LA PIGRIZIA E’ ALLA BASE DELLA PAURA

lucia-merico-spiritualcoach-altalena

Quando affrontiamo un cambiamento profondo, inizia l’altalena tra “vado avanti o torno indietro”. La tendenza è quella di agganciare la memoria a ciò che eravamo, anche se c’è una parte di noi che riconosce i passi fatti in avanti per procedere verso una nuova visione.

Ascoltando me stessa mentre metto in atto il cambiamento, noto ora e con facilità due aspetti fondamentali:

  • Il primo è la paura di lasciar andare la vecchia immagine di me, nonostante continui a denigrarla
  • Il secondo è la paura di raggiungere la nuova immagine di me, perché sento il peso e la fatica di dover gestire qualcosa che non conosco

Questi sono i primi due aspetti che emergono quando affronto una trasformazione.

Considerando che alla base dell’altalena c’è sempre e comunque la paura, mi soffermo ad osservare. E’ visibile la pigrizia mentale che deriva dal dover gestire la possibilità di essere felice: anziché volare verso la felicità, ne sento il peso della responsabilità. Il raggio di estensione dell’altalena si fa sempre più ampio e mentre passo da un opposto all’altro, percepisco dentro di me un’energia differente, una forza che prima non avevo riconosciuto.

Ed ecco che arriva il salto giù da quell’altalena, come quando ero bambina e sfidavo me stessa a saltare quando ero nel punto più alto. Ad ogni passaggio pensavo: «Al prossimo giro, salto!» ma non era così. Dovevo trovare il coraggio, la spinta giusta per me in quel momento, l’attimo estremo che vinceva sulla pigra paura di saltare. «E se mi faccio male? Se mi rompo una gamba? Se anziché cadere in piedi, ruzzolo per terra che figura faccio?» Dovevo fermare i “se” e saltare: era tutto ciò che dovevo fare. E quando lo facevo, era come se il tempo si fermasse. L’istante vinceva sui molti passaggi di altalena compiuti: la paura di non farcela e di farcela erano alle mie spalle, in un passato che non aveva nessun potere su di me.

Eppure, nonostante l’esperienza vissuta, ogni volta era quella la strada da compiere per saltare, ma ogni volta con un elemento in più che mi portava a conoscere me stessa.

Se ci pensiamo bene, abbiamo saltato molte e molte volte nella vita, nonostante la paura

Si dice che se l’hai fatto una volta, puoi farlo molte altre volte, ed io aggiungo: «… ma non ti aspettare che sia sempre uguale» Non possiamo replicare le nostre esperienze: non siamo automi. Evolvere vuol dire cambiare, trasformare da come siamo in qualcosa di nuovo, imparando durante il viaggio a riconoscere le risorse, le abilità, i talenti che ciascuno di noi produce all’infinito.

Quando affrontiamo un cambiamento, siamo come bruchi che si preparano a diventare farfalle con una sola differenza: il bruco non ha paura della trasformazione poiché sa che è la sua natura.

La felicità è una scelta, molto coraggiosa

www.spiritualcoach.it

—–

Photo by Myles Tan on Unsplash

Pensare in grande

Pensare in grande è necessario perché le dimensioni del successo –inteso come capacità di far succedere – sono determinate dalla dimensione della nostra capacità di credere applicata ad ogni situazione. E’ un’abilità che, una volta sviluppata, la possiamo utilizzare per avere una concezione più ampia della vita.

Pensare in grande è guardare avanti progettando un futuro di sviluppo e crescita, anziché mantenere vivo un passato che già conosciamo e del il quale molto spesso abbiamo un ricordo doloroso.

Ed al pensiero grandioso possiamo aggiungere un linguaggio adeguato, indipendentemente da come sta andando la vita in questo momento. Concentriamo la nostra energia sui punti di forza e troviamo il modo per metterli in campo: sarà il nostro allenamento per i momenti in cui la vita ci prende a calci nel sedere.

Dobbiamo imparare a viaggiare in prima classe, che non vuol dire acquistare il biglietto più caro ma piuttosto ottenere il parere di chi il successo lo ha già raggiunto.

Quando spendiamo il nostro tempo con persone che sanno come ampliare la consapevolezza, arrivano suggerimento di questo genere:

  • Non aspettare che le condizioni siano perfette per iniziare, perché non lo saranno mai. Agisci adesso!
  • Sii tenace e sperimenta per trovare la “tua strada”
  • Nei momenti di difficoltà, sostieniti cercando soluzioni e non affossandoti nel problema
  • Sviluppa la fiducia che solo il cuore – e non la testa – ti può dare a garanzia che stai percorrendo la strada corretta e poi verificane i risultati attraverso lo specchio che il mondo ti mostra
  • Ogni azione vale più di mille parole. Per cui A.I.C. forever: Alza Il Culo!

Gran parte della differenza tra successo e fallimento sta in ciò a cui credi di essere e di aver diritto: questo è il motivo per cui conviene pensare in grande. Accorgiti!

La tua SpiritualCoach   Lucia Merico

luciamerico-spiritualcoach-insiemeepiufacile-blog.png

DUE

Allontanarsi prendendo le distanze da una questione problematica, aiuta a guardare la situazione da un altro punto di vista. Un po’ come se il problema che stai affrontando non fosse tuo ma di qualcun altro e ti viene semplice suggerire nuove opportunità. Quando sei incastrato nelle tue piccole lotte, impara a guardarle prendendo le distanze.  E’ molto più facile suggerire “come fare” quando il problema non ci appartiene. Lo hai mai sperimentato?

-.jpg

Se c’è un problema è probabile che possa esserci anche un po’ di paura, e questo ti porta a pensare in modo timoroso e frenetico, che è il modo più adatto per perdere energia. Perché  la paura e la frenesia ne richiedono tantissima facendo da contrappeso e abbassando il livello della fantasia e creatività di cui ciascuno di noi è dotato. Se mi segui da un po’, avrai imparato che c’è sempre un altro modo, per esempio quello di scrivere il problema e di seguito un elenco tutte le paure che pensi di avere. Una volta fatto l’elenco, piega il foglio, scrivi sopra un “Grazie” e mettilo da parte.

Poi prendi un altro foglio e scrivi ciò che vuoi far accadere: una frase breve, evocativa, che non contiene negazioni e in tempo presente. Sotto la frase scrivi almeno 3-4 azioni che puoi compiere immediatamente, ne scegli una e la metti in atto nella stessa giornata.

Se ti concentri sul momento presente, la paura – che essenzialmente consiste nel farsi coinvolgere in un passato o futuro immaginario – non esiste. Potrai rimanere stupito dalla facilità con cui le tue paure spariscono facendo trovare un nuovo ordine ai problemi.
Accorgiti!

COMUNIONE

IMG_9923

Nessuno può proteggerci dall’inaudita violenza che può colpirci inaspettatamente. Ogni giorno ci troviamo ad affrontare o infliggere piccole violenze attraverso il nostro atteggiamento, la nostra aggressività, il rumore dei nostri silenzi e l’indifferenza con cui ci rivolgiamo a chi abbiamo più vicino. Credo fortemente che costruire un mondo migliore sia anche una mia responsabilità. Magari iniziando ad agire con amore e attenzione nella mia vita quotidiana (Terry Bertz Bertelli)

Stamane trovo le parole di Terry appropriate per iniziare non solo una nuova giornata ma, soprattutto, per iniziare una nuova vita partendo da te, dai tuoi pensieri e dalle parole che pronunci. Non puoi migliorare il mondo se innanzitutto non sai come portare valore a te stesso e a chi ti sta intorno. Oggi più che mai, accorgiti.

SUPERA E CAMBIA

IMG_9558

Il superamento di un ostacolo non è qualcosa di materiale: ti aiuta a vivere un cambiamento interiore. Quando affronti un ostacolo e lo superi emerge carattere e  qualità utili a trovare l’energia necessaria per compiere quel passo. E’ in questo modo che metti in atto il cambiamento conoscendo una parte di te che, diversamente, rimarrebbe seppellita sotto una fitta coperta di convinzioni.

Sfide e ostacoli durante il cammino verso il tuo sogno confermano che stai andando nella giusta direzione. Più il passaggio è impervio, maggiore sarà il successo e più vicina la meta. Diventare abili a superare gli ostacoli è forse il dono più prezioso che puoi ricevere, ancor più straordinario dello stesso risultato materiale. L’esperienza è la vera lezione. Accorgiti!

MERAVIGLIOSA VITA

image

“C’era un bambino che usciva ogni giorno, e il primo oggetto che osservava e che accoglieva con meraviglia o pietà o amore o timore, in quello si trasformava, e quell’oggetto diventava parte di lui per quel giorno o per parte del giorno … o per molti anni o lunghi cicli di anni”

Questa parole tratte da Foglie d’erba dello scrittore Walt Whitman mi fanno pensare a dove poso i miei occhi ogni mattina. Non intendo necessariamente gli occhi fisici, o comunque non solo quelli. Ci sono gli occhi della mente che, ancor prima di quelli fisici, iniziano a immaginare la grandiosità di quel giorno o trovano scuse che rendono  lo stesso giorno insignificante.  Quando cambio il modo di guardare il mondo, il mondo che guardo cambia. Mi accorgo. Scelgo e decido.

QUAL’E’ LO SCOPO?

IMG_9698

“Dare è ricevere”

Basterebbe comprendere l’istante di eternità contenuto in questa frase per migliorare considerevolmente la propria esistenza. Possiamo dare solo ciò che conosciamo a fondo e di cui intendiamo fare esperienza nella nostra vita. L’autonomia è un’illusione: ciascuno di noi ha bisogno di qualcosa o qualcuno per poter vivere la propria esistenza, proprio come un’automobile ha bisogno del carburante per potersi muovere.

Ogni pensiero pensato porta valore al pensatore trasformandosi in esperienza di vita vissuta. E’ una facoltà che viene data ad ogni essere nel momento stesso in cui sceglie di abitare questo mondo. Da questo punto di vista “Ama il prossimo tuo come te stesso”  assume un significato ben preciso che traduco così:  offri agli altri ciò che vuoi ricevere. E qui si apre un mondo di punti interrogativi e incomprensioni: “Ho dato tutta me stessa e sono stata ripagata con l’abbandono” “Ho dedicato tutta la mia vita a questo lavoro e sono stato licenziato”. A chi non è successo, almeno una volta nella vita, di formulare simili considerazioni? Non potendo tornare indietro, pensiamo a come procedere in futuro. C’è una domanda chiave per comprendere a priori cosa stiamo davvero offrendo e, di conseguenza, cosa riceveremo: qual è lo scopo? Per comprendere a fondo cosa intendo, vi suggerisco di dedicare una giornata per fare questa esperienza: prima di compiere qualunque scelta (una telefonata, scrivere una lettera, acquistare, andare a bere un caffè o pranzare con qualcuno ….) domandati “Qual è lo scopo? Cosa voglio ottenere da questo incontro?” e risponditi con assoluta sincerità.

Proprio ieri una giovane donna che ha scelto la crescita personale e spirituale come stile di vita, mi scrive un piccolo successo raggiunto: dire a suo padre che non sarebbe andata a cena dalla nonna insieme a tutta la famiglia. Alla richiesta del padre, anziché rispondere il consueto  “va bene”, ha scelto di prendersi un attimo di tempo per indagare a fondo cosa volesse davvero fare. Si è assunta la responsabilità di ascoltare i sensi di colpa che emergevano e che avevano scelto per lei fino a quel momento e, con assoluta sincerità, ha comunicato al padre la sua volontà di restare a casa. Ha dato ciò che voleva ricevere, mettendo da parte il senso di colpa e dedicandosi unicamente a ciò che davvero era il suo intento. Il risultato? Anziché la solita ramanzina, la vita le ha donato un padre comprensivo.

Ora, tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo A.I.C. (Alza Il Culo). L’esperienza è l’unico modo per comprendere a fondo ciò che stai leggendo. Sono certa che alcuni di voi hanno all’attivo un bel po’ di esperienza, mentre per altri potrebbe essere la prima volta. A entrambe suggerisco di continuare fino a farlo diventare uno stile di vita. Credetemi: non potrete più farne a meno. Accorgiti.