MADRE, A PRESCINDERE

Le conosco bene.

Sono amiche, clienti, conoscenti di età diverse che si sentono «sospese a metà» o «incomplete» perché non sono diventate mamme. Hanno straziato relazioni e il loro cuore, non si sono arrese e hanno continuato (e continuano) a tenere la ferita aperta, e non c’è nulla di più doloroso di questo.

Posso immaginare cosa provano. Io non ho figli biologici e in tutta sincerità non mi sono mai dannata per non averli avuti. Forse i nipoti in qualche modo hanno compensato. Forse la professione di SpiritualCoach® mi ha fatto comprendere ben presto che c’era un altro modo per guardare la situazione, e da questa nuova visione ho imparato che potevo essere madre in molti modi.

Non ho mai cercato scuse di fronte al fatto di non aver avuto figli. Mi sono concessa di osservare la situazione con occhi privi di giudizio e di vedere con discernimento che sono madre in quanto donna: non potrebbe essere diversamente. L’utilizzo che ne faccio di questa mia natura straordinaria fa la differenza, ed ho scelto di usare la mia esperienza mettendola a disposizione di chi ancora crede di essere una «donna incompleta» perché non ha avuto figli.

Se in qualche modo ti senti toccata, continua a leggere le parole di Alessandra Erriquez. Sono davvero belle, un nutrimento e mi piacerebbe che le facessi entrare nel profondo del tuo cuore, sia che tu abbia figli oppure no.

«Si può essere madri quando si va in giro per il mondo a educare altre forme di maternità, quando con le proprie parole si allatta un mare di figli orfani di affetti, di radici, di vita e di terra sotto i piedi. Conosco madri che sono, pure senza figli. Perché figlio è il mondo di cui si prendono cura»

Forse sei un uomo, stai leggendo e accanto a te c’è una donna. Non importa se è tua moglie, la tua compagna, tua madre o una figlia: chiedile di leggere queste parole per te. Chiudi gli occhi e ascolta. E poi dalle il cambio e leggi per lei, chiedendole di chiudere gli occhi e di ascoltare. Così che insieme possiate imparare.

Mamma, Madre, Figlia, Donna, Femminile, Maternità sono solo alcune delle note che esprimono tutte la stessa melodia creatrice di vita. Conosci te stessa nel profondo, per scoprire che sei madre, a prescindere.

http://www.spiritualcoach.it

MAESTRA SPIRITUALE

C’è una questione che dev’essere chiarita: sei madre perché sei nata donna a prescindere se hai partorito un figlio oppure no. Avere un utero ti rende materna nel senso più ampio del termine, nutrice del mondo non solo di cibo, soprattutto capace di insegnare l’amore, mostrando rispetto per te stessa e per il mondo circostante.

Se una donna viene istruita con questi valori, sarà capace di istruire e contaminare le persone piccole e grandi, uomini e donne con le quali entrerà in contatto. In sostanza la «cura materna» è data da donne e uomini che hanno imparato a reggersi sulle proprie gambe, capaci di rendere inutile appoggiarsi a qualcuno.

Ogni persona appartiene solo a sé stessa. Un uomo e una donna si uniscono per generare una nuova vita che non è proprietà privata da controllare o alla quale imporre qualcosa, ma un essere senziente da aiutare nel trovare i suoi ritmi, i suoi talenti e le sue abilità.

Ogni adulto che ha imparato il significato di amore nella sua più ampia espressione, può diventare un esempio, un luogo dove l’espressione del rispetto conferisce una maggior serenità interiore. È questa la funzione della maternità.

Donne e uomini di qualunque età devono insegnare alle generazioni future ad essere liberi di decidere con intelligenza della loro vita, a manifestare i loro successi, e per farlo devono essi stessi diventare persone più libere, cominciando proprio dalla conoscenza di sé.

Se il rapporto tra madri e figli torna ad essere il rapporto tra una nuova anima in terra e la sua prima maestra spirituale, anche i bambini – maschi o femmine – quando cresceranno, sapranno che non c’è nobiltà più grande che vivere mostrando compassione per ogni creatura vivente, e rifuggire con ogni più piccola parte di noi dalle forze della paura e dalla durezza di cuore in ogni sua forma.

Essere donna è essere madre

Dobbiamo ricordare la natura sacra del nostro io divino. Siamo figlie della storia e possiamo diventare madri di un mondo nuovo: riconoscerlo è ritrovare il nostro potere che possiamo rivendicare, in nome dell’amore.

http://www.spiritualcoach.it

MADRE, RACCONTAMI DI TE

madre e figlia

Nella ricerca quotidiana di successo e affermazione si trova ancora troppo poco tempo per guardarsi indietro e cercare storie che possano raccontare del mondo femminile. Poche di noi sanno come la loro madre e sua madre prima di lei è diventata donna, cosa pensavano degli uomini e delle donne intorno a loro, delle mestruazioni, del sesso, dell’amore, dell’amicizia, del lavoro e del matrimonio, della maternità, dei figli e della vita.

Molte di noi invece hanno perso la percezione naturale dell’insegnamento tramandato. La modernità ha i suoi privilegi e anche i suoi vizi.  Abbiamo permesso a un predatore di fare il suo sporco lavoro, invadendo la cultura e la psiche di un’intera società e chi di noi vuole ricostruire il passato deve imparare a leggere tra le righe, a valutare le proprie emozioni facendo cadere maschere indossate per compiere un rituale di fittizia felicità.

Ricordo mia madre quando mi insegnava a cucire, ricamare, lavorare ai ferri e all’uncinetto, cucinare, far crescere i fiori del balcone e scrivere in bella calligrafia. Da piccola ero attenta e mi piaceva essere come lei. Crescendo mi sono ribellata credendo volesse manipolare la mia vita: non volevo più assomigliare a lei. E così ho cercato di essere differente, senza mai  un reale cambiamento interiore.

Ero diversa nella forma, nel modo di relazionarmi con la vita, ma solo in apparenza. Imparando a conoscere me stessa e incontrando altre donne con le quali confrontarmi, ho ritrovato i suoi insegnamenti, apprezzato la bellezza e rinnovato il mio spirito. Guardare nella stessa direzione non vuol dire vedere le stesse cose. Che ognuna veda ciò che è meglio per lei e lo racconti a chi le sta accanto, in condivisione e costruzione.

Quando un predatore è forte, l’anima selvaggia viene alienata e tutto intorno è distorto: il mondo intero ne risente. Quando il predatore viene accolto e lasciato andare, tutto ciò che è selvaggio viene a galla

Ti auguro di avere sete di conoscenza e di passare molto tempo con le donne della tua famiglia e della tua vita. Lascia che raccontino di loro e di cosa sono state, dei sogni esauditi e di quelli ancora nel cassetto. Ascolta le loro storie e lascia che le parole siano come piccole luci che accendono i tuoi ricordi, quelli che hai nella tua memoria personale e quelli più profondi e nascosti nella memoria collettiva, così da aver modo di conoscere ancor più profondamente te stessa.

E ora se ti va, immagina una mattina di giugno, il sole che ti riscalda e il mare in lontananza. Chiudi gli occhi e finalmente respiri muovendoti al ritmo del tuo cuore che guida i magici passi della femminilità. E ti sorprendi quando scopri di essere  pioniera della tua vita, sentendo la tua energia ferma, stabile e al contempo leggera. Immagina di ritrovare e rinnovare quell’energia che ti accompagna da sempre e che hai per un po’ messo da parte. Non sei sola, come spesso accade: altre Donne come te stanno cercando il modo per essere felici.  E questo è solo l’inizio!

Il Potere dell’Energia Femminile – Ritorno all’Amore

 ⤵⤵⤵

http://spiritualcoach.it/potere-energia-femminile/

2013-09-05 06.57.00

Se sei predisposto a parlar male di qualcuno è perché a un qualche livello non sei soddisfatto della tua vita. Pensa questo: “Come cambierebbe la mia vita se smettessi di attribuire la colpa agli altri e cominciassi ad assumermi la responsabilità di ciò che stai vivendo? Come mi sentirei? Quali pensieri differenti potrebbero nascere in me?” Quando sei concentrato sugli altri, stai perdendo di vista te stesso e la possibilità di essere felice. Accorgiti!

UNO CONTRO TUTTI

i-am-unique

“Tutti”. Una parola che ho usato spesso in passato. “Mi sono vergognata: mi guardavano “tutti” – “tutti” mi odiano per quello che ho fatto – “tutti” sono contro di me per la decisione che ho preso”.

“Che presunzione” penso oggi quando sento pronunciare questa parola e, a volte, lo dico: “Ma sei proprio sicuro che “tutti” erano con gli occhi puntati su di te? Proprio “tutti tutti”?”

Quando ci troviamo davanti a un cambiamento importante, protestiamo con noi stessi convinti che “tutti” avranno qualcosa da dire. Ed è una cosa tremenda sentire il peso di “tutti” sulle proprie spalle. Fino a quando capiamo che “tutti” si riduce a un gruppetto minimo di persone, alcune delle quali forse non sono nemmeno più in vita. La psicologia le definisce “l’altro generalizzato”. Mi ci è voluto parecchio tempo per capire che ogni cosa che facevo era per compiacere mia madre e per ottenere la sua approvazione.

Solo quando ho capito che, in realtà, esistono milioni di punti di vista su tutto, ho cominciato a evitare di sentirmi “obbligata” nei confronti di un “tutti” immaginario e presuntuoso, e mi sono sentita libera di perseguire ciò che ritenevo giusto. L’ho capito nel momento in cui ho dato le dimissioni: durante tutto il tragitto dall’ufficio a casa, il mio dialogo interiore era un continuo conflitto rivolto a come avrei affrontato mia madre per dirle cosa avevo scelto di fare. Un dialogo che è svanito in un attimo di fronte a lei quando mi disse: “Bene, ciò che vai a fare ti piace?”. “Tutti” erano solo lei, ingigantita a dismisura nella paura folle di non essere approvata.

Oggi ridimensionati a trovare il tuo “tutti” personale. Di fronte a una situazione di cambiamento, domandati chi avrebbe qualcosa da dire e affrontalo: potresti stupirti della sua risposta!
Accorgiti!

MADRE

IMG_8055

Per tutte le Madri di ogni specie
Per tutte le Donne e Femmine di ogni specie, ovunque siano … Grazie ♥

GLI OCCHI DEI BAMBINI

1463437_699315946753213_1869036440_n

Le prime lenti con le quali guardiamo il mondo sono quelle dei nostri genitori, parenti, insegnanti e tutte le persone che ci sono state accanto durante l’infanzia e ci hanno educato. Ogni loro estensione di conoscenza è stata da noi presa in considerazione e accettata: nasciamo senzienti e con la capacità di scegliere e decidere, anche se può sembrare improbabile.

I loro schemi, quindi, diventano in gran parte i nostri, e anche quando crescendo entriamo in reazione con questi schemi -vedi la ribellione adolescenziale- non ce ne stacchiamo mai veramente.

Ricordo con un sorriso, ora, quando mi dicevano “Sei tutta tua madre”. Accipicchia se mi rodeva! Volevo essere tutto tranne che assomigliare a lei: vittima delle situazioni, intollerante, severa. E questo fastidio è durato molto tempo fino al momento in cui non ho cominciato ad accettare di essere una sua estensione. Da quel momento ho potuto cambiare iniziare il vero cambiamento. Ora, di lei ricordo la sua creatività, l’amore per le cose belle, l’eleganza innata, la raffinatezza … e anche tutto il resto.

Per cui, non è sufficiente entrare in contestazione con uno schema acquisito per essere liberi. Anzi, il rischio è di consolidare proprio ciò che si sta attaccando. Qualsiasi pensiero o condizione verso la quale ci scagliamo è un pensiero, di fatto, che ci possiede, e più cerchiamo di combatterlo, più diventerà solido dentro di noi.

Accettazione, è la parola corretta. Una consapevole accettazione di un dato di fatto -essere stati bambini- può davvero cambiare la nostra esistenza. Non c’è errore alcuno in ciò che ci è stato trasmesso, se guardiamo dal punto di vista dell’esperienza. Gli adulti che hanno circondato i nostri primi anni di vita, hanno esteso unicamente ciò che a loro volta avevano imparato. Niente di più, e neppure niente di meno. Prendere coscienza di questo è alleggerire la propria mente dal rifiuto di essere ciò che si è, nel vano tentativo di cambiare. Un vero cambiamento avviene nella consapevolezza e conoscenza di essere noi e solo noi i veri responsabili di ciò che accade. Se questa responsabilità viene accettata, ecco che il cambiamento verso una nuova visione della vita diviene possibile.

Rifletti su questo: “Che cosa pensavano i miei genitori o i miei educatori relativamente alla vita? La vivevano con passione o sofferenza? Ed io, che cosa penso della vita? La vivo con passione o sofferenza? Portare allo scoperto le risposte a queste domande potrebbe davvero fare la differenza.

“Di solito si ascoltano troppo poco i bambini in tutte le cose essenziali |…| e in tutte le cose essenziali li si addestra a una perfezione da automi” Carl Gustav Jung