MEGLIO UN NO CHE LIBERA O UN SI CHE IMPRIGIONA?

Ci sono cose, luoghi o persone ai quali permetti di indebolire la tua energia portando ai minimi termini la tua forza vitale.

Spesso c’è così tanta abitudine a convivere con questi “estintori di energia vitale” da non accorgerti dell’effetto che esercitano su di te. Come sempre, l’attenzione consapevole aiuterà a diminuirne in potere e a liberare la tua energia personale

 

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Oggi presta attenzione agli estintori di energia e scrivili su un foglio. Ti elenco quelli che erano in passato i miei personali:

  • Dire sì quando volevo dire no
  • Cercare di piacere e accontentare tutti
  • Reprimere le mie emozioni (a volte ancora utilizzato)
  • Tenermi costantemente occupata anche quando le attività scelte non mi piacevano

Ora scrivi quali sono le attività che aumentano e potenziano la tua energia. Potrebbe essere parlare con un amico, passeggiare, fare yoga, andare in bicicletta, fare giardinaggio, leggere, scrivere, andare a cena con gli amici.

Ora puoi scegliere di dire “no, grazie” se un’attività non ti piace e trovare un modo gentile per fare altro, oppure rispondere “si” esattamente come prima, con una differenza fondamentale: ora sei consapevole di cosa accade rispondendo in un modo o nell’altro.

Avere la padronanza della propria vita divenendo consapevoli di cosa potenzia o indebolisce l’energia personale, è un buon modo per essere felici e liberi. Accorgiti.

PROFESSIONE O RELAZIONE?

Sono molte le persone che privilegiano il successo personale a quello affettivo. Alcuni dedicano più tempo alla professione che alle relazioni affettive o familiari, nella falsa convinzione che in questo modo potranno garantire un benessere stabile e duraturo. Altri una relazione affettiva non riescono neppure a costruirla: non ne hanno il tempo. E altri ancora si nascondono dietro la falsa convinzione che “stanno bene da soli”: a nessuno piace stare solo per troppo tempo.

La parola chiave che accomuna queste persone è sacrificio, un sinonimo di paura.

A mio parere i rapporti affettivi devono collocarsi fra le nostre priorità più importanti quando fissiamo degli obiettivi, qualunque essi siano. Solo quando abbiamo una relazione soddisfacente possiamo rivolgere il pensiero alla realizzazione di noi stessi permettendoci di esprimere al meglio tutto il nostro potenziale.

Per diverso tempo mi è stato difficile apprezzare un partner che mi sosteneva in ogni mia scelta. Questo mi ha fatto vivere momenti di grande solitudine e voglia di distruggere. Con pazienza e tanto lavoro su me stessa, ho iniziato ad apprezzare e a valorizzare questo aspetto accettandolo e a mia volta donandolo all’altro. Un abito in meno, una macchina più economica e una giornata di più insieme per conoscersi, amare, gioire e costruire le basi per un futuro felice: è più facile trovare soluzioni ai problemi quando si è in due o più persone che remano nella stessa direzione.

Troppo spesso sento donne parlare male dei loro uomini. Troppo spesso vedo uomini sottovalutare la donna che hanno accanto. Distruggere è sicuramente più semplice che costruire e ogni giorno possiamo trovare esempi che ce lo confermano. Molto più semplice chiudere una relazione e aprirne un’altra, a volte senza neppure prendersi il tempo necessario per capire cos’è successo. Per costruire, invece, ci vuole competenza, volontà, determinazione.

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E’ uso comune dire che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. Io preferisco uomini e donne che camminino uno a fianco dell’altra: è più facile accorgersi quando uno dei due inciampa e porgere la mano per incitarlo a sollevarsi e ad essere più forte di prima. Accorgiti!

LE REGOLE DELLA MENTE

I giochi di potere non fanno bene a nessuno: non aiutano chi li fa e neppure le persone coinvolte. Per chi ancora non conosce il potere della mente e le reali conseguenze di “causa ed effetto”, nulla è più devastante  dell’esercitare  “potere o dominio” sugli altri. Il desiderio di comandare per una gratificazione egoistica è una delle cause principali dei problemi planetari.

Per secoli re e nobili hanno inzuppato la terra di cruenti battaglie per dominare e possedere,  non per cercare più vita per tutti, più benessere e armonia. Di questi tempi le cose non sono cambiate per nulla: si combattono ancora guerre cruente, a volte subdole e sottili e sempre per lo stesso motivo. I re moderni del commercio e della politica sono ispirati dalla stessa brama di potere.

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La mente che cerca di dominio sugli altri è quella “competitiva” che basa il suo credo sull’idea di possedere per paura di perdere ed ha la sua frase di battaglia: “Io sono meglio di te!”. In questo stesso contenitore mentale c’è la parte “creativa” che è invece preposta a estendere e condividere e il suo grido di battaglia è: “Dare è Ricevere”. Per padroneggiare nel nostro ambiente o sviluppare ricchezza in ogni ambito dell’esistenza è necessario aprire il contenitore mentale per vedere che entrambe le parti potrebbero esprimersi in maniera potente, tutte e due le condizioni mentali vivono in un unico contenitore dove la scelta e la decisione sono fondamentali. Chi sceglie deve ben conoscere entrambi le parti per valutarne il prezzo da pagare in termini di esperienza.

Una delle migliori formulazioni per estendere lo spirito creativo di condivisione si trova nella celebre frase della “Regola Aurea” di Giovanni di Toledo: “Quel che voglio per me stesso, lo voglio per tutti”. L’applicazione pratica di questa semplice frase senza esclusione alcune, rende chi la pratica in grado di vivere una vita all’insegna della costante felicità, poiché nella sua mente la confusione della separazione avrà lasciato il posto alla semplicità straordinaria dell’unione. Questa combinazione mentale è infallibile e ogni uomo o donna che segue queste istruzioni in maniera costante, con perseveranza e determinazione, entrerà in contatto con ogni forma di ricchezza.

La voglia di progredire nella conoscenza include necessariamente tutte le persone intorno a noi poiché senza di loro nessun progresso sarebbe possibile. Sono loro a darci spunti e visioni che possono accrescere la nostra capacità di “vedere” strade nuove per migliorare la nostra esistenza, e non parlo unicamente di chi ci sostiene e incita nel raggiungimento dei nostri traguardi. Parlo soprattutto di chi ostacola cercando di bloccare la nostra evoluzione; quelle sono le persone che più vanno ringraziate poiché proprio loro ci offrono l’opportunità di trovare nuove vie d’uscita per spostare il masso che ostruisce la strada e continuare il cammino. Accorgiti!

PENSIERI ELEVATI

“C’è sempre un modo per vincere entrambi.

Non permettete mai a voi stessi di essere rigidi. Siate sempre disponibili a scoprire e accettate un pensiero elevato. Ma come riconoscerlo? Il pensiero più elevato è anche il più positivo, quello meno limitante, più vero e produttivo. Lo si sente dentro di noi. Questo sistema previene tutti i giochi di potere e gli scontri.

Quando le persone coinvolte in un rapporto sono disposte ad accettare senza riserve il pensiero di livello più alto, non vi sono più lotte per il potere. In una coppia, il pensiero più elevato può essere formulato indifferentemente da uno dei due partner. L’altro lo seguirà prontamente portandosi allo stesso livello.

|…| Meditate quotidianamente su ciò che vi accade: cosa state creando? Chi state attraendo? Poi riflettete su quali sono i pensieri che hanno prodotto quei risultati. Uno dei momenti in cui tale analisi si fa più necessaria è mentre il vostro partner ha una reazione sgradevole nei vostri confronti. Guardatevi dentro e cercate di capire come avete potuto generare questo comportamento in lui o lei, quale parte del vostro subconscio può aver desiderato una simile reazione. Dovete anche assumervi la responsabilità per aver attirato nella vostra vita un tipo di persona che dimostra tali comportamenti.

Lavorate su voi stessi per innalzare il livello dei vostri pensieri e chiedere al partner di fare lo stesso. I risultati vi lasceranno stupefatti.” (Colora d’Amore la tua vita)

Un buon insegnante si chiarisce le idee e le rafforza insegnandole.jpg

Chiaro, non trovate? Per quanto riguarda la semplicità, è quella che spesso troviamo nei libri dove fare le cose che orientano alla felicità è quasi una passeggiata in pianura. E poi ti trovi di fronte all’ennesima discussione e tutto ciò che ricordi di quello che hai letto è “… chiedere al partner di fare lo stesso”. Ma cosa? Pensiero positivo? Quale pensiero positivo: questo non capisce proprio niente!

No, non è una passeggiata aggiustare una relazione affinché si orienti verso una conversazione che costruisce anziché distruggere. Quindi non c’è scampo? C’è sempre un altro modo, dovresti aver imparato la lezione. Puoi partire, per esempio, da una domanda: “Cosa c’è in lui (o lei) che non mi piace?” Fai un elenco dettagliato e quando hai terminato, ecco un’altra domanda: “Ciò che condanno in lui (o lei) in quale modo mi rappresenta?” Se, per esempio, non ti piace di lui il fatto che sia disordinato e lasci calzini e mutande in giro anziché nel cesto della biancheria sporca, puoi domandarti in quale area della tua vita ti giudichi disordinata. O, forse, sei arrabbiata con te stessa e trovi la scusa dei calzini per sfogare un po’ di quella rabbia?

Le incomprensioni nascono sempre dalla mancanza di ascolto. Non ascoltiamo noi stessi e le nostre esigenze, non le verbalizziamo dando all’altro la responsabilità di “leggere tra le righe” o, ancor peggio, diamo per scontate un sacco di cose: la vita è tutt’altro che scontata. Non ascoltiamo gli altri, chiudiamo ogni tipo di comunicazione facendo diventare il lamento un’abitudine anziché prenderci il tempo di sedere uno di fronte all’altra e capire cosa sta succedendo, sentendo le emozioni, andando oltre le parole dette.

Ci vuole coraggio e volontà a stare in una relazione con l’intento di farla crescere e prosperare. Ci vuole conoscenza prima di sé e solo poi potremo conoscere l’altro: è presuntuoso pensare che sia il contrario. Ci vuole amore e non parlo di quello romantico, da batticuore. Intendo l’amore di qualità che non misura quanto tempo stiamo insieme o “ciò che mi dai se io sarò come tu mi vuoi e ciò che ti darò se tu sarai come io ti voglio”.

Le relazioni, qualunque relazione, si costruisce giorno dopo giorno, con attenzione e quella voglia di condividere, di innalzare e sostenere innanzitutto sé stessi. Altrimenti, mi spieghi dove trovi l’energia per sostenere gli altri? Accorgiti!

NON CI SEI ANCORA RIUSCITO?

Ci sono cose che avete cercato di fare, raggiungere, ottenere o risolvere e che, ad oggi, non siete ancora riusciti? Vi siete impegnati, eccome! Avete letto libri, guardato filmati, seguito seminari e chissà quanto altro e avete ottenuto risultati in molti ambiti della vita, ma quando si tratta di “quella cosa specifica” ancora niente, nessun risultato.

LA FELICITA'E' LA SOMMADI PICCOLI SFORZIGIORNODOPO GIORNODOPO GIORNO...ALL'INFINITO

Ciascuno di noi ha un’area della propria vita da “riparare”. Per alcuni possono essere le relazioni,  per altri i soldi, oppure la salute o la professione. La sensazione comune è quella di sentirsi “ingabbiati”, vittime, prigionieri di quella situazione. Potresti pensare che sì, è vero, il problema è mio ma la causa è esterna a me. Potresti pensare che la colpa è degli altri, della società, del governo, del DNA, delle tasse o di Dio. Ma … qual è la soluzione? Come può succedere? Come mai in alcune situazioni ci muoviamo agilmente e in altre cozziamo contro il muro? Facciamo un po’ di chiarezza insieme e andiamo a togliere qualche ostacolo. Come? Facendo domande e scrivendo risposte, naturalmente.

  • Nella tua vita c’è un’area che ti da continuamente problemi?
  • Hai mai preso una decisione e poi non l’hai rispettata?
  • Cosa fai per ottenere ciò che desideri? Ti impegni fino in fondo o al primo ostacolo molli la presa?
  • Hai la percezione che qualcosa ti stia ostacolando?

Ma cosa sono i fallimenti? Per comprenderlo meglio, chiedo aiuto a un autore dei primi del ‘900, Wallace D. Wattle, a testimonianza che i “segreti” di cui si parla tanto erano già stati rivelati da tempo.

“I fallimenti sono dovuti al fatto che consciamente pensiamo di essere capaci di fare determinate cose, ma inconsciamente siamo convinti di non essere in grado di farle. E’ più che probabile che la vostra mente inconscia, sia piena di dubbi sulla vostra capacità di avere successo. Dovete rimuovere questi dubbi, altrimenti la mente rifiuterà di darvi il suo aiuto proprio quando ne avrete più bisogno.”

Ciò che oggi sperimenti nella tua vita è esattamente ciò che inconsciamente hai chiesto. Quanto è importante “ripulire” mettendo in armonia la mente tra ciò che desideri e ciò che credi di poter ottenere? Puoi cominciare in questo modo:

  • Capire ciò che “non” vuoi
  • Scegliere ciò che vuoi
  • Trovare cosa ti impedisce di procedere (contro-intenzioni)
  • Avere la percezione di ciò che vuoi come se fosse già realizzato (agire “come se”)
  • Lasciarsi andare all’ispirazione

Scoprire come funziona la nostra mente e quali sono gli ostacoli che impediscono di essere davvero ciò che vogliamo essere, è la chiave che apre le porte a una vita più felice. Accorgiti!

GESTIONE CONSAPEVOLE

Da una conversazione al telefono con un’amica dove si parlava di rabbia e di come veicolarla nel modo migliore affinché non produca danni per sé e per le persone intorno a sé, nasce il ricordo di questo libro di cui condivido un passaggio per me importante e che mi auguro possa essere d’aiuto a ciascuno di voi.

Nessuno diventa più forte adirandosi, tranne colui che senz’ira non sarebbe stato forte..jpg

“Dobbiamo essere disponibili per la nostra rabbia, dobbiamo riconoscerne la presenza e prendercene cura. In psicoterapia questo si chiama “entrare in contatto con la propria rabbia”. E’ meraviglioso e importantissimo. Quando in te si manifesta la rabbia, invece di reprimerla occorre che tu la riconosca e l’abbracci.  Ora si pone la domanda: “Chi è che entra in contatto con la rabbia, che se ne prende cura, che la riconosce?”.  La rabbia è un’energia: se diventa travolgente puoi restarne vittima. Dovresti essere capace di  generare un altro tipo di energia in grado di riconoscere la rabbia e prendersene cura. La rabbia è un campo di energia con cui occorre entrare in contatto, che bisogna riconoscere.  La domanda è: che cosa entra in contatto con cosa? Quale energia po’ assolvere la funzione di entrare in contatto?  E’ l’energia della presenza mentale.  Ogni volta che andiamo in collera, dunque, pratichiamo il respiro consapevole e la meditazione camminata per entrare in contatto col seme della presenza mentale dentro di noi e per generare l’energia corrispondente.

La presenza mentale non serve a reprimere: serve a riconoscere, a dare il benvenuto: “Ciao, cara rabbia. So che ci sei, mia vecchia amica”. La presenza mentale è l’energia che ci aiuta a essere consapevoli di quello che c’è. Presenza mentale, o consapevolezza, significa sempre essere coscienti di qualcosa: puoi essere consapevole dell’inspirazione e dell’espirazione, e allora sarà la consapevolezza del respiro; puoi essere consapevole del tè che stai bevendo, e sarà consapevolezza del tè. Quando mangi in presenza mentale, quella è consapevolezza del mangiare; quando cammini in presenza mentale, quella è consapevolezza del camminare.

In questo caso noi pratichiamo la consapevolezza della rabbia. “Sono consapevole di essere arrabbiato, mi rendo conto che in me c’è rabbia”. Consapevolezza, dunque, è toccare, riconoscere salutare e abbracciare. Non combattere, non reprimere. Il ruolo della consapevolezza è come quello di una madre che abbraccia e consola il bimbo che sta male. La rabbia è dentro di te. La rabbia è il tuo bambino, è tuo figlio. Devi prendertene cura. Riconoscendo la rabbia, la consapevolezza dice: “Ciao cara collera. So che ci sei. Non preoccuparti, mi prenderò buona cura di te!” Dal momento in cui c’è la consapevolezza, tu sei al sicuro, puoi sorridere perché in te è nata l’energia del Buddha.” (Spegni il fuoco della rabbia – Thich Nhat Hanh)

VEDO E NON VEDO

Mettere in moto la fiamma della creatività è fondamentale, soprattutto nei momenti in cui le situazioni sembrano prendere un’onda differente da quella che ci aspettavamo. E anche se il mondo ruota intorno agli obiettivi, ai risultati e alla produttività, ciascuno di noi necessita di momenti in cui essere completamente libero, un posto dove potersi abbandonare per scoprire la propria anima. L’ideale è creare uno spazio nella propria casa dove potersi ritirare  in pace e meditare, scrivere, leggere e allineare le proprie energie vitali.

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Per riavviare la fiamma della creatività è essenziale aprirsi alle idee che affiorano, anche se sembrano folli o impraticabili. L’immagine è quella di aprire delle porte chiuse oltre le quali si trovano infinite possibilità da accogliere senza giudizio o pensieri che possano in qualche modo invalidarne il loro fiorire. Quando siamo in un momento davvero creativo, è come se il tempo si fermasse per farci entrare in una dimensione che ci trasporta oltre la banalità del quotidiano. Essere creativi è un’apertura verso la soluzione dei piccoli o grandi problemi che si manifestano inevitabilmente nella nostra vita.

All’interno del tuo spazio, consapevolmente rinuncia a tutto ciò che appesantisce la tua vita e lascia che la linfa creativa scorra liberamente, trovando modi diversi per fare le cose più banali. La creatività fluisce quando esci dagli schemi che hai percorso un’infinità di volte per apparecchiare la tavola, leggere un libro, preparare la cena o lavare l’automobile. Se impari a vivere nella creatività, non ci sarà più problema al quale rispondere con o più soluzioni. Accorgiti.