I MIEI PENSIERI DI ATTACCO ATTACCANO LA MIA INVULNERABILITA’

Ieri ho avuto un’accesa condivisione con alcune amiche sull’etica e sul comportamento e quando si è conclusa ho lasciato che fosse la notte a portare consiglio su ciò che era stato detto.

Stamane al risveglio ho pensato nuovamente a come è partita la condivisione  e mi viene mostrato l’aspetto più importante: invece di condannare la gente, pensa a come fare per comprenderla.  Come mai fa quello che fa o ha fatto? Se potessi per un attimo vedere il mondo con i suoi occhi, quali sarebbero i motivi di compiere un gesto simile?  Anziché dichiarare che “io non farei mai ciò che ha fatto l’altra”, mi domando per quale motivo mi ritrovo coinvolta in questa situazione.

Stimolata dall’attuale situazione, mi viene in mente di rileggere la Lezione 26 di Un Corso in Miracoli: avrò cura di svolgerla oggi, applicandola in modo generico. E voglio condividerla con te: leggila con cuore aperto. Se ti va, applicala e verifica cosa accade. Mi piace immaginare di non essere sola oggi ad affrontare un passaggio così importante. D’altronde, insieme è più facile! Accorgiamoci.

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I miei pensieri di attacco attaccano la mia invulnerabilità.

È decisamente ovvio che se puoi essere attaccato non sei invulnerabile. Vedi l’attacco come una vera minaccia. Questo perché credi di poter veramente attaccare. E ciò che ha degli effetti attraverso di te deve anche aver effetti su di te. È proprio questa legge che alla fine ti salverà, ma ora la stai usando male. Devi quindi imparare ad usarla in favore di ciò che è meglio per te invece che contro.

Siccome i tuoi pensieri di attacco saranno proiettati, avrai paura di essere attaccato. E se temi l’attacco, devi credere di non essere invulnerabile. È quindi nella tua mente, e cioè dove essi si trovano, che i pensieri di attacco ti rendono vulnerabile. I pensieri di attacco e l’invulnerabilità non possono essere accettati assieme. Si contraddicono a vicenda.

L’idea di oggi introduce il pensiero che tu attacchi sempre te stesso per primo. Se i pensieri di attacco richiedono il credere che sei vulnerabile, il loro effetto è di indebolirti ai tuoi stessi occhi. Quindi essi hanno attaccato la percezione che tu hai di te stesso. E siccome credi in essi, non puoi più credere in te stesso. Una falsa immagine di te stesso ha preso il posto di ciò che sei veramente.

Praticare l’idea di oggi ti aiuterà a comprendere che la vulnerabilità o l’invulnerabilità sono il risultato dei tuoi stessi pensieri. Nulla può attaccarti tranne i tuoi pensieri. Nulla, tranne i tuoi pensieri, può farti credere di essere vulnerabile. Nulla, tranne i tuoi pensieri, può provarti che non è così.

Sono richiesti sei periodi di pratica per l’idea di oggi. Dovresti cercare di dedicare due minuti pieni per ogni esercitazione, ma questo tempo potrà essere ridotto ad un minuto se il disagio è troppo grande. Non ridurlo ulteriormente.

Il periodo di pratica dovrà iniziare ripetendo l’idea di oggi, poi chiudi gli occhi e passa in rassegna tutte le questioni irrisolte i cui risultati ti stanno turbando. Questo turbamento può assumere la forma di depressione, ansia, rabbia, senso di imposizione, paura, cattivi presentimenti o preoccupazioni. Qualsiasi problema ancora irrisolto che tenda a ricorrere nei tuoi pensieri durante il giorno è un soggetto adatto. Non ti sarà possibile usarne molti in ciascun periodo di pratica, perché con ciascuno di essi dovresti dedicare più tempo del solito. L’idea di oggi va applicata in questo modo:

Prima cita la situazione: Sono turbato per…..

Poi passa in rassegna ogni possibile esito ti sia venuto in mente in relazione a ciò che ti turba, riferendoti a ciascuno di essi molto specificatamente, dicendo: Ho paura che succeda ………

Se stai facendo bene gli esercizi, dovresti avere, per ogni situazione, circa cinque o sei possibilità che ti turbano, o quasi certamente di più. È molto più utile esaminare a fondo poche situazioni, piuttosto che sfiorarne molte. Man mano che la lista degli esiti previsti per ciascuna situazione continua, probabilmente ne scoprirai alcuni meno accettabili per te, specialmente tra quelli che ti vengono in mente verso la fine. Cerca comunque, per quanto puoi, di trattarli tutti nello stesso modo.

Dopo aver citato ogni esito che ti fa paura, dì a te stesso: Quel pensiero è un attacco contro me stesso.

Concludi ogni periodo di pratica ripetendoti un’ultima volta l’idea di oggi.

IL MISTERO DELL’OMBRA

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La nostra zona d’ombra è una grande risorsa per noi, non certamente un limite.

Le infinite ricchezze racchiuse in essa sono una conoscenza che va quanto prima valutata. Le energie di giusto e sbagliato, buono e cattivo, bene e male, grande e piccolo fluttuano da una parte all’altra della nostra vita a seconda di come scegliamo la loro importanza. Ognuno di noi, nel corso della vita, ha modo di fare esperienza di momenti in cui si è sentito buono, altri cattivo, oppure giusto o ingiusto, in alcuni momenti una persona generosa e in altri tirchia, capace o incapace …

Non erano due persone a interpretare le emozioni: siamo sempre noi. E tutti passiamo da questa esperienza, continuamente. L’errore che genera sofferenza è appiccicare un’etichetta che definisce una cosa oppure l’altra: noi non siamo questo e quello.

Apprezzare se stessi solo quando siamo come vorremmo essere, è negare una parte di noi e perdere l’amore per sé stessi. E quando perdiamo l’amore per noi stessi, il mondo risponde a questa richiesta facendoci vivere l’esperienza della solitudine e dell’abbandono.

Se, dunque, vogliamo essere riconosciuti come una persone degna d’ amore, dobbiamo prima cominciare ad amare quelle parti di noi che abbiamo provveduto a scartare. Se vogliamo essere ascoltati dobbiamo prima di tutto imparare ad ascoltarci.

Ciò che sperimentiamo nella vita è ciò accettiamo dentro di noi, nella mente. E nella mente ci sono tutte le risorse di cui abbiamo bisogno per essere felici. E’ questo il modo con cui rendiamo concreta e solida la realtà interiore. Prendere distanza dalle proprie emozioni sgradevoli equivale a separare una parte di noi che, inevitabilmente, vorrà essere considerata.

Accettazione, quindi, è la parola adatta per questo passaggio.

Accorgiti.

IO COSA VOGLIO?

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“Che cosa voglio veramente?” Ascoltare la risposta a questa semplice domanda è sinonimo di felicità, se solo potessi usare le orecchie del cuore, anziché quelle fisiche. La frustrazione nasce dal fatto che, spesso, la domanda è corretta mentre la risposta è sbagliata. Scegli per senso di colpa, paura del nuovo, indolenza e pigrizia.

Se solo potessi seguire ciò che percepisci veramente, come pensi sarebbe la tua vita? E’ indubbio che alcune scelte possono essere complicate, allo stesso modo un albero cresce più forte e rigoglioso quando si tagliano i rami secchi. Il seme che la Vita ti ha donato è troppo prezioso perché tu lo faccia crescere con distrazione.

Cosa vuoi veramente: una vita più serena, una relazione felice, abbondanza di ogni cosa? Cosa stai facendo per avere questo? Stai dedicando il tempo necessario per rendere la tua vita così come la vuoi? E se non lo stai facendo, ti sei domandato come mai? Alcuni credono che sia sufficiente pensare e poi attendere che ciò che si è pensato venga consegnato direttamente a casa, il che potrebbe accadere a chi ha una fede incrollabile, esente da dubbi e incertezze: una vera rarità, per quello che è la mia esperienza.

Nella maggior parte dei casi, chi sceglie di ottenere ciò che desidera, oltre all’intento, deve compiere azioni concrete. Se una persona ha come obiettivo quello di andare in Scozia a visitare il Castello di Dunottar, ecco che dovrà iniziare con il prenotare il biglietto aereo. Questa semplice azione è ciò che fa la differenza tra il realizzare o non realizzare un sogno.

Semplice, perché la vita è semplice. Ma, pare, che l’essere umano ami complicare le situazioni chiedendosi “perché non riesco” e poi mancando di rispondere. C’è una via più breve: anziché chiederti perché non accade usa come e cosa posso fare per…, e poi fallo, vincendo così su tutti i perché che, spesso, rimangono senza risposta.

Essere sincero con te stesso significa andare nel tuo cuore ponendoti una semplice domanda: “Che cosa voglio veramente?” e ascolta la risposta che il cuore ti dà, segui le sue indicazioni perché sono quelle giuste per te.

DICONO DI ME

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A quale modello femminile senti di appartenere? Potrebbe essere importante porre a noi stesse questa domanda, confrontandoci anche con i personaggi della storia, della letteratura e del cinema. Ci sono donne che abbiamo amato, e abbiamo sentito idealmente vicine, o al contrario donne che abbiamo avvertito come il nostro opposto. Ci sono qualità femminili, ma anche maschili, che amiamo e disapproviamo e possiamo riconoscerle nel nostro partner.” scrive Roberta Giommi nel suo libro “Le Donne amano la Terra e il Cielo”.

Un suggerimento utile è prendere carta e penna e rispondere a questa domanda, portando alla luce quelle caratteristiche che inevitabilmente abbiamo provveduto a nascondere nel profondo del nostro cuore. Donne e Uomini diventano trasparenti quando smettono di nascondere la loro anima dietro alle finzioni di ciò che non sono. Credere nella parità tra Uomo e Donna è proprio una di queste finzioni e stereotipi. Donne e Uomini sono profondamente differenti e proprio queste differenze sono la loro grande forza. Capaci di compensarsi, hanno imparato a soffocare la loro voce interiore, facendo parlare l’aggressività e la forza bruta, così naturale negli uomini. Il fatto drammatico è che anche le donne hanno imparato a essere aggressive e brutali, e questo ha rinchiuso in una cella buia la loro capacità di essere accoglienti nutrici che indicano la strada da percorrere.

Sono le voci e gli insegnamenti che abbiamo assorbito dal nostro passato, quello remoto che si radica nel profondo del nostro DNA insieme a quello di nascita che appartiene all’attuale vita. E ora, in un’età che consideriamo adulta, il gioco continua a essere riproposto, guidando le esperienze fatte di pensieri e azioni. Il cambio di rotta è possibile se c’è la volontà di osservarne le dinamiche, riconoscendo che per ogni adulto che abbiamo incontrato nei primi anni di vita, ne portiamo dentro il ricordo e l’insegnamento. Il sentimento della gratitudine è ciò che deve scaturire per riconoscere le persone che oggi siamo, nella buona o nella cattiva sorte. E va imparato poiché difficilmente siamo grati per il nostro passato.

Il Matriarcato e l’attuale Patriarcato sono le radici che, ancora oggi, veicolano la nostra esistenza, accettata inconsciamente o consapevolmente da ognuno di noi. Ribellione e vittimismo sono le dinamiche sulle quali le donne contemporanee si svegliano la mattina e si addormentano la sera. Come tutto in questo mondo, se riconosciuto, prende un sapore differente, più dolce forse, sicuramente diverso.

Appassionati a conoscere te stessa o te stesso, unica via per ricordare.