UN SEME IN OGNI FERITA

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Le donne hanno spalle larghe: portano il peso di una storia che per molto tempo è rimasta nascosta, distrutta da un patriarcato che non ha saputo accoglierla per paura di non riuscire a gestire la sua imponente energia. Ma questa distruzione è stato un “dono” del femminile, forse una sorta di curiosità nel comprendere come si sta dall’altra parte. O forse un modo per una nuova nascita, per rinascere più forti di prima, consapevoli che né matriarcato né patriarcato si avvicinano alla «mutualità»: all’apice del loro splendore, ne possono sfiorare i confini, ma non entrano nella comprensione del reale significato.

Non c’è lucro nella mutualità: è un principio di scambievole aiuto basato sul riconoscimento e dell’estensione dei propri valori. Un nuovo incontro che si appoggia su queste basi di comprensione, passa dal cercare nell’altro ciò che crediamo di non avere, a riconoscerlo come portatore di un valore che ancora non abbiamo saputo valorizzare. È il passaggio da povertà ad abbondanza, e accade ogni volta che scegliamo di lasciarci condurre per mano verso una nuova visione.

Chiunque intraprenda un viaggio verso un lato sconosciuto della sua essenza, ha la possibilità di tracciare una mappa delle risorse di una vita interiore più ricca, che può anche riempire il suo personale mondo esteriore, estendendosi oltre i limiti imposti di una mente addormentata. È una ricerca essenziale per il femminile che vuole rinnovarsi e che decide di ricordare e conservare ciò che è sacro nella vita.

Se la storia è repressa, proibita o dimenticata, finché non se ne riparla, per il mondo non esiste più. Siamo arrivate alla soglia dell’estinzione, adattandoci a schemi esclusivamente maschili per essere accettate. Abbiamo creduto che la forza e la bellezza sono un’esclusiva del corpo, mettendo da parte la nostra essenza femminile, ciò di cui siamo fatte. È accaduto e non ha funzionato. Non ci ha dato la libertà che cercavamo, perché forse l’abbiamo cercata dove non c’era libertà. Ammettiamolo: abbiamo commesso un errore, e un errore si può correggere. La nostra storia non è scritta sulla pietra. Può essere presa in considerazione, guardata con attenzione e fatta ripartire su basi più adatte al nostro Essere.

C’è un faro puntato sul maschile, in questo tempo e momento, mentre il femminile è solo un’ombra. Smettere di scimmiottare gli uomini – e le donne che non assomigliano agli uomini – significa allargare il faro integrando entrambi gli aspetti sotto un’unica Luce. Nello splendore, ciascuno può vedere di cosa è fatto, riconoscendo le proprie caratteristiche e mettendole a disposizione dell’altro, in un mutuo scambio di valori.

Esistono storie diverse da quelle che abbiamo imparato a raccontare, ed esiste la fantasia per generare nuove storie. Abbiamo scambiato un demone per un altro demone: è durata anche troppo questa storia. È il momento di trovare nuove parole per descrivere il femminile.

Osservare è imparare

Guardati allo specchio e domandati se ne vale davvero la pena di esistere solo come un’ombra. O se invece è arrivato il momento di recuperare ciò che sei, senza «se» e senza «ma». Fai un respiro, guarda i tuoi occhi nel profondo e dì a te stessa: «Posso mettere un seme in ogni ferita per far crescere una nuova versione di me»

Nulla è davvero impossibile. Tutto è semplicemente possibile

Alle mie Amiche, alle Sorelle antiche ritrovate in questo tempo e momento, alle Donne che stanno camminando sulla via della consapevolezza, a chi si mette in discussione, a tutte coloro che non sanno ancora «come fare» ma hanno la volontà, alle giovani donne e alle donne mature. E a tutti gli uomini, con amorevole rispetto.

LA ZONA D’OMBRA

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Spesso scartiamo le nostre zone d’ombra considerandole un limite, una condizione da negare perché ci tira in basso e sposta l’attenzione da un’altra parte. Sottovalutiamo le paure, le releghiamo in scatole chiuse sperando che possano risolversi da sole anziché considerarle delle meravigliose opportunità. Ci sono infinite ricchezze racchiuse nelle nostre zone d’ombra e una conoscenza che va quanto prima valutata. 

Le energie di giusto e sbagliato, buono e cattivo, bene e male, grande e piccolo fluttuano da una parte all’altra della nostra esistenza a seconda di come scegliamo di dar loro importanza. Ciascuna di noi, nel corso della vita, ha modo di fare esperienza di momenti in cui si è sentita buona, altri cattiva, oppure giusta o ingiusta, in alcuni momenti una persona generosa e in altri tirchia, capace o incapace e così via. 

Non sono due persone a interpretare le emozioni: siamo sempre noi e tutti passiamo da questa esperienza, continuamente. L’errore che genera sofferenza è appiccicare un’etichetta che definisce una cosa migliore dell’altra: noi non siamo questo o quello ma  entrambe le cose ed è proprio questo che ci rende complete.

SIAMO COME VOGLIAMO ESSERE 

Apprezzare se stesse solo quando si è come vorremmo essere, o ancor peggio come vorrebbero gli altri, è negare una parte di noi e questo impedisce la connessione con l’amore, l’unica reale fonte non giudicante dalla quale attingere per ottenere i risultati che desideriamo. E quando perdiamo questa connessione, il mondo risponde facendoci vivere l’esperienza della solitudine e dell’abbandono.

Se dunque vogliamo essere riconosciute come persone degne d’essere amate e apprezzate, dobbiamo cominciare ad amare quelle parti di noi che scartiamo d’abitudine perché le riteniamo ingombranti. Quanto spazio occupa una paura di qualunque genere: ci avete mai pensato? Lo stesso spazio lo possiamo riempire di fiducia e volontà per realizzare ogni cosa desideriamo e per fare questo dobbiamo sviluppare la volontà di guardare anche i lati più bui.

Se vogliamo essere ascoltati dobbiamo prima di tutto imparare ad ascoltarci inglobando anche la voce che denigra e giudica

Tutte le esperienze che facciamo durante il corso della vita vengono accettate dalla nostra mente e ritenute delle risorse preziose alle quali fare riferimento. Non c’è nulla da scartare: tutto può essere integrato, superato e lasciato dolcemente da parte perché ritenuto un errore di valutazione. Nient’altro è necessario per essere felici, e neppure niente di meno. Ma per valutare dobbiamo conoscere cosa è importante e cosa non lo è per noi in quel momento specifico. A volte la paura può essere più utile di una ripetizione inconsapevole di frasi positive  nelle quali non crediamo e che stiamo formulando unicamente per paura che qualcosa di brutto possa accadere.

Joseph Campbell ha scritto che la caverna nella quale abbiamo paura di entrare contiene il tesoro più grande: è una verità assoluta! Poter guardare le nostre zone ombra dando loro l’attenzione che meritano, significa conoscere sé stessi e andare oltre ogni paura possiamo incontrare. Rinnegarle è sostenere la paura rendendola una realtà da temere, uno spauracchio da allontanare: è come camminare con gli occhi bendati su un terreno sconnesso nella speranza di poter rimanere in piedi.

Dobbiamo vedere gli ostacoli per non andarci a sbattere!

Allontanarci dalle emozioni sgradevoli  equivale a separare una parte di noi che inevitabilmente vorrà essere considerata.  Accettazione è la parola adatta per questo passaggio, così da poter ogni volta rinascere a nuova vita. 

Per scrivere questo articolo mi sono ispirata a NASCITA E RINASCITA, un’esperienza unica nel suo genere, sia per la tipologia di corso che per l’attività sensoriale che sperimenti quando entri in grotta insieme a me e agli speleo professionisti del Gruppo Speleo Montorfano. Come si svolge il corso? Il primo giorno è dedicato alla conoscenza di sé, comprendendo in che modo la nascita ha influito sulla tua vita. Conosciamo così poco della nostra nascita, eppure è il momento più importante dell’intera esistenza in questo Mondo. Il secondo giorno ti accompagno nella tua rinascita. Se vuoi saperne di più, vuoi iscriverti o avere ulteriori informazioni, clicca su questo link http://spiritualcoach.it/appuntamento/nascita-rinascita/  Sarò lieta di rispondere ad ogni tua domanda.

TI VOGLIO VICINO MA STAMMI LONTANO

Tutti noi perpetuiamo in continuazione le varie fasi della nascita portando le emozioni e considerazioni nel quotidiano. Le nostre relazioni e il modo in cui le affrontiamo nascono proprio da quei momenti più o meno lunghi e intensi, dove piccoli mattoni di vita vengono deposti per far crescere la roccaforte di ciò che saremo da adulti. Riallacciare un dialogo con la nostra nascita è portatore sano di consapevolezza.

E proprio ieri mi è accaduto di condividere la sensazione duale che spesso si manifesta durante una separazione: la voglia di ritornare sulla vecchia strada e la paura che questo possa accadere. Di seguito potete leggere la chiarezza con cui Sondra Ray descrive questo passaggio.

poichè non esiste nulla che non sia sorto dipendendo, non esiste nulla che non sia vuoto (1).png

 

“Un altro effetto prodotto dalla nascita sulle relazioni è la “sindrome claustrofobica da soffocamento”. Nel ventre il bambino si sviluppa finché lo spazio non è più sufficiente a contenerlo. Il paradiso si tramuta in inferno. Bloccato, il bimbo è costretto a uscire per sopravvivere. All’esterno le mani dell’ostetrica lo afferrano, tagliano il cordone ombelicale costringendolo ad affrettare  il primo respiro che diventa un’esperienza dolorosa e terribile. Questa sequenza viene spesso rivissuta nelle relazioni. Dall’iniziale stato di grazia dell’innamoramento, scivoliamo in un senso di soffocamento e claustrofobia. Il paradiso in cui vivevamo all’inizio ora è un inferno da cui dobbiamo fuggire per continuare a crescere. In alternativa, possiamo costringere il partner a lasciarci. Spesso diventa difficile respirare accanto all’amante e ci ritroviamo a spalancare le finestre in pieno inverno, alla ricerca disperata di una boccata d’aria.

Il risultato di tutto ciò è il “doppio nodo”, tipico di molte relazioni: non potete vivere con quella persona, ma non potete vivere senza di lei. Così, la paura dell’amore e la paura della perdita si uniscono nel sacro vincolo del matrimonio; la cerimonia è officiata da Padre Senso di Colpa che sorride maligno all’ignara coppia destinata a mordere l’aspro frutto del fallimento.

L’alternativa alla colpa è l’innocenza. Conosciamo tutti l’innocenza, per averla vista negli occhi dei bambini, ma quanti di noi hanno dimenticato che tale innocenza divina, pura giocosità e amorevolezza, è connaturale a tutti noi? Seppure celata sotto una fitta coltre protettiva di dolore, essa è lì, Santo Graal di cui tutti i figli di Dio sono alla perenne ricerca.

Può sembrare sciocco parlare di innocenza perduta, poiché non si può smarrire ciò che è per sempre nostro. Ma essa è invisibile, perciò inaccessibile. Solo un profondo mutamento della percezione di noi stessi e del mondo ci rivelerà nuovamente la verità delle cose. Poiché la colpa è una forma di dolore, prendendo in esame la natura del dolore si potrà fare un po’ di luce sulla colpa e sulle possibili soluzioni. Il dolore è, di fatto, lo sforzo compiuto per aggrapparsi alle convinzioni negative. Alcuni dei pensieri che contribuiscono a rafforzare il senso di colpa sono: «Io non merito di essere amato»; «Io ferisco gli altri»; «Gli altri mi feriscono»; «Se qualcuno mi lascia, soffrirò»; «L’amore è sofferenza»; «Dio non vuole la mia gioia». Se pensieri simili emergono nella vostra coscienza, rilassatevi , respirate a fondo e lasciate che la tensione abbandoni tutto il vostro corpo mentre i pensieri negativi passano.” (Colora d’amore la tua vita)

NASCITA E RINASCITA


 

Oggi voglio proporti un piccolo passaggio del mio corso NASCITA E RINASCITA, che si terrà proprio questo fine settimana, e che può aiutarti a far luce su alcuni schemi comportamentali che metti in atto nella tua vita. Per questo ti chiedo di munirti di carta e penna. Oramai avrai capito che sono i miei strumenti di consapevolezza preferiti. Sei pronto/a? Partiamo.

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Se è vero che siamo responsabili della nostra esistenza al 100%, è anche vero che scegliamo i genitori, il luogo, la famiglia alla quale appartenere per fare esperienza in questo mondo. Dunque sono proprio i genitori ad aver contribuito a plasmare ciò che siamo e anche se non sono più in vita continuiamo ad avere un rapporto con loro. Anche se sei stato/a adottato/a, potresti avere un rapporto sia con i genitori biologici sia con quelli adottivi.

A prescindere da quanto sia stata felice o traumatica la tua infanzia, il padre e la madre, così come gli eventi dei primi anni di vita, hanno avuto un effetto – senza dubbio – su quello che sei ora, ed è bene capire quale sia.

Per andare alla scoperta della tua parte più autentica, è importante prima riconoscere che le convinzioni sulla vita sono spesso un riflesso (o una reazione)  degli schemi genitoriali. Se esistono schemi invalidanti che si tramandano da generazioni nella tua famiglia, è arrivato il momento di infrangerli al fine di interrompere la catena di trasmissione, diventando adulti consapevoli e lasciando che sia l’Intelligenza che alberga in ciascuno di noi a guidare insieme a te la tua vita, e non più i condizionamenti ai quali hai risposto fino ad ora.

Un primo passo può essere il rispondere ad alcune domande che ti aiutano a comprendere qual è  la tua verità. Rispondi ad esse il più onestamente possibile tenendo bene a mente che anche i tuoi genitori sono stati bambini e, a loro volta, hanno ricevuto istruzioni dai loro genitori.

  • Se è vero che scegliamo i nostri genitori, come mai avrei scelto i miei? Cosa ho guadagnato o imparato appartenendo proprio a quella famiglia?
  • Cosa veramente provo per loro?
  • Qual è la mia percezione di ciò che provano loro per me?
  • C’è amore tra me e i miei genitori? Se non c’è né, sento l’esigenza di sanare il rapporto con loro? Se sì, di cosa avrei bisogno affinché questo possa avvenire?
  • Quali convinzioni sulla vita, le relazioni, il denaro, l’abbondanza, il lavoro etc … ho attinto da loro? Quali convinzioni sono il riflesso delle mie stesse verità?

Questo è solo un assaggio di ciò che potrai scoprire partecipando al corso, e l’esperienza in grotta accompagnati da speleologi professionisti, sarà un dolce cammino verso una vita nuova, che appoggia le basi su nuove convinzioni. Insomma, una vera e  propria RINASCITA, dove sarai tu e solo tu a crearne tutti i presupposti. Accorgiti.

TEMPO DI RINASCITA

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Non esiste un programma spirituale che ti possa far progredire più o meno velocemente. Una vita spirituale vissuta con pienezza non ha nulla a che vedere con il numero di meditazioni che hai fatto o i corsi che hai frequentato: quelli sono solamente una piccola goccia nel mare, ugualmente importante. Ma la cosa più importante in assoluto è comprendere fino a che punto sei disposto ad abbandonare le tue paure per concedere qualcosa a te stesso, qualcosa che ti possa davvero far accogliere la vita come un dono prezioso, qualunque sia la sua sfumatura.

Conoscere a fondo te stesso ti permette di rinnovarti e sorgere a nuova vita ogniqualvolta cambi la tua percezione nei confronti di un evento o una situazione. E lo fai attraverso l’esperienza del tuo corpo poiché esso ti conosce nel profondo. Il corpo sa, molto prima della mente, quanto sia un privilegio vivere qui. Trattalo bene e, soprattutto, ascoltalo.

Accorgiti e … serenità sulla tua rinascita!

LA BREZZA SOFFIA

Non ti meravigliare se ti ho detto che bisogna nascere dall’alto.
La brezza soffia dove vuole e tu ne senti la voce, ma non sai da dove viene e dove va;
così è di chiunque è nato dallo Spirito (Giovanni 3,7-8)

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