VELENO O PERDONO?

Restare legati al risentimento verso qualcosa o qualcuno ci intrappola in un’energia che possiamo paragonare a un veleno preso a piccole dosi, che logora pian piano la vita. C’è un antidoto a questo veleno che possiamo scegliere tutte le volte che vogliamo e che ci aiuta a stare meglio e a guardare la situazione da un altro punto di vista: il perdono. Trattenere il risentimento per il passato e farlo per giorni, mesi, anni è un danno che provochiamo a noi stess* costringendo la nostra energia a rimanere bloccata anziché fluire libera verso le infinite possibilità che offre la vita.

Discutere di perdono è sempre un passaggio delicato e personale che va compiuto a piccoli passi, a volte molto dolorosi e che smantellano la voglia di trovare i torti e le ragioni, portandoci dritti verso una guarigione solida e coinvolgente. L’intera esperienza e tutti i personaggi coinvolti ricevono la stessa identica possibilità di rilasciare il rancore e recuperare la propria energia.

I passi verso il perdono devono essere compiuti con pazienza e volontà e si può cominciare con lo scrivere una lettera a chi credi essere l’artefice di ciò che è accaduto

Non sarà una lettera d’amore o di ringraziamento, per il momento. Sarà utile a portare alla luce il risentimento e tutte le emozioni che ancora ristagnano dentro di te, in un angolo più o meno remoto della tua mente.

Io la chiamo «lettera al veleno» e anche se l’etichetta che le ho dato sembra essere poco amorevole, in realtà porta con sé così tanto amore da far emergere ciò che è ancora nascosto. Cominciamo.

Si parte da questa considerazione che è importante e che dobbiamo tenere bene a mente: nulla accade per caso. Chiamiamo «caso» ciò che ancora è incomprensibile per noi e dobbiamo avere fiducia in questa circostanza, dove la scelta è netta e precisa: vogliamo sistemare la situazione ma con tutta la rabbia e il risentimento che abbiamo, ci sembra impossibile!

Permettiamo dunque che si insinui dentro di noi un piccolo seme che porta con sé il “senso di responsabilità” fatto di quella “libera scelta” che ancora – forse – non riusciamo totalmente a comprendere, ma che potrebbe esserci rivelato a breve o nel tempo.

Con carta e penna di fronte, esprimiamo scrivendo il nostro risentimento senza filtrare nulla, immaginando che a muovere la nostra scrittura siano esclusivamente le emozioni che proviamo. Non dev’essere scritta “a modo” e neppure in “italiano corretto”: ci basta portare fuori imprimendolo sulla carta ciò che sentiamo vediamo e percepiamo in quel preciso istante. Lo scopo non è gettare fango sulla persona, sulla situazione e neppure su di noi. Lo scopo è ripulire quel vaso pieno di fango che crediamo di aver chiuso ermeticamente, il cui coperchio stiamo coraggiosamente aprendo e osservandone il contenuto.

Quando crediamo che il rilascio emotivo è terminato, prendiamo il foglio e “senza rileggerlo” lo pieghiamo, se riusciamo scriviamo un “grazie” e poi lo bruciamo, mettendoci in ascolto di cosa accade dentro e fuori di noi

Chissà cosa cambierà e come cambieremo noi dopo aver scelto di dare un taglio diverso alla storia. Chissà quali opportunità ci verranno mostrate. Come ci sentiremo? Come reagiremo? E sai, una cosa te la voglio dire. La difficoltà appartiene solo all’inizio, a quella scelta di aprire la porta e guardare davvero cosa c’è dietro. Ma se lo farai – te lo posso garantire – arriverà il sollievo e pian piano la comprensione di essere l’unic* artefice della tua esistenza e se ti va, scrivimi com’è andata.

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Pensare in grande

Pensare in grande è necessario perché le dimensioni del successo –inteso come capacità di far succedere – sono determinate dalla dimensione della nostra capacità di credere applicata ad ogni situazione. E’ un’abilità che, una volta sviluppata, la possiamo utilizzare per avere una concezione più ampia della vita.

Pensare in grande è guardare avanti progettando un futuro di sviluppo e crescita, anziché mantenere vivo un passato che già conosciamo e del il quale molto spesso abbiamo un ricordo doloroso.

Ed al pensiero grandioso possiamo aggiungere un linguaggio adeguato, indipendentemente da come sta andando la vita in questo momento. Concentriamo la nostra energia sui punti di forza e troviamo il modo per metterli in campo: sarà il nostro allenamento per i momenti in cui la vita ci prende a calci nel sedere.

Dobbiamo imparare a viaggiare in prima classe, che non vuol dire acquistare il biglietto più caro ma piuttosto ottenere il parere di chi il successo lo ha già raggiunto.

Quando spendiamo il nostro tempo con persone che sanno come ampliare la consapevolezza, arrivano suggerimento di questo genere:

  • Non aspettare che le condizioni siano perfette per iniziare, perché non lo saranno mai. Agisci adesso!
  • Sii tenace e sperimenta per trovare la “tua strada”
  • Nei momenti di difficoltà, sostieniti cercando soluzioni e non affossandoti nel problema
  • Sviluppa la fiducia che solo il cuore – e non la testa – ti può dare a garanzia che stai percorrendo la strada corretta e poi verificane i risultati attraverso lo specchio che il mondo ti mostra
  • Ogni azione vale più di mille parole. Per cui A.I.C. forever: Alza Il Culo!

Gran parte della differenza tra successo e fallimento sta in ciò a cui credi di essere e di aver diritto: questo è il motivo per cui conviene pensare in grande. Accorgiti!

La tua SpiritualCoach   Lucia Merico

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DIO E’ PIU’ FELICE QUANDO I SUOI FIGLI GIOCANO

Se mi segui da tempo sai bene che una vita scarsa sotto ogni aspetto è il frutto di una mente incline alla scarsità anziché all’abbondanza.

Se mi stai seguendo ora per la prima volta, ti suggerisco di fare tuo al più presto questo aspetto fondamentale, poiché è il principio che ti permette di scegliere tra avere ragione o essere felice.

I pensieri di scarsità sono fatti di paura, energia che preme verso il basso, costrizione e lamento: un virus diffuso negli ultimi tempi. Si attivano con l’idea che gli altri hanno ciò che io non posso avere e che – forse – comportandomi nella maniera adeguata, mi potranno donare ciò che non possiedo e così far tacere il senso di vuoto che sento dentro di me.

I sintomi di questo virus alimentano una progressiva cecità: non ti accorgi del bello che c’è intorno a te.

La guarigione arriva sviluppando gli anticorpi della gratitudine: sii grato per ogni cosa che già possiedi. Apprezza ciò che hai e riconsidera con attenzione la tua vita sotto ogni suo aspetto. Tieni caro e rinforza con ancor più vigore ciò che ti piace. Ringrazia e trova il modo per trasformare ciò che non ti piace.

C’è fondamentalmente un’unica soluzione per vivere nella ricchezza ed è donare sottoforma di pensieri positivi, azioni potenzianti, aiuti materiali, sostegno morale, amicizia e perdono.

Dai agli altri ciò che vorresti fosse donato a te:

questo è il modo per attivare la ricchezza

in ogni sua forma

 

Apprezza l’abbondanza dell’Universo e il tuo diritto alla prosperità.

Dio ama i Suoi Figli anche quando sono ricchi e felici

 

Accorgiti!

La tua SpiritualCoach   Lucia Merico

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PROFESSIONE O RELAZIONE?

Sono molte le persone che privilegiano il successo personale a quello affettivo. Alcuni dedicano più tempo alla professione che alle relazioni affettive o familiari, nella falsa convinzione che in questo modo potranno garantire un benessere stabile e duraturo. Altri una relazione affettiva non riescono neppure a costruirla: non ne hanno il tempo. E altri ancora si nascondono dietro la falsa convinzione che “stanno bene da soli”: a nessuno piace stare solo per troppo tempo.

La parola chiave che accomuna queste persone è sacrificio, un sinonimo di paura.

A mio parere i rapporti affettivi devono collocarsi fra le nostre priorità più importanti quando fissiamo degli obiettivi, qualunque essi siano. Solo quando abbiamo una relazione soddisfacente possiamo rivolgere il pensiero alla realizzazione di noi stessi permettendoci di esprimere al meglio tutto il nostro potenziale.

Per diverso tempo mi è stato difficile apprezzare un partner che mi sosteneva in ogni mia scelta. Questo mi ha fatto vivere momenti di grande solitudine e voglia di distruggere. Con pazienza e tanto lavoro su me stessa, ho iniziato ad apprezzare e a valorizzare questo aspetto accettandolo e a mia volta donandolo all’altro. Un abito in meno, una macchina più economica e una giornata di più insieme per conoscersi, amare, gioire e costruire le basi per un futuro felice: è più facile trovare soluzioni ai problemi quando si è in due o più persone che remano nella stessa direzione.

Troppo spesso sento donne parlare male dei loro uomini. Troppo spesso vedo uomini sottovalutare la donna che hanno accanto. Distruggere è sicuramente più semplice che costruire e ogni giorno possiamo trovare esempi che ce lo confermano. Molto più semplice chiudere una relazione e aprirne un’altra, a volte senza neppure prendersi il tempo necessario per capire cos’è successo. Per costruire, invece, ci vuole competenza, volontà, determinazione.

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E’ uso comune dire che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. Io preferisco uomini e donne che camminino uno a fianco dell’altra: è più facile accorgersi quando uno dei due inciampa e porgere la mano per incitarlo a sollevarsi e ad essere più forte di prima. Accorgiti!

LA MENTE COSCIENTE

«Sarebbe piuttosto facile controllare la mente se i pensieri coscienti fossero gli unici con cui ci dobbiamo confrontare. Tuttavia e contrariamente a questa auspicata facilità, la mente cosciente è solo la punta del grande iceberg della coscienza. Sepolto nel subconscio così profondamente da sfuggire persino a un riconoscimento cosciente, esiste un vasto stuolo di desideri insoddisfatti e tendenze irrisolte, che spesso insorgono contro qualsiasi obiettivo cerchiamo di raggiungere consapevolmente.

Un amico si trovava in Pakistan durante la guerra indo-pakistana. Dato che gli aerei indiani mitragliavano le autostrade, il pullman sul quale viaggiava dovette cambiare il suo percorso. A un certo punto, il veicolo si impantanò nel letto del fiume.

L’autista chiese ai passeggeri di scendere a spingere.

Un quarto d’ora dopo, il veicolo non si era mosso di un solo centimetro. Perplesso, l’autista fece un passo indietro per osservare costa stesse succedendo.

Con sorpresa, vide che metà del passeggeri stava spingendo l’autobus dalla parte posteriore, come egli aveva stabilito, mentre l’altra metà stava spingendo con altrettanto impegno dalla parte anteriore!

Quanto spesso manifestiamo la stessa tendenza! Pur impegnandoci sinceramente a un certo livello della nostra coscienza per raggiungere un obiettivo desiderato, a un altro livello riusciamo a resistere ai nostri stessi sforzi.

Mentre lavoriamo sodo potremmo desiderare di non dover lavorare affatto. Forse, in ufficio, continuiamo a guardare l’orologio o ci ritroviamo a sognare a occhi aperti. Forse diciamo a noi stessi che – in ogni caso – il lavoro che stiamo svolgendo ora è del tutto inutile. Oppure sprechiamo energia soffermandoci mentalmente su tutte le altre cose che preferiremmo fare o pensando in anticipo ai risultati che desideriamo dal nostro lavoro, invece di concentrarci sul compito del momento.

Possiamo ottenere grandi risultati nella vita se ci discipliniamo a fare una cosa alla volta, a farla con tutto il cuore e a non lasciarci distrarre dalle preoccupazioni per tutto quello che vorremmo ancora realizzare o che vorremmo aver realizzato in passato.»

(dal libro “Attrarre la prosperità” di swami Kriyananda)

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Oggi dedica un momento per fare chiarezza relativamente a un’area della tua vita che vuoi migliorare in questo momento, descrivila dettagliatamente mettendola nero su bianco e poi rispondi a queste domande:

  • Pensa per un attimo che la colpa non esiste. Esiste solo la responsabilità di poter scegliere e decidere quello che vuoi. Qual è la tua responsabilità in questo momento che ha manifestato la tua vita esattamente com’è?
  • Tra le infinite possibilità che un evento si possa manifestare, quale potrebbe essere il prossimo più probabile per migliorare la tua vita?
  • Per avere ciò che vuoi, chi dovresti essere?
  • Conosci qualcuno che ha raggiunto la condizione che desideri? Come pensi l’abbia ottenuta?

Ora che hai fatto un po’ più di chiarezza, passa all’azione:

  • Rivedi il tuo obiettivo
  • Pensa a cosa ti serve per cominciare a realizzarlo e scrivilo sottoforma di elenco
  • Pensa a come e dove trovare ciò che ti serve per compiere il primo passo verso il tuo obiettivo e scrivilo
  • Ora pensa alla prima azione che compirai subito o nei prossimi giorni per iniziare la fase di avvicinamento al tuo obiettivo, scrivila sull’agenda e mettiti nella condizione di agirla.

Bene, ora che hai letto con attenzione, ti manca l’ingrediente più importante per iniziare la tua nuova storia: A.I.C. Alzare Il Culo. Accorgiti!

APPASSIONATA

La passione sussurra queste parole: “Niente e nessuno ti può fermare. Non importa cosa dicono gli altri: segui questa perfetta felicità e agisci in funzione della meravigliosa sensazione di gioia che senti ora”. Sai invece cosa ti urlano le scuse? Più o meno questo: “Lascia perdere. In fondo non è così importante. Lascia stare e se sarà puoi sempre farlo in un secondo momento. Questo non è il momento giusto per te: aspetta!”

C’è una definizione più nobile della parola entusiasmo fornita dai greci e che mi piace particolarmente: “Dio in noi”.

Ora immaginiamo Dio all’opera mentre crea: come pensiamo si comporterebbe? Quali sarebbero i suoi pensieri? Avrebbe forse l’idea di non poter creare o dubbi riguardo la Creazione e l’Amore? E se è vero che per Lui tutto è possibile, e noi siamo fatti della Sua Stessa sostanza che si manifesta sottoforma di entusisamo, perché mai dovremmo trovare delle scuse? Quando siamo pieni di entusiasmo, nulla è davvero difficile. I problemi diventano opportunità per imparare nuovi modi e vedere la vita con nuovi occhi.

Ogni mattina al risveglio medito su come sarà la mia giornata: la immagino al meglio. E se accade un momento di stallo, mi domando: “Cosa farebbe Dio in questa situazione?“. Rispondo a questa domanda, mi accorgo e vado avanti. E tu, a quale voce sceglierai di dare ascolto oggi? Accorgiti.

SE NON CAMBI, RISCHI DI SCOMPARIRE

Il momento che segue la perdita di qualcosa o di qualcuno è una piccola o grande fine del mondo. Tutte le cose belle che erano racchiuse in quelle circostanze si mescolano con tutto il nuovo che ci riserva il futuro: e nasce la paura.

I cambiamenti trasformano letteralmente la nostra vita: alcuni sono così repentini da farci perdere il senso di chi siamo. La nostra identità costruita intorno a una roccaforte fatta di convinzioni e momenti che diamo per scontati, viene improvvisamente scossa dal terremoto del cambiamento. Tutto intorno a noi crolla e ci ritroviamo in mezzo alle macerie. Seduti a terra, pieni di polvere e il nulla intorno a noi potrebbe far cadere nella paura e nella depressione anche il più forte. Ma c’è una domanda potente che possiamo fare a noi stessi proprio in quei momenti: “Se non avessi paura, cosa farei?”. Lasciarci ispirare da questa domanda può moderare la paura e metterci nella condizione di spingerci oltre ogni aspettativa, iniziando ad apprezzare – partendo proprio da quel momento – la vita.

Non possiamo evitare le scosse alle quali – di tanto in tanto – la vita ci sottopone. Ma possiamo scegliere se lasciarci sopraffare da esse o fermarci il tempo necessario per riprendere fiato, e poi continuare svoltando l’angolo con una sola volontà: trovare una nuova energia.

Questo è il perdono: una scelta di progresso verso una visione nuova, con il cuore grato per ciò che è stato e gli occhi pieni di speranza per ciò che sarà.

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A volte non abbiamo idea di dove stiamo andando pur avendo obiettivi certi, ben strutturati, scritti a modo e che seguono tutti i canoni universali. Non sappiamo quali potranno essere gli eventuali ostacoli, le battute d’arresto e perfino i terremoti che scuotono fino a fermarci. Ma, quando accadono, possiamo pensare ad essi in due modi: come a una sventura oppure a un momento di riflessione: entrambi i modi sono corretti perché porteranno a un risultato. Dobbiamo solo scegliere sul momento qual è il  più conveniente per noi, perché lì sta la differenza – come sempre – tra avere ragione o essere felice.

Se provassimo per un attimo a considerare la fine di qualcosa un inizio?. Capita spesso di sentir dire questa frase ma a volte manca la motivazione a crederci davvero.  Prendendo ispirazione dal personaggio di Ridolino del libro “Chi ha spostato il mio formaggio?”, vi invito a scrivere su un foglio “Se non cambi, rischi di scomparire”. Tenete il foglio a disposizione di ogni cambiamento, come promemoria e verificate cosa accade.

“Sapeva di aver imparato qualcosa di utile dai suoi amici topo, Sniff e Scurry, riguardo a come andare avanti. Mantenevano la vita su dei livelli semplici: non analizzavano le cose in maniera eccessiva, né le rendevano più complicate del dovuto. Quando la situazione cambiava e il formaggio veniva spostato, loro cambiavano e si spostavano con il formaggio. Era una cosa che si sarebbe ricordato.  |…| Comprese che il modo più rapido di cambiare è ridere della propria follia” (Chi ha spostato il mio formaggio?)

Accorgiti!