LE OPPORTUNITA’

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Scrivere la propria storia personale è un’opportunità per prendere contatto con sé stesse. Lo hai mai fatto? Tutt’altro che semplice, permette al fango in cui la storia è spessamente immersa di essere lavato via da nuovi punti di vista. Nessuna storia è così tremenda da non poter essere pulita del suo veleno e fatta nuovamente risplendere. Ma certo, questo dipende solo da noi.

Le storie sono medicine e oggi ti voglio raccontare la mia. E chissà, come spesso capita, ti ci potresti ritrovare.  E’ un capitolo del mio libro PROFESSIONE SPIRITUALCOACH Gesù è più felice quando viaggia in Porsche. Comincia così.

LE OPPORTUNITA’

Spesso grandi imprese nascono da piccole opportunità (Demostene, 384 a.C.)

Saper cogliere le opportunità è un insegnamento che va appreso e allenato con costanza. Ho imparato a riconoscerle e quando si presentano sulla mia strada e le afferro al volo. Il tempo presente è l’unico tempo possibile ed è il tempo delle opportunità: non arrivano mai né un attimo prima né un attimo dopo, e se le lasci sfuggire non torneranno mai più. Alcune potrai rimpiangerle per molto tempo, altre si ripresentano sul cammino sotto nuove forme. In ogni caso, per saper cogliere le opportunità bisogna avere le antenne ben sintonizzate sul tempo presente e imparare a leggere gli infiniti messaggi che l’universo ci mette a disposizione.

In ogni tradizione antica, di qualunque natura essa sia, dal Buddismo all’Induismo fino alla tradizione più vicina a noi, il Cristianesimo, viene enfatizzato il tempo presente, non inteso come tempo verbale ma come abilità a rimanere nel qui e ora. Stare nel qui e ora significa essere presenti a se stessi, avendo consapevolezza di ogni più piccola percezione ed essendo così allineati con l’Universo da coglierne ogni minuscolo messaggio.

Le persone che si muovono nel qui e ora sono costantemente presenti e questo permette loro di compiere «azioni che sono conformi alla situazione» (Wikipedia)

Che ci vuole: basta non pensare al passato, non pensare al futuro, concentrarsi solo sul presente e il gioco è fatto! Come sempre la teoria è molto più semplice rispetto alla pratica: ebbene sì, ci vuole molta pratica e tanta determinazione a stare nel tempo presente.

UNA STORIA VERA

Ti chiederai: ma cosa posso fare per rimanere nel qui e ora? Ti racconto una storia: C’era una volta una giovane donna che aveva una paura tremenda del futuro. Passava parte delle sue giornate a preoccuparsi di cosa sarebbe potuto succederle e i suoi pensieri erano sempre rivolti al domani, inconsapevole del fatto che tutta quella preoccupazione stava innescando una dinamica che poteva solo materializzare situazioni per le quali essere turbata. Una delle regole dell’esistenza è che manifestiamo sempre ciò in cui crediamo: preoccupazione manifesta preoccupazione e serenità manifesta serenità. Che crediamo oppure no a questa regola è indifferente: essa continua e esistere e a essere vera, come è vero che dopo il giorno arriva sempre la notte.

Lui era l’uomo che aveva conosciuto durante la sua adolescenza: compiva quindici anni quando lo vide per la prima volta. Si erano poi lasciati per incontrarsi di nuovo due anni dopo. Era un ragazzo davvero affascinante: aveva l’automobile ed era un appassionato motociclista. Sin dal primo momento lei lo aveva visto come un principe che era arrivato sul suo cavallo bianco a salvare la principessa imprigionata nella torre. In effetti conoscerlo era stata una delle cose più belle che le sarebbero potute capitare in quel periodo.

La Vita vissuta con difficoltà in famiglia la portava a cercare qualcosa al di fuori che le potesse dare qualche sicurezza in più. Aveva amiche e amici con i quali usciva, ogni tanto qualche piccolo flirt, ma non ancora un fidanzato fisso, di quelli che ti portano a cena o al cinema e ti regalano i fiori. Erano cresciuti insieme e avevano trascorso venti lunghi anni condividendo ogni minuscolo aspetto della Vita.

Entrambi viaggiatori appassionati avevano girato il mondo in lungo e in largo. Lui le aveva insegnato a guidare l’auto, la motocicletta, a pattinare sul ghiaccio, insieme avevano imparato lo sci d’acqua e quello invernale, si sfidavano in accanite gare di bowling e con gli amici condividevano il cinema e il teatro. Una Vita piacevole e movimentata.

Quando cresci con un uomo del genere pensi che la relazione durerà per sempre, e non ci credi solo tu, ma anche tutte le persone intorno a te. «Sono proprio una bella coppia affiatata» era ciò che dicevano di loro. Fino a che una mattina, mentre sta raccogliendo la biancheria da mettere in lavatrice, si accorse che infilato in una manica della camicia c’è un lungo e riccio capello rosso.

Per un attimo il respiro si interrompe, il mondo si ferma e le passa davanti l’intero film della sua Vita: ecco arrivata la sua grande opportunità. Ma ancora non lo sapeva. In preda alla disperazione cerca una risposta sensata a tutto ciò: «Sarà il capello di qualche collega d’ufficio. È autunno, i capelli sono più fragili e cadono con facilità…» e altre idiozie del genere. Le donne sono fantasiose quando vogliono nascondere a se stesse la verità.

Continua a guardare quel lungo e riccio capello rosso mentre si avvia verso lo specchio del bagno, nella vana speranza di scoprire che, improvvisamente, la sua corta e frizzante capigliatura biondo platino si è trasformata in una lunga chioma rossa. Chiede spiegazioni, ma ben presto capisce che tutto ciò in cui aveva riposto le sue aspettative sta crollando, come un castello di sabbia spazzato via dall’onda. La verità non tarda a emergere: lui è innamorato di un’altra.

Il mondo in quel preciso istante gira intorno a lei un milione di volte: è come essere entrata in un frullatore. Sbalordita e incredula ma cocciuta fino in fondo, stabilisce che in un modo o nell’altro, lo porterà a cambiare idea. Attende pazientemente nove lunghi mesi, durante i quali i film si alternano nella sua mente: c’è quello dove «Vissero felici e contenti fino alla fine dei loro giorni» e l’altro dove «Lei raccoglie i pezzi della sua Vita e ricomincia da capo».

LA RINASCITA

Una parte di lei, quella più profonda e nascosta, ha già compiuto la scelta. È consapevole di aver tenuto insieme il rapporto con sforzo e cocciutaggine, solo per la poca stima che ha di se stessa e per l’intensa paura di rimanere sola. Nella sua mente c’è la ferma convinzione che: «Senza un uomo non si può andare avanti». I mesi passano, lui si dichiara sempre più innamorato dell’altra e lei tenta con tutte le sue forze di fargli cambiare idea. Si sente ferita, offesa e arrabbiata: ha tanta voglia di riprendersi ciò che ha sempre considerato suo. Tutti quegli anni passati insieme e ora eccola lì messa da parte come una scarpa vecchia.

Ma le persone non sono proprietà e, soprattutto, la cosa difficile da capire è che ciò che le sta accadendo è la somma di tutti quei momenti in cui, durante le discussioni e gli scontri verbali, aveva pensato: «Ma perché non se ne trova un’altra?». Chiedi e ti sarà dato: a volte anche subito! Accidenti al pensiero causativo!

L’uso consapevole del pensiero è una forma d’arte. Accorgersi di cosa si sta pensando è il frutto di un’attenzione e di un allenamento mentale costanti. Fino al momento in cui la giovane donna non inizia il percorso di crescita personale e spirituale, l’ultima delle sue preoccupazioni era quella di guardare con consapevole attenzione ai suoi pensieri.

A volte si accorgeva di averne di ossessivi e frequenti, ma non conoscendo il loro potenziale causativo e l’opportunità celata in essi, continuava i suoi lamenti e i giudizi inconsapevoli. Se la vita andava male era sempre colpa di qualcun altro. Quando andava bene era merito suo o tutt’al più della fortuna.  Ha esultato il giorno in cui ha scoperto il concetto di causa ed effetto. Da allora, a volte con estrema facilità altre un po’ meno, mise in atto quanto imparato sulla causatività prendendo in mano la sua vita.

Come spesso capita quando si affronta una condizione per la prima volta, l’inizio necessita di allenamento che col passare del tempo porterà grandi soddisfazioni. E se vorrai che le soddisfazioni diventino parte della tua vita, dovrai allenarti ogni giorno per tutti i giorni in cui camminerai su questa Terra.

Questa storia ha un lieto fine. La giovane donna continuò il suo percorso di crescita diventando una SpiritualCoach. Ma questa è un’altra storia.

 

Se vuoi scoprire di cosa si occupa una SpiritualCoach, clicca sul questo link➡➡➡ http://www.spiritualcoach.it

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LE OPPORTUNITA’

Scrivere la propria storia personale è un’opportunità per prendere contatto con sé stesse. Lo hai mai fatto? Tutt’altro che semplice, permette al fango in cui la storia è spessamente immersa di essere lavato via da nuovi punti di vista. Nessuna storia è così tremenda da non poter essere pulita del suo veleno e fatta nuovamente risplendere. Ma certo, questo dipende solo da noi.

Le storie sono medicine e oggi ti voglio raccontare la mia. E chissà, come spesso capita, ti ci potresti ritrovare.  E’ un capitolo del mio libro PROFESSIONE SPIRITUALCOACH Gesù è più felice quando viaggia in Porsche. Comincia così

LE OPPORTUNITA’

«Spesso grandi imprese nascono da piccole opportunità» (Demostene, 384 a.C.)

Saper cogliere le opportunità è un insegnamento che va appreso e allenato con costanza. Ho imparato a riconoscerle e quando si presentano sulla mia strada e le afferro al volo. Il tempo presente è l’unico tempo possibile ed è il tempo delle opportunità: non arrivano mai né un attimo prima né un attimo dopo, e se le lasci sfuggire non torneranno mai più. Alcune potrai rimpiangerle per molto tempo, altre si ripresentano sul cammino sotto nuove forme. In ogni caso, per saper cogliere le opportunità bisogna avere le antenne ben sintonizzate sul tempo presente e imparare a leggere gli infiniti messaggi che l’universo ci mette a disposizione.

In ogni tradizione antica, di qualunque natura essa sia, dal Buddismo all’Induismo fino alla tradizione più vicina a noi, il Cristianesimo, viene enfatizzato il tempo presente, non inteso come tempo verbale ma come abilità a rimanere nel qui e ora. Stare nel qui e ora significa essere presenti a se stessi, avendo consapevolezza di ogni più piccola percezione ed essendo così allineati con l’Universo da coglierne ogni minuscolo messaggio.

Le persone che si muovono nel qui e ora sono costantemente presenti e questo permette loro di compiere «azioni che sono conformi alla situazione» (Wikipedia).

Che ci vuole: basta non pensare al passato, non pensare al futuro, concentrarsi solo sul presente e il gioco è fatto! Come sempre la teoria è molto più semplice rispetto alla pratica: ebbene sì, ci vuole molta pratica e tanta determinazione a stare nel tempo presente.

UNA STORIA VERA

Ti chiederai: ma cosa posso fare per rimanere nel qui e ora? Ti racconto una storia: C’era una volta una giovane donna che aveva una paura tremenda del futuro. Passava parte delle sue giornate a preoccuparsi di cosa sarebbe potuto succederle e i suoi pensieri erano sempre rivolti al domani, inconsapevole del fatto che tutta quella preoccupazione stava innescando una dinamica che poteva solo materializzare situazioni per le quali essere turbata.

Una delle regole dell’esistenza è che manifestiamo sempre ciò in cui crediamo: preoccupazione manifesta preoccupazione e serenità manifesta serenità. Che crediamo oppure no a questa regola è indifferente: essa continua e esistere e a essere vera, come è vero che dopo il giorno arriva sempre la notte.

Lui era l’uomo che aveva conosciuto durante la sua adolescenza: compiva quindici anni quando lo vide per la prima volta. Si erano poi lasciati per incontrarsi di nuovo due anni dopo. Era un ragazzo davvero affascinante: aveva l’automobile ed era un appassionato motociclista. Sin dal primo momento lei lo aveva visto come un principe che era arrivato sul suo cavallo bianco a salvare la principessa imprigionata nella torre. In effetti conoscerlo era stata una delle cose più belle che le sarebbero potute capitare in quel periodo.

La Vita vissuta con difficoltà in famiglia la portava a cercare qualcosa al di fuori che le potesse dare qualche sicurezza in più. Aveva amiche e amici con i quali usciva, ogni tanto qualche piccolo flirt, ma non ancora un fidanzato fisso, di quelli che ti portano a cena o al cinema e ti regalano i fiori. Erano cresciuti insieme e avevano trascorso venti lunghi anni condividendo ogni minuscolo aspetto della Vita.

Entrambi viaggiatori appassionati avevano girato il mondo in lungo e in largo. Lui le aveva insegnato a guidare l’auto, la motocicletta, a pattinare sul ghiaccio, insieme avevano imparato lo sci d’acqua e quello invernale, si sfidavano in accanite gare di bowling e con gli amici condividevano il cinema e il teatro. Una Vita piacevole e movimentata.

Quando cresci con un uomo del genere pensi che la relazione durerà per sempre, e non ci credi solo tu, ma anche tutte le persone intorno a te. «Sono proprio una bella coppia affiatata» era ciò che dicevano di loro. Fino a che una mattina, mentre stai raccogliendo la biancheria da mettere in lavatrice, si accorse che infilato in una manica della camicia c’è un lungo e riccio capello rosso.

Per un attimo il respiro si interrompe, il mondo si ferma e le passa davanti l’intero film della sua Vita: ecco arrivata la sua grande opportunità. Ma ancora non lo sapeva. In preda alla disperazione cerca una risposta sensata a tutto ciò: «Sarà il capello di qualche collega d’ufficio. È autunno, i capelli sono più fragili e cadono con facilità…» e altre idiozie del genere. Le donne sono fantasiose quando vogliono nascondere a se stesse la verità.

Continua a guardare quel lungo e riccio capello rosso mentre si avvia verso lo specchio del bagno, nella vana speranza di scoprire che, improvvisamente, la sua corta e frizzante capigliatura biondo platino si è trasformata in una lunga chioma rossa. Chiede spiegazioni, ma ben presto capisce che tutto ciò in cui aveva riposto le sue aspettative sta crollando, come un castello di sabbia spazzato via dall’onda. La verità non tarda a emergere: lui è innamorato di un’altra.

Il mondo in quel preciso istante gira intorno a lei un milione di volte: è come essere entrata in un frullatore. Sbalordita e incredula, ma cocciuta fino in fondo, stabilisce che, in un modo o nell’altro, lo porterà a cambiare idea. Attende pazientemente nove lunghi mesi, durante i quali i film si alternano nella sua mente: c’è quello dove «Vissero felici e contenti fino alla fine dei loro giorni» e l’altro dove «Lei raccoglie i pezzi della sua Vita e ricomincia da capo».

LA RINASCITA

Una parte di lei, quella più profonda e nascosta, ha già compiuto la scelta. È consapevole di aver tenuto insieme il rapporto con sforzo e cocciutaggine, solo per la poca stima che ha di se stessa e per l’intensa paura di rimanere sola. Nella sua mente c’è la ferma convinzione che: «Senza un uomo non si può andare avanti». I mesi passano, lui si dichiara sempre più innamorato dell’altra e lei tenta con tutte le sue forze di fargli cambiare idea. Si sente ferita, offesa e arrabbiata: ha tanta voglia di riprendersi ciò che ha sempre considerato suo. Tutti quegli anni passati insieme e ora eccola lì messa da parte come una scarpa vecchia.

Ma le persone non sono proprietà e, soprattutto, la cosa difficile da capire è che ciò che le sta accadendo è la somma di tutti quei momenti in cui, durante le discussioni e gli scontri verbali, aveva pensato: «Ma perché non se ne trova un’altra?». Chiedi e ti sarà dato: a volte anche subito! Accidenti al pensiero causativo!

L’uso consapevole del pensiero è una forma d’arte. Accorgersi di cosa si sta pensando è il frutto di un’attenzione e di un allenamento mentale costanti. Fino al momento in cui la giovane donna non inizia il percorso di crescita personale e spirituale, l’ultima delle sue preoccupazioni era quella di guardare con consapevole attenzione ai suoi pensieri.

A volte si accorgeva di averne di ossessivi e frequenti, ma non conoscendo il loro potenziale causativo e l’opportunità celata in essi, continuava i suoi lamenti e i giudizi inconsapevoli. Se la vita andava male era sempre colpa di qualcun altro. Quando andava bene era merito suo o tutt’al più della fortuna.  Ha esultato il giorno in cui ha scoperto il concetto di causa ed effetto. Da allora, a volte con estrema facilità altre un po’ meno, mise in atto quanto imparato sulla causatività prendendo in mano la sua vita.

Come spesso capita quando si affronta una condizione per la prima volta, l’inizio necessita di allenamento che col passare del tempo porterà grandi soddisfazioni. E se vorrai che le soddisfazioni diventino parte della tua vita, dovrai allenarti ogni giorno per tutti i giorni in cui camminerai su questa Terra.

Questa storia ha un lieto fine. La giovane donna continuò il suo percorso di crescita diventando una SpiritualCoach. Ma questa è un’altra storia.

Clicca qui se vuoi scoprire di cosa si occupa una SpiritualCoach

CAMBIO MARCIA

La vita è una signora gentile che ricompensa sempre chi la guarda con gli occhi carichi di speranza, e così ho iniziato a trovare in ogni problema una fantastica “opportunità”.

Quando tocchi il fondo puoi risalire con forza e diventare migliore di prima: di “opportunità” ne ho avute e sono sempre stata in grado di raccogliere dentro di me l’energia per cambiare la mia percezione della situazione che stavo vivendo. Anche questa volta, nella tenacia di portare avanti SpiritualCoach, gli intoppi e i problemi si sono trasformati in occasioni per migliorare ancor di più.

Durante i miei corsi insegno a immaginare la realtà come una medaglia a due facce: su una c’è l’amore e sull’altra la paura. Quando guardi una faccia, l’altra viene totalmente esclusa, ma una parte di te sa che esiste e che può “scegliere” di vederla, se lo vuole.

La scelta è l’unica possibilità che abbiamo per decidere come vivere la Vita, e anche quando crediamo di non farlo, in realtà stiamo scegliendo. Nella scelta c’è tutta la nostra esistenza: c’è l’essenza dell’assunzione di responsabilità.

Molti anni fa, durante uno dei miei corsi, stavo spiegando proprio il concetto di “responsabilità” e sostenevo che “l’essere umano è responsabile al 100% della propria esistenza nel senso che sceglie – spesso inconsapevolmente – l’esperienza che vuole vivere”.

Tra i partecipanti c’era un ragazzo di soli quattordici anni. Lasciò che io terminassi il concetto e quindi – alzando la mano come a scuola – mi guardò sorridendo e disse:«Quello che stai affermando è una speranza per me. Fino a questo momento avevo creduto che le cose accadessero per caso: ora so che non è così, lo sento dentro di me. Ora so che, se la mia Vita non mi piace, la posso cambiare».

Ero agli inizi del mio percorso come insegnante di crescita personale e spirituale e confesso che in quel preciso istante ebbi un piccolo moto di invidia nei confronti di questo giovane uomo che aveva capito perfettamente un concetto così articolato.

Messa da parte la piccola e umana nota invidiosa, fui molto orgogliosa di lui e di me stessa, perché capii che quell’affermazione era la conferma che mi trovavo sulla strada giusta.

Come dice un brano a me caro di “Un Corso in Miracoli”©:

«Sono solo i tuoi pensieri che ti causano dolore.

Nulla di esterno alla tua mente può ferirti o farti male in alcun modo.

Non c’è alcuna causa, oltre a te stesso, che può abbattersi su di te e opprimerti.

Nessun altro può influenzarti se non te stesso.

Non c’è nulla al mondo che abbia il potere di renderti malato o triste, debole o fragile.

Ma sei tu che hai il potere di dominare tutte le cose che vedi riconoscendo semplicemente ciò che sei.

Posso scegliere di cambiare tutti i pensieri che feriscono

(“Accetta questo dono”)

(dal Capitolo 11 “CAMBIO MARCIA” del mio libro “Professione SpiritualCoach: Gesù è più felice quando viaggia in Porsche”)1979558_10202025706071332_8794304175991000968_n

PRATICARE IL CAMBIAMENTO

C’è un rito di passaggio che tutti noi incontriamo durante un cambiamento, ed è quell’attimo dove hai la percezione di dover fare un balzo in avanti ma qualcosa ti trattiene. A rallentare il cambiamento è il passato che sta tirando i suoi ultimi respiri e stenta a morire, per liberare finalmente un futuro nuovo, in fasce, da nutrire, istruire e sperimentare.

Cambiare di livello è il rito di passaggio fondamentale per l’evoluzione umana. Ed è il momento in cui “tornare indietro” o desiderare qualcosa che non c’è più potrebbe sembrare l’unica ragione di vita. Non è mai conveniente far retromarcia  sui propri passi perché significherebbe rifare le stesse esperienze, e le novità non piacciono all’ego.

La maggior parte della gente rinuncia a perseguire il suo scopo proprio quando sta per accadere qualcosa di grande. Il successo inteso come abilità nel far accadere le cose è un sistema in cui il coraggio e la perseveranza sono elementi importanti.

A volte siamo così legati alle abitudini – comprese quelle che ci rendono la vita difficile – che finiamo per fossilizzarci cessando di essere coscienti delle opportunità che si presentano solo se iniziamo a vivere il momento con consapevolezza, semplicità e buon senso.

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Superare un ostacolo può essere complicato: è vero. Tornare indietro o pretendere che tutto torni come prima è diabolico poiché il rischio che si corre è ripetere l’esperienza.  Un messaggio che voglio condividere con voi stamattina è di non lasciarvi sopraffare dalla vita. C’è sempre qualcosa di più grande di noi che è disposto a farsi carico dei nostri fardelli. Non lasciatevi ingannare dall’oscurità che precede l’alba: date il tempo all’alba di risplendere e vivete lasciandovi guidare dalla fede anziché dalla paura.

Il cambiamento non è un nemico da sconfiggere bensì un dono da accogliere a braccia aperte.  Accorgiti!

E’ PROBABILE

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Forse stai aspettando l’opportunità della tua vita, quella che ti bussa alla porta e ti dice: “Eccomi qua tutta per te“. Magari è gentile, dorata ed ha pronto un trono sul quale ti puoi sedere. Quante probabilità pensi di avere? Sai che le migliori strategie per trasformare la tua vita arrivano dai momenti di disagio e difficoltà? Molto meglio cogliere le occasioni che si presentano tutti i giorni e farne qualcosa di grande.
Se vuoi manifestare l’eccellenza, sii eccellente in ciò che fai ogni giorno. E’ in questo modo che impari il significato di “eccellenza“,
diventando determinato nel fare qualunque cosa al meglio e con gioia.
Se il tuo unico pensiero è il fine settimana, come pensi passerai le tue giornate? Ne sono quasi certa: lamentandoti, lamentandoti e ancora lamentandoti.
Sii grato per ciò che andrai a fare questa mattina e fallo al meglio delle tue possibilità, con un unico obiettivo nella mente: accorgerti. E’ così che le sfumature della vita portano a galla le opportunità. E se ti accorgi le saprai cogliere.
Buon lavoro e buon divertimento.

INVESTIRE SU TE STESSO

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“Il miglio investimento che puoi fare è sempre e solo su te stesso, sulla tua crescita personale e spirituale. E questo genere di investimento richiede sia coraggio che carattere. Coraggio per poter andare a fondo nella conoscenza di te stesso, la missione più importante della tua esistenza. Carattere nell’essere determinato e inflessibile a percorrere il sentiero della conoscenza che, a volte, è fatto di ostacoli in apparenza insormontabili. Ma tu che hai carattere e sei determinato a continuare impari presto che ogni ostacolo è in realtà una straordinaria opportunità per salire sulla cima più alta della montagna, e da lassù goderti il panorama.
Accorgiti!” (LM SpiritualCoach)

CONOSCI TE STESSO?

Tu vuoi sapere chi sei. Sei qui per questo, anche se non lo ricordi.
Lo scopo attuale della vita umana è quello di risvegliare la memoria della propria Origine e divenire consapevoli di essa, farne esperienza, fino a diventare partecipe della stessa Origine.
Tu sei Uno con ogni esperienza che vivi. Hai bisogno di riconoscere questo passaggio per renderti conto del tuo reale potere personale: quello di co-creare con Dio.
Tu stesso sei fatto della stessa sostanza Divina che ti consente di connetterti alla Fonte della Vita manifestando, attraverso il tuo essere umano, la Sua Volontà Creatrice.
E’ il tuo viaggio e quello di tutta l’Umanità. E’ nella tua memoria: devi solo ricordare.

Conosci te stesso attraverso le esperienze che vivi consapevolmente ogni istante, perchè ogni singolo istante è motivo di crescita e di insegnamento.
Se vuoi iniziare a vivere smettendo di sopravvivere, hai bisogno di cambiare le etichette che metti alle varie difficoltà che si manifestano nella tua vita.
In prima battuta, le puoi chiamare opportunità anziché problemi fino ad arrivare a definirle esperienze, perchè è questo che siamo venuti a sperimentare: una serie di esperienze più o meno felici finalizzate alla conoscenza di noi stessi.

Attraverso gli altri, conosci profondamente te stesso, se sai guardare nella giusta direzione. A volte potrà essere naturale comprendere mentre altre volte avrai bisogno di un po’ più di tempo.
Comincia a vedere con occhi differenti ciò che ti accade.
Comincia a pensare che ogni situazione è perfetta per la tua comprensione e il raggiungimento del tuo obiettivo.
Gli ostacoli servono proprio a questo: a fortificare la tua volontà di arrivare dove hai scelto.
Ogni ostacolo, ogni difficoltà ti avvicina sempre più alla conoscenza di te stesso, se sai come fare.

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Puoi iniziare in questo modo:
– la mattina al tuo risveglio prendi carta e penna e scrivi come vuoi che sia la tua giornata. Questa maniera di cominciare ti orienta verso una visione più propositiva della giornata.
– La sera prima di dormire ripercorri la tua giornata: gioisci per i momenti di gloria e permetti a tutto il resto di andare in pace, chiudendo gli occhi e immaginando una bolla di energia dove inserisci tutto ciò che scegli di lasciar andare. Ringrazia immaginando la bolla che si allontana leggera.

Fai questo per una settimana e verifica cosa succede ad imparare a conoscere te stesso.

Buon Lavoro e Buon divertimento.