A VITA PIENA

Conoscere sé stessi è il solo modo per essere totalmente felici. Voglio essere sincera con te: trarrai molta più comprensione di come poter esprimere il tuo talento e il tuo scopo di vita dai momenti che etichetti come “difficili” piuttosto che da tutto il resto della tua esistenza. La felicità, i momenti sereni, la pace e la gioia, l’appagamento e quella sensazione di pienezza e completezza non arrivano inciampandoci per caso: scegliamo di essere felici. E qui arrivano i problemi, quelli seri. Perché quando scegli la felicità come scopo di vita devi essere disposto a prenderti tutto il pacchetto, che include anche l’infelicità. E già, cari miei: pensavate di cavarvela con un “adesso manifesto cosa mi rende felice”, lo penso e per infusione arriverà dritto nella mia vita senza che io non faccia nulla? La storia è molto diversa e quando la scopri comprendi perché è più semplice continuare a “pensare di esserlo” anziché cominciare a vivere la felicità.

Sono molto testarda e ho scoperto che questo non è né un bene né un male perché ho imparato a guardare la testardaggine da più punti di vista: è dannosa quando – anziché fluire e lasciar andare – mi arrocco sulle idee e faccio i capricci insieme alla bambina piccola che in quel momento rappresento. E’ bene quando sento che la strada è quella corretta e insisto nel voler trovare il modo per andare avanti. Questa sensazione di fluidità la posso applicare in ogni circostanza con il risultato straordinario di essere davvero padrona della mia vita.

Dentro ciascuno di noi c’è un’onda che si innalza e poi scompare per poi innalzarsi nuovamente. Mi piace la metafora dell’onda, ma potrei usare anche la luce e il buio, il bianco e il nero, l’ego e lo spirito o qualunque altra dualità che incessantemente offre la vita. Cos’è meglio? Nessuna delle due. Cos’è peggio? Nessuna delle due. Escluderne una a vantaggio dell’altra innesca il conflitto interiore.  Accettare entrambe come parte di noi e scegliere a quale delle due dare il benestare in quel momento è rispettare il fluido andamento della vita.

Parlando in termini di ego e spirito, l’ego dice: “Cerca ma non trovare nient’altro che non sia io, perché solo io so cosa fare!”. Lo Spirito non ti spinge a fare nulla: semplicemente attende il momento del  risveglio, l’attimo in cui chiederai consapevolmente il Suo aiuto.

Gli slogan preferiti dall’ego sono: “Se tutti gli sforzi fatti finora non ti hanno portato da nessuna parte, continua a sforzati. Se credi di non avere abbastanza, cerca di avere di più. Se il tuo sogno crolla, continua ad alimentarlo. Se ti senti insicuro, credi di più in te stesso. Non ammettere mai di aver fallito: il successo è l’unica opposizione.” Solo per alcuni funziona e riescono a ottenere ciò che desiderano. Sulla distanza, in ogni caso, l’ego prima o poi presenta il conto ed è sempre salatissimo.

Dall’altra parte diametralmente opposta a quella dell’ego, c’è una Voce che, con il tuo benestare, si esprime e sussurra: “Dai a me tutto ciò che non ti rende felice e chiedimi di mostrarti come vedere la situazione da un altro punto di vista.”  E così avviene il miracolo che trasforma totalmente la tua visione e inizi a pensare che: “Se tutti i tuoi sforzi non hanno ancora successo, cerca una nuova ispirazione. Se non hai abbastanza, sii grato e cerca l’appagamento in te stesso. Se il tuo sogno crolla perché era stato costruito su fantasiose fondamenta, trova il modo per agire. Se ti senti insicuro, prendi le distanze dalla situazione e trova il tuo centro. Non farti ingannare dai successi e dai fallimenti: la vita te li porta entrambi, ed entrambi sono teporanei.”

Essere testardi o qualunque altra etichetta buona o cattiva che sia, non è né bene né male di per sé. A chi sceglierai di dare la tua fiducia, invece, farà la differenza tra avere ragione o essere felice.  Accorgiti!

FERMATI A PENSARE

Leggendo alcuni brani de “Il miracolo della presenza mentale” mi fermo a pensare a come, a volte, siamo staccati dal mondo: tutte le volte che pensiamo o diciamo: “Io non sono così”  In quell’attimo così lontano dal tempo presente, perdiamo la nostra identità infilandoci in turbine di buio nel quale è difficile osservare.

Non è necessario pensare a qualche eroica impresa da compiere per l’umanità. Ogni impresa piccola o grande comincia da ciò che puoi fare per essere d’aiuto a qualcuno ora. E’ partire da dove sei in questo momento e rendere felice chi c’è intorno a te che valorizza il tuo tempo e il mondo intero. Se non riesci a fare questo sarà difficile che si possa riuscire a rendere il mondo un posto migliore. Accorgiti.

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COMUNIONE

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Nessuno può proteggerci dall’inaudita violenza che può colpirci inaspettatamente. Ogni giorno ci troviamo ad affrontare o infliggere piccole violenze attraverso il nostro atteggiamento, la nostra aggressività, il rumore dei nostri silenzi e l’indifferenza con cui ci rivolgiamo a chi abbiamo più vicino. Credo fortemente che costruire un mondo migliore sia anche una mia responsabilità. Magari iniziando ad agire con amore e attenzione nella mia vita quotidiana (Terry Bertz Bertelli)

Stamane trovo le parole di Terry appropriate per iniziare non solo una nuova giornata ma, soprattutto, per iniziare una nuova vita partendo da te, dai tuoi pensieri e dalle parole che pronunci. Non puoi migliorare il mondo se innanzitutto non sai come portare valore a te stesso e a chi ti sta intorno. Oggi più che mai, accorgiti.

SUPERA E CAMBIA

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Il superamento di un ostacolo non è qualcosa di materiale: ti aiuta a vivere un cambiamento interiore. Quando affronti un ostacolo e lo superi emerge carattere e  qualità utili a trovare l’energia necessaria per compiere quel passo. E’ in questo modo che metti in atto il cambiamento conoscendo una parte di te che, diversamente, rimarrebbe seppellita sotto una fitta coperta di convinzioni.

Sfide e ostacoli durante il cammino verso il tuo sogno confermano che stai andando nella giusta direzione. Più il passaggio è impervio, maggiore sarà il successo e più vicina la meta. Diventare abili a superare gli ostacoli è forse il dono più prezioso che puoi ricevere, ancor più straordinario dello stesso risultato materiale. L’esperienza è la vera lezione. Accorgiti!

MERAVIGLIOSA VITA

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“C’era un bambino che usciva ogni giorno, e il primo oggetto che osservava e che accoglieva con meraviglia o pietà o amore o timore, in quello si trasformava, e quell’oggetto diventava parte di lui per quel giorno o per parte del giorno … o per molti anni o lunghi cicli di anni”

Questa parole tratte da Foglie d’erba dello scrittore Walt Whitman mi fanno pensare a dove poso i miei occhi ogni mattina. Non intendo necessariamente gli occhi fisici, o comunque non solo quelli. Ci sono gli occhi della mente che, ancor prima di quelli fisici, iniziano a immaginare la grandiosità di quel giorno o trovano scuse che rendono  lo stesso giorno insignificante.  Quando cambio il modo di guardare il mondo, il mondo che guardo cambia. Mi accorgo. Scelgo e decido.

QUAL’E’ LO SCOPO?

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“Dare è ricevere”

Basterebbe comprendere l’istante di eternità contenuto in questa frase per migliorare considerevolmente la propria esistenza. Possiamo dare solo ciò che conosciamo a fondo e di cui intendiamo fare esperienza nella nostra vita. L’autonomia è un’illusione: ciascuno di noi ha bisogno di qualcosa o qualcuno per poter vivere la propria esistenza, proprio come un’automobile ha bisogno del carburante per potersi muovere.

Ogni pensiero pensato porta valore al pensatore trasformandosi in esperienza di vita vissuta. E’ una facoltà che viene data ad ogni essere nel momento stesso in cui sceglie di abitare questo mondo. Da questo punto di vista “Ama il prossimo tuo come te stesso”  assume un significato ben preciso che traduco così:  offri agli altri ciò che vuoi ricevere. E qui si apre un mondo di punti interrogativi e incomprensioni: “Ho dato tutta me stessa e sono stata ripagata con l’abbandono” “Ho dedicato tutta la mia vita a questo lavoro e sono stato licenziato”. A chi non è successo, almeno una volta nella vita, di formulare simili considerazioni? Non potendo tornare indietro, pensiamo a come procedere in futuro. C’è una domanda chiave per comprendere a priori cosa stiamo davvero offrendo e, di conseguenza, cosa riceveremo: qual è lo scopo? Per comprendere a fondo cosa intendo, vi suggerisco di dedicare una giornata per fare questa esperienza: prima di compiere qualunque scelta (una telefonata, scrivere una lettera, acquistare, andare a bere un caffè o pranzare con qualcuno ….) domandati “Qual è lo scopo? Cosa voglio ottenere da questo incontro?” e risponditi con assoluta sincerità.

Proprio ieri una giovane donna che ha scelto la crescita personale e spirituale come stile di vita, mi scrive un piccolo successo raggiunto: dire a suo padre che non sarebbe andata a cena dalla nonna insieme a tutta la famiglia. Alla richiesta del padre, anziché rispondere il consueto  “va bene”, ha scelto di prendersi un attimo di tempo per indagare a fondo cosa volesse davvero fare. Si è assunta la responsabilità di ascoltare i sensi di colpa che emergevano e che avevano scelto per lei fino a quel momento e, con assoluta sincerità, ha comunicato al padre la sua volontà di restare a casa. Ha dato ciò che voleva ricevere, mettendo da parte il senso di colpa e dedicandosi unicamente a ciò che davvero era il suo intento. Il risultato? Anziché la solita ramanzina, la vita le ha donato un padre comprensivo.

Ora, tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo A.I.C. (Alza Il Culo). L’esperienza è l’unico modo per comprendere a fondo ciò che stai leggendo. Sono certa che alcuni di voi hanno all’attivo un bel po’ di esperienza, mentre per altri potrebbe essere la prima volta. A entrambe suggerisco di continuare fino a farlo diventare uno stile di vita. Credetemi: non potrete più farne a meno. Accorgiti.

BAMBINI COME MAESTRI

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I bambini sono una fonte inesauribile di opportunità per imparare. Questo breve racconto di vita quotidiana lo voglio condividere con tutti quei genitori che in questo momento stanno vivendo la difficoltà della separazione.

E’ una convinzione  generalizzata credere che ai bambini si possa mentire, dimenticando che la loro sensibilità va al di là delle parole. La sofferenza degli adulti viene trasmessa non solo dalle parole verbalizzate ma anche, e soprattutto, dall’energia che ogni parola non detta trattiene dentro di sé.

E’ un martedì di qualche tempo fa, e incontro il piccolo Francesco.

«Ciao Francesco, come stai?» chiedo e lui risponde educatamente «Bene, grazie»

«Come posso esserti d’aiuto?» chiedo come se stessi parlando ad un adulto. In questi anni ho imparato che i bambini si sentono più rispettati quando vengono trattati con rispetto.

Francesco ha solo dieci anni di vita, è maturo oltre misura per la sua età, intelligente, sensibile e molto educato. Ci siamo visti altre volte per piccoli problemi di relazione con la maestra di scuola e una volta perché faceva brutti sogni.

«Ho un problema» dice, e i suoi occhi sono gonfi di lacrime. Le trattiene: ha imparato dal nonno che non si piange di fronte agli altri.

«E qual è questo problema?» chiedo. Risponde abbassando gli occhi «Il papà va via di casa e io ho paura di rimanere solo»

Percepisco la sua angoscia, la sua ansia, la rabbia e questa immensa paura che escono da un piccolo essere, eppure già capace di provare emozioni spaventose.

«Ne vuoi parlare?» chiedo con un nodo alla gola. «Sì grazie. Ho paura di non vedere più il papà. Lui va ad abitare in un’altra casa e sarà solo, e se ha bisogno di qualcosa non c’è più nessuno con lui. E tra qualche tempo incontrerà un’altra signora e faranno un altro bambino e lui si dimenticherà di me»

Ancora una volta l’intuito mi dice è che non è tutto. Infatti continua dicendo «E poi è colpa sia mia se i miei genitori si stanno separando»

La mia mente è vuota e dalla mia bocca non esce nulla. Sono attimi lunghissimi dove non esistono più confini e io non trovo le parole per confortarlo. Chiedo sostegno di Dio affinché mi possa indicare la maniera per affrontare la situazione, e le parole iniziano a formarsi nella mia mente.

«Sai Francesco, esiste una moneta speciale fatta apposta per questi problemi. Si chiama “moneta della felicità”. Quando sei infelice o ti senti arrabbiato o hai paura che succeda qualcosa di brutto, tieni stretta la moneta tra le mani e ti sentirai molto meglio. Vuoi provare?»

Un sorriso prende il posto delle lacrime trattenute. Prendo dal portafogli una moneta che conservo sin dal mio ultimo viaggio in Oriente. Francesco apre la mano, appoggio la moneta sul suo palmo e lui chiude gli occhi e la stringe per qualche secondo, come per verificarne l’efficacia. E quando li riapre è stupito e sorride «Sai che funziona? Mi sento già meglio» dice. Sento che è sollevato: il mio cuore è leggero. Inizia a chiacchierare di calcio e scuola e mi racconta dei suoi cugini e di quante risate fanno insieme.

I bambini sono semplici e nella loro semplicità compiono grandi azioni. Penso con gratitudine a quanto è bella la mia professione e alle mille opportunità che ogni giorno mi offre per conoscere me stessa. Grazie Francesco per avermi  insegnato che è facile scacciare le nubi della tristezza per lasciar posto alla felicità. E’ sufficiente credere nella magia della Vita.