FEMMINE E MASCHI

Quanto influisce, coinvolge e condiziona la nascita? C’è poca comprensione della comunione che c’è tra i condizionamenti ricevuti nei primi anni di vita e le relazioni che instauriamo da adulti.

Il momento della nascita e i primi anni di vita sono fondamentali per la crescita e lo sviluppo di un bambino, che crescerà e diventerà adulto, mantenendo vive dentro di sé convinzioni e considerazioni che ha imparato e fatto sue proprio in quel periodo di tempo.

Ancora oggi i maschietti vengono cresciuti in maniera differente dalle femminucce: ma sia l’una che l’altro sono ignari del problema del sesso cui appartengono e lo saranno ancora per un po’ di tempo. Ma c’è chi se ne occupa e ha già le idee chiare sul “modello ideale di maschio e di femmina”, e il “figlio o la figlia” devono aderire a questo modello, a qualsiasi costo.

«Alcune madri particolarmente consapevoli dei condizionamenti cui i bambini vengono sottoposti fin dalla nascita in nome dei ruoli maschili e femminili e decide a mutare questa realtà, hanno evitato di offrire bambole alle loro figlie, preferendo invece dar loro animali di pezza. Non è alle bambine che vanno sottratte le bambole, ma dovrebbero, al contrario, essere offerte anche ai bambini; nello stesso tempo i padri dovrebbero occuparsi molto di più e da vicino dei loro figliolini d’ambo i sessi per dare a questi la visione reale e per niente scandalosa di una effettiva intercambiabilità dei ruoli padre-madre e offrire loro un modello di tenerezza maschile.

Non è disciplinando e riducendo l’affettività femminile così come si è sempre ridotta e mutilata quella maschile impendendole di esprimersi liberamente (un uomo non si commuove, non s’intenerisce, non piange, non si dispera) che si può sperare di arricchire gli individui.

Non è spingendo le bambine alla competizione e all’imitazione del maschio che si offrirà loro qualcosa di più, ma rispettando e favorendo le scelte di ognuno, indipendentemente dal suo sesso e offrendo ai bambini modelli più ricchi, più espressi, più liberi dagli stereotipi imperanti: potranno così realizzarsi in maniera più completa senza essere costretti a sacrificare parti di sé stessi valide e preziose.» (Dalla parte delle bambine)

Se vorrai conoscere di più sulla tua nascita e sui condizionamenti che hai ricevuto per poterli trasformare e rendere la tua vita un capolavoro, ti aspettiamo il 7 e 8 Luglio per un’Edizione Speciale di Nascita e Rinascita con esperienza in grotta -Al Femminile, due giorni da dedicare esclusivamente a te stessa per un’esperienza unica da portare in ogni tua relazione!

Tutte le informazioni cliccando su questo link
⤵⤵⤵
http://bit.ly/2HhOs68

ADDESTRATE ALL’INFELICITÀ

Forse bisogna ristrutturare anche la parola «spontaneità» perché è un paradosso: nel momento in cui si obbedisce a una richiesta, non lo facciamo «spontaneamente». Prendiamo per esempio l’amore: è spontaneità avvicinarsi all’altro o dietro c’è una richiesta inconscia, la voglia di far fronte a un bisogno?

Se rispondiamo onestamente a questa domanda, dovremo sconfiggere alcune illusioni riguardo all’amore, e la prima di tutte è quella dell’amore «romantico». So bene che potrà sembrare alquanto strano parlare di amore e dire che è bene tenere i piedi ben piantati a terra, ma d’altronde il mito che abbiamo creato è quello di credere che l’altro, munito della sua sfera magica, indovini ciò che sentiamo, vogliamo fare, ciò di cui abbiamo bisogno senza doverlo chiedere.

Il riconoscimento di questo aspetto è il primo passo verso una relazione felice, prima di tutto con noi stesse. La sua mancata conoscenza rende fragile ogni relazione perché la riempie di astrazioni che provocano delusione, quasi che amare anche con la razionalità e non solo col cuore possa sminuire l’essenza dell’amore. Vorremmo un partner perfetto, senza un passato e con un futuro così roseo da esimerci da qualunque problema. Molte di noi vogliono essere la «numero uno» davanti a tutto e tutti, senza accettare l’idea che esistono altri aspetti fondamentali in una relazione: come l’altro, per esempio.

Spesso le relazioni d’amore che sembrano assolute nascono sulle basi di delusioni e rotture, e proprio questo dovrebbe essere il segnale che indica la delicatezza e la fragilità dell’amore, che non è «per sempre», anche se possiamo sentirci al sicuro nel crederlo. Ma ci crediamo veramente, o una parte di noi sa bene che ci stiamo ingannando?

Possiamo amare a lungo una persona, anche per tutta la sua e la nostra vita, ma non l’ameremo mai nello stesso modo. Questa apparente instabilità della relazione è ciò di cui abbiamo bisogno per evolverci singolarmente e insieme, così che una crisi diventa la liberazione di nuove possibilità e non più una distruzione dell’eterna armonia. Realisti, coi piedi ben piantati a terra, tenendo conto dell’altro come essere e non come scudo di protezione alle difficoltà della vita.

Questo è, tanto per cominciare: niente di più e neppure niente di meno. L’addestramento comincia per tutti al momento della nascita e nei successivi 3/5 anni di vita. Inoltre le femmine vengono “addestrate” in maniera differente dai maschi rispetto alle relazioni.

  • Quali input riceviamo?
  • Quali sono i mattoncini che mettiamo come base per costruire la nostra casa mentale dove abiteremo per il resto della nostra vita?
  • Quali sono le istruzioni “al femminile” che inevitabilmente condizioneranno le nostre relazioni?

Avrai la possibilità di trovare la tua risposta, sistemare le tue convinzioni e creare una vita che possa essere come tu la desideri, partecipando il 7 e 8 Luglio all’Edizione Esclusiva di Nascita e Rinascita con esperienza in grotta -Al Femminile

Tutte le informazioni per partecipare le trovi cliccando su questo link

⤵⤵⤵
http://bit.ly/2HhOs68

TOGLI LA PAURA, METTI L’AMORE

lucia-merico-spiritualcoach (6)

Vi siete domandati quanto possa essere dannoso esercitare una professione che non amiamo?  A mio parere, se in certe strutture le cose non funzionano è proprio a causa del fatto che sono gestite da persone prive di amore per ciò che fanno. Molte di loro non sono consapevoli. Forse hanno conseguito un diploma o una laurea sollecitati dai genitori che li hanno cresciuti a suon di: «Trovati un lavoro fisso!» senza rendersi conto che qualcosa è cambiato.

Tempo fa alcune aziende e banche potevano garantire una continuità lavorativa: il padre o la madre che andava in pensione lasciava il posto ai figli. Per questo motivo studiare ragioneria (anche se la passione era fare il musicista) era “normale” se il papà lavorava in banca o in un’azienda come ragioniere. La rarità era una rarità domandare ai propri figli quale fosse la loro aspirazione.  Con l’aumento della tecnologia, la velocità di vita e di pensiero, hanno permesso un cambiamento di paradigmi che ancora pochi sanno cogliere. Uno di questi è prendere in considerazione di svolgere una professione che ami per migliorare la tua esistenza ed essere felice.

FELICE È CHI SA ESSERE FELICE

Sono cambiati i parametri della felicità. Se l’industrializzazione poneva l’accento sul «fare per avere» escludendo quasi totalmente l’essere, e solo quando avevi finito il tuo compito potevi finalmente godere di alcuni privilegi, ai giorni attuali le cose stanno cambiando profondamente. Sono sempre più i professionisti che investono nella loro crescita personale, portando all’interno delle aziende nuova linfa, visioni allargate e persino divergenti.

Sono fiori meravigliosi che attraggono coi loro colori e il profumo della novità. Esseri di tutte le età che hanno il coraggio di mettersi in discussione nonostante il diploma o la laurea, l’età, la posizione sociale. Sono genitori attenti al loro benessere perché sanno che è il benessere dei loro figli, sono donne che non accettano una relazione solo per paura e uomini che hanno il coraggio di mostrare le loro fragilità.

Per fare della tua vita un’opera d’arte, fai ciò che ami e ama ciò che fai

Si, il mondo sta cambiando ed io sono felice di poter assistere e contribuire a questa inversione di pensiero. C’è ancora tanto da fare e personalmente ho fiducia nel credere che questo cambiamento necessario – e anche un po’ caotico – porterà a una nuova comprensione. Solo allora le piccole e grandi lotte quotidiane diventeranno un modo per aggiornare la nostra capacità di fluire con la vita, trovando soluzioni anziché salire in cattedra e pontificare.

UN REGALO PER TE

Voglio lasciarti con un piccolo dono, una semplice e utile modalità che utilizzo personalmente. Quando sei incastrat* nelle tue piccole e grandi lotte quotidiane, impara a guardarle prendendo le distanze. Immagina per un attimo di fantasticare e credere che non sia tuo ciò che stai sperimentando, ma di qualcun altro, e pensa ai suggerimenti che potresti dare. È più semplice suggerire «come fare» quando il problema non ci appartiene. Lo hai mai sperimentato?

Quando c’è un problema è probabile che possa esserci anche un po’ di paura, e questo potrebbe aumentare il timore e la frenesia e diminuire la lucidità, togliendo energia alla fantasia e alla creatività personale.  Il modo che ti propongo per evitare questa dispersione energetica è scrivere il problema e di seguito tutte le paure che pensi di avere. Una volta fatto l’elenco, piega il foglio, scrivi sopra un «Grazie» e brucialo.

Prendi un altro foglio e scrivi ciò che vuoi far accadere: una frase breve, evocativa, che  non contiene negazioni e in tempo presente. Sotto la frase scrivi almeno 3-4 azioni che puoi compiere immediatamente, ne scegli una e la metti in atto nella stessa giornata. A seguire tutte le altre.

Se ti concentri sul momento presente, la paura – che essenzialmente consiste nel farsi coinvolgere in un passato o futuro immaginario – non esiste. Potrai rimanere stupit* dalla facilità con cui le tue paure spariscono facendo trovare un nuovo ordine ai problemi

Come sempre, attendo di conoscere i tuoi risultati, se ti va. E se vorrai approfondire la conoscenza di te stessa per una visione più felice della vita, ti voglio invitare a un seminario ESCLUSIVO tutto al Femminile che si terrà il 7 e 8 Luglio 2018Nascita e Rinascita. Per conoscere di cosa si tratta, clicca su questo link

➡➡➡ http://bit.ly/2HhOs68.

E se sei curiosa, non esitare a scivermi: luciamerico@spiritualcoach.it

UN SEME IN OGNI FERITA

luciamerico-spiritualcoach-semina (2).png

Le donne hanno spalle larghe: portano il peso di una storia che per molto tempo è rimasta nascosta, distrutta da un patriarcato che non ha saputo accoglierla per paura di non riuscire a gestire la sua imponente energia. Ma questa distruzione è stato un “dono” del femminile, forse una sorta di curiosità nel comprendere come si sta dall’altra parte. O forse un modo per una nuova nascita, per rinascere più forti di prima, consapevoli che né matriarcato né patriarcato si avvicinano alla «mutualità»: all’apice del loro splendore, ne possono sfiorare i confini, ma non entrano nella comprensione del reale significato.

Non c’è lucro nella mutualità: è un principio di scambievole aiuto basato sul riconoscimento e dell’estensione dei propri valori. Un nuovo incontro che si appoggia su queste basi di comprensione, passa dal cercare nell’altro ciò che crediamo di non avere, a riconoscerlo come portatore di un valore che ancora non abbiamo saputo valorizzare. È il passaggio da povertà ad abbondanza, e accade ogni volta che scegliamo di lasciarci condurre per mano verso una nuova visione.

Chiunque intraprenda un viaggio verso un lato sconosciuto della sua essenza, ha la possibilità di tracciare una mappa delle risorse di una vita interiore più ricca, che può anche riempire il suo personale mondo esteriore, estendendosi oltre i limiti imposti di una mente addormentata. È una ricerca essenziale per il femminile che vuole rinnovarsi e che decide di ricordare e conservare ciò che è sacro nella vita.

Se la storia è repressa, proibita o dimenticata, finché non se ne riparla, per il mondo non esiste più. Siamo arrivate alla soglia dell’estinzione, adattandoci a schemi esclusivamente maschili per essere accettate. Abbiamo creduto che la forza e la bellezza sono un’esclusiva del corpo, mettendo da parte la nostra essenza femminile, ciò di cui siamo fatte. È accaduto e non ha funzionato. Non ci ha dato la libertà che cercavamo, perché forse l’abbiamo cercata dove non c’era libertà. Ammettiamolo: abbiamo commesso un errore, e un errore si può correggere. La nostra storia non è scritta sulla pietra. Può essere presa in considerazione, guardata con attenzione e fatta ripartire su basi più adatte al nostro Essere.

C’è un faro puntato sul maschile, in questo tempo e momento, mentre il femminile è solo un’ombra. Smettere di scimmiottare gli uomini – e le donne che non assomigliano agli uomini – significa allargare il faro integrando entrambi gli aspetti sotto un’unica Luce. Nello splendore, ciascuno può vedere di cosa è fatto, riconoscendo le proprie caratteristiche e mettendole a disposizione dell’altro, in un mutuo scambio di valori.

Esistono storie diverse da quelle che abbiamo imparato a raccontare, ed esiste la fantasia per generare nuove storie. Abbiamo scambiato un demone per un altro demone: è durata anche troppo questa storia. È il momento di trovare nuove parole per descrivere il femminile.

Osservare è imparare

Guardati allo specchio e domandati se ne vale davvero la pena di esistere solo come un’ombra. O se invece è arrivato il momento di recuperare ciò che sei, senza «se» e senza «ma». Fai un respiro, guarda i tuoi occhi nel profondo e dì a te stessa: «Posso mettere un seme in ogni ferita per far crescere una nuova versione di me»

Nulla è davvero impossibile. Tutto è semplicemente possibile

Alle mie Amiche, alle Sorelle antiche ritrovate in questo tempo e momento, alle Donne che stanno camminando sulla via della consapevolezza, a chi si mette in discussione, a tutte coloro che non sanno ancora «come fare» ma hanno la volontà, alle giovani donne e alle donne mature. E a tutti gli uomini, con amorevole rispetto.

LA ZONA D’OMBRA

nella-grotta-1024x684

Spesso scartiamo le nostre zone d’ombra considerandole un limite, una condizione da negare perché ci tira in basso e sposta l’attenzione da un’altra parte. Sottovalutiamo le paure, le releghiamo in scatole chiuse sperando che possano risolversi da sole anziché considerarle delle meravigliose opportunità. Ci sono infinite ricchezze racchiuse nelle nostre zone d’ombra e una conoscenza che va quanto prima valutata. 

Le energie di giusto e sbagliato, buono e cattivo, bene e male, grande e piccolo fluttuano da una parte all’altra della nostra esistenza a seconda di come scegliamo di dar loro importanza. Ciascuna di noi, nel corso della vita, ha modo di fare esperienza di momenti in cui si è sentita buona, altri cattiva, oppure giusta o ingiusta, in alcuni momenti una persona generosa e in altri tirchia, capace o incapace e così via. 

Non sono due persone a interpretare le emozioni: siamo sempre noi e tutti passiamo da questa esperienza, continuamente. L’errore che genera sofferenza è appiccicare un’etichetta che definisce una cosa migliore dell’altra: noi non siamo questo o quello ma  entrambe le cose ed è proprio questo che ci rende complete.

SIAMO COME VOGLIAMO ESSERE 

Apprezzare se stesse solo quando si è come vorremmo essere, o ancor peggio come vorrebbero gli altri, è negare una parte di noi e questo impedisce la connessione con l’amore, l’unica reale fonte non giudicante dalla quale attingere per ottenere i risultati che desideriamo. E quando perdiamo questa connessione, il mondo risponde facendoci vivere l’esperienza della solitudine e dell’abbandono.

Se dunque vogliamo essere riconosciute come persone degne d’essere amate e apprezzate, dobbiamo cominciare ad amare quelle parti di noi che scartiamo d’abitudine perché le riteniamo ingombranti. Quanto spazio occupa una paura di qualunque genere: ci avete mai pensato? Lo stesso spazio lo possiamo riempire di fiducia e volontà per realizzare ogni cosa desideriamo e per fare questo dobbiamo sviluppare la volontà di guardare anche i lati più bui.

Se vogliamo essere ascoltati dobbiamo prima di tutto imparare ad ascoltarci inglobando anche la voce che denigra e giudica

Tutte le esperienze che facciamo durante il corso della vita vengono accettate dalla nostra mente e ritenute delle risorse preziose alle quali fare riferimento. Non c’è nulla da scartare: tutto può essere integrato, superato e lasciato dolcemente da parte perché ritenuto un errore di valutazione. Nient’altro è necessario per essere felici, e neppure niente di meno. Ma per valutare dobbiamo conoscere cosa è importante e cosa non lo è per noi in quel momento specifico. A volte la paura può essere più utile di una ripetizione inconsapevole di frasi positive  nelle quali non crediamo e che stiamo formulando unicamente per paura che qualcosa di brutto possa accadere.

Joseph Campbell ha scritto che la caverna nella quale abbiamo paura di entrare contiene il tesoro più grande: è una verità assoluta! Poter guardare le nostre zone ombra dando loro l’attenzione che meritano, significa conoscere sé stessi e andare oltre ogni paura possiamo incontrare. Rinnegarle è sostenere la paura rendendola una realtà da temere, uno spauracchio da allontanare: è come camminare con gli occhi bendati su un terreno sconnesso nella speranza di poter rimanere in piedi.

Dobbiamo vedere gli ostacoli per non andarci a sbattere!

Allontanarci dalle emozioni sgradevoli  equivale a separare una parte di noi che inevitabilmente vorrà essere considerata.  Accettazione è la parola adatta per questo passaggio, così da poter ogni volta rinascere a nuova vita. 

Per scrivere questo articolo mi sono ispirata a NASCITA E RINASCITA, un’esperienza unica nel suo genere, sia per la tipologia di corso che per l’attività sensoriale che sperimenti quando entri in grotta insieme a me e agli speleo professionisti del Gruppo Speleo Montorfano. Come si svolge il corso? Il primo giorno è dedicato alla conoscenza di sé, comprendendo in che modo la nascita ha influito sulla tua vita. Conosciamo così poco della nostra nascita, eppure è il momento più importante dell’intera esistenza in questo Mondo. Il secondo giorno ti accompagno nella tua rinascita. Se vuoi saperne di più, vuoi iscriverti o avere ulteriori informazioni, clicca su questo link http://spiritualcoach.it/appuntamento/nascita-rinascita/  Sarò lieta di rispondere ad ogni tua domanda.

TI VOGLIO VICINO MA STAMMI LONTANO

Tutti noi perpetuiamo in continuazione le varie fasi della nascita portando le emozioni e considerazioni nel quotidiano. Le nostre relazioni e il modo in cui le affrontiamo nascono proprio da quei momenti più o meno lunghi e intensi, dove piccoli mattoni di vita vengono deposti per far crescere la roccaforte di ciò che saremo da adulti. Riallacciare un dialogo con la nostra nascita è portatore sano di consapevolezza.

E proprio ieri mi è accaduto di condividere la sensazione duale che spesso si manifesta durante una separazione: la voglia di ritornare sulla vecchia strada e la paura che questo possa accadere. Di seguito potete leggere la chiarezza con cui Sondra Ray descrive questo passaggio.

poichè non esiste nulla che non sia sorto dipendendo, non esiste nulla che non sia vuoto (1).png

 

“Un altro effetto prodotto dalla nascita sulle relazioni è la “sindrome claustrofobica da soffocamento”. Nel ventre il bambino si sviluppa finché lo spazio non è più sufficiente a contenerlo. Il paradiso si tramuta in inferno. Bloccato, il bimbo è costretto a uscire per sopravvivere. All’esterno le mani dell’ostetrica lo afferrano, tagliano il cordone ombelicale costringendolo ad affrettare  il primo respiro che diventa un’esperienza dolorosa e terribile. Questa sequenza viene spesso rivissuta nelle relazioni. Dall’iniziale stato di grazia dell’innamoramento, scivoliamo in un senso di soffocamento e claustrofobia. Il paradiso in cui vivevamo all’inizio ora è un inferno da cui dobbiamo fuggire per continuare a crescere. In alternativa, possiamo costringere il partner a lasciarci. Spesso diventa difficile respirare accanto all’amante e ci ritroviamo a spalancare le finestre in pieno inverno, alla ricerca disperata di una boccata d’aria.

Il risultato di tutto ciò è il “doppio nodo”, tipico di molte relazioni: non potete vivere con quella persona, ma non potete vivere senza di lei. Così, la paura dell’amore e la paura della perdita si uniscono nel sacro vincolo del matrimonio; la cerimonia è officiata da Padre Senso di Colpa che sorride maligno all’ignara coppia destinata a mordere l’aspro frutto del fallimento.

L’alternativa alla colpa è l’innocenza. Conosciamo tutti l’innocenza, per averla vista negli occhi dei bambini, ma quanti di noi hanno dimenticato che tale innocenza divina, pura giocosità e amorevolezza, è connaturale a tutti noi? Seppure celata sotto una fitta coltre protettiva di dolore, essa è lì, Santo Graal di cui tutti i figli di Dio sono alla perenne ricerca.

Può sembrare sciocco parlare di innocenza perduta, poiché non si può smarrire ciò che è per sempre nostro. Ma essa è invisibile, perciò inaccessibile. Solo un profondo mutamento della percezione di noi stessi e del mondo ci rivelerà nuovamente la verità delle cose. Poiché la colpa è una forma di dolore, prendendo in esame la natura del dolore si potrà fare un po’ di luce sulla colpa e sulle possibili soluzioni. Il dolore è, di fatto, lo sforzo compiuto per aggrapparsi alle convinzioni negative. Alcuni dei pensieri che contribuiscono a rafforzare il senso di colpa sono: «Io non merito di essere amato»; «Io ferisco gli altri»; «Gli altri mi feriscono»; «Se qualcuno mi lascia, soffrirò»; «L’amore è sofferenza»; «Dio non vuole la mia gioia». Se pensieri simili emergono nella vostra coscienza, rilassatevi , respirate a fondo e lasciate che la tensione abbandoni tutto il vostro corpo mentre i pensieri negativi passano.” (Colora d’amore la tua vita)

NASCITA E RINASCITA


 

Oggi voglio proporti un piccolo passaggio del mio corso NASCITA E RINASCITA, che si terrà proprio questo fine settimana, e che può aiutarti a far luce su alcuni schemi comportamentali che metti in atto nella tua vita. Per questo ti chiedo di munirti di carta e penna. Oramai avrai capito che sono i miei strumenti di consapevolezza preferiti. Sei pronto/a? Partiamo.

IMG_0896

Se è vero che siamo responsabili della nostra esistenza al 100%, è anche vero che scegliamo i genitori, il luogo, la famiglia alla quale appartenere per fare esperienza in questo mondo. Dunque sono proprio i genitori ad aver contribuito a plasmare ciò che siamo e anche se non sono più in vita continuiamo ad avere un rapporto con loro. Anche se sei stato/a adottato/a, potresti avere un rapporto sia con i genitori biologici sia con quelli adottivi.

A prescindere da quanto sia stata felice o traumatica la tua infanzia, il padre e la madre, così come gli eventi dei primi anni di vita, hanno avuto un effetto – senza dubbio – su quello che sei ora, ed è bene capire quale sia.

Per andare alla scoperta della tua parte più autentica, è importante prima riconoscere che le convinzioni sulla vita sono spesso un riflesso (o una reazione)  degli schemi genitoriali. Se esistono schemi invalidanti che si tramandano da generazioni nella tua famiglia, è arrivato il momento di infrangerli al fine di interrompere la catena di trasmissione, diventando adulti consapevoli e lasciando che sia l’Intelligenza che alberga in ciascuno di noi a guidare insieme a te la tua vita, e non più i condizionamenti ai quali hai risposto fino ad ora.

Un primo passo può essere il rispondere ad alcune domande che ti aiutano a comprendere qual è  la tua verità. Rispondi ad esse il più onestamente possibile tenendo bene a mente che anche i tuoi genitori sono stati bambini e, a loro volta, hanno ricevuto istruzioni dai loro genitori.

  • Se è vero che scegliamo i nostri genitori, come mai avrei scelto i miei? Cosa ho guadagnato o imparato appartenendo proprio a quella famiglia?
  • Cosa veramente provo per loro?
  • Qual è la mia percezione di ciò che provano loro per me?
  • C’è amore tra me e i miei genitori? Se non c’è né, sento l’esigenza di sanare il rapporto con loro? Se sì, di cosa avrei bisogno affinché questo possa avvenire?
  • Quali convinzioni sulla vita, le relazioni, il denaro, l’abbondanza, il lavoro etc … ho attinto da loro? Quali convinzioni sono il riflesso delle mie stesse verità?

Questo è solo un assaggio di ciò che potrai scoprire partecipando al corso, e l’esperienza in grotta accompagnati da speleologi professionisti, sarà un dolce cammino verso una vita nuova, che appoggia le basi su nuove convinzioni. Insomma, una vera e  propria RINASCITA, dove sarai tu e solo tu a crearne tutti i presupposti. Accorgiti.