IMPEGNATO AD AGIRE

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Anziché lamentarti, agisci. Un po’ di lamento consapevolmente rastremato a una manciata di secondi va bene, se aggiungi un’azione finalizzata a rivalutare la situazione. Le lamentele, come scrive apertamente  T. Harv Eker nel suo libro I segreti della mente milionaria “sono calamita per la merda”. Se ti lamenti, non fai altro che ingigantire il tuo problema. Agisci, magari smettendo di lamentarti da adesso e per i prossimi 7 giorni. E ogni volta che lo fai, trova un modo per pagare pegno: 1€ per ogni lamento. Sei in grado di assumerti questa responsabilità? Accorgiti!

COS’HAI RINCHIUSO NELL’ARMADIO?

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Conoscere te stesso significa passare dal singolare al plurale. Nulla può essere conosciuto se rinchiuso in una scatola, legata fortemente e stivata in un armadio. Conoscere te stesso è un divenire artistico che mette in mostra le infinite maschere che indossi per capire, a volte nascondere. E’ prenderti cura di te attraverso gli altri. Questa è guarigione. Un detto recita “Se non io per me, chi sarà per me? / Se non così, come? / Se non ora, quando?”. Quando sei in grado di comprendere e risolvere il quando, il qui e il chi, divieni te stesso e sei guarito.

Accorgiti!

GRATITUDE

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Una vita scarsa sotto ogni aspetto è il frutto di una mente incline alla scarsità anziché all’abbondanza. I pensieri di scarsità sono fatti di paura, energia che preme verso il basso e costrizione: una malattia diffusa negli ultimi tempi. Si chiama “mancanza di gratitudine”. I sintomi portano alla cecità: non ti accorgi ci ciò che già possiedi. E così riempi la tua mente di paura. Apprezza ciò che hai e riconsidera con attenzione la tua vita materiale. C’è fondamentalmente un’unica soluzione per vivere nella ricchezza ed è donare, sottoforma di pensieri positivi, azioni potenzianti, aiuti materiali, sostegno morale, amicizia e perdono. Dona agli altri ciò che vorresti fosse donato a te: questo è il modo per attivare la ricchezza in ogni sua forma. Accorgiti!

PENSIERI E PAROLE

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Chi non conosce il potere delle parole, non è al passo con i tempi. Ognuno di noi ha una costante conversazione con se stesso che influenza continuamente, nel bene e nel male, il suo modo di vivere. Qualunque parola utilizziamo per definire il mondo, noi stessi, la vita, gli altri, le situazioni eccetera, si posa sul tappeto della mente fertile e comincia a germogliare, fino a crescere e diventare un’esperienza vitale, un “dato di fatto”.

Pensi di essere sfortunato? Userai pensieri “sfortunati”, un dialogo interiore “sfortunato” e una conversazione con gli altri “sfortunata”, andando in giro con le spalle basse e lamentandoti in continuazione di ogni cosa. E un bel giorno esci di casa e scivoli su una buccia di banana, cadendo a terra in una pozza di fango, sporcando il tuo bel vestito che avevi indossato per un appuntamento importante. Arrabbiandoti ti rialzi e inizi a piangerti addosso e a lamentarti con tutti quelli che sono intorno a te. Avrai così messo in atto la tua “sfortuna”, dimostrandoti con un fatto “che avevi proprio ragione”.

E’ uguale se pensi di essere “fortunato”: il tuo dialogo interiore sarà costellato di frasi “fortunate”, parlerai agli altri di “fortuna” e della bellezza della vita, di come sei felice e grato quando apri gli occhi la mattina, e lo farai con le spalle alte, il sorriso stampato in faccia e una dose di positività straordinaria e coinvolgente. E quando scivolerai su una buccia di banana, cadendo a terra in una pozza di fango e sporcando il tuo bel vestito, ti rialzi in fretta e, guardandoti intorno, incroci lo sguardo di una donna meravigliosa che ti chiede: “Si è fatto male? Tutto bene?” e tu, affascinato dai suoi occhi rispondi: “Mai stato meglio in vita mia”. Più tardi sei nel bar più vicino a prendere un caffè con lei e a chiacchierare del futuro.

La parola può distruggere o innalzare la nostra esistenza e solo noi possiamo scegliere di andare in una direzione oppure nell’altra. La scelta è la nostra vera libertà.
Accorgiti!

GESU’ E’ PIU’ FELICE QUANDO VIAGGIA IN PORSCHE

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Un pezzettino di me, raccontato nel libro “Io Lucia Merico: SpiritualCoach Perché Gesù è più felice quando viaggia in Porsche” presto on line:

La sfida è sempre e solo con se stessi e con le proprie convinzioni: questo è un dato di fatto! Sin da bambina, periodicamente, faccio un sogno dove ci sono moltissime persone vestite di bianco che camminano lungo una strada e molte altre arrivano da strade secondarie, più o meno grandi.

La spiegazione che mi sono data è che nella Vita percorriamo tutti la stessa strada e che è solo l’apparenza di una Vita vissuta con modalità diverse, in corpi diversi, in continenti diversi a far sembrare che tra gli essere umani ci sia differenza.

Crediamo di vivere in corpi separati e di interpretare vite separate, ma nella “realtà” della mente siamo strettamente connessi gli uni agli altri, come dentro a un unico cuore pensante. E di questo sono certa!

L’ho imparato a mie spese, nella certezza di essere sola e abbandonata a me stessa, incastrata nel giudizio di ciò che mi accadeva. Per buona parte della Vita ho creduto di essere una vittima delle situazioni – separazioni, problemi, malattie – fino al giorno in cui ho iniziato ad aprire gli occhi: non quelli fisici, fatti per non vedere nulla, bensì quelli del cuore. Da quel momento è iniziata la trasformazione.

La Vita è una Signora gentile che ricompensa sempre chi la guarda con gli occhi carichi di speranza, e così ho iniziato a trovare in ogni problema una fantastica “opportunità”.

Quando tocchi il fondo puoi risalire con forza e diventare migliore di prima: di “opportunità” ne ho avute e sono sempre stata in grado di raccogliere dentro di me l’energia per cambiare la mia percezione della situazione che stavo vivendo. Anche questa volta, nella tenacia di portare avanti SpiritualCoach, gli intoppi e i problemi si sono trasformati in occasioni per migliorare ancor di più.