NASCITA E RINASCITA

Troviamo mille modi per non parlare della morte, eppure è la sola cosa certa che accomuna il genere umano.

Siamo indignati di fronte ad essa, la consideriamo macabra, la snobbiamo credendo che toccherà sempre qualcun altro, cerchiamo di esorcizzarla, diamo a lei la responsabilità di portarci via da questo mondo, come fosse qualcosa che arriva all’improvviso e di cui non ne sapevamo nulla.

Eppure ogni attimo rinnoviamo il cerchio vita/morte/vita, e lo facciamo tutte le volte che lasciamo andare i vecchi schemi per inserirne di nuovi, con le idee realizzate che lasciano spazio a quelle nuove, col respiro che nasce a ogni inspirazione e muore ogni volta che espiriamo, per poi rinascere ancora.

Uno dei miei maestri descrive la morte come la nostra eterna compagna, sempre a un passo di distanza, colei che «ti osserverà sempre fino al giorno in cui ti toccherà.

La morte è il solo saggio consigliere che abbiamo. Ogni volta che senti che tutto va male e che stai per essere annientato, voltati verso la tua morte e chiedile se è vero. La tua morte ti dirà che hai torto; che nulla conta al di fuori del suo tocco.» (Carlos Castaneda – Viaggio a Ixtlan)

Per questo è importante non lasciare buchi di cose irrisolte

Quando decidiamo di fare qualcosa, domandiamoci quale sia lo scopo per cui lo facciamo e poi andiamo fino in fondo prendendocene la responsabilità e mettendo da parte dubbi e rimpianti.

In un mondo dove la morte ci cammina accanto non c’è tempo per i rimorsi, ma solo per le decisioni.

Per rinascere a nuova vita, qualcosa di te dovrà morire e lo puoi fare osservando cosa vuoi tenere e cosa invece lasciar andare.

Questo è uno dei fondamentali di Nascita e Rinascita un’esperienza trasformativa unica che ti porterà a contatto con la tua parte profonda, con le tue radici.

30-31 Marzo 2019
⭕Numero massimo partecipanti: 10

Tutte le informazioni cliccando su questo link:
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http://spiritualcoach.it/appuntamento/nascita-rinascita/

(Nella foto i partecipanti durante l’esperienza in grotta)

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SINCERITA’


(Foto di Perchek Industrie su Unsplash)

La sincerità offre un dono speciale: interrompere la catena delle scuse. Quando facciamo il punto della situazione guardando i fatti, possiamo anche scegliere di migliorare.

Se vediamo le nostre ombre, possiamo conoscere anche la Luce che le proietta

L’animo umano è pieno di segreti nascosti dalle parole, dalle convinzioni. Le vere intenzioni si celano dietro un’infinità di maschere costruite per proteggere la nostra reale espressione. Abbiamo forse paura di scoprire chi siamo e di esprimere i nostri talenti? Pare proprio che sia così e per questo usiamo la menzogna protettiva dietro la quale ci nascondiamo, fatta di «non posso – non fa per me – non ci riesco – lo faccio dopo».

Siamo sinceri quando le nostre espressioni e il nostro comportamento è allineato con ciò che pensiamo e sentiamo. Solo allora possiamo offrirla e riceverla in sicurezza perché è chiaro a noi stessi e agli altri con chi si ha a che fare.

Chi è sincero verso sé stesso lo è anche con gli altri. Sa riconoscere con onestà le proprie ombre e altrettanto le proprie doti. È in questo modo che impariamo a fidarci della Luce e di ciò che può mettere in evidenza.

Tutte le nostre maschere possono essere illuminate e non temiamo di mostrarci al mondo per ciò che siamo: un’espressione di fragilità e forza.

La pratica della sincerità non ha bisogno di essere sostenuta da nessun pubblico: basta guardare i fatti. A loro non possiamo mentire, non così a lungo come crediamo, e di fronte ad essi possiamo scegliere e decidere diversamente.
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Se vuoi conoscere te stess* partendo dal momento più fondamentale della vita di ogni individuo, puoi partecipare a Nascita e Rinascita, un percorso di due giorni dove potrai incontrare gli ostacoli che hai vissuto alla tua nascita e che ancora fai emergere. Un giorno in aula per scoprire te stess* e un’esperienza in grotta per rinascere a nuova vita. Se ti va, qui sotto trovi tutti i dettagli per partecipare
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http://spiritualcoach.it/appuntamento/nascita-rinascita/

LA NASCITA E’ MIA E ME LA GESTISCO IO!

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Che titolo bizzarro! Ma ha un senso e se se continuerai a leggere lo comprenderai. Oggi voglio chiacchierare con te di nascita e relazioni. Tutti noi perpetuiamo in continuazione le varie fasi della nascita portando nella quotidianità emozioni e considerazioni vissute nei primi attimi di vita e nei successivi tre-quattro anni. Le nostre relazioni e il modo in cui le affrontiamo nascono proprio da quei momenti più o meno lunghi e intensi, dove piccoli mattoni di vita vengono appoggiati per far crescere la struttura che ci ospiterà per l’intera esistenza in questo mondo. Convinzioni, condizionamenti e le strutture caratteriali si forgiano diventando la nostra mappa che useremo per esplorare il territorio chiamato vita.

Purtroppo il ricordo della nascita viene presto messo da parte, forse a causa dell’intensità con cui viene vissuta. Sta di fatto che raramente le persone hanno memoria della loro nascita.  Questa dimenticanza fa si che le fondamenta sulle quali abbiamo appoggiato i nostri primi anni di vita, diventino il nostro solo punto di riferimento. Infatti nel periodo dell’infanzia, elaboriamo alcuni schemi mentali e comportamentali che diventano la mappa della nostra esistenza: per mappa si intende il modo con cui interpretiamo il mondo circostante in funzione di pensieri e convinzioni immagazzinate nella nostra mente e ritenute vere. Impariamo a credere solo a ciò che vediamo.

Questo è determinante per il nostro modo di agire e reagire agli eventi della vita e diventa il sistema che utilizziamo per vivere poiché si basa sulla nostra mappa che noi crediamo sia la verità, dimenticando che è solo la nostra verità e cioè il nostro personale punto di vista. In realtà ce ne sono molti altri che possiamo scegliere di sperimentare. Compiere questa scelta significa divenire consapevoli di essere liberi, in ogni momento.

UN NUOVO CONTATTO

Riallacciare un dialogo con la nostra nascita è portatore sano di consapevolezza per migliorare la vita e le relazioni, perché il modo con cui intrecciamo relazioni da adulti lo impariamo nel ventre materno. Vi faccio un esempio. Mi è successo di condividere la sensazione duale che spesso si manifesta quando una coppia si separa: la voglia di ritornare sulla vecchia strada e la paura che questo possa accadere. Una dualità che sembra strana ma che ho riscontrato in molte donne la cui volontà era quella di far tornare la relazione com’era un tempo e contemporaneamente pensare che la libertà che stavano assaporando le stuzzicava nel profondo.

Una probabile soluzione a questo dilemma può essere quello di riscrivere il copione della propria vita, basandola su valori e sensazioni diverse da quelle sperimentate in precedenza. D’altronde, se vogliamo ottenere risultati differenti dobbiamo pensare e agire in maniera differente. Dunque tornare sui propri passi non è sempre una scelta vincente, se non si ha una volontà diversa dalla precedente.

Nulla cambia se non cambi nulla

Durante il mio corso di  NASCITA E RINASCITA  i partecipanti  scoprono quanto la nascita può influire sulla loro vita e – soprattutto – come poterla trasformare riscrivendo un nuovo copione. Mentre preparavo il corso ho incontrato le parole Sondra Ray che nel suo libro Colora la tua vita descrive questa doppia visione. L’autrice racconta della sindrome claustrofobica da soffocamento, uno degli effetti prodotti dalla nascita. Di cosa si tratta? Nel ventre il bambino si sviluppa finché lo spazio non è più sufficiente a contenerlo. Il paradiso si tramuta in inferno. Bloccato, il bimbo è costretto a uscire per sopravvivere. All’esterno le mani dell’ostetrica lo afferrano, tagliano il cordone ombelicale costringendolo ad affrettare il primo respiro che diventa un’esperienza dolorosa e terribile. Questa sequenza viene spesso rivissuta nelle relazioni.

Come avviene questa traslazione? Dall’iniziale stato di grazia dell’innamoramento, scivoliamo in un senso di soffocamento e claustrofobia. Il paradiso in cui vivevamo all’inizio diventa un piccolo luogo infernale da cui dobbiamo fuggire per continuare a crescere. In alternativa, possiamo costringere il partner a lasciarci. Spesso è così difficile respirare quando siamo vicini all’altro che ci ritroviamo a spalancare le finestre in pieno inverno, alla ricerca disperata di una boccata d’aria, o ad aver voglia di fuggire.

IL DOPPIO NODO

Il risultato di tutto ciò è il “doppio nodo”, tipico di molte relazioni: non potete vivere con quella persona, ma non potete vivere senza di lei. Così la paura dell’amore e la paura della perdita si uniscono nel sacro vincolo del matrimonio; la cerimonia è officiata da «Padre Senso di Colpa» che sorride maligno all’ignara coppia destinata a mordere l’aspro frutto del fallimento.

L’alternativa alla colpa è l’innocenza. Conosciamo tutti l’innocenza per averla vista negli occhi dei bambini, ma quanti di noi hanno dimenticato che tale innocenza divina, pura giocosità e amorevolezza, è connaturale a tutti noi? Seppure celata sotto una fitta coltre protettiva di dolore,essa è lì, Santo Graal di cui tutti i figli di Dio sono alla perenne ricerca.

Può sembrare sciocco parlare di innocenza perduta, poiché non si può smarrire ciò che è per sempre nostro. Forse è più corretto dire che è invisibile e per questo crediamo non esista o che sia inaccessibile. Solo un profondo mutamento della percezione di noi stesse e del mondo ci rivelerà nuovamente la verità delle cose. Considerando che la colpa è una forma di dolore, prendendo in esame la natura del dolore si potrà fare un po’ di luce sulla colpa e sulle possibili soluzioni.

Il dolore è di fatto lo sforzo compiuto per aggrapparsi alle convinzioni negative. Alcuni dei pensieri che contribuiscono a rafforzare il senso di colpa sono: «Io non merito di essere amata, io ferisco gli altri, gli altri mi feriscono, se qualcuno mi lascia soffrirò, il vero amore è un po’ soffrire, se non c’è gelosia non è vero amore, Dio non vuole la mia gioia». Se pensieri simili emergono nella vostra coscienza, rilassatevi, respirate a fondo e lasciate che la tensione abbandoni tutto il vostro corpo mentre i pensieri negativi passano. Non pensare a priori che sia difficile: sperimenta e osserva cosa succede.

NASCITA E RINASCITA

Non volendomi dilungare scrivendo un romanzo su come la nascita possa influenzare le nostre relazioni, mi fermo qui. Interessante, non trovi? E neppure immagini quante altre scoperte potrai fare partecipando al corso di NASCITA E RINASCITA con esperienza in grotta. Essendo un’esperienza intensa e profonda, i posti a disposizione sono limitatissimi!

Se ti va di avere qualche informazione in più, puoi cliccare su questo link http://bit.ly/2HhOs68  e iscriverti al prossimo evento che sarà il 17-18 Marzo 2018. Sarò lieta di accompagnarti nella tua nascita, e insieme a Sergio Lupatini (con me nella fotografia) e Franco di Prizio Guide e Speleologi Professionisti del Gruppo Speleo Montorfano, nella tua rinascita.

La nascita non termina il giorno in cui vieni al mondo, quel giorno è solo l’inizio: il giorno in cui hai lasciato il ventre di tua madre, non sei nato, hai iniziato a nascere (Osho)

 

SVEGLIATI E VIVI!

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Un risveglio in piena notte col pensiero di quanto fosse comoda la tecnologia: mi domano se non ho altro a cui pensare. Cerco di riaddormentami ma la parola “svegliati” continua a bussare, e così scelgo di seguire il flusso e osservare dove mi porta.

Penso alla comodità di spedire una mail a mille persone cliccando sul tasto «invia»  o accendere la luce con un battito di mani. E formare un numero di telefono pronunciando il nome di chi vuoi chiamare? Andare da Milano a Los Angeles in dodici ore e poter intervenire sul corpo umano cambiandone i pezzi come in un’automobile.

«E se improvvisamente tutto questo finisse cosa succederebbe?» Già, cosa accadrebbe se non ci fosse più la luce elettrica e il riscaldamento d’inverno, la lavatrice, il forno, la lavastoviglie, le auto, gli aerei e tutte le comodità che possiamo utilizzare per rendere la nostra vita più semplice? Vinto il primo forte impatto, sono sicura che ci inventeremmo qualcosa per iniziare una nuova avventura, traendo il massimo vantaggio e scoprendo nuove opportunità. In fondo la scienza è una genialità che appartiene al genere umano e tutto ciò che è materiale in questo mondo è stato creato dalla mente umana.

CHE COMODITÀ!

Chi nasce ora non si deve preoccupare di come accendere la luce o lavare i panni. Semplicemente impara sin da piccolo a premere un tasto e tutto quanto diventa semplice e a portata di mano, la stessa semplicità che avrebbe nell’imparare ad accendere il fuoco o un lume a petrolio.

Apriamo gli occhi alla vita puliti come un panno bianco e con pochissime ma necessarie istruzioni: piangere se abbiamo fame, chiudere gli occhi quando abbiamo sonno e sorridere per accattivarci le carezze degli adulti. Mano a mano che cresciamo facciamo esperienza del mondo circostante con ancora nella memoria l’idea che tutto ci è dovuto: ma non siamo più neonati. Diamo per scontate molte cose ed è proprio questo il problema. Non ci preoccupiamo di scoprire come la verdura è arrivata nel frigorifero e quasi neppure ci accorgiamo di quanto sia confortevole avere una bella casa in cui abitare. Tutto è lì, a portata di mano.

Se già non lo fai, oggi sperimenta la gratitudine, e non intendo quei “grazie grazie grazie” detti a manovella nella speranza di far apparire una situazione più felice. Intendo un grazie alla vita, alle piccole cose che già possiedi e che hai sotto i tuoi occhi ogni giorno. Grazie all’incomprensione che ti dà una mano per comprendere di più. Grazie alla mancanza di fede che ti offre l’opportunità di riflettere per aiutarti a ritrovarla. E grazie alla carenza e all’abbandono per la spinta  a vedere la vita in un altro modo.

Sono i lati bui del nostro essere ad aver bisogno di luce. Per questo è importante risvegliare i sensi, aprire la mente a nuove e più ampie possibilità, rinforzando la fede che c’è sempre qualcosa di buono dietro l’angolo. L’importante è continuare a camminare

NASCITA E RINASCITA CON ESPERIENZA IN GROTTA

Il mio primo ingresso in grotta è stata un’impresa titanica: ero terrorizzata solo all’idea. Avrei potuto scegliere di non entraredinon vivere l’esperienza: ho scelto diversamente. Viverla mi ha fatto comprendere quanto fosse importante il momento della nascita. Lì c’è tutto ciò che siamo adesso: informazioni, condizionamenti, credenze, atteggiamenti, valori, sogni realizzati o messi da parte perché li abbiamo considerati “non adatti“. In quel breve spazio di vita impariamo, e da adulti replichiamo: tutto ciò che siamo ora è il riflesso di una scelta fatta durante la nascita e nei primissimi anni di vita: lo dimenticato.

Lo stupore che vedo negli occhi dei partecipanti quando sentono, vedono e percepiscono che le semplice parole che stanno ascoltando risuonano dentro di loro come un tamburo di verità, non ha prezzo! Il bambino dimenticato sotto la fitta coltre di convinzioni si risveglia, e finalmente decide di crescere diventando un adulto più consapevole. Alcuni di loro descrivono così l’esperienza:

 

.. In una parola… emozionante… Avere la possibilità di re-inventarsi da adulta scrivendo il copione con la consapevolezza di ora, un’esperienza da fare, anche più volte! (Annamaria)

Nascita e rinascita in grotta è una delle esperienze più emozionanti, introspettive e rivelatrici che abbia mai vissuto! Coraggio, fiducia, avventura e una forte riscoperta del nostro profondo legame con un’amorevole Madre Natura, e la conseguente rinascita a nuova vita col cuore curato e rassicurato (Laura)

Nascita e Rinascita: alla riscoperta di una parte di un sé dimenticato, eppure così vivo in noi da guidarci in ogni momento sul sentiero della nostra vita. Rinascere con una nuova consapevolezza amorevole e guaritrice. Da fare… e da rifare! (Eliana)

 

Il 7 e 8 Luglio 2018 ci sarà una nuova edizione di NASCITA E RINASCITA con esperienza in grotta. Cliccando sul link di seguito puoi trovare tutte le informazioni ➡➡➡ http://bit.ly/2GF8yWD

 

Nascere, è ricevere tutto un universo in regalo (Jostein Gaarder)

RESPIRA

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È il primo respiro che ci fa entrare nel mondo. Da quel momento sarà un andarivieni di respiri liberi e trattenuti coi quali vivremo la nostra vita: emozioni, pensieri, persone, situazioni, piacere e dispiacere nei quali trattenere o respirare a pieni polmoni. Probabilmente ciò che ci piace lo accoglieremo come un dono, ciò che non ci piace sarà qualcosa dal cui allontanarci, dimenticando che anche quest’ultima parte è semplicemente vita. Tutto ciò con cui ci scontriamo ogni giorno, quel piccolo o grande frastuono che entra nella nostra quotidianità appartiene alla normale essenza vitale: senza tutto ciò unito al suo esatto contrario, non potremmo esistere.

La vita è di fatto composta da alti e bassi e le persone, le situazioni, gli accadimenti sono imprevedibili, esattamente come una tazza che si rompe all’improvviso o un amore che sboccia. La cosa davvero sorprendente è lo stupore o la grande delusione che proviamo quando accade qualcosa che non avevamo previsto. Soffriamo quando le cose non vanno nel verso giusto.

La domanda è: «Ha senso prendere una sventura o un fallimento come qualcosa di personale?». Se pensiamo in termini di colpa, sicuramente lo sarà. Ma se ampliamo la visione cominciando a credere che c’è sempre un altro modo di vedere la stessa situazione, ecco che pian piano emerge un aspetto importante: è nella natura della vita stessa raggiungere la felicità quanto mancarla.

Smettiamo di scappare e iniziamo ad accogliere. Nessuna fuga dall’insicurezza o dalle sensazioni sgradevoli può durare a lungo. La vita dev’essere vissuta così come accade e non solo nei suoi aspetti positivi. Plasmare le proprie vite sulla base di fughe mentali nella speranza di evitare qualcosa di spiacevole nel presente, significa perdere la possibilità di conoscere noi stessi. Potremmo non accorgerci mai di poter sperimentare maggior sollievo non evitando bensì entrando nell’emozione.

Se oggi ti capita di essere di un umore che non avevi previsto, anziché scappare da quella sensazione sii avventurosa e vai più a fondo in quella sensazione che forse ti crea timore o ansia. Chiudi gli occhi, ascolta cos’ha da dire, cosa ti vuole raccontare anziché ovviare ad essa, e potrai accorgerti che perde il suo potere, e il tuo corpo che prima era rigido e contratto, può finalmente rilassarsi.

Si è portati a credere che percepire con pienezza il peso e l’intensità di una sensazione difficile sia terribile: forse potrebbe esserlo, almeno all’inizio. Ma è certamente più utile che mantenere viva la speranza di poter affrontare ogni situazione con il fiato sospeso. Respira, affrontare ciò da cui vuoi fuggire e accorgiti di come cambia la vita.

La caverna nella quale hai paura di entrare ha il tesoro che stai cercando (Joseph Campbell)

Se vuoi vivere in modo originale e unico l’esperienza della tua nascita e rinascere a nuova vita riscrivendo tu stess* il copione e delineando nuovamente cosa trattenere e rinforzare e cosa invece lasciar andare con gratitudine, ti invito a Nascita e Rinascita – con esperienza in grotta 17 e 18 Marzo 2018 – Sabato a Cascina Clarabella e Domenica in una grotta di Grignaghe accompagnati dagli speleo Sergio e Franco del Gruppo Speleo Montorfano.

Il Corso si sta riempiendo rapidamente e i posto sono solo 10. Se vuoi conoscere più a fondo di cosa si tratta, puoi cliccare su questo link http://bit.ly/2HhOs68

SE NON CAMBI, RISCHI DI SCOMPARIRE

Il momento che segue la perdita di qualcosa o di qualcuno è una piccola o grande fine del mondo. Tutte le cose belle che erano racchiuse in quelle circostanze si mescolano con tutto il nuovo che ci riserva il futuro: e nasce la paura.

I cambiamenti trasformano letteralmente la nostra vita: alcuni sono così repentini da farci perdere il senso di chi siamo. La nostra identità costruita intorno a una roccaforte fatta di convinzioni e momenti che diamo per scontati, viene improvvisamente scossa dal terremoto del cambiamento. Tutto intorno a noi crolla e ci ritroviamo in mezzo alle macerie. Seduti a terra, pieni di polvere e il nulla intorno a noi potrebbe far cadere nella paura e nella depressione anche il più forte. Ma c’è una domanda potente che possiamo fare a noi stessi proprio in quei momenti: “Se non avessi paura, cosa farei?”. Lasciarci ispirare da questa domanda può moderare la paura e metterci nella condizione di spingerci oltre ogni aspettativa, iniziando ad apprezzare – partendo proprio da quel momento – la vita.

Non possiamo evitare le scosse alle quali – di tanto in tanto – la vita ci sottopone. Ma possiamo scegliere se lasciarci sopraffare da esse o fermarci il tempo necessario per riprendere fiato, e poi continuare svoltando l’angolo con una sola volontà: trovare una nuova energia.

Questo è il perdono: una scelta di progresso verso una visione nuova, con il cuore grato per ciò che è stato e gli occhi pieni di speranza per ciò che sarà.

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A volte non abbiamo idea di dove stiamo andando pur avendo obiettivi certi, ben strutturati, scritti a modo e che seguono tutti i canoni universali. Non sappiamo quali potranno essere gli eventuali ostacoli, le battute d’arresto e perfino i terremoti che scuotono fino a fermarci. Ma, quando accadono, possiamo pensare ad essi in due modi: come a una sventura oppure a un momento di riflessione: entrambi i modi sono corretti perché porteranno a un risultato. Dobbiamo solo scegliere sul momento qual è il  più conveniente per noi, perché lì sta la differenza – come sempre – tra avere ragione o essere felice.

Se provassimo per un attimo a considerare la fine di qualcosa un inizio?. Capita spesso di sentir dire questa frase ma a volte manca la motivazione a crederci davvero.  Prendendo ispirazione dal personaggio di Ridolino del libro “Chi ha spostato il mio formaggio?”, vi invito a scrivere su un foglio “Se non cambi, rischi di scomparire”. Tenete il foglio a disposizione di ogni cambiamento, come promemoria e verificate cosa accade.

“Sapeva di aver imparato qualcosa di utile dai suoi amici topo, Sniff e Scurry, riguardo a come andare avanti. Mantenevano la vita su dei livelli semplici: non analizzavano le cose in maniera eccessiva, né le rendevano più complicate del dovuto. Quando la situazione cambiava e il formaggio veniva spostato, loro cambiavano e si spostavano con il formaggio. Era una cosa che si sarebbe ricordato.  |…| Comprese che il modo più rapido di cambiare è ridere della propria follia” (Chi ha spostato il mio formaggio?)

Accorgiti!

L’ANIMA VOLA

Ci sono due forze opposte che dirigono la nostra vita: la forza del condizionamento, che attrae verso una vita di sforzi e lotte e la forza dell’anima che spinge a vivere una vita priva di fatica, al massimo corredata di qualche piccolo sforzo. E’ per tutti così e ciascuno lo vive a modo suo.

La forza del condizionamento ha stretto patti di alleanza con i pensieri della nostra famiglia, degli amici, mass media e della società in genere, ai quali abbiamo detto “sì, lo voglio” sposandoci con un partner arrogante e deciso.

Dall’altra parte al confronto di questa massiccio sposalizio c’è la forza dell’anima: non ha poteri visibili e neppure una voce che parla nella nostra testa. L’esperienza con l’anima è troppo intima per poter essere spiegata e muove un’energia così sottile che potrebbe passare inosservata. Io la conosco come una specie di certezza che tutto andrà per il meglio, un pensiero che non si esprime attraverso una voce singola nella testa ma un tutt’uno che mi avvolge e che dissipa ogni dubbio e incertezza. E’ come se fosse un enorme cuore che scandisce il ritmo dell’universo intero avvolgendo e permeando ogni cosa, dalla più grande e visibile alla più piccola e invisibile. La possiamo ignorare per lungo tempo, ma l’anima è paziente, ha tutto il tempo che occorre e sa attendere il momento in cui ciascuno di noi sceglie di ascoltare la sua voce.

L'anima volabasta solo un po'd'aria nuova

C’è un’altra condizione che è sempre presente in tutti gli esseri che vivono su questa Terra: il respiro. Passiamo la maggior parte del nostro tempo – come esseri umani – a ignorare il nostro respiro che continua a funzionare senza interruzione e senza esigere nessuna attenzione particolare. Tratteniamo il respiro quando pensiamo, quando siamo felici, tristi, annoiati, insicuri, arrabbiati, quando facciamo l’amore, quando raggiungiamo un obiettivo o leggiamo, ascoltiamo la musica o viaggiamo. Ogni occasione in qualunque direzione è buona per trattenere il respiro.

Se ti va, fai questo esperimento: siediti in tranquillità e ignora il tuo respiro facendo volontariamente uno sforzo per escluderlo. Come dici? Non puoi? E sai perché? Una volta che hai portato l’attenzione al tuo respiro è avvenuto un cambiamento. Appena interrompi l’esperienza, la mente ti porterà a divagare e ti ritroverai sprofondato nella dimenticanza, ma per il respiro non fa nessuna differenza: continuerà a fare ciò che è stato chiamato a svolgere per te. Perché il respiro ci appartiene, proprio come l’anima e può aspettare perché sarà sempre presente nella nostra vita.

Sappiamo quando siamo in contatto con la nostra anima, e sono quei momenti in cui la nostra prospettiva cambia e la visione diventa più ampia portando con sé la calma di poter eseguire tutto al meglio per noi. Non ci sono manuali specifici che possano fornire direttive per manovrare al meglio l’anima, ma una cosa posso dire con certezza: presto o tardi, quando meno te l’aspetti, quando ti sembrerà che tutto stia per implodere, quello è il momento propizio per lasciare che sia fatta la sua volontà.

Non smettere mai di esplorare. Accorgiti!

(fotografia http://myfotolog.tumblr.com/post/47446722126/by-eugene-perhun)