PREGHIERA

Viviamo in un mondo fatto di esperienze che mettono a dura prova la nostra sensibilità e ci spingono ai limiti di ciò che è considerato “accettabile” da esseri razionali e capaci di amore quali siamo.

Come provare emozioni collegate a un senso di pace, mentre siamo testimoni di guerre e genocidi che avvengono al di là dei nostri confini e di fronte all’odio basato sulla diversità che si manifesta nelle nostre stesse comunità?

E’ evidente che dobbiamo trovare un modo per interrompere il circolo vizioso di dolore-sofferenza-rabbia-odio, se intendiamo trascendere le situazioni in cui ci troviamo.

Col linguaggio del loro tempo, le antiche tradizioni ci hanno tramandato istruzioni precise su come fare proprio questo! Quelle parole ci ricordano che “la vita” non è niente di più e niente di meno che uno specchio della nostra evoluzione interiore.

La chiave per sperimentare la vita in quanto bellezza o dolore sta soltanto nella nostra capacità di impersonare queste qualità in ogni momento della giornata.

Alcuni esperimenti fatti verso la fine del ventesimo secolo hanno confermato che siamo immersi in un campo di energia che collega ciascuno di noi agli eventi che avvengono nel mondo. La ricerca ha dimostrato che grazie a questo campo energetico, al quale sono stati dati i nomi più diversi, da Ologramma quantico a Mente di Dio, le convinzioni e le preghiere che trovano posto dentro di noi sono trasmesse al mondo fuori di noi. Sia la scienza che le antiche tradizioni ci indicano lo stesso concetto: dobbiamo incarnare nella vita quotidiana le condizioni che desideriamo sperimentare nel mondo. (Gregg Braden)

Dunque anche la scienza sta rafforzando sia l’attendibilità che l’importanza del nostro ruolo personale nell’alimentare la sofferenza o la guarigione nel mondo.

La preghiera è un momento dedicato. Le parole che possiamo usare sono essere legate al nostro credo o al “sentire personale”. Quindi possiamo creare – se lo vogliamo – le nostre preghiere usando parole “speciali” che hanno significato per noi, e per noi solamente, da inviare a situazioni di ogni genere, così da farne una preghiera sacra e intima fra noi e Dio … o come ti piace chiamarlo.

Oggi ti voglio offrire la mia: “Che ogni creatura sulla Terra possa vivere in abbondanza e prosperità. E così sia”
Ogni cosa comincia da me

RICORDARE LA BELLEZZA

E’ un risultato facile quello di dimenticare la bellezza e il mistero che il mondo ogni giorno ci mostra: le nuvole che si rincorrono, la pioggia che schizza sui vetro, il verde del piccolo giardino di casa, le risate con le amiche e la radio che passa la tua musica preferita. Chi conduce una vita consapevole conosce l’importanza della gratitudine e dell’apprezzamento, caratteristiche che la maggior parte delle persone si dimentica di celebrare per lasciare il posto alle piccole e grandi battaglie quotidiane.

Comprare il gettone per salire sulla giostra del successo rende smemorati rispetto alle infinite opportunità di ringraziare per bellezza che ogni giorno ci offre la vita, senza bisogno di spostarci troppo da dove siamo.  La creatività, la spontaneità, l’essere in armonia con la natura è sintonizzarsi con l’anima, quella piccola parte di noi che viene facilmente dimenticata per dare spazio alla corsa verso il successo e la visibilità.  Far entrare forzatamente nella nostra vita piani e programmi ai quali viene data un’importanza totale, sopprime inconsapevolmente  il potenziale della gioia e anziché dar retta ai nostri sensi, alla sensibilità e all’intuito, finiamo per vivere un’esistenza fatta di automatismi che neppure ci accorgiamo di utilizzare.

LE NUVOLE NERENON SEMPREPORTANO PIOGGIA

Vi suggerisco la lettura di un libro che ho trovato interessante, Anam Cara di John O’Donohue,  che descrive come l’accogliere il tutto nella propria vita porta a rinfrescare la memoria rispetto alle piccole cose, anziché concentrarsi sui macrorisultati quotidiani. E’ un libro che parla di “cerchi e spirali” tipici della tradizione celtica che si basa sul movimento circolare della vita secondo il ritmo delle stagioni, un’antica sensibilità contraria alla nostra idea moderna di un progresso lineare e costante. La mente celtica non distingue in maniera drastica la mente dallo spirito, non è sistematica o dualistica e non fa distinzione tra tempo ed eternità. Contempla la vita in un unico tempo fisico e spirituale senza distinzioni: anime in forma d’argilla.

C’è un paradosso che possiamo utilizzare per comprendere meglio la nostra natura, ed è immergendoci nei nostri sensi per riscoprire le cose più semplici. Attraverso questa strada del tutto fisica, possiamo arrivare a un profondo apprezzamento spirituale della vita. Il tatto, l’olfatto e il gusto in particolare ci forniscono una saggezza che va ben oltre le parole o i pensieri. Siamo anime in forma d’argilla: la nostra strada spirituale passa attraverso quella terrena.

Dipendere totalmente da ciò che è esterno dà alla nostra parte interiore la facoltà di tormentarci perché anch’essa vuol essere riconosciuta, e lo fa stimolando quella sensazione di vuoto, di bisogno e insoddisfazione che spesso sperimentiamo quando la connessione tra materiale e spiritualità viene meno. L’intimità che spesso ricerchiamo negli altri è una speranza che dobbiamo trovare prima di tutto in noi stessi e per farlo c’è un solo modo. Uso le parole dell’autore per descriverlo: “… la tecnologia e i mass media non hanno unito il mondo, ma reso le cose meno intime.” La nostra ossessione per le relazioni è un segno del fatto che non ne abbiamo di abbastanza buone. Quella parola vaga che usiamo spesso per salutare gli altri, “ciao”, in gaelico non esiste. Esiste invece un modo di salutare che privilegia il riconoscimento della scintilla divina presente in ciascuno di noi: Dia huitChe Dio sia con te”.

Non è fare cose stressanti la causa dello stress, ma l’interrompere la comunicazione con la parte silenziosa di noi, il prendersi tempo dedicato a conoscere sé stessi affinché la mente possa rigenerarsi. Vivere una vita proiettata all’esterno senza tempo per noi stessi, prima o poi, presenterà un conto molto salato da pagare.

Oggi integra ciò che consideri negativo accogliendolo dentro di te, prenditi del tempo per ricordare una semplice frase che può davvero cambiare la tua visione: “Ti riconosco e ti accolgo con un si” e appiccicala come un’etichetta a tutte le tue paure, le ansie, i problemi, i pensieri negativi e quant’altro ti sembra buio e scuro. Mettere da parte qualcosa che ci appartiene è dividere. Integrare è unire. Accogli tutto nella vita con spirito d’unione e comincerai ad accorgerti di quanta felicità possa dare un cielo carico di nuvole.

UN ATTIMO PRIMA DI DORMIRE

Le affermazioni sono armi potenti nelle mani di chiunque le sappia utilizzare con intelligenza. Usate in modo sciocco, possono diventare la maniera per nascondere sotto il tappeto le proprie debolezze e ostacoli, anziché affrontarli.

L’uso saggio dell’affermazione può essere uno dei mezzi per affrontare quelle piccole curve nelle quali costantemente ci infiliamo e che rallentano il nostro cammino verso una qualunque realizzazione.

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Un’applicazione molto potente dell’affermazione è il suo utilizzo un attimo prima di addormentarsi e al risveglio. Forse ti sarà capitato di notare che se ti addormenti con pensieri qualitativamente bassi, al tuo risveglio sei stanco e spossato. Se per contro, nonostante tu abbia avuto una pessima giornata, ti addormenti pensando che  al tuo risveglio tutto sarà migliore, con molta probabilità ti sentirai certamente meglio.

Quando vuoi affermare qualcosa, prendi l’abitudine di farlo prima di addormentarti. Come promemoria, scrivi un biglietto e attaccalo alla spalliera del letto, o sulla lampada del comodino, o in un posto dove lo puoi guardare quando hai la testa appoggiata sul cuscino con l’intento di portare quel pensiero con te nel sonno. La mattina seguente, al tuo risveglio, pratica nuovamente la tua affermazione e potrai accorgerti che la tua vita cambierà sensibilmente.

Come sempre fare esperienza è il solo modo per verificare i risultati. Accorgiti.

PRAYER

Oggi condivido con te una preghiera che ho scritto molto tempo fa. Mi rivolgo a Dio. Tu puoi cambiare il nome con quello che più ti piace. Se ti va, recitala aprendo le braccia come per donare e accogliere gli infiniti regali che l’Universo ha riservato per te. Accorgiti.

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Caro Dio,

prendi la mia volontà, debole o forte che sia e usala per migliorare la mia vita

Entra dentro di me, in ogni cellula del mio essere e insegnami come e cosa fare per essere felice ora

Affido a Te il vuoto dell’oscurità nella certezza che Tu lo ricolmerai di Luce

Affido a Te ogni pensiero di povertà e ti chiedo di insegnarmi come e cosa fare per prosperare nella ricchezza e nell’abbondanza

Affido a Te ogni parte malata della mia esistenza nella certezza che Tu mi insegnerai come e cosa fare per vivere nell’Amore

Estendi il Tuo Amore, la Tua ricchezza e la Conoscenza a ogni piccolo pensiero di questo Mondo

Fa in modo che io possa conoscere chi sono

E così sia

LEGGE E ORDINE UNIVERSALE

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L’universo è fatto di legge e ordine e, quindi, non c’è nulla di mistico nell’ottenere delle risposte dalle preghiere. E’ un processo, per nulla differente da qualsiasi altro processo come preparare una torta o costruire una casa.

Chi conosce le dinamiche della mente sa che è possibile pregare in maniera consapevole. Cosa significa? Tradizionalmente la preghiera consiste in sincere invocazioni a Dio o chi per Esso, seguite dall’espressione “e così sia”. Logicamente, il più delle volte, sono carenti di potere in quanto formulate nel dubbio e mancanti di un ingrediente fondamentale affinché ciò che si è pregato si possa manifestare: la fede. La vera fede è semplice:  si tratta della conoscenza che qualcosa sta accadendo, che si sta provvedendo proprio in questo istante.

Quando le preghiere diventano occasioni per ringraziare di un aiuto (anche se non ancora ricevuto) esse cessano di essere un rituale mistico con cui speriamo che Dio si accorga di noi e diventano un processo di co-creazione con scopi precisi e ben definiti. A proposito: puoi pregare ovunque tu sia e in qualunque momento. Dio, o chi per Esso, è felice di poterti essere d’aiuto in ogni momento. Accorgiti!

E COSI’ SIA

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Ti sei mai domandato come mai alcune richieste espresse sottoforma di preghiera non vanno a buon fine? E, forse, sono proprio quelle più importanti, alle quali tieni di più? In modo tradizionale, la preghiera consiste in una serie di richieste a Dio (o come più ti piace chiamarlo) che terminano con l’espressione “così sia”. Il più delle volte sono formulate nel dubbio e, quindi, nella mancanza di fede. La fede è una questione semplice: è la conoscenza che qualcosa di buono si sta prendendo cura di te e della tua vita, e sta accadendo proprio adesso. Quando le preghiere -anziché essere suppliche rivolte solo nei momenti di disperazione- diventano delle occasioni per ringraziare, sono la manifestazione del processo di co-creazione con Dio e non più la mera speranza che Lui si possa accorgere di te.
Quando fede e azione si mescolano diventando tutt’uno, scopri la magia della manifestazione.

Come in Cielo (nella mente Una) Così in Terra (nel tuo corpo, nel tuo ambiente, nella tua vita terrena). E così sia. Grazie Grazie Grazie.


Accorgiti!

LUCE

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Ogni giorno rivolgo la mia attenzione alla Luce Divina che dimora in me, e comunico con essa: questo è ciò che chiamo preghiera. Mi rivolgo a Lei con gratitudine, certa che mi sosterrà in ogni momento: questo è ciò che chiamo preghiera. Guardo intorno a me e porto un pensiero d’amore, un gesto gentile, un dono, un complimento: questo è ciò che chiamo preghiera. Sono parte del Tutto e Tutto è parte di me: fare mia questa affermazione è la preghiera più grande