TOGLI LA PAURA, METTI L’AMORE

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Vi siete domandati quanto possa essere dannoso esercitare una professione che non amiamo?  A mio parere, se in certe strutture le cose non funzionano è proprio a causa del fatto che sono gestite da persone prive di amore per ciò che fanno. Molte di loro non sono consapevoli. Forse hanno conseguito un diploma o una laurea sollecitati dai genitori che li hanno cresciuti a suon di: «Trovati un lavoro fisso!» senza rendersi conto che qualcosa è cambiato.

Tempo fa alcune aziende e banche potevano garantire una continuità lavorativa: il padre o la madre che andava in pensione lasciava il posto ai figli. Per questo motivo studiare ragioneria (anche se la passione era fare il musicista) era “normale” se il papà lavorava in banca o in un’azienda come ragioniere. La rarità era una rarità domandare ai propri figli quale fosse la loro aspirazione.  Con l’aumento della tecnologia, la velocità di vita e di pensiero, hanno permesso un cambiamento di paradigmi che ancora pochi sanno cogliere. Uno di questi è prendere in considerazione di svolgere una professione che ami per migliorare la tua esistenza ed essere felice.

FELICE È CHI SA ESSERE FELICE

Sono cambiati i parametri della felicità. Se l’industrializzazione poneva l’accento sul «fare per avere» escludendo quasi totalmente l’essere, e solo quando avevi finito il tuo compito potevi finalmente godere di alcuni privilegi, ai giorni attuali le cose stanno cambiando profondamente. Sono sempre più i professionisti che investono nella loro crescita personale, portando all’interno delle aziende nuova linfa, visioni allargate e persino divergenti.

Sono fiori meravigliosi che attraggono coi loro colori e il profumo della novità. Esseri di tutte le età che hanno il coraggio di mettersi in discussione nonostante il diploma o la laurea, l’età, la posizione sociale. Sono genitori attenti al loro benessere perché sanno che è il benessere dei loro figli, sono donne che non accettano una relazione solo per paura e uomini che hanno il coraggio di mostrare le loro fragilità.

Per fare della tua vita un’opera d’arte, fai ciò che ami e ama ciò che fai

Si, il mondo sta cambiando ed io sono felice di poter assistere e contribuire a questa inversione di pensiero. C’è ancora tanto da fare e personalmente ho fiducia nel credere che questo cambiamento necessario – e anche un po’ caotico – porterà a una nuova comprensione. Solo allora le piccole e grandi lotte quotidiane diventeranno un modo per aggiornare la nostra capacità di fluire con la vita, trovando soluzioni anziché salire in cattedra e pontificare.

UN REGALO PER TE

Voglio lasciarti con un piccolo dono, una semplice e utile modalità che utilizzo personalmente. Quando sei incastrat* nelle tue piccole e grandi lotte quotidiane, impara a guardarle prendendo le distanze. Immagina per un attimo di fantasticare e credere che non sia tuo ciò che stai sperimentando, ma di qualcun altro, e pensa ai suggerimenti che potresti dare. È più semplice suggerire «come fare» quando il problema non ci appartiene. Lo hai mai sperimentato?

Quando c’è un problema è probabile che possa esserci anche un po’ di paura, e questo potrebbe aumentare il timore e la frenesia e diminuire la lucidità, togliendo energia alla fantasia e alla creatività personale.  Il modo che ti propongo per evitare questa dispersione energetica è scrivere il problema e di seguito tutte le paure che pensi di avere. Una volta fatto l’elenco, piega il foglio, scrivi sopra un «Grazie» e brucialo.

Prendi un altro foglio e scrivi ciò che vuoi far accadere: una frase breve, evocativa, che  non contiene negazioni e in tempo presente. Sotto la frase scrivi almeno 3-4 azioni che puoi compiere immediatamente, ne scegli una e la metti in atto nella stessa giornata. A seguire tutte le altre.

Se ti concentri sul momento presente, la paura – che essenzialmente consiste nel farsi coinvolgere in un passato o futuro immaginario – non esiste. Potrai rimanere stupit* dalla facilità con cui le tue paure spariscono facendo trovare un nuovo ordine ai problemi

Come sempre, attendo di conoscere i tuoi risultati, se ti va. E se vorrai approfondire la conoscenza di te stessa per una visione più felice della vita, ti voglio invitare a un seminario ESCLUSIVO tutto al Femminile che si terrà il 7 e 8 Luglio 2018Nascita e Rinascita. Per conoscere di cosa si tratta, clicca su questo link

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E se sei curiosa, non esitare a scivermi: luciamerico@spiritualcoach.it

PROFESSIONE O RELAZIONE?

Sono molte le persone che privilegiano il successo personale a quello affettivo. Alcuni dedicano più tempo alla professione che alle relazioni affettive o familiari, nella falsa convinzione che in questo modo potranno garantire un benessere stabile e duraturo. Altri una relazione affettiva non riescono neppure a costruirla: non ne hanno il tempo. E altri ancora si nascondono dietro la falsa convinzione che “stanno bene da soli”: a nessuno piace stare solo per troppo tempo.

La parola chiave che accomuna queste persone è sacrificio, un sinonimo di paura.

A mio parere i rapporti affettivi devono collocarsi fra le nostre priorità più importanti quando fissiamo degli obiettivi, qualunque essi siano. Solo quando abbiamo una relazione soddisfacente possiamo rivolgere il pensiero alla realizzazione di noi stessi permettendoci di esprimere al meglio tutto il nostro potenziale.

Per diverso tempo mi è stato difficile apprezzare un partner che mi sosteneva in ogni mia scelta. Questo mi ha fatto vivere momenti di grande solitudine e voglia di distruggere. Con pazienza e tanto lavoro su me stessa, ho iniziato ad apprezzare e a valorizzare questo aspetto accettandolo e a mia volta donandolo all’altro. Un abito in meno, una macchina più economica e una giornata di più insieme per conoscersi, amare, gioire e costruire le basi per un futuro felice: è più facile trovare soluzioni ai problemi quando si è in due o più persone che remano nella stessa direzione.

Troppo spesso sento donne parlare male dei loro uomini. Troppo spesso vedo uomini sottovalutare la donna che hanno accanto. Distruggere è sicuramente più semplice che costruire e ogni giorno possiamo trovare esempi che ce lo confermano. Molto più semplice chiudere una relazione e aprirne un’altra, a volte senza neppure prendersi il tempo necessario per capire cos’è successo. Per costruire, invece, ci vuole competenza, volontà, determinazione.

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E’ uso comune dire che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. Io preferisco uomini e donne che camminino uno a fianco dell’altra: è più facile accorgersi quando uno dei due inciampa e porgere la mano per incitarlo a sollevarsi e ad essere più forte di prima. Accorgiti!

Sapete, al mondo non importa nulla dei semplici pensieri se non sono seguiti da azioni concrete.  Osservare la vita dal punto di vista dei risultati può sembrare duro. Ma che ci piaccia oppure no, il mondo ha le sue regole – pensiero + A.I.C. = risultato. E non gliene importa nulla se preferiamo vivere secondo le nostre regole personali.

Vivere nell’ottica dei risultati richiede determinazione, cambiamenti e rischi con il grande vantaggio di sapere che siamo noi a tenere in mano le redini della nostra vita. La differenza tra chi vince e chi perde sta nel fatto che chi vince è disposto a fare cose che chi perde non vuole fare.  Potrebbe risuonarti come una frase fatta, ma occorre davvero compiere il necessario per ottenere ciò che si desidera, in ogni ambito della nostra vita: diversamente continueremo ad essere dei “passeggeri” che seguono direzioni di altri.

Se vogliamo mantenere viva la nostra relazione di coppia, è necessario impegnarsi ogni sacrosanto giorno. Se vogliamo raggiungere il nostro sogno professionale, dobbiamo impegnarci ogni giorno con forza e dedizione.

Per guarire la nostra vita dobbiamo imparare a gestirla con competenza e preziosità, valutando cosa è meglio per noi e cosa non lo è più: questo potrebbe risultare complicato e doloroso. A volte tutto filerà liscio: evviva! Altre volte non sarà così: bene, ricalcola e riparti. Ma lo devi avere uno stralcio di sogno da guardare dritto negli occhi!

Smettila di dire che gli altri ti trattano male e insegna loro come trattarti. Sai cosa vuoi da una relazione, da una collaborazione, da un’amicizia? Se io per prima non hai le idee chiare, come posso chiedere agli altri in che modo trattarmi?

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“Il perdono è potere” come ti risuona questa frase? Sei in grado di portarla concretamente nella tua vita, applicandola ad ogni situazione? Neppure immagini – o forse si – la grandiosità che può sprigionare un atto di perdono applicato e agito: il senso di liberazione e l’energia che si rinnova, la consapevolezza che aumenta insieme alla gioia del rinnovamento.

Da ora crea tu stesso la tua esperienza. Anche se è duro crederlo, anche se sembra che non sia vero e aggiungi tu tutte le scuse che ti vengono in mente, ciascuno di noi èi responsabile della propria vita. Se hai un lavoro che non ti piace, è tua responsabilità. Se non riesci ad avere delle relazioni soddisfacenti con gli altri, dipende da te. Se non ti fidi degli uomini o delle donne, sei tu che devi imparare a sviluppare questa fiducia. Interrompi il lamento e inizia subito ad assumerti la responsabilità dei risultati e delle situazioni: chiama le cose con il loro nome e non come vorresti che fossero.

Non attenersi, sia pur minimamente, a queste indicazioni ti impedirà di formulare una diagnosi chiara della situazione e cambiare – nella maniera giusta per te-  la tua vita.  Accorgiti!

LA SCUOLA DELLA VITA

Uno dei disagi che ho vissuto nel periodo scolastico fu il non poter fare domande: almeno la nostra insegnante non lo permetteva. Essendo una bambina che aveva fame d’imparare, fare domande era il mio nutrimento e il dover accettare a mani basse ciò che la maestra diceva mi ha fortemente condizionato. Condizionamento che ho accetto dopo essere stata espulsa dalla lezione di religione per le “domande stupide e impertinenti”. Da quel momento non ho più fatto domande per non sentirmi stupida.

Col passare del tempo in diverse occasioni ho pensato spesso che a scuola si imparano le cose sbagliate: ti insegnano a fare i conti ma non come gestire il denaro. Nessuno ti spiega come funzionano le relazioni, poco viene detto sulla comunicazione e l’importanza delle parole, cos’è l’energia e la legge della manifestazione,  come scegliere un partner, come intervenire nei momenti di disagio, cosa aspettarsi da un matrimonio, cosa fare se la situazione va a rotoli, come crescere un bambino, men che meno quali siano le basi di una sana vita sessuale e tutte le altre cose importanti veramente importanti.

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Da adulta le persone alle quali mi rivolgevo per far fronte ai miei problemi, a volte, ne sapevano meno di me sull’argomento e avevo la sensazione di muovermi alla cieca in un mondo di ciechi. Come avrei voluto che l’insegnante di religione avesse risposto alle mie domande sul Cristo, su Dio, Gesù e sull’Amore. E’ davvero assurdo che ci voglia la patente per guidare l’automobile e nessuna istruzione per diventare adulti consapevoli.

Così mi sono data da fare, ho imparato un sacco di cose riguardo le relazioni e mi è piaciuto a tal punto da non voler smettere più di imparare. Inoltre ho esteso le mie esperienze e conoscenze a chi era intorno a me diventando SpiritualCoach e  ideatrice e trainer di corsi e laboratori per la crescita personale e spirituale.  In questo cammino che continua da oltre venticinque anni, ho compreso un insegnamento fondamentale sulle relazioni: sono una palestra per conoscere sé stessi attraverso gli altri, indipendentemente che siano di coppia, amicali o professionali.

Come potete fare quando la vostra relazione attraversa un momento di crisi ma desiderate entrambi sistemare la situazione? Innanzitutto, se la volontà è di restare insieme significa che la relazione è ancora forte. Siete solo rimasti intrappolati in un modello di comportamento invalidante che ha lo scopo di far emergere quella parte di voi che ha bisogno di cure. Insieme all’espressione dell’amore salgono anche le nostre paure che si esprimo con forza a causa del fatto che il partner ci fa da specchio.

In questi casi la parola chiave è riservatezza, che significa: parlate con qualcuno che possa sostenervi nel far luce sulla situazione.

Ricordate che il motivo dei vostri disagi non è nel presente ma state attingendo a episodi del passato.

Iscrivetevi a un corso sulle relazioni per comprendere più a fondo come funzionano e come intervenire.

E se il partner vi lascia per un’altra persona, fermatevi un attimo e – per quanto vi è possibile – imparate pian piano a non dare la colpa a loro di quanto è successo. Seduti con carta e penna scrivete alcune domande e meditate sulle risposte che elencherete per ciascuna di esse:

  • La ragione per cui ho attratto questa situazione è …
  • Qual è il mio vantaggio in questo disastro?
  • Sto cercando di dimostrare a me stesso/a che ….?
  • Cosa rappresenta l’altra persona per me?
  • I pensieri che ho formulato per creare tutto questo sono …?
  • I pensieri che mi liberano da questa situazione sono …?

Sono solo alcune indicazioni. Ritengo sia molto meglio concentrare le proprie energie su come migliorare la  vita personale per attrarre a sé un partner più allineato con voi piuttosto che continuare a fare ciò che è stato fatto per ottenere i risultati ottenuti. Ogni perdita rappresenta sempre un guadagno che ancora non valutiamo ma che con un po’ di sforzo, buon senso, piedi per terra e voglia di essere felici, ben presto si manifesterà. Accorgiti.