesta: «Non voglio più soffrire» proprio con la sofferenza.

Che piaccia o no – e per l’Intelligenza Universale non fa differenza – ciò che chiediamo con forza e determinazione ci viene dato. La forza e la determinazione sono l’imperativo che muove le fila della manifestazione, e insieme ad esse quelle della felicità o del senso di colpa.

Siamo sempre al posto giusto nel momento giusto

Ogni giorno nasce un blog o un post intitolato a come manifestare nella maniera perfetta, come chiedere per ricevere ciò che si vuole nella vita. E’ necessario inserire in ogni nostra manifestazione un passo in più da unire al chiedere credere ricevere, ed è la percezione con tutti i nostri senti dell’Intelligenza che ci appartiene e che ci aiuta a valutare razionalmente ciò che stiamo sperimentando: ogni cosa che accade è il perfetto risultato di una specifica richiesta. E in questa perfezione c’è tutto ciò che siamo: esseri che hanno il potere di co-creare con Dio o come ti piace chiamarlo.

Tutte le esperienze che viviamo le l’abbiamo fortemente volute a un qualche livello, spesso non riconosciuto poiché non è sostenuto dalla credenza che ogni cosa comincia da me.  Quando guardiamo solo la punta dell’iceberg della vita, stiamo osservando una minima parte del nostro complesso sistema di pensiero. E’ in quel momento di parziale visione nasce il credo che le situazioni accadono per conto di qualcun altro.

LE APPARENZE SPESSO INGANNANO

Nulla è come appare, e le apparenze ingannano l’occhio fisico che le guarda quando crediamo che sia l’unico strumento con cui osservare il mondo. C’è una maniera di “vedere” che abbiamo tutti quanti a disposizione sin dalla nascita e che utilizziamo nei primi anni di vita. I neonati non vedono con chiarezza nei primi mesi e interpretano i messaggi attraverso il sentire sottile, e cioè l’energia che le persone intorno a loro emanano. Successivamente, la maggior parte impara la legge di San Tommaso: ciò che non posso toccare o vedere con gli occhi fisici, non corrisponde alla realtà. Il sentire sottile pian piano viene dimenticato, lasciando spazio al sentire con le orecchie, vedere con gli occhi, parlare con la bocca.

Oggi prenditi un momento per chiudere gli occhi, qualche minuto e indagare intorno a te con i tuoi sensi. Cosa senti, vedi e percepisci? Com’è la qualità dell’energia intorno a te? Ti fa stare bene o cambieresti qualcosa? Trasforma il motto «Ci credo quando lo vedo» in «Lo vedo perché ci credo». Per quanto possa sembrare strano e inverosimile, puoi iniziare proprio in questo istante ad avere un futuro meraviglioso. E, te lo assicuro, è proprio così.

 

Puoi imparare e diventare Autrice della tua vita attraverso l’apprendimento e l’utilizzo di una tecnica straordinaria che sta trasformando piacevolmente la vita di molte persone. Si tratta di LoveHealing® Corso Base. Per scoprire i dettagli, clicca sul link che segue http://bit.ly/2Esby8E. Il prossimo evento sarà il 18 Febbraio 2018. Ti aspettiamo!

IL POTERE DELLA MENTE

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I giochi di potere non fanno bene a nessuno. Non aiutano chi li fa e neppure le persone coinvolte. Per chi ancora non conosce il potere della mente e le reali conseguenze di causa ed effetto, nulla è più devastante dell’esercitare potere o dominio sugli altri. Il desiderio di comandare per una gratificazione egoistica è una delle cause principali dei problemi planetari.

Per secoli re e nobili hanno inzuppato la terra di cruenti battaglie per dominare e possedere, non per cercare più vita per tutti, più benessere e armonia. Di questi tempi le cose non sono cambiate per nulla. Si combattono ancora guerre cruente, a volte subdole e sottili e sempre per lo stesso motivo. I re moderni del commercio e della politica sono ispirati dalla stessa brama di potere.

La mente che cerca di dominio sugli altri è quella subdolamente competitiva. Basa il suo credo sull’idea di possedere per paura di perdere ed ha la sua frase di battaglia: «Io sono meglio di te!». In questo stesso contenitore mentale c’è la parte creativa che è invece preposta a estendere e condividere e il suo grido di battaglia è: «Dare è Ricevere». Per padroneggiare nel nostro ambiente o sviluppare ricchezza in ogni ambito dell’esistenza è necessario aprire il contenitore mentale per vedere che entrambe le parti potrebbero esprimersi in maniera potente. Tutte e due le condizioni mentali vivono in un unico contenitore dove la scelta e la decisione sono fondamentali.

Chi sceglie deve ben conoscere entrambi le parti per valutarne il prezzo da pagare in termini di esperienza

Una delle migliori formulazioni per estendere lo spirito creativo di condivisione si trova nella celebre frase della Regola Aurea di Giovanni di Toledo: «Quel che voglio per me stesso, lo voglio per tutti». L’applicazione pratica di questa semplice frase senza esclusione alcune, rende chi la pratica in grado di vivere una vita all’insegna della costante felicità, poiché nella sua mente la confusione della separazione avrà lasciato il posto alla semplicità straordinaria dell’unione. Questa combinazione mentale è infallibile e ogni uomo o donna che segue queste istruzioni in maniera costante, con perseveranza e determinazione, entrerà in contatto con ogni forma di ricchezza.

La voglia di progredire nella conoscenza include necessariamente tutte le persone intorno a noi poiché senza di loro nessun progresso sarebbe possibile. Sono loro a darci spunti e visioni che possono accrescere la nostra capacità di vedere strade nuove per migliorare la nostra esistenza. E non parlo unicamente di chi ci sostiene e incita nel raggiungimento dei nostri traguardi. Parlo soprattutto di chi ostacola cercando di bloccare la nostra evoluzione. Quelle sono le persone che più vanno ringraziate, poiché proprio loro ci offrono l’opportunità di trovare nuove vie d’uscita per spostare il masso che ostruisce la strada e continuare il cammino.

Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te

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Uno dei modi più significativi per ritrovare il potere di te stessa è utilizzare in maniera consapevole le tecniche di LoveHealing, un corso che è in grado di trasformare la tua vita, in ogni direzione. Se vuoi saperne di più: http://bit.ly/2xthydj – Se vuoi iscriverti al prossimo corso: http://bit.ly/2xzN76f

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(Photo by Roxanne Desgagnés on Unsplash)

SE IGNORI IL CAMBIAMENTO, RISCHI DI SCOMPARIRE

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Il momento che segue la perdita di qualcosa o di qualcuno è una piccola o grande fine del mondo. Tutte le cose belle che erano racchiuse in quelle circostanze si mescolano con tutto il nuovo che ci riserva il futuro: e nasce la paura.

I cambiamenti trasformano letteralmente la nostra vita: alcuni sono così repentini da farci perdere il senso di chi siamo. La nostra identità costruita intorno a una roccaforte fatta di convinzioni e momenti che diamo per scontati, viene improvvisamente scossa dal terremoto del cambiamento. Tutto intorno a noi crolla e ci ritroviamo in mezzo alle macerie. Seduti a terra, pieni di polvere e il nulla intorno a noi potrebbe far cadere nella paura e nella depressione anche il più forte.

Ma c’è una domanda che possiamo fare a noi stessi proprio in quei momenti: «Se non avessi paura, cosa farei?». Lasciarci ispirare da questa domanda può moderare la paura e metterci nella condizione di spingerci oltre ogni aspettativa, iniziando ad apprezzare – partendo proprio da quel momento – la vita.

INEVITABILE

Non possiamo evitare le scosse alle quali – di tanto in tanto – la vita ci sottopone. Ma possiamo scegliere se lasciarci sopraffare da esse o fermarci il tempo necessario per riprendere fiato, e poi continuare svoltando l’angolo con una sola volontà: trovare una nuova energia.

Questo è in sintesi il perdono: una scelta di progresso verso una visione nuova, con il cuore grato per ciò che è stato e gli occhi pieni di speranza per ciò che sarà.

A volte non abbiamo idea di dove stiamo andando pur avendo obiettivi certi, ben strutturati, scritti a modo e che seguono tutti i canoni universali. Non sappiamo quali potranno essere gli eventuali ostacoli, le battute d’arresto e perfino i terremoti che ci scuoteranno fino a fermarci. Ma quando accadono, possiamo pensare ad essi in due modi: come a una sventura oppure a un momento di riflessione. Entrambi i modi sono corretti perché porteranno a un risultato. Dobbiamo solo scegliere sul momento qual è il più conveniente per noi, perché lì sta la differenza – come sempre – tra avere ragione o essere felice.

«E se provassimo per un attimo a considerare la fine di qualcosa un inizio?» Capita spesso di sentir dire questa frase ma a volte manca la motivazione a crederci davvero. Prendendo ispirazione dal personaggio di Ridolino del libro «Chi ha spostato il mio formaggio?», vi invito a scrivere su un foglio «Se non cambi, rischi di scomparire». Tenete il foglio a disposizione di ogni cambiamento, come promemoria e verificate cosa accade.

Sapeva di aver imparato qualcosa di utile dai suoi amici topo, Sniff e Scurry, riguardo a come andare avanti. Mantenevano la vita su dei livelli semplici: non analizzavano le cose in maniera eccessiva, né le rendevano più complicate del dovuto. Quando la situazione cambiava e il formaggio veniva spostato, loro cambiavano e si spostavano con il formaggio. Era una cosa che si sarebbe ricordato. |…| Comprese che il modo più rapido di cambiare è ridere della propria follia (Chi ha spostato il mio formaggio?)

 

Aspetta un momento! Magari ti interessa sapere che esiste una tecnica facile per imparare a fluire nel cambiamento migliorando la tua vita personale, professionale, di coppia, raggiungere gli obiettivi che ti sei prefissata e modificare le tue condizioni economiche. Se ti va, clicca sul questo link per saperne di più ===> http://bit.ly/2xzN76f