“DARE E’ RICEVERE” BASTA UN ACCENTO PER CAMBIARE

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Dare è ricevere

Basterebbe comprendere l’istante di eternità contenuto in questa frase per migliorare considerevolmente la propria esistenza. Possiamo dare solo ciò che conosciamo a fondo e di cui intendiamo fare esperienza nella nostra vita. L’autonomia è un’illusione: ciascuno di noi ha bisogno di qualcosa o qualcuno per poter vivere la propria esistenza, proprio come un’automobile ha bisogno del carburante per potersi muovere.

Ogni pensiero pensato porta valore al pensatore trasformandosi in esperienza di vita vissuta

E’ una facoltà che viene data ad ogni essere nel momento stesso in cui sceglie di abitare questo mondo. Da questo punto di vista, la frase «Ama il prossimo tuo come te stesso»  assume un significato ben preciso che traduco così:  offri agli altri ciò che vuoi ricevere. E qui si apre un mondo di punti interrogativi e incomprensioni: «Ho dato tutta me stessa e sono stata ripagata con l’abbandono» «Ho dedicato tutta la mia vita a questo lavoro e sono stata licenziata».

Dietro queste frasi nello specifico o simili, possiamo trovare la voglia di tornare indietro per rifare l’esperienza in un altro modo. Ma non possiamo tornare indietro, e lo sappiamo bene. La voglia di farlo è il modo che scegliamo per rimanere incastrati nella frustrazione. Quindi, non potendo tornare indietro, pensiamo a come procedere in futuro.

LA CHIAVE

C’è una domanda chiave per comprendere a priori cosa stiamo davvero offrendo e, di conseguenza, cosa riceveremo. La domanda è: «A quale scopo sto per compiere questa scelta?» Per comprendere a fondo il significato di questa domanda, vi suggerisco di dedicare un’intera giornata alla sperimentazione. Prima di fare qualunque scelta (una telefonata, scrivere una lettera, acquistare, andare a bere un caffè, pranzare con qualcuno e via discorrendo) domandati: «Qual è lo scopo? Cosa voglio ottenere da questo incontro?» e rispondi con assoluta sincerità. Non accontentarti della prima impressione: verifica andando un po’ più a fondo: sai bene quanto siamo bravi a raccontarcela.

Proprio ieri una giovane donna che ha scelto la crescita personale e spirituale come stile di vita, mi scrive un piccolo successo raggiunto: dire a suo padre che non sarebbe andata a cena dalla nonna insieme a tutta la famiglia. Alla richiesta del padre, anziché rispondere il consueto «va bene» e poi essere scontrosa per tutta la serata, ha scelto di prendersi un attimo di tempo per indagare a fondo cosa volesse davvero fare.

Si è assunta la responsabilità di ascoltare i sensi di colpa che emergevano e che avevano scelto per lei fino a quel momento, e con assoluta sincerità ha comunicato al padre la volontà di restare a casa. Ha dato ciò che voleva ricevere: sincerità e trasparenza. Mettendo da parte il senso di colpa e dedicandosi unicamente a ciò che davvero era il suo intento qual’è stato il risultato? Anziché la solita ramanzina, la vita le ha donato un padre comprensivo.

Tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo A.I.C. (Alza Il Culo)

L’esperienza è l’unico modo per comprendere a fondo ciò che stai leggendo. Sono certa che alcuni di voi hanno all’attivo un bel po’ di esperienza in questo senso, mentre per altri potrebbe essere la prima volta. A entrambe suggerisco di continuare fino a farlo diventare uno stile di vita. Credetemi: non potrete più farne a meno.

 

Se vuoi mettere nella tua cassetta degli attrezzi strumenti utili per allenarti a rendere la tua vita un capolavoro, puoi partecipare aLoveHealing® Tecniche di Risveglio Interiore Corso Base proprio come ha fatto la protagonista dell’esperienza che hai appena letto. Lei ha scelto di essere felice. E tu, cosa scegli?

LA LINEA DI DEMARCAZIONE

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Dio e denaro, Gesù e leadership, personale e professionale, servo e leader. Molti di noi si sentono a disagio quando vedono queste parole accoppiate. La nostra cultura occidentale -a volte complessa – ci spinge a tracciare linee di demarcazione e a mantenere la nostra vita spirituale separata dalla quotidianità, dal successo, dagli obiettivi raggiunti, decidendo che la fede appartiene solo alla religione. Comunicare con Dio – o come vi piace chiamarlo – viene relegato spesso a un unico giorno, un solo luogo o all’occorrenza a momenti particolarmente intensi associati a problemi importanti.

Anch’io ho dovuto ristrutturare la parola spiritualità per fare la pace con tutta una serie di termini che suscitavano in me rabbia, paura e senso di colpa. Ed ho scoperto che è possibile integrare Dio con la mia vita e che non ha nulla a che vedere con la religione, bensì con le relazioni.

Conoscevo Dio per come mi era stato presentato a scuola durante l’ora di catechismo.  Di lui non mi piaceva il fatto che potesse “dare e togliere” a suo piacimento, soprattutto la vita. Non mi piaceva il giudizio di quell’occhio puntato su ogni cosa che facevo. Non mi piacevano le sue punizioni e la sua arroganza. Chi era dio per fare tutto questo? E dove stava l’amore che diceva di essere?

HO FATTO DOMANDE MA NON MI HANNO RISPOSTO

Sono cresciuta con domande alle quali nessuno degli adulti di casa, e neppure a scuola, trovavano il tempo per rispondere. A casa mi zittivano dicendo che ero piccola e che un giorno avrei capito. A scuola mi hanno punita durante l’ora di religione perché facevo troppe domande. Quindi ho smesso di farle e sono rimaste dentro di me, per uscire molti anni dopo quando ho incontrato Un Corso in Miracoli.   Patrizia Terreno  mi ha esteso i suoi insegnamenti e ho iniziato a studiare questo testo per me meraviglioso, dove ho imparato a ristrutturare la mia relazione con Dio. Unito a tutto il percorso che avevo fatto fino a quel momento, il Corso è diventato un collante che ha permesso alla mia consapevolezza di fare un bel salto in avanti. Ho scoperto che cambiando il significato di alcune parole, tutto diventava più felice e possibile. Una di queste parole è “umiltà”.

Leggere aiuta ad aprire la mente. Ci sono molti libri che ci sostengono verso una visione differente della vita. Avendo fatto la pace con Dio, ho fatto pace anche con Gesù. E così non mi sono stupita quando ho letto che i Suoi insegnamenti venivano associati alla Leadership e a una nuova definizione di umiltà.

Essere umili significa conoscere a chi si appartiene e chi si è

«In quanto caratteristica di un leader, l’umiltà è un atteggiamento del cuore che riflette una capacità di comprensione dei propri limiti nel portare a termine qualcosa da soli. Quando si ottiene un successo o si supera un ostacolo, essa riconosce la forza che trascende la nostra conoscenza o il nostro sforzo. Un leader che ha un cuore umile guarda fuori dalla finestra per trovare e apprezzare le cause del successo, mentre si guarda allo specchio per trovare e accettare la responsabilità di un insuccesso. Un leader che fa così non soffre di poca autostima.»

Mi avevano insegnato che l’umiltà era non dire, non mettersi in mostra, altrimenti diventava arroganza. Ora scopro che «le persone umili non negano di avere il potere, ma riconoscono semplicemente che esso passa attraverso di loro senza provenire da loro. L’umiltà di Gesù non scaturiva da una mancanza di autostima, amore, potere o abilità. Egli era umile perché sapeva chi era, da dove veniva, dove era diretto e a chi apparteneva. Questo gli permise di trattare la gente con amore e rispetto.» Ecco ristrutturata una parola importante alla quale avevo dato una definizione totalmente differente.

Significa affermare a sé stessi e agli altri: «Sono preziosa agli occhi di Dio come lo sei tu»

Oggi posso affermare che con umiltà mi dedico ogni giorno alla mia professione: imparo, applico, estendo e mi preparo a ricevere. Ho avuto molti maestri e maestre che a loro volta hanno condiviso con me la loro conoscenza, e a cui sono grata. Ho preso alcuni degli insegnamenti che mi sono stati trasferiti ed ho sviluppato una tecnica davvero efficace per portare nuova linfa alla mia vita. L’ho usata su di me, estesa ad un gruppo ristretto di persone che l’ha sperimentata per qualche tempo con risultati eccezionali. Il suo nome è LoveHealing® Tecniche di Risveglio Interiore

Il prossimo Corso Base di LoveHealing® sarà il 20 Maggio 2018. Se clicchi su questo link ➡➡➡ http://bit.ly/2Esby8E trovi tutte le informazioni per iscriverti. Sarò lieta di poter condividere con te un piccolo pezzettino della mia conoscenza … con umiltà, naturalmente!

TROVARE L’EQUILIBRIO

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Alcuni di noi cercano l’equilibrio sperando di poter trovare in esso la fine della sofferenza. Ripongono la loro fede in qualcosa che giudicano migliore di qualcos’altro, sperando di dare continuità alla serenità. In questo modo, divisi a metà, credono che tutto sarà più bello, più facile, più equilibrato. Ma è come se metà del corpo andasse in una direzione e l’altra metà nella direzione opposta. La spaccatura che si genera, prima o poi, mostrerà sofferenza e delusione.

La fede va sempre verso ciò che vogliamo noi, istruendo la nostra mente di conseguenza. La volontà resterà sempre il nostro miglior insegnante, perché la volontà ha la forza di fare tutto ciò che desidera. Cercare l’equilibrio significa integrare: non possiamo passare da una parte all’altra della mente senza comprendere questo aspetto. Arriviamo in questo mondo con un passaporto sul quale ci sono scritte tre parole chiave: colpa, peccato e paura. Se prendiamo le distanze da questi aspetti che ci appartengono totalmente e sui quali abbiamo fatto la nostra intera esistenza, prendiamo le distanze dall’unica possibilità che abbiamo di trovare la felicità.

La ricerca spasmodica del loro esatto contrario è di per sé affermare che siamo incompleti, carenti, mancanti di qualcosa e che dunque dobbiamo cercarla fuori di noi, nel mondo, dove si svolge solo l’illusione della vita, anziché dentro di noi, nella mente dove avvengono i reali cambiamenti e le trasformazioni. Da quel punto di vista, deleghiamo cose e persone affinché ci possano offrire una briciola di felicità. Li eleggiamo a padroni, e con il nostro benestare faranno della nostra vita ciò che loro vorranno. E così sarà per noi: qualcuno ci darà il permesso di fare della sua vita ciò che desideriamo.

Capisci bene che in questo modo di essere non c’è libertà, in assoluto! Arriveremo dunque a lamentarci di come siamo infelici a causa di qualcosa o qualcuno che ci ha traditi, sfruttati, delusi

Trovare l’equilibrio è scegliere di coltivare qualcosa di diverso da ciò che abbiamo in questo momento e che non ci soddisfa totalmente: un nuovo obiettivo, una nuova professione, una relazione più appagante e qualunque altra novità vogliamo far entrare nella nostra esistenza. Concentrando la nostra mente sul nuovo, avverrà qualcosa di straordinario: metteremo in atto la trasformazione. Non è detto che – all’inizio – sia tutto rosa e fiori o che il cambiamento avvenga esattamente nella forma che desideriamo. La fase di avvicinamento alla felicità spesso richiede di percorrere alcune strettoie e salite, a volte molto ripide. Ma certamente sarà meglio del restare fermi nella speranza che la situazione possa migliorare.

È utile mettere in atto nuove forme di vita scegliendo di farlo in consapevolezza anziché lamentarci nell’insoddisfazione, credendo di non poter cambiare. Se il lavoro che svolgi ti sta stretto, puoi cominciare a trovare il modo per renderlo più agiato e divertente, magari facendo qualcosa di diverso, e così per qualunque altra condizione dell’esistenza.

Ricorda: la direzione in cui riponi la tua fede porterà il risultato

In ogni momento abbiamo la facoltà di scegliere cosa pensare e come sentirci, vederci e percepirci. Abbiamo un ruolo primario in ogni situazione e siamo potenzialmente in grado di riprenderci la forza che ci appartiene e che credevamo di aver perduto o che ci fosse stata portata via. Da questo livello di comprensione, possiamo compiere la scelta che porta a modificare la nostra vita, creando qualcosa di più conveniente. Solo noi possiamo scegliere di vedere in ogni situazione e in ogni persona che incrociamo sul nostro cammino, la straordinaria opportunità per comprendere chi siamo.

PRONTI, PARTENZA: VIA!

Da adesso, trova il tuo modo per essere disciplinata e audace nel cercare nuove strade, manda amore alle situazioni che ti destabilizzano, alle persone che giudichi. Rivolgi uno sguardo amorevole a ciò che chiami ingiustizia, quando sei nel dubbio e quando credi di avere ragione. Rivolgi un pensiero amorevole ai drammi e alle storie del tuo passato e scegli un futuro diverso per te, ed anche le persone che ruotano intorno a te ne verranno coinvolte.

Mandare amore significa integrare il passato nel presente per generare un futuro che sa di nuovo, più allineato con ciò che tu vuoi essere in quel momento

Influenza e potenzia la tua vita e insegna agli altri come fare. Abbi fede in ciò che risplende e mantieni questa visione, nonostante tutto. Siamo tutti connessi: ciò che accade lontano da te possiede al suo interno il seme della tua energia. Questo significa che quando condanni gli altri, stai crocifiggendo te stessa. Per cui scegli sempre il meglio e osserva come la tua scelta influenzi chi ti circonda.

Diventare co-creatori con Dio (o come lo vuoi chiamare) della propria esistenza significa chiedere il meglio, credere di poterlo ottenere riponendo assoluta fiducia in Lui, e prepararsi a riceverlo. Il vero miracolo è comprendere che “buono e cattivo” abitano nella stessa dimora. Credere che non sia così è l’inganno che ti impedisce di essere felice, ed è il motivo per cui vai a cercare il buono dove non potrai mai trovarlo: fuori, nel mondo.

Se gli occhi con i quali guardi il mondo ti mostrano qualcosa che non vuoi vedere, devi guardare diversamente, cambiando la tua prospettiva. Sembra folle smettere di vedere ciò che c’è per vedere ciò che non c’è. Eppure, forse la vera follia è pensare di non poter cambiare la situazione in un mondo dove tutto è mutevole.

Equilibrio è osservare entrambe i lati della medaglia diversi solo nella forma, ma ugualmente appartenenti a un insieme: l’unione fa l’equilibrio

Nella fase di avvicinamento a questa nuova visione, possono essere utili strumenti che ti accompagnano con dolcezza. Uno di questi è LoveHealing® Tecniche di Risveglio Interiore – Corso Base nella cui cassetta degli attrezzi potrai trovare ciò che ti serve per dirigere la tua vita verso la felicità. Se vuoi partecipare al prossimo incontro che si terrà il 20 Maggio 2018 a Corte Franca (BS), clicca su questo link http://bit.ly/2Esby8E e leggi con attenzione tutte le informazioni. Ti aspettiamo!

ENERGIA

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Ti racconto una storia che parla di energia. Un grande maestro zen era un falegname e qualsiasi cosa facesse, tavoli o sedie, in qualche modo aveva una qualità inspiegabile, una sorta di intimo magnetismo. Gli fu chiesto «In che modo crei questi oggetti?»  e rispose «Non sono io a crearli. Io mi limito ad andare nella foresta. La cosa fondamentale è chiedere alla foresta, agli alberi: «Chi è pronto a diventare una sedia?»  e aspettare la risposta.

Potresti pensare che sia una follia chiedere a un albero se vuole diventare sedia. Chi potrà mai conoscere il linguaggio degli alberi che compongono una foresta o le pietre antiche che custodiscono una casa? Domande lecite, se guardi il mondo in una sola direzione. Un pensiero divergente può suscitare stupore, reticenza e persino mandare in crisi: è possibile.

E se ci fosse un filo sottile che attraversa ogni forma di vita sulla terra? Un unico filo che si arrotola in un immenso cuore pulsante che dà vita ed energia al Pianeta intero? Se così fosse, parlare con una pianta, una roccia, percepire l’energia di un’antico casolare sarebbe facile e persino divertente. Entriamo in empatia non solo con le persone, ma anche con gli oggetti che manipoliamo o che sono stati utilizzati da altri. Le energie delle nostre emozioni impregnano le case dove abitiamo. I passi che virtualmente compiamo restano nella memoria delle persone.

Se si vuole trovare i segreti dell’universo, bisogna pensare in termini di energia, frequenza e vibrazioni (Nikola Tesla)

Questo aspetto fuori dagli schemi usuali è un modo creativo per interpretare il mondo, se credi che l’energia lo permea incondizionatamente. In caso contrario fa lo stesso: l’energia continuerà a far parte della tua vita, perché la respiri, la ingerisci col cibo, la usi per lavarti, per giocare, per fare l’amore, per vivere le emozioni … Perché siamo energia!

Nel caso del falegname e maestro zen, si dice che le sue sedie esistono ancora oggi e che conservino il sottile magnetismo di una ricerca fatta con cura, un dialogo con la natura dove è essa stessa che si manifesta come volontà di diventare un oggetto che porterà nel mondo l’energia della Terra.

Sii attento la prossima volta che ti avvicini o tocchi un oggetto antico che è appartenuto ad una casa storica: affina le tue percezioni e sentiti così folle da ascoltarne l’energia, lasciando libera la tua immaginazione: potrebbe stupirti rispondendoti. Anche questo fa parte della creatività umana.

Osho scrive che se sei amorevole, vedrai che l’intera esistenza possiede un’individualità. Non sottrarre, non spingere, non tirare, non forzare le cose ma piuttosto osserva, comunica, prendi il loro aiuto e risparmierai moltissima energia. In una sola parola: sorprenditi!

 

Se vuoi imparare come utilizzare al meglio e potenziare la tua energia per una vita più serena e felice in ogni direzione, puoi partecipare a LoveHealing® Corso Base, che si terrà il 20 Maggio 2018 a Corte Franca (BS). Cliccando su questo link troverai tutte le informazioni ➡➡➡ http://bit.ly/2Esby8E

FLUIRE CON LA VITA

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La vita ci offre molte opportunità dove lasciarci andare al fluire della vita. Non è semplice seguire il flusso delle emozioni quando sono pesanti e impregnate di malessere che ostacola il flusso naturale della nostra energia personale. Come un fiume in piena veniamo trascinati dalla corrente impetuosa dell’ego che si sballotta da una sponda all’altra senza ritegno. Ma … c’è sempre un ma che possiamo mettere davanti a tutta la sofferenza che proviamo e fare una nuova esperienza: anziché focalizzarmi sulla reazione del momento, faccio un passo indietro e mi allineo al potere personale, alla capacità di scegliere e decidere, riaffermando il mio vero essere.

Io sono responsabile della mia vita al 100%. Se ciò che sto sperimentando non mi piace, posso scegliere diversamente!

In quello stato di coscienza diversificato che ribalta il sistema di pensieri convenzionale, prendo in mano le redini della vita per comprendere che tutto è in continuo divenire. Scelgo di essere padrona della situazione, e anziché muovermi come un burattino dico a me stessa: «Ogni problema è un’opportunità per conoscere e migliorare me stessa.» e permetto alla mia mente di aprirsi alle infinite possibilità.

La rabbia non è per sempre, e neppure l’ansia o la paura, il vittimismo e la gelosia o qualunque altra reazione condizionata possa sorgere e che mi tiene legata ai vecchi schemi. Ritrovando la fiducia nel mio potere personale, scelgo e decido di trovare un altro modo per risollevare l’energia vitale e ritrovare forza, serenità e fiducia nelle infinite possibilità.

Questo gioco molto potente ha due aspetti fondamentali: far capire all’ego chi comanda e che in quel momento non faremo il suo gioco ma lasceremo fluire in noi energia positiva. Scegliere la pace per portare le modifiche necessarie a migliorare la situazione e rispondere in modo differente.

COSA FARE

Ecco cosa accade quando apriamo uno spazio affinché la nostra anima si possa esprimere:

  • Accettiamo l’esperienza che abbiamo di fronte, anziché contrastarla
  • Diamo spazio agli altri e a noi stessi
  • Collaboriamo con la soluzione anziché focalizzarci sul problema
  • Ci stacchiamo dagli influssi che cercano di abbassare la nostra energia
  • Rimaniamo calme di fronte a un momento di stress
  • Scegliamo il perdono da offrire a chi ci offende
  • Affrontiamo la situazione con un sentimento benevolo e con la voglia di risolvere al meglio per tutte le persone coinvolte, e non solo per noi
  • Permettiamo alla pace di fluire anziché fomentare rabbia e paura
  • Manteniamo un atteggiamento non giudicante e punitivo, anziché puntare il dito

Queste risposte non possiamo né programmarle né forzarle anticipatamente, ma devono seguire una genuina e costante trasformazione per potersi esprimere spontaneamente quando è necessario. Sarà la risposta a un lavoro fatto con cura e volontà, che privilegia la pace interiore in grado di coinvolgere l’intera situazione.

Quando ci rendiamo conto di reagire a livello dell’ego e cioè a quel livello dove il lamento è al primo posto, possiamo fermarci e rivolgere l’attenzione alle emozioni affermando con determinazione: «Tu non sei me». E poi usare questi passaggi per aprire la porta a una visione differente:

RIMANI CENTRATA E APRITI ALLA CHIAREZZA

Concentrati sul tuo respiro, allenta le tensioni degli abiti e permetti alle emozioni del momento di scorrere come lettere dell’alfabeto appoggiate sull’acqua e portate via dalla corrente. Quando hai paura ti senti come una preda, come se ci fosse qualcuno a trattenerti in quella situazione. Chi ti sta trattenendo è reale o solo nella tua mente?

Ti faccio un esempio: una persona mi scrive che è terrorizzata dalla pioggia e mettersi in auto da sola, con il temporale le provoca paura e panico. E’ sicura (lo dice il meteo) che le previsioni per il giorno dopo sono terrificanti: pare che pioverà a dirotto sia dove abita lei, che per tutti i 150 km che dovrà percorrere fino a destinazione. Afferma inoltre che sta piovendo anche da me proprio in quell’istante: guardo fuori e c’è una bellissima luna! La rassicuro dicendole: «Verifica il meteo domattina, quando apri le finestre, e ne riparliamo». Per farla breve, è arrivata a destinazione serena e tranquilla, senza aver incontrato una goccia di pioggia. La paura era solo nella sua mente.

ASPETTATI IL MEGLIO E OSSERVA CON PAZIENZA

Considerato che ci aspettiamo sempre che qualcosa accada. Qualunque sia la situazione che stai affrontando, orienta la tua mente su un’aspettativa che sia il meglio che tu possa immaginare. C’è un detto: «E’ finita quando è finita»: in battaglia ci si arrende una volta sola, quando è veramente la fine. Sul sentiero spirituale la resa avviene continuamente e non ha mai fine. E’ lo scopo del fluire. Per questo osservare e attendere non è un atteggiamento passivo, né un conto alla rovescia in attesa del grande evento. E’ piuttosto un momento in cui, lasciandoti andare, sottrai qualcosa di vecchio per aggiungere qualcosa di nuovo.

Con tutte queste tecniche, possiamo passare all’azione e lasciarci andare al fluire della vita.

E SE NON BASTA

A proposito di tecniche, se vuoi impararne di davvero efficaci per poter migliorare la tua vita sotto ogni aspetto condividendo questo benessere con le persone intorno a te, clicca sul link qui a fianco per partecipare al prossimo Corso Base di LoveHealing®   ➡➡➡ http://bit.ly/2Esby8E

IL TUO SOGNO ANTICO

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Di chi è il sogno? Stai portando avanti il tuo sogno o quello di qualcun altro? Non è certo che sogniamo nuovi sogni solo per noi stesse. Forse sono vecchi sogni riciclati, sogni vissuti da altri prima di noi che ci sono stati estesi quando eravamo piccole. Mi viene in mente un’amica d’infanzia che intraprese l’attività di sarta perché la madre era sarta. Nell’era industriale, quanti figli hanno preso il posto dei genitori nelle fabbriche e ancora quanti di noi hanno studiato ciò che era ambizione di genitori e adulti? Tutto questo è stato fatto con una specie di amore che genitori e adulti a loro volta avevano imparato e che hanno esteso come unica conoscenza. Dell’amore c’era ben poco: più presente era la paura di vederci “finire male”, sconfitti e delusi come forse era accaduto a loro o a qualcuno intorno a loro. Dov’è dunque finito il nostro sogno?

Forse non è vero che sogniamo nuovi sogni solo per noi stesse. Forse è vero che alcune di noi sognano anche vecchi sogni, riciclati, vissuti da altri molto prima che nascessimo. Si dice che la mela non cade mai lontana dall’albero. E se fossero sogni di antenati? Il sangue che scorre nelle nostre vene porta nutrimenti antichi, e magari qualche goccia appartiene a un’anima il cui sogno si è infranto prima di essere realizzato. Chissà che sempre nelle vene non scorra il sangue di chi era in grado di sognare passato presente e futuro. La pioggia di scintille scaturita dai loro migliori sogni e interpretazioni in qualche modo e a un qualche livello è ancora in noi sottoforma di ispirazioni improvvise. La possiamo sentire a volte: sembra ardere in noi, dandoci un fuoco supplementare per il fare e l’essere: ma spesso neppure la vediamo.

COSTRUIRE STRADE

A volte ci potremmo sentire come pesci fuori dall’acqua nella nostra stessa famiglia, perché nessuno intorno a noi ha mai intrapreso quella strada, non nella forma con la quale la stiamo percorrendo: di fatto, molti di noi non conoscono i sogni dei loro genitori. Scoprirlo potrebbe aiutarli a riconoscere quell’affinità che non avevano mai neppure preso in considerazione.

Tornando alle domande, ne ho una fondamentale: «Quanta volontà c’è in noi di riaccendere la scintilla nuova o antica necessaria per far divampare il fuoco di cui un sogno è fatto?» Una parola magica – volontà – in grado di generare dal nulla ogni forma desiderata.

Ogni generazione passata su questa Terra ha portato con sé sogni e speranze, lasciando un’impronta indelebile che è scritta in ogni pietra angolare di pensiero. In qualche modo molti di hanno dimenticato i loro sogni e speranze, che invece sembrano attecchire e crescere in alcune di noi. Magari non hanno la forma di allora e sono stati filtrati dalla modernità dei nostri giorni, eppure si esprimono e continueranno ad esprimersi fino a che il mondo deciderà di rompere il suo ciclo vitale.

L’impronta sulla sabbia può essere portata via dall’onda o dal vento, ma di lei rimane il ricordo di chi l’ha tracciata

E nel ricordo di ogni donna e ogni uomo c’è questa impronta e si chiama consapevolezza. Racchiude le esperienze di ciascuno in questo mondo e nei mondi passati. Mantengono intatta la ricchezza dei loro valori che bussano per entrare nella coscienza e lì rimanere fintanto che occupi lo spazio e il tempo di questo mondo. La ricchezza è dentro il ricordo  in ciascuno di noi. Ogni forma di passato può essere portata nel presente per liberare un futuro diverso, più leggero e felice. Oggi puoi ricordare chi sei e mantenere vivo questo ricordo rivolgendo a te stessa una domanda: «Qual’è la mia missione di vita su questa Terra, quali valori sono venuta a portare, quale forma avrà la mia impronta?» e nella risposta troverai la felicità che hai tanto cercato.

IL MIO SOGNO

Un sogno che ho realizzato è stato portare alla luce LoveHealing® Tecniche di Risveglio Interiore. Ci sono voluti anni di sperimentazione prima di estenderlo ad altri, i cui risultati sono andati ben oltre ogni mia aspettativa. C’è voluta e ci vuole tuttora volontà e determinazione per alzare ogni volta l’asticella della consapevolezza. La piccola scintilla è diventata una fiamma che voglio tenere accesa per illuminare il mio cammino e quello delle persone che entrano in contatto con Lovehealing®. Il prossimo 18 Febbraio 2018 ci sarà un Corso Base dove imparare tecniche facili per poter migliorare la tua vita in ogni suo aspetto. Se ti va, puoi cliccare su questo link per conoscere di cosa si tratta ➡➡➡ http://bit.ly/2Esby8E.

 

NON HO TEMPO!

Quante scuse avanziamo di fronte a un sogno, a un obiettivo da raggiungere: non ho talento, non sono importante, non sono colta, non ho idee, come sono stupida, non so cosa fare. E la più banale di tutte: non ho tempo. Mi viene prurito in tutto il corpo quando ascolto queste sciocchezze. Ma sa che ti dico? Che ora le vedo come ostacoli a una vita piena e appagante: un tempo la pensavo esattamente come loro. Credevo soprattutto nella mia incapacità di poter essere felice: ero piena di lamento nonostante la vita fosse molto generosa con me.

In un istante di tempo presente, qualcosa è cambiato. Ho trovato il modo per rimpiazzare questo credo e molti altri. Ho avuto brave Maestre e Maestri che mi hanno aiutata nella trasformazione e buoni libri dai quali prendere spunti e rinnovare le intenzioni. Donne che corrono coi lupi è uno di questi, un testo importante la cui lettura infinita mi aiuta e sostiene tuttora nella comprensione di quanto sia importante la fedeltà che riserviamo al nostro lato ombra.

Quando pensiamo ad esso – al nostro lato ombra  che possiamo immaginare come un predatore – dobbiamo ricordare che un’altra parte fa da contrappeso, pronta a tenderci la mano. Liberando la densa e scura energia bloccante di cui è composta la nostra ombra, apriamo la strada alla Donna Selvaggia che con la sua leggerezza e determinazione è pronta «… a superare tutti gli steccati, i muri e le ostruzioni eretti dal predatore. Non è un’icona da appendere al muro. E’ un essere vivo che ci raggiunge ovunque, in qualunque condizione.

Lei e il predatore si conoscono da molto tempo. Lei ne segue le tracce nei sogni, nelle storie, nei racconti e nell’esistenza intera delle donne. Ovunque sia il predatore, lei sarà lì perché è colei che porta equilibrio alle sue scorribande predatorie.

La nostra parte profonda e selvaggia non insegna alle donne a essere “carine” quando si tratta di proteggere la vita dell’anima. Lei sa bene che la dolcezza in questi casi fa soltanto sorridere il predatore. Quando la vita dell’anima è minacciata, non è soltanto accettabile tirare una riga decisa: è indispensabile!  E nel momento in cui una donna lo fa, nella sua vita non si può più interferire troppo a lungo, perché lei percepirà immediatamente che cosa è sbagliato e respingerà il predatore al suo posto. Non è ingenua. Non è più un bersaglio o un obiettivo.

Quando una vive pienamente, così fanno anche gli altri. È questo l’imperativo principale della donna saggia; vivere in modo tale da ispirare anche gli altri. Vivere la vita secondo la propria spiritualità in modo tale che gli altri ne prendano esempio (Clarissa Pinkola Estés)

Conoscere, sapere come fare, vedere cosa c’è dietro la porta per poter agire di conseguenza, far venire alla luce sono qualità del femminile. Per secoli abbiamo contemplato l’oscurità senza davvero farcene carico totalmente. Alcune di noi hanno trovato comodo usare l’etichetta della fragilità senza rendersi davvero conto del prezzo che stavano pagando. Se vogliamo uscire dalla miseria, dobbiamo smettere di coltivarla guardandola in faccia e scegliendo diversamente.

Le mie Maestre sono state davvero brave: hanno esteso la loro conoscenza ed io l’ho saputa apprezzare facendola mia. Ora posso a mia volta estendere rinnovando in un moto perpetuo il loro insegnamento. Lo faccio in molti modi e uno di questi è aver messo a punto e insegnare le Tecniche di Risveglio Interiore di LoveHealing®. Il prossimo 18 Febbraio 2018 terrò un Corso Base, dove potrai apprendere tecniche facili da applicare alla tua vita per migliorarla in ogni direzione. Se ti va di conoscere di cosa si tratta, clicca su questo link ➡➡➡ http://bit.ly/2Esby8E. E se hai qualche domanda o curiosità, non esitare a contattarmi: sarò lieta di rispondere alle tue domande.