SCEGLIERE DI ESSERE LIBERO

IMG_9728Se non si comprende a fondo il significato di libertà e non si cerca nella giusta direzione, esso diventa una forma di schiavitù. Quando qualcuno sostiene di “voler essere libero” in realtà sta cercando di fuggire da qualche aspetto di se stesso. Voglia di evasione, cercare di andare lontano dalle situazioni è fuga dalle responsabilità. Fermo restando che se una situazione mette in pericolo la vita o la salute fisica e mentale è meglio prenderne le distanze, in tutte le altre la cosa migliore è fermarsi un attimo e capire cosa sta accadendo, anziché preparare il fardello e allontanarsi. Il motivo è molto semplice: se non risolvi la questione in atto, tenderai a replicarla in un’altra situazione. Solo in apparenza e solo all’inizio di una nuova relazione (uso la parola relazione per intendere ogni condizione con la quale ci confrontiamo) sembra esserci il sollievo di aver lasciato da parte ciò che non ti piaceva più o ti faceva soffrire. In realtà il “fardello” è ancora con te anche se credi di averlo lasciato da un’altra parte.

Ricordo la mia separazione e la sofferenza iniziale. Supportata da una brava coach che mi ha aiutata a vedere la situazione da un altro punto di vista, ho sviluppato la volontà di guardare la luna e non il dito che la indicava. C’e voluto tempo per comprende che quanto stava accadendo era ciò che avevo intimamente chiesto. L’assunzione di responsabilità è uno dei concetti più complicati di cui fare esperienza ed è strettamente connesso alla  “libertà”. A quei tempi credevo ancora nella “colpa” e che la sofferenza fosse qualcosa che arriva attraverso il comportamento altrui.

Con pazienza ho consapevolizzato che la sofferenza è l’altra faccia della gioia e crea dei vuoti che possiamo riempire con tutto ciò che vogliamo. Kahlil Gibran, nel suo libro Il Profeta, scrive che il dolore che proviamo è la rottura del guscio che teneva intrappolata la nostra comprensione delle cose, e invita a guardare il dolore con lo stesso senso di meraviglia che si prova per un’esperienza preziosa di vita: se si riesce a fare questo la serenità nei confronti delle nostre emozioni è garantita poiché si guardano da un altro punto di vista. Per arrivare a tutto ciò ci vuole un cammino che puoi solo scegliere e decidere di percorrere e che ti porta a vedere ogni forma malata della tua vita come il veicolo della guarigione.

Per arrivare a tutto ciò facendolo diventare esperienza di vita, ci vuole il coraggio di sperimentare. A questo proposito ti propongo un punto di vista che, se vuoi, puoi sfruttare. La prossima volta che ti troverai a vivere un momento di disagio, considera che potrebbe essere stato scelto a un livello più alto del tuo essere, della tua comprensione attuale, per permetterti di crescere, comprendere, capire. Ecco, proprio in questa scelta e decisione c’è la tua libertà.  D’altronde senza un po’ di sforzo non impareremmo nulla sulla vita. Accorgiti!

PADRONE DEI MIEI PENSIERI

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Di tutte le straordinarie verità che riguardano l’anima e che sono state recuperate e portate alla luce negli ultimi tempi, nessuna è più lieta o generatrice della promessa e fiducia divina di questa: siamo padroni incontrastati del nostro pensiero, forgiamo il nostro carattere, creando e plasmando la nostra realtà, l’ambiente in cui viviamo, le persone di cui ci circondiamo. Non attraiamo quello che vogliamo bensì quello che siamo. Ed è cambiando i nostri pensieri e compiendo nuove azioni, che cambieremo la nostra vita.

Accorgiti!

COGLI LA PRIMA MELA

 

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“Non posso iniziare: mi manca questo, non ho quell’altro” Convinciti che ciò che hai in questo momento è sufficiente per iniziare e raggiungere il tuo scopo. Credere di non avere abbastanza ti lascia in attesa del momento giusto. Convinciti che non c’è momento più giusto di quello in cui inizi a fare, compiendo la prima azione, un primo passo. Tutto il resto sono solo scuse perché il “momento giusto” non è mai nel futuro: è adesso! Si chiama “prendersi l’impegno” ed è la chiave che apre la porta dove, dall’altra parte, c’è il sentiero che porta al tuo sogno. Fino a che non ti prendi l’impegno, vedrai solo ostacoli. Impegnati e fai A.I.C.: Alza Il Culo.

Accorgiti!

IL MISTERO DELL’OMBRA

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La nostra zona d’ombra è una grande risorsa per noi, non certamente un limite.

Le infinite ricchezze racchiuse in essa sono una conoscenza che va quanto prima valutata. Le energie di giusto e sbagliato, buono e cattivo, bene e male, grande e piccolo fluttuano da una parte all’altra della nostra vita a seconda di come scegliamo la loro importanza. Ognuno di noi, nel corso della vita, ha modo di fare esperienza di momenti in cui si è sentito buono, altri cattivo, oppure giusto o ingiusto, in alcuni momenti una persona generosa e in altri tirchia, capace o incapace …

Non erano due persone a interpretare le emozioni: siamo sempre noi. E tutti passiamo da questa esperienza, continuamente. L’errore che genera sofferenza è appiccicare un’etichetta che definisce una cosa oppure l’altra: noi non siamo questo e quello.

Apprezzare se stessi solo quando siamo come vorremmo essere, è negare una parte di noi e perdere l’amore per sé stessi. E quando perdiamo l’amore per noi stessi, il mondo risponde a questa richiesta facendoci vivere l’esperienza della solitudine e dell’abbandono.

Se, dunque, vogliamo essere riconosciuti come una persone degna d’ amore, dobbiamo prima cominciare ad amare quelle parti di noi che abbiamo provveduto a scartare. Se vogliamo essere ascoltati dobbiamo prima di tutto imparare ad ascoltarci.

Ciò che sperimentiamo nella vita è ciò accettiamo dentro di noi, nella mente. E nella mente ci sono tutte le risorse di cui abbiamo bisogno per essere felici. E’ questo il modo con cui rendiamo concreta e solida la realtà interiore. Prendere distanza dalle proprie emozioni sgradevoli equivale a separare una parte di noi che, inevitabilmente, vorrà essere considerata.

Accettazione, quindi, è la parola adatta per questo passaggio.

Accorgiti.

IL SEME PERFETTO

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Ci sono un’infinità di futuri possibili, tanti quanto la mente è in grado di immaginarli. La libertà interiore consiste nello scegliere una delle infinite possibilità. Questo è il libero arbitrio. Il futuro perfetto è quello che scegli ora e il risultato perfetto è quello che otterrai. Quando compi la scelta, ancora in seme, tu sai già dove ti porterà. Prendi il seme, lo pianti nella mente, lo annaffi e lo fai crescere. La varietà di semi tra i quali poter scegliere è infinita. Ma tu sceglierai proprio quello che ti porterà nel mondo che desideri fortemente esplorare. A volte è un mondo di piacere, altre volte di paura. In entrambe i casi, ricordati sempre chi ha scelto il seme, chi lo ha piantato e curato facendolo crescere. Solo così potrai scegliere nuovamente.

Accorgiti!

IO NON PERCEPISCO CIO’ CHE E’ MEGLIO PER ME

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LEZIONE 24

Io non percepisco ciò che è meglio per me.

In nessuna delle situazioni in cui ti vieni a trovare ti rendi conto dell’esito che ti renderebbe felice. Pertanto non hai alcuna guida a un’azione appropriata, né alcun modo per giudicare il risultato. Ciò che fai è determinato dalla tua percezione della situazione, e quella percezione è sbagliata. È inevitabile, dunque, che non farai ciò che è meglio per te. Eppure questo è il tuo unico obiettivo in qualsiasi situazione percepita correttamente. Altrimenti non riconoscerai cos’è.

Se ti rendessi conto che non percepisci ciò che è meglio per te, ti si potrebbe insegnare cos’è. Ma vista la tua convinzione di saperlo, non puoi imparare. L’idea di oggi rappresenta un passo nell’aprire la tua mente cosicché tu possa incominciare ad imparare.

Gli esercizi di oggi richiedono molta più onestà di quanta sei abituato ad usare. Pochi soggetti, considerati onestamente e con attenzione in ognuno dei cinque periodi di pratica da intraprendere oggi, saranno più utili di un esame più superficiale fatto su un numero maggiore di soggetti. Si consigliano due minuti per ogni periodo di ricerca mentale richiesto dagli esercizi.

Inizia le esercitazioni con la ripetizione dell’idea di oggi, seguita dal cercare nella tua mente, ad occhi chiusi, situazioni irrisolte che in questo momento ti coinvolgono. L’enfasi deve essere posta sullo scoprire il risultato che desideri. Ti renderai rapidamente conto d’avere in mente un certo numero di obiettivi, tutti facenti parte del risultato desiderato, e anche che questi obiettivi sono su piani differenti e spesso in conflitto.

Nell’applicare l’idea di oggi pensa ad ogni situazione che ti si presenta, e poi elenca attentamente quanti più obiettivi possibili ti piacerebbe raggiungere nella sua risoluzione. Per ogni applicazione potrai seguire più o meno la traccia che segue:

Nella situazione riguardante___________ mi piacerebbe che succedesse___________, e che succedesse___________.

e così via. Cerca di includere tanti diversi tipi di esito quanti onestamente se ne presentano nella tua mente, anche se alcuni non ti sembrano direttamente collegati alla situazione, o addirittura sembrano non avere con essa alcun riferimento.

Se fai questi esercizi correttamente, scoprirai ben presto che richiedi alla situazione moltissime cose che non hanno niente a che vedere con essa. Ti accorgerai anche che molti dei tuoi obiettivi sono contraddittori, che non hai in mente un risultato unificato e che, comunque si metta la situazione, non potrai evitare di provare disappunto per qualcuno dei tuoi obiettivi.

Dopo aver passato in rassegna tutti gli obiettivi sperati per ciascuna situazione irrisolta che ti viene in mente, ripeti a te stesso:

Io non percepisco ciò che è meglio per me in questa situazione

e passa quindi alla situazione successiva.

La riflessione di Lucia: L’idea di oggi mi manda dritta dritta al capitolo 21: La proiezione fa la percezione. Il mondo che vedi è ciò che tu gli hai dato, niente di più. Ma ciononostante non sia niente di più, non è niente di meno. Quindi, per te è importante. E’ il testimone del tuo stato mentale, l’immagine esterna di una condizione interna. Come un uomo pensa, così percepisce. Quindi non cercare di cambiare il mondo, ma scegli di cambiare la tua mente riguardo al mondo. La percezione è il risultato, non la causa. E questo è il motivo per cui un ordine di difficoltà nei miracoli è senza significato. Tutto ciò che viene guardato con la visione è guarito e santo. Nulla che venga percepito senza di essa ha alcun significato. E dove non c’è alcun significato, c’è il caos” (T-21.Intr.1) Guardare con la visione significa dare la piccola disponibilità allo Spirito Santo di guardare per noi, attraverso le sue lenti di perdono, e fornirci così un modo diverso di vedere. Questo va imparato e Lui è l’Insegnante corretto, Colui Che mette in atto l’Espiazione (correzione) perché è stato chiamato a fare questo: correggere ogni forma di errore. E in quell’istante santo, quell’intervallo di tempo nel quale scegliamo il perdono invece che la colpa, lo Spirito Santo invece dell’ego, viviamo un eterno presente, piuttosto che rimanere attaccati al passato. Per vivere un futuro diverso, una diversa percezione. Di pace.

—-IMPORTANTE—- Seguire il testo è fondamentale, così come i principi descritto nel Manuale degli Insegnanti, la Chiarificazione dei Termini e i nuovi contenuti. Puoi acquistare il libro on line, cliccando su questo link:

http://www.macrolibrarsi.it/search/?search3=un+corso+in+miracoli

LASCIA DEPOSITARE IL FANGO

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A volte cercare ostinatamente di capire è come sforzarsi di vedere il fondo di uno stagno attraverso l’acqua melmosa. Resta immobile e lascia che il fango si depositi. Semplifica la tua vita e rendila più efficace ponendoti in sintonia con il naturale fluire dell’Universo. Fai in modo che la parola magica di oggi sia “fluidità”.

Accorgiti.