PROGRESSO

Il processo di rinnovamento della vita prevede che qualcosa debba terminare a vantaggio di qualcos’altro che inizia. La vasta gamma di pensieri che accumuliamo, seguiti da doverose esperienze che li consolidano rendendoli convinzioni,  ci porta ad occupare molto spazio vitale. Per cui se vogliamo inserire una novità nella nostra esistenza dobbiamo lasciar andare, proprio come un cambio armadi stagionale.

Siamo naturalmente portati a progredire e non sempre riusciamo a farlo nella maniera corretta e vantaggiosa per noi e la conferma l’abbiamo proprio sotto i nostri occhi ogni giorno. Pur vivendo in un oceano di abbondanza, la carenza sembra essere la più gettonata. E non parlo unicamente di povertà economica: intendo soprattutto la povertà di pensiero. Concentriamo buona parte delle nostre energie nel creare partendo da ciò che già esiste senza prenderci carico di comprendere come siamo arrivati fino a quel punto.

La sostituzione più comune? Sistemare le relazioni cambiando partner: non sono  d’accordo! A meno che non ci siano gravi e importanti motivi di abusi e maltrattamenti, la scelta di abbandonare una relazione sostituendo il partner come fosse il tappo di un barattolo senza aver capito cosa è successo, potrebbe essere una mossa infelice. E sai perché? Se non hai ben compreso come siete arrivati fino a quel punto, tenderai a ricreare nella successiva relazione le stesse dinamiche: cambia la forma ma la sostanza resta uguale.

Le idee vengono da fuori dello spazio. Per quanto possa sembrare impossibile da credere, se vogliamo cambiare idea dobbiamo andare a prenderla fuori dallo spazio conosciuto, oltre ogni cosa materiale e tangibile. E il punto di partenza è proprio nel qui e ora. Se accettiamo il fatto che ogni cosa derivi da qualcosa di immateriale, il nostro modo di vivere e di agire sarà diverso da quello di chi crede che il fondamento di tutto sia la materia. Le apparenze cesseranno di formare la base esclusiva delle nostre decisioni e la convinzione che esiste un universo di abbondanza in continuo rinnovamento sarà ben presto le fondamenta sulle quali poggeremo la nostra vita.

Pensare in termini di salute quando si è malati o circondati dalla malattia o pensare in termini di ricchezza e abbondanza quando ci si trova in mezzo a manifestazioni di povertà, implica una certa forza, volontà e conoscenza. Ma chi è capace di tutto ciò si eleva al di sopra del campo di battaglia diventando osservatore, staccando il giudizio e conquistando la capacità di scegliere e decidere per la sua vita.

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Siamo in molti a credere che la gratitudine sia il modo migliore per rinnovare  una situazione. Essere grati per ciò che già si possiede apre campi inesplorati di abbondanza, dal momento che la natura universale è essa stessa abbondanza e premia chi ne è consapevole e continuamente grato.

Non parlo del semplice “grazie” detto a macchinetta nella speranza che possa succedere qualcosa. Intendo la gratitudine espressa nella piena consapevolezza del sentirti davvero colmo di felicità nell’essere vivo, apprezzando sinceramente ciò che hai intorno, concentrando la tua energia sul bello e sul buono che c’è.

Se desideri essere ricco, non concentrarti sulla povertà ma sull’abbondanza che trovi intorno a te. Se desideri avere relazioni appaganti, non sottolineare i difetti: esalta le qualità. Se desideri esprimere la tua passione, non concentrare la tua energia su pensieri di scarsità: informati, studia, preparati e alza il culo. E quando ti accorgi del barlume di carenza, ricalcola e sii grato per ciò che già possiedi. Parti da quel punto e ti stupirai di ciò che accade. Accorgiti.

I MIEI PENSIERI DI ATTACCO ATTACCANO LA MIA INVULNERABILITA’

Ieri ho avuto un’accesa condivisione con alcune amiche sull’etica e sul comportamento e quando si è conclusa ho lasciato che fosse la notte a portare consiglio su ciò che era stato detto.

Stamane al risveglio ho pensato nuovamente a come è partita la condivisione  e mi viene mostrato l’aspetto più importante: invece di condannare la gente, pensa a come fare per comprenderla.  Come mai fa quello che fa o ha fatto? Se potessi per un attimo vedere il mondo con i suoi occhi, quali sarebbero i motivi di compiere un gesto simile?  Anziché dichiarare che “io non farei mai ciò che ha fatto l’altra”, mi domando per quale motivo mi ritrovo coinvolta in questa situazione.

Stimolata dall’attuale situazione, mi viene in mente di rileggere la Lezione 26 di Un Corso in Miracoli: avrò cura di svolgerla oggi, applicandola in modo generico. E voglio condividerla con te: leggila con cuore aperto. Se ti va, applicala e verifica cosa accade. Mi piace immaginare di non essere sola oggi ad affrontare un passaggio così importante. D’altronde, insieme è più facile! Accorgiamoci.

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I miei pensieri di attacco attaccano la mia invulnerabilità.

È decisamente ovvio che se puoi essere attaccato non sei invulnerabile. Vedi l’attacco come una vera minaccia. Questo perché credi di poter veramente attaccare. E ciò che ha degli effetti attraverso di te deve anche aver effetti su di te. È proprio questa legge che alla fine ti salverà, ma ora la stai usando male. Devi quindi imparare ad usarla in favore di ciò che è meglio per te invece che contro.

Siccome i tuoi pensieri di attacco saranno proiettati, avrai paura di essere attaccato. E se temi l’attacco, devi credere di non essere invulnerabile. È quindi nella tua mente, e cioè dove essi si trovano, che i pensieri di attacco ti rendono vulnerabile. I pensieri di attacco e l’invulnerabilità non possono essere accettati assieme. Si contraddicono a vicenda.

L’idea di oggi introduce il pensiero che tu attacchi sempre te stesso per primo. Se i pensieri di attacco richiedono il credere che sei vulnerabile, il loro effetto è di indebolirti ai tuoi stessi occhi. Quindi essi hanno attaccato la percezione che tu hai di te stesso. E siccome credi in essi, non puoi più credere in te stesso. Una falsa immagine di te stesso ha preso il posto di ciò che sei veramente.

Praticare l’idea di oggi ti aiuterà a comprendere che la vulnerabilità o l’invulnerabilità sono il risultato dei tuoi stessi pensieri. Nulla può attaccarti tranne i tuoi pensieri. Nulla, tranne i tuoi pensieri, può farti credere di essere vulnerabile. Nulla, tranne i tuoi pensieri, può provarti che non è così.

Sono richiesti sei periodi di pratica per l’idea di oggi. Dovresti cercare di dedicare due minuti pieni per ogni esercitazione, ma questo tempo potrà essere ridotto ad un minuto se il disagio è troppo grande. Non ridurlo ulteriormente.

Il periodo di pratica dovrà iniziare ripetendo l’idea di oggi, poi chiudi gli occhi e passa in rassegna tutte le questioni irrisolte i cui risultati ti stanno turbando. Questo turbamento può assumere la forma di depressione, ansia, rabbia, senso di imposizione, paura, cattivi presentimenti o preoccupazioni. Qualsiasi problema ancora irrisolto che tenda a ricorrere nei tuoi pensieri durante il giorno è un soggetto adatto. Non ti sarà possibile usarne molti in ciascun periodo di pratica, perché con ciascuno di essi dovresti dedicare più tempo del solito. L’idea di oggi va applicata in questo modo:

Prima cita la situazione: Sono turbato per…..

Poi passa in rassegna ogni possibile esito ti sia venuto in mente in relazione a ciò che ti turba, riferendoti a ciascuno di essi molto specificatamente, dicendo: Ho paura che succeda ………

Se stai facendo bene gli esercizi, dovresti avere, per ogni situazione, circa cinque o sei possibilità che ti turbano, o quasi certamente di più. È molto più utile esaminare a fondo poche situazioni, piuttosto che sfiorarne molte. Man mano che la lista degli esiti previsti per ciascuna situazione continua, probabilmente ne scoprirai alcuni meno accettabili per te, specialmente tra quelli che ti vengono in mente verso la fine. Cerca comunque, per quanto puoi, di trattarli tutti nello stesso modo.

Dopo aver citato ogni esito che ti fa paura, dì a te stesso: Quel pensiero è un attacco contro me stesso.

Concludi ogni periodo di pratica ripetendoti un’ultima volta l’idea di oggi.

IL DONO D’AMORE PER TE

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C’è qualcosa per la quale ti rimproveri? Che sia accaduta adesso o lontano nel passato non ha importanza. E’ quel sentimento di disarmonia interiore che ti fa percepire colpevole, magari nei confronti di un’azione che hai compiuto o per qualcosa che credi ti sia stato fatto. Quando il bruciore della sofferenza si risveglia è il momento di prestare attenzione: il perdono sta aspettando di essere chiamato a intervenire.

Se vuoi, puoi fare questo. Prendi carta e penna, gli attrezzi che preferisco, e ritagliati del tempo per te stesso in un luogo dove puoi percepire la tranquillità. Riporta alla mente con precisione l’evento passato e poi, con tutto il sentimento amorevole che puoi attrarre in quel momento nel tuo cuore, pronuncia questa frase usando le parole che leggi ora o trovandone di tue: Io mi perdono e mi offro tutto il bene e l’amore che credo mi siano mancati in quel preciso momento. Voglio essere consapevole e comprendere. Ora lascio andare l’emozione del passato, liberandola. Tutto ciò che è stato ora è nella Luce di una nuova conoscenza. Grazie Grazie Grazie”

Ora scrivi ciò per cui ti perdoni, senza risparmiare i dettagli. Quando hai terminato, bruciali offrendo all’Universo ogni singola parola, emozione, considerazione che hai scritto. Ringrazia Dio o chi vuoi tu per aver compreso un pezzettino del tuo passato. Il fuoco, simbolo di ascensione e purificazione, provvederà a trasportare la tua preghiera ovunque tu voglia che vada.

Il perdono è la chiave della felicità!

PRAYER

Una volta pensavo di aver bisogno di un uomo potente, qualcuno che potesse proteggermi dalla durezza e dai mali del mondo. Ciò che alla fine ho capito è che i mali del mondo che devo affrontare sono il riflesso del mio stesso stato interiore, e che nessuno mi può proteggere da me stessa. L’uomo potente che cercavo è, prima di tutto, qualcuno che mi sostenga nella ricerca spirituale e che mi aiuti a mantenermi limpida interiormente, in modo tale che la vita presenti meno problemi. E quand’anche la vita si facesse dura, lui mi aiuterebbe a perdonare.  (Marianne Williamson – Il Valore di una Donna)

DONNA

Uno degli atteggiamenti femminili più in voga, ancora oggi. Ed è corretto che sia così fintanto che le donne continuano ad aderire alla credenza di essere la parte debole della sessualità. E’ anche più facile trovare qualcun altro che faccia il lavoro per noi, senza renderci conto che il prezzo da pagare è altissimo e coinvolge la libertà. Non quella libertà di fare e dire ciò che desideriamo: quella è già in nostro possesso. 

Intendo la libertà di scegliere guardando dentro la propria anima e scoprendo che la ferita da sanare è molto profonda. Lo possiamo fare con l’aiuto di uomini ai quali chiedere di pregare con noi regolarmente, meditare, aiutarci a fare le domande corrette e insieme condividere le risposte.

Abbiamo bisogno di riscoprire la gentilezza che è dentro di  noi e che dimora in ogni essere, uomo o donna, della Terra.