CHI HA PAURA DEL LUPO CATTIVO?

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Tu sei uno dei Signori della Terra, con potenzialità illimitate. Dentro di te c’è un potere che, opportunamente colto e guidato, ti può sollevare dalla mediocrità e collocarti fra gli Eletti della Terra … i legislatori, gli scrittori, gli ingegneri, i grandi industriali … le persone d’azione e i pensatori.
Sta a te imparare ad usare questo potere che ti appartiene … questa Mente che può fare ogni cosa.
Non è il caso di essere schiavi della malasorte o delle circostanze per tutta la vita. C’è un modo di ottenere le cose che desideri … un modo del tutto in armonia con le aspirazioni più elevate della razza umana. (Il segreto eterno – 1926 – Robert Collier)

Quando abbiamo un singolo scopo che ci da la carica, abbiamo anche il coraggio di agire in base alle nostre idee e di realizzarle. La parte cosciente della mente è solo una piccolissima parte rispetto al subconscio. Le persone che hanno successo – inteso come consapevolezza di essere gli unici responsabili dei propri accadimenti – hanno un buon rapporto tra conscio e inconscio, e guidano la loro mente in modo tale da correggere gli errori durante il cammino: così facendo raggiungono i loro obiettivi, risolvono i loro problemi. Jung sostiene che l’inconscio non contiene solo tutte le conoscenze che una persona acquisisce nell’arco della vita, ma anche le conoscenze di ogni singolo individuo venuto al mondo.
E’ forse questo aspetto che può generare paura? E’ forse l’enorme responsabilità che deriva dal comprendere consapevolmente che ognuno di noi ha questo potere, che spaventa l’essere umano e lo ritrae verso il lamento inconsapevole? Fare luce nella propria mente è un atto da compiere con cura, lentamente e con un’attenzione altissima. Uscire dalla mediocrità del propri pensieri richiede pazienza e determinazione da usare ogni giorno, ogni minuto, ogni secondo della propria esistenza, fino alla fine della vita. Forse, a volte, è più facile aver paura del lupo cattivo. Scoprire che non esistono lupi cattivi è la vera sfida della vita.
Accorgiti!

PIANGI CHE TI PASSA

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Un tempo, e forse ancora oggi, ad alcuni piccoli uomini che non hanno ancora raggiunto i 10 anni di vita, viene detto che non si deve piangere perché ormai sei un ometto e non una femminuccia.
Alle piccole donne di un tempo, e forse ancora oggi, è consentito piangere perché la donna è debole, fragile e dalla lacrima facile priva di quell’elemento maschile necessario per essere forte, indipendente. Di fatto molte donne contemporanee usano la forza maschile, quella che le priva del pianto, per mostrare un volto che non è il loro. Così, mentre facevo questa considerazione su me stessa, mi sono ricordata di un bellissimo passaggio del libro di Clarissa Pinkola Estés Donne che corrono con i Lupi un classico sempreverde da leggere e rileggere, che voglio condividere con voi.

Le lacrime sono un fiume che vi conduce da qualche parte. Il pianto crea attorno alla barca un fiume che porta la vostra vita-anima. Le lacrime sollevano la vostra barca al di sopra degli scogli, delle secche, portandovi in un posto nuovo, migliore.
Esistono oceani di lacrime che le donne non hanno mai pianto, perché sono state addestrate a portare i segreti della madre e del padre, i segreti degli uomini, i segreti della società, e i loro segreti giù nella tomba. Il pianto della donna è stato considerato piuttosto pericoloso, perché allenta le serrature e i chiavistelli sui segreti che porta. In verità, per il bene dell’anima selvaggia, è meglio piangere. Per le donne le lacrime sono l’avvio dell’iniziazione nel Clan delle Cicatrici, questa tribù eterna di donne di ogni colore, di tutte le nazionalità, di tutte le lingue, che attraverso le epoche hanno vissuto qualcosa di grande, e hanno conservato l’orgoglio.
Tutte le donne hanno storie personali ampie nella portata e possenti nel numen, come nelle favole. Ma c’è un tipo di storia in particolare, connessa con i segreti delle donne, specie quelli legati alla vergogna; contengono alcune delle storie più importanti cui una donna possa dedicare il suo tempo.
Per la maggior parte delle donne queste storie segrete sono incastonate non come pietre preziose in una corona, ma come nera ghiaia sotto la pelle dell’anima.

(numen: termine latino per esprimere la potenza divina)

Piangere innalza il potere e libera dalle catene del passato, quando viene fatto in modo consapevole nella coscienza di ciò che sta accadendo. Il dolore è una parola alla quale abbiamo imparato a dare un significato deprimente. Ma nella sua espressione più ampia, esso diventa la strada per conoscere meglio se stessi. Non è necessario passare attraverso il dolore per fare ciò: il fatto è che talvolta lo utilizziamo per superare una barriera che noi stessi abbiamo innalzato. Il dolore dice sempre la sua e lo fa in modo forte, spesso violento. Resistergli è dannoso per la mente, il corpo e lo spirito. Abbandonarsi è prenderlo tra le braccia riconoscendolo come parte di noi, accogliendolo come un bambino che ha bisogno di attenzioni e liberarlo affinché possa fare la sua strada.

E questo vale sì per le donne, quanto per gli uomini.

CHEROKEE

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Una vecchia leggenda cherokee racconta che un giorno il capo di un grande villaggio decise che era arrivato il momento di insegnare al nipote preferito cosa fosse la vita. Lo porta nella foresta, lo fa sedere ai piedi di un grande albero e gli spiega: “Figlio mio, si combatte una lotta incessante nella mente e nel cuore di ogni essere umano. Anche se io sono un saggio e vecchio capo, guida della nostra gente, quella stessa lotta avviene dentro di me. Se non ne conosci l’esistenza, ti spaventerai e non saprai mai quale direzione prendere; magari, qualche volta nella vita vincerai, ma poi, senza capire perché, all’improvviso ti ritroverai perso, confuso e in preda alla paura, e rischierai di perdere tutto quello che hai faticato tanto a conquistare. Crederai di fare le scelte giuste per poi scoprire che erano sbagliate. Se non capisci le forze del bene e del male, la vita individuale e quella collettiva, il vero sé e il falso sé, vivrai sempre in grande tumulto.
È come se ci fossero due grandi lupi che vivono dentro di me: uno bianco, l’altro nero. Il lupo bianco è buono, gentile e innocuo: vive in armonia con tutto ciò che lo circonda e non arreca offesa quando non lo si offende. Il lupo buono, ben ancorato e forte nella comprensione di chi è e di cosa è capace, combatte solo quando è necessario e quando deve proteggere se stesso e la sua famiglia, e anche in questo caso lo fa nel modo giusto: sta molto attento a tutti gli altri lupi del suo branco e non devia mai dalla propria natura.
C’è anche un lupo nero che vive in me, ed è molto diverso: è rumoroso, arrabbiato, scontento, geloso e pauroso. Le più piccole cose gli provocano accessi di rabbia: litiga con chiunque, continuamente, senza ragione. Non riesce a pensare con chiarezza poiché avidità, rabbia e odio in lui sono troppo grandi. Ma è rabbia impotente, figlio mio, poiché non riesce a cambiare niente. Quel lupo cerca guai ovunque vada, perciò li trova facilmente; non si fida di nessuno quindi non ha veri amici.
A volte è difficile vivere con questi due lupi dentro di me, perché entrambi lottano strenuamente per dominare la mia anima.”

Al che, il ragazzo chiede ansiosamente: “Quale dei due lupi vince, nonno?”

Con voce ferma, il capo risponde: “Tutti e due, figlio mio. Vedi, se scelgo di nutrire solo il lupo bianco quello nero mi aspetta al varco per approfittare di qualche momento di squilibrio, o in cui sono troppo impegnato e non riesco ad avere il controllo di tutte le mie responsabilità, e attaccherà il lupo bianco, provocando così molti problemi a me e alla nostra tribù. Sarà sempre arrabbiato e in lotta per ottenere l’attenzione che pretende. Ma se gli presto un po’ di attenzione perché capisco la sua natura, se ne riconosco la potente forza e gli faccio sapere che lo rispetto per il suo carattere e gli chiederò aiuto se la nostra tribù si trovasse in gravi problemi, lui sarà felice e anche il lupo bianco sarà felice ed entrambi vincono. E tutti noi vinciamo.”

Confuso, il ragazzo chiede: “Non capisco, nonno, come possono vincere entrambi?”

Il capo continua: “Vedi, figlio mio, il lupo nero ha molte importanti qualità di cui posso aver bisogno in certe circostanze: è temerario, determinato e non cede mai. E’ intelligente, astuto e capace dei pensieri e delle strategie più tortuose, caratteristiche importanti in tempo di guerra. Ha sensi molto acuti e raffinati, che soltanto chi guarda con gli occhi delle tenebre può valorizzare. Nel caso di un attacco, può essere il nostro miglior alleato.”

Poi il capo tira fuori due pezzi di carne dalla sacca e li getta a terra, uno a sinistra e uno a destra. Li indica dicendo: “Qui alla mia sinistra c’è il cibo per il lupo bianco, e alla mia destra il cibo per il lupo nero. Se scelgo di nutrirli entrambi, non lotteranno mai per attirare la mia attenzione e potrò usare ognuno nel modo che mi è necessario. E, dal momento che non ci sarà guerra tra i due, potrò ascoltare la voce della mia coscienza più profonda e scegliere quale dei due potrà aiutarmi meglio in ogni circostanza.

Vedi, figlio mio, se capisci che ci sono due grandi forze dentro di te e le consideri con uguale rispetto, saranno entrambi vincenti e convivranno in pace. E la pace, figlio mio, la missione dei Cherokee, il fine ultimo della vita. Un uomo che ottiene la pace interiore ha tutto. Un uomo che è lacerato dalla guerra che si combatte dentro di lui, è niente.

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La pace comincia da te!