MEDITAZIONE

Una mente che medita conosce se stessa e fluisce nel cambiamento.

Non lo teme perché comprende che è l’unica via verso la conoscenza.

Nella calma della meditazione è in grado di trovare la sua unicità.

Ogni momento meditato nella quiete ha la sua conseguenza.

Così come ogni momento meditato nella confusione ha la sua conseguenza.

Una mente consapevole sa che può scegliere.

“Ti ho dato parole di visione e saggezza

più segrete dei misteri celati.

Ponderale nel silenzio della tua anima,

e poi nella libertà compi la tua volontà.”

(Dio e Arjuna)

Cerca la pace dentro di te, svolgi il compito che ti appartiene e resterai stupito di fronte ai misteri dell’Universo.
Accorgiti!

La tua SpiritualCoach 

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Pensare in grande

Pensare in grande è necessario perché le dimensioni del successo –inteso come capacità di far succedere – sono determinate dalla dimensione della nostra capacità di credere applicata ad ogni situazione. E’ un’abilità che, una volta sviluppata, la possiamo utilizzare per avere una concezione più ampia della vita.

Pensare in grande è guardare avanti progettando un futuro di sviluppo e crescita, anziché mantenere vivo un passato che già conosciamo e del il quale molto spesso abbiamo un ricordo doloroso.

Ed al pensiero grandioso possiamo aggiungere un linguaggio adeguato, indipendentemente da come sta andando la vita in questo momento. Concentriamo la nostra energia sui punti di forza e troviamo il modo per metterli in campo: sarà il nostro allenamento per i momenti in cui la vita ci prende a calci nel sedere.

Dobbiamo imparare a viaggiare in prima classe, che non vuol dire acquistare il biglietto più caro ma piuttosto ottenere il parere di chi il successo lo ha già raggiunto.

Quando spendiamo il nostro tempo con persone che sanno come ampliare la consapevolezza, arrivano suggerimento di questo genere:

  • Non aspettare che le condizioni siano perfette per iniziare, perché non lo saranno mai. Agisci adesso!
  • Sii tenace e sperimenta per trovare la “tua strada”
  • Nei momenti di difficoltà, sostieniti cercando soluzioni e non affossandoti nel problema
  • Sviluppa la fiducia che solo il cuore – e non la testa – ti può dare a garanzia che stai percorrendo la strada corretta e poi verificane i risultati attraverso lo specchio che il mondo ti mostra
  • Ogni azione vale più di mille parole. Per cui A.I.C. forever: Alza Il Culo!

Gran parte della differenza tra successo e fallimento sta in ciò a cui credi di essere e di aver diritto: questo è il motivo per cui conviene pensare in grande. Accorgiti!

La tua SpiritualCoach   Lucia Merico

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ZITTO E NUOTA, NUOTA E NUOTA…

Ci sono momenti in cui la vita ci “frulla” a suo piacere e sembra divertirsi parecchio nel farlo! Come possiamo fare per fermare il vortice e trovare così un po’ di pace? Eccovi alcuni suggerimenti:

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  • Alzati un po’ prima la mattina per meditare, pregare o riflettere sulla tua giornata con calma e raccoglimento
  • Durante il giorno, trova un momento per rilassare la mente. Una mentalità frenetica e in costante agitazione abbassa notevolmente la tua energia
  • Impara a vivere l’attimo: è in quell’istante di tempo presente che puoi trovare più di una soluzione al tuo problema
  • Quando sei preoccupato, domandati: “Quale importanza avrà questa situazione tra un anno?” 
  • Concediti di essere annoiato: non temere di avere del tempo libero. Sei un essere umano non una macchina. Dopo il primo attimo di disagio ti potresti anche divertire
  • Sii aperto a considerare che la vita è un susseguirsi di esperienze più o meno piacevoli e che ognuna può essere utilizzata come opportunità o disagio: a te la scelta
  • E soprattutto  R E S P I R A! Ogni cosa viene meglio se ti ricordi di respirare

Non perderti in un “bicchiere d’acqua” a tal punto da smarrire il contatto con la magia e la bellezza della vita. Se dovesse accadere, ricorda che c’è sempre un altro modo. Accorgiti!

MEDITAZIONI

Stamattina ho sfogliato il libro “Meditazioni” di Marco Aurelio. E’ da consultare, in tanto in tanto, soprattutto in questi tempi  confusi dove ogni cosa si accavalla all’altra, dove la vanagloria è un vestito che molti indossano. Uno dei miei brani preferiti sembra scritto ora e invece è arrivato in questo momento storico dopo aver attraversato spazio e tempo, e racconta di come tutte le cose sbiadiscono nel leggendario passato, e in un attimo sono avvolte dall’oblio. Persino gli uomini la cui vita è trascorsa in un lampo di gloria: anche questo passa; quando al resto, quasi non hanno ancora emesso un respiro, come dice Omero, che già “scompaiono alla vista come se non fossero che un sentito dire”. Che cos’è, in definitiva, la fama immortale? Una cosa vuota e vana. A cosa, dunque, dobbiamo aspirare? A questo, a questo soltanto: il pensiero onesto, l’atto disinteressato, la lingua che non emette alcuna falsità, un’indole che saluta ogni evento transitorio come una cosa predestinata, attesa e proveniente dall’Unica fonte e origine.

Non amare altroche quello che ti giungeintessuto nella tramadel tuo destino.Che cosa, infatti,potrebbe esseremaggiormente adattoalle tue necessità-.jpg

Immaginare Marco Aurelio scrivere questi pensieri di calma e meditazione diciannove secoli fa, alla luce dei falò dei bivacchi nel bel mezzo delle campagne di guerra, e leggendoli avvertire una verità così attuale, dà un significato alla parola unione e, soprattutto, mi fa comprendere quanto il tempo sia un’illusione.

Sta diventando un bisogno imparare ad accettare le situazioni e le persone per quello che sono e non per come vorremmo che fossero, anche nei momenti tristi, anche quando il cuore si spezza: comunque il mondo continuerà ad andare avanti. Per citare un altro passaggio del libro: “Siate come il promontorio contro cui le onde si infrangono ripetutamente: esso rimane saldo fino a quando il tumulto delle acque tutto intorno si acquieta di nuovo. Anziché dire: “Me sfortunato perché questo è capitato proprio a me!”, dite piuttosto: “Sono fortunato che questo non mi abbia lasciato amarezza: salto davanti al presente e intrepido davanti al futuro”.

Molto spesso non riusciremo a dare un significato del perché accadono le cose o perché le persone si comportano in un certo modo. Ma del resto, forse non spetta a noi giudicare poiché nel giudizio sommario c’è la trappola che ci impedisce di dare un significato più vasto alla vita. E per me sapere questo è confortante poiché mi aiuta a superare i limiti guardando oltre il velo sottile della paura. Perché il giudizio che contiene condanna è l’espressione verbale di una paura personale.

Oggi non lasciarti intrappolare dalla banalità e dalla meschinità: allarga la tua visione e sii determinato ad andare oltre ciò che vedono i tuoi occhi fisici. Accorgiti!

PENSIERI ELEVATI

“C’è sempre un modo per vincere entrambi.

Non permettete mai a voi stessi di essere rigidi. Siate sempre disponibili a scoprire e accettate un pensiero elevato. Ma come riconoscerlo? Il pensiero più elevato è anche il più positivo, quello meno limitante, più vero e produttivo. Lo si sente dentro di noi. Questo sistema previene tutti i giochi di potere e gli scontri.

Quando le persone coinvolte in un rapporto sono disposte ad accettare senza riserve il pensiero di livello più alto, non vi sono più lotte per il potere. In una coppia, il pensiero più elevato può essere formulato indifferentemente da uno dei due partner. L’altro lo seguirà prontamente portandosi allo stesso livello.

|…| Meditate quotidianamente su ciò che vi accade: cosa state creando? Chi state attraendo? Poi riflettete su quali sono i pensieri che hanno prodotto quei risultati. Uno dei momenti in cui tale analisi si fa più necessaria è mentre il vostro partner ha una reazione sgradevole nei vostri confronti. Guardatevi dentro e cercate di capire come avete potuto generare questo comportamento in lui o lei, quale parte del vostro subconscio può aver desiderato una simile reazione. Dovete anche assumervi la responsabilità per aver attirato nella vostra vita un tipo di persona che dimostra tali comportamenti.

Lavorate su voi stessi per innalzare il livello dei vostri pensieri e chiedere al partner di fare lo stesso. I risultati vi lasceranno stupefatti.” (Colora d’Amore la tua vita)

Un buon insegnante si chiarisce le idee e le rafforza insegnandole.jpg

Chiaro, non trovate? Per quanto riguarda la semplicità, è quella che spesso troviamo nei libri dove fare le cose che orientano alla felicità è quasi una passeggiata in pianura. E poi ti trovi di fronte all’ennesima discussione e tutto ciò che ricordi di quello che hai letto è “… chiedere al partner di fare lo stesso”. Ma cosa? Pensiero positivo? Quale pensiero positivo: questo non capisce proprio niente!

No, non è una passeggiata aggiustare una relazione affinché si orienti verso una conversazione che costruisce anziché distruggere. Quindi non c’è scampo? C’è sempre un altro modo, dovresti aver imparato la lezione. Puoi partire, per esempio, da una domanda: “Cosa c’è in lui (o lei) che non mi piace?” Fai un elenco dettagliato e quando hai terminato, ecco un’altra domanda: “Ciò che condanno in lui (o lei) in quale modo mi rappresenta?” Se, per esempio, non ti piace di lui il fatto che sia disordinato e lasci calzini e mutande in giro anziché nel cesto della biancheria sporca, puoi domandarti in quale area della tua vita ti giudichi disordinata. O, forse, sei arrabbiata con te stessa e trovi la scusa dei calzini per sfogare un po’ di quella rabbia?

Le incomprensioni nascono sempre dalla mancanza di ascolto. Non ascoltiamo noi stessi e le nostre esigenze, non le verbalizziamo dando all’altro la responsabilità di “leggere tra le righe” o, ancor peggio, diamo per scontate un sacco di cose: la vita è tutt’altro che scontata. Non ascoltiamo gli altri, chiudiamo ogni tipo di comunicazione facendo diventare il lamento un’abitudine anziché prenderci il tempo di sedere uno di fronte all’altra e capire cosa sta succedendo, sentendo le emozioni, andando oltre le parole dette.

Ci vuole coraggio e volontà a stare in una relazione con l’intento di farla crescere e prosperare. Ci vuole conoscenza prima di sé e solo poi potremo conoscere l’altro: è presuntuoso pensare che sia il contrario. Ci vuole amore e non parlo di quello romantico, da batticuore. Intendo l’amore di qualità che non misura quanto tempo stiamo insieme o “ciò che mi dai se io sarò come tu mi vuoi e ciò che ti darò se tu sarai come io ti voglio”.

Le relazioni, qualunque relazione, si costruisce giorno dopo giorno, con attenzione e quella voglia di condividere, di innalzare e sostenere innanzitutto sé stessi. Altrimenti, mi spieghi dove trovi l’energia per sostenere gli altri? Accorgiti!

CHE VITA INCASINATA!

Che vita incasinata! Alcuni di noi hanno talmente tanta confusione in testa da dover scavalcare i pensieri, proprio come in una stanza presa d’assalto da oggetti e ogni genere di indumenti buttati a casaccio qua e là.

C’è una storiella zen che parla di un uomo d’affari e del suo maestro. L’uomo d’affari desidera diventare illuminato, perciò si reca dal maestro zen il quale offre all’uomo del tè. Versa il tè nella tazza e continua a versare finché trabocca e cola sul pavimento.

L’uomo d’affari, parecchio turbato, grida al maestro: “Ma cosa stai facendo?!”

Il maestro zen,con calma serafica, risponde: “Questa tazza è come la tua mente: è troppo piena! Dev’essere svuotata perché tu possa raggiungere l’illuminazione”.

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Dedica quindici minuti al giorno per svuotare la mente e se ti sembrano tanti significa che ne hai proprio bisogno.  Creati un posto tranquillo dove poterlo fare. Se ti è possibile spegni il telefono e ogni tipo di distrazione. Siedi tranquillamente. Respira. Se ti sopraggiunge un pensiero, non incoraggiarlo e non rimuoverlo. Lascialo fluttuare come una nuvola. Svuotati.

E’ stimato che abbiamo circa sessantacinquemila forme di pensiero che ogni giorno occupano la nostra mente. Immagina che ciascun pensiero lascia una traccia, più o meno importante. Certamente un po’ di ordine è doveroso, non trovi?  E se decidi di dedicare del tempo a svuotare la mente, non domandarti cosa dovresti pensare. Siediti tranquillo e semplicemente lascia che sia. Accorgiti!

IL LENTO CAMMINO

Ieri ho fatto un’esperienza nuova, la meditazione Meditazione Vipassana, una forma meditativa il cui fine è sviluppare la massima consapevolezza di tutti gli stimoli sensoriali e mentali per coglierne la reale natura e intraprendere la vita della liberazione. Attraverso questa esperienza ho potuto comprendere quanto la disciplina della pazienza sia la via principale per aprire le porte della consapevolezza.

La pazienza è portatrice di saggezza e dispone l’anima nella preparazione dell’attesa e nella certezza che solo quando tutte le condizioni sono mature si potrà compiere il passo successivo che desideri intraprendere. Nella fretta molto spesso si rischia di raccogliere un frutto ancora acerbo e non si arriva mai a conoscerne il sapore, il profumo e quelle proprietà mille volte migliori che solo la maturazione porta con sé.

L’attesa non è rassegnarsi passivamente: è poter intercettare ciò che avviene tra noi è il nostro obiettivo, la nostra destinazione. E’ cogliere lo spazio che ci offre l’opportunità di scorgere aspetti importanti che nella fretta non potevamo valutare. Inoltre possiamo accorgerci di quali altri elementi devono entrare in gioco per favorire anche la nostra maturazione prima di poter conseguire il nostro scopo.

La pazienza è una virtù luminosa che dà al frutto  il tempo di ricevere tutte le informazioni e gli ingredienti che lo portano a maturazione. Meditando, mi accorgo.

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Un grazie speciale a Elena Guzzon che con la sua gentilezza e la toccante esperienza in Thailandia mi ha saputo trasmettere con semplicità una conoscenza antica.