NASCITA E RINASCITA

Oggi voglio proporti un piccolo passaggio del mio corso NASCITA E RINASCITA che si terrà il prossimo 22-23 ottobre 2016, con la speranza che possa aiutarti a far luce su alcuni schemi comportamentali che metti in atto nella tua vita. Per questo ti chiedo di munirti di carta e penna: avrai capito – se mi leggi da un po’ –  che sono gli strumenti di consapevolezza che preferisco. Sei pronto/a?.

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Immagina di aver totalmente compreso e fatto esperienza di essere responsabile della tua vita al 100%: ogni cosa che accade è per te e non a te. Dunque puoi immaginare di aver scelto i genitori, il luogo, la famiglia alla quale appartenere per fare esperienza in questo mondo. E proprio i genitori hanno contribuito – al meglio delle loro possibilità e conoscenze in quel momento –  a plasmare ciò che sei. Anche se non sono più in vita: continui ad avere un rapporto con loro. Anche se sei stato/a adottato/a, potresti avere un rapporto sia con i genitori biologici sia con quelli adottivi.

A prescindere da quanto sia stata felice o traumatica la tua infanzia, il padre e la madre così come gli eventi dei primi anni di vita, hanno avuto un effetto – senza dubbio – su quello che sei ora, ed è bene capire quale sia. Per andare alla scoperta della tua parte più autentica, è importante prima riconoscere che le convinzioni sulla vita sono spesso un riflesso (o una reazione)  degli schemi genitoriali.

Se esistono schemi invalidanti che si tramandano da generazioni nella tua famiglia, è arrivato il momento di infrangerli al fine di interrompere la catena di trasmissione, diventando adulti consapevoli e lasciando che sia l’Intelligenza che alberga in ciascuno di noi a guidare insieme a te la tua vita, e non più i condizionamenti ai quali hai risposto fino ad ora.

Un primo passo può essere il rispondere ad alcune domande che ti aiutano a comprendere qual è  la tua verità. Rispondi ad esse il più onestamente possibile tenendo bene a mente che anche i tuoi genitori sono stati bambini e, a loro volta, hanno ricevuto istruzioni dai loro genitori.

  • Se è vero che scegliamo i nostri genitori, come mai avrei scelto i miei? Cosa ho guadagnato o imparato appartenendo proprio a quella famiglia?
  • Cosa veramente provo per loro?
  • Qual è la mia percezione di ciò che provano loro per me?
  • C’è amore tra me e i miei genitori? Se non c’è né, sento l’esigenza di sanare il rapporto con loro? Se sì, di cosa avrei bisogno affinché questo possa avvenire?
  • Quali convinzioni sulla vita, le relazioni, il denaro, l’abbondanza, il lavoro etc … ho attinto da loro? Quali convinzioni sono il riflesso delle mie stesse verità?

Questo è solo un assaggio di ciò che potrai scoprire partecipando al corso e l’esperienza in grotta – accompagnati da speleologi professionisti – sarà un dolce cammino verso una vita nuova, che appoggia le basi su nuove convinzioni.

Insomma, una vera e  propria rinascita  dove sarai tu e solo tu a crearne tutti i presupposti. Accorgiti.

INDIPENDENZA

Indipendenza. Quand’è il primo momento in cui mettiamo in atto l’indipendenza? Per necessità al momento della nascita, quando il cordone ombelicale viene tagliato (a volte brutalmente) e iniziamo a respirare in autonomia.  Un altro momento importante è imparare a camminare: scopriamo che possiamo spostarci per raggiungere ciò che desideriamo. Questo primo passo che facciamo è così importante, più di quanto pensiamo, così come lo è il modo con cui lo facciamo: rimane il modo in cui in seguito cammineremo nella nostra vita.

Alcuni di noi si sono buttati a capofitto, altri hanno fatto piccoli passi incerti, altri ancora si sono serviti dei supporti che hanno a portata di mano. C’è chi si dispera e si blocca quando cade, chi si rialza e procede come se nulla fosse accaduto. Ma tutti, senza distinzioni, continuiamo a proseguire desiderosi di ottenere ciò che ci siamo prefissi. E’ la spinta a divenire indipendenti che ci conduce, passo dopo passo, verso la presa di coscienza di noi stessi come individui, è il senso di libertà che tutti noi vogliamo e che siamo venuti in questo mondo ad affermare.

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Ma ben presto a molti di noi accade che le circostanze incontrate, per infinite sfumature e motivi personali, ci rendono incerti così da ritrovarci inconsapevolmente ad essere dipendenti da tutto ciò che circonda la nostra vita. Con il lavoro cerchiamo un’indipendenza economica senza accorgerci che spesso dipendiamo proprio da esso. Diventiamo dipendenti da idee e condizionamenti, dalle regole imposte da qualcuno esterno a noi che –anche se non piacciono- continuiamo a seguire. Dipendiamo da una relazione per paura di restare soli. Non osiamo prenderci la responsabilità di noi stessi, informandoci e ascoltando campane che suonano una diversa musica.

Indipendenza è libertà di osare, slegarci dall’approvazione degli altri per sentirci bene e amati, divenire padroni delle nostre emozioni camminando spavaldi lontano da tutto ciò che ci tiene bloccati a una falsa idea di noi stessi e del mondo. E’ fare un passo verso noi stessi, all’interno di quell’animo infinito e luminoso da cui ci siamo allontanati.

Oggi prenditi un momento per prendere coscienza e scrivere le situazioni che ti rendono dipendente. Quanto sono necessarie?  Fai mentalmente un elenco di tutti gli oggetti che possiedi e che sono importanti per te: cosa accadrebbe se non li possedessi più? Non è sempre necessario fare piazza pulita per sentirsi liberi poiché molto spesso si rischia di gettare ogni cosa per poi pentirsi di averlo fatto. Nella calma, invece, possiamo scegliere cosa tenere e cosa lasciar andare, premesso che quest’ultima parte è un passaggio che va compiuto con pazienza e consapevolezza. Accorgiti.

Lucia Merico |SpiritualCoach|Trainer|AlFemminile

DONNE IN RINASCITA

Alle donne che in ogni momento scelgono di mollare la presa a causa dell’età, a te che credi al passare del tempo come a un nemico da sconfiggere voglio regalare l’ultimo capitolo del mio libro PROFESSIONE SPIRITUALCOACH Gesù è più felice quando viaggia in Porsche. E chissà che la luce in te possa cominciare a brillare. Accorgiti!

«Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa. È la primavera a novembre. Quando meno te l’aspetti.» (Jack Folla – Donne in rinascita)

Capitolo 29 – NON È MAI TROPPO TARDI

«Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa. È la primavera a novembre. Quando meno te l’aspetti.»    (Jack Folla – Donne in rinascita)

Ho superato i 50 anni, ed eccomi qui a realizzare un altro sogno, preso dal cassetto per restituirlo al mondo.

Sono la dimostrazione vivente che non esiste un’età specifica per fare le cose e sono pronta a realizzare altri sogni, e altri ancora fino alla fine dei miei giorni. Sto imparando che ogni giorno è una benedizione di Dio e che esiste un solo modo per fare le cose: buttarsi dentro a capofitto con passione e determinazione.

Walt Disney ha detto «Se puoi sognarlo, puoi farlo» ed è proprio così. Scrivere un libro è un sogno che coltivo da bambina e non importa quanto tempo ho impiegato a realizzarlo: la cosa importante è non smettere mai di sognare, di fare, di agire perché quando il sogno si realizza in quel preciso istante il tempo si annulla e non ricordi più quanto è passato, quanti anni hai e cosa hai fatto per arrivare fino a lì.

Semplicemente ti godi il profumo della realizzazione che ti inebria con il suo carico di positività, di energia, di fantasia. Per me è come volare nel cielo con un tappeto magico: e da lassù la vista è davvero straordinaria!

Durante i miei corsi al femminile ho notato che spesso le donne mortificano se stesse e il loro splendore con pensieri legati all’età.

«Sono troppo vecchia per fare questo», «Non ho più l’età per fare quello»: le donne sono una fonte inesauribile di energia e lo dimostriamo portando avanti i mille impegni di ogni giorno.

Siamo mogli, madri, amiche, amanti, colf, infermiere, manager, tutto racchiuso in una grande sfida che si perpetua ogni singolo istante della nostra vita.

Attraversiamo i ponti delle difficoltà con forza ed energia portando con noi tutti coloro che amiamo. Siamo nutrici e portatrici di quel valore che tanto ama la pace e l’armonia: il femminino che è presente in ognuna di noi.

Abbiamo zittito per molto tempo la Voce che ci unisce all’infinito e alla conoscenza, ed è ora di risvegliarla, partendo dalle piccole possibilità quotidiane.

La donna contemporanea ha bisogno di ritrovare quel tesoro nascosto che porta dentro di sé e ritornare ad apprezzare ogni fase della sua esistenza.

Non ci sono momenti migliori o peggiori per una donna consapevole. Dall’adolescenza alla tarda maturità, queste fasi vengono sperimentate ogni mese e la donna che ha imparato ad ascoltare ciò che accade dentro di lei ne trae il massimo vantaggio.

Per non parlare poi della maternità, il momento dove l’energia femminile esprime la sua massima potenza. Il cambiamento che avviene in una donna che diventa madre porta con sé una forza interiore mai sperimentata prima.

La nascita di un bambino segna un forte cambiamento nella percezione della vita: si passa dalla concentrazione sulla libertà personale alla dedizione e alla responsabilità verso un nuovo essere umano, e per una donna è il momento dove il suo nutrimento interiore, sempre presente e disponibile, diventa manifesto.

Ogni età è bella per chi sa vivere a fondo, senza risparmio, senza riserve, trovando in ogni attimo quel “particolare” che lo rende unico e irripetibile. È bello essere consapevoli di ciò che si è e di dove si sta andando. Possiamo essere il miglior esempio per noi stesse e per chi amiamo raccogliendo i frutti antichi del ricordo di chi siamo.

Le donne hanno bisogno di ritrovare se stesse. A ognuna di noi è dato di sognare e realizzare il proprio sogno, di godere del successo, della ricchezza e dell’abbondanza a qualunque età, e io ne sono un esempio.

Mentre scrivo la parte finale di questo mio primo libro, penso a quanta strada ancora voglio percorrere sulla via della consapevolezza. Dove mi porterà? Ci saranno altre strade oltre a questa? Cosa sarà della mia Vita? Tutte domande che hanno un’unica risposta: «Inizia a camminare, un passo dopo l’altro»

Le parole scritte a commento di un post, si sommano alle emozioni nel rileggere questo libro, col pensiero stupito di poter esserne l’autrice: «Sogno, intenzione, decisione, azione… ora so che sei pronta a cogliere il risultato».

Termino questa avventura, la prima di una lunga serie, con una frase a me cara, che mi accompagna sin dal primo incontro «al Femminile». La voglio condividere con tutti voi, Amiche e Amici, nella speranza che un giorno possa diventare la più rosea delle nostre realtà:

«Secondo un’antica profezia andina

giungerà il giorno  in cui  lo spirito femminile della Dea

si risveglierà dal lungo letargo

e si adopererà per cancellare  odio e distruzione

e dare infine origine  a un mondo di Pace e di Armonia

(Anonimo)

Lucia Merico |SpiritualCoach|LifeCoach|AlFemminile

http://www.spiritualcoach.it

SONO RESPONSABILE DI CIO’ CHE VEDO

Potrà sembrare un paradosso ciò che stai per leggere: è la paura stessa che ci fornisce la possibilità di diventare straordinariamente felici. In essa trovi la forza, la tenacia, la capacità di rialzarti: è la vera sfida.

Solo all’inizio potrebbe essere vissuta come una “sfida” per poi diventare, pian piano, la via verso la fede che qualcosa di buono accade sempre. Ogni cosa che accade è perfetta per crescere, comprendere, evolvere: ogni singola cosa.

Non è una battaglia tra bene e male, una lotta. A parer mio è un’onda che si alza e si abbassa come le maree, come la luce che lascia posto al buio e viceversa. E’ una comprensione di ruolo dove ognuno ha il suo scopo preciso che viene attivato dalla volontà.

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A volte senti di dover fare esperienza della paura: e così sia. E in essa trovi la chiave per aprire la porta di un’altra felicità. A volta è un mare in burrasca mentre altre volte è la calma piatta. Cosa c’è di brutto in un mare in burrasca o nell’essere piatto? Nulla, se lasci che sia. Ogni condizione è perfetta, sempre.

La disarmonia della paura è solo una tua percezione. In sé essa è perfetta per farti vivere ciò che hai chiesto, inconsapevolmente a volte, altre l’hai vista arrivare ma non hai cambiato direzione. Sei rimasto sulla sua traiettoria consapevole a un qualche livello della sua imponenza.

Tu sei in paradiso e puoi sognare l’inferno, e viceversa. Questo è quanto ci è dato di essere: una mente che sceglie a seconda di ciò che decide di sperimentare. Ti lascio di seguito una riflessione che prendo da Un Corso in Miracoli, una “preghiera” da ricordare e recitare consapevolmente per ogni cosa. Sono certa che pian piano ti aiuterà a scoprire la differenza tra avere ragione ed essere felice. Accorgiti.

“Questa è l’unica cosa che hai bisogno di fare perché ti venga data la visione, la felicità, la liberazione dal dolore e la salvezza completa dal peccato. Dì solo questo, ma intendilo senza riserve, perché in questo sta il potere della salvezza:

Io sono responsabile di ciò che vedo.
Scelgo le sensazioni di cui faccio esperienza,
e decido l’obiettivo che voglio raggiungere.
E ogni cosa che sembra accadermi la chiedo,
e ricevo secondo ciò che ho chiesto.

Non ingannarti ulteriormente pensando di essere inerme di fronte a ciò che ti viene fatto. Riconosci solo che ti sei sbagliato, e tutti gli effetti dei tuoi errori scompariranno.”
(Un Corso in Miracoli)

NUOVI INDIZI

Il passaggio da una situazione vecchia ad una nuova è  talvolta lento. Se c’è un’abitudine sviluppata nel tempo, potrebbe anche esserci una specie di dipendenza  alla quale rispondere nei momenti di difficoltà. Staccarsi da un’abitudine malsana è una questione di riconoscimento e concretezza nel compiere piccole azioni costanti per spingerci fuori dalle vecchie abitudini. Nel condurre la nostra mente verso questa direzione passiamo inevitabilmente dalla zona neutra, un momento di “sospensione” dove non siamo più nella vecchia situazione e non siamo ancora nella nuova situazione.

Proprio in quel momento c’è bisogno di fermarsi e ritirare le proprie energie per poter compiere il salto verso il nuovo.  La fretta, in questa circostanza, potrebbe essere un deterrente per impedire proprio questo salto. Le ferite del passato si fanno sentire e la voglia è di sottrarci il più in fretta possibile al dolore che ancora emerge. Resta il fatto che questo potrebbe essere uno dei momenti più preziosi della nostra vita perché, una volta toccato il fondo, saremo anche pronti a considerare altri modi di essere e di fare.

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Ci sono alcune cose che possiamo fare mentre attraversiamo la zona neutra, come ritagliarci del tempo per noi stessi così da accogliere il “vuoto” lasciato dalla “vecchia situazione” e non ancora riempita dalla “nuova situazione”. Lo scopo è quello di accorgerci dei nostri sogni e pensieri. E’ utile anche tenere un “diario giornaliero” dove annotare le esperienze o riscrivere una nuova storia. Inoltre scoprire cosa vogliamo veramente e quale potrebbe essere lo scopo della nostra vita potrebbe aiutarci a rifocalizzare l’attenzione su qualcosa di veramente speciale per noi e per le persone intorno a noi.

Spesso gli  inizi possono essere colti solo con il senno di poi giacché nel momento in cui viviamo non sempre risultano particolarmente rilevanti. Sono per lo più gli altri a raccontarci di come siamo “diversi”, della “nuova luce che brilla nei tuoi occhi” o di come siamo “ringiovaniti” anche se noi –ancora- non riusciamo a coglierne il significato. Ma se siamo stati attenti, ci saremo certamente accorti di avere un passo diverso nell’affrontare le situazioni. Forse non è ancora quello che ci aspettiamo. Forse la vecchia situazione ogni tanto fa qualche cenno per ritornare. Forse il cambiamento non è così veloce come vorremmo. Bene, questo è  il momento di sviluppare l’indulgenza verso noi stessi e quelle che consideriamo “imperfezioni”.  D’altronde ricominciare da zero non è sempre una passeggiata, almeno all’inizio. Ogni tanto il vecchio potrebbe bussare per sussurrare “torna indietro”. Ecco: in quel momento fermati, fai un bel respiro e un altro passo avanti. Accorgiti

IL POTERE DELLA SCELTA

Scegliere significa creare. Ogni scelta crea nuove esperienze intimamente connesse alle nostre decisioni e che coinvolgono le persone intorno a noi, cominciando dal modo in cui percepiamo noi stessi.

La percezione di te stesso/a sarà differente a seconda delle necessità. In alcune circostanze potrai sentirti superiore e in altre inferiore, estroverso/a o introverso/a, coraggioso/a o codardo/a, sensibile o insensibile.

Se decidi di considerarti, per esempio, incompetente, tenderai a creare un’esperienza che ti porta a sperimentare incompetenza. Non solo: nel ripetere più volte questa scelta, la rafforzerai, e l’esperienza diventerà normale, tanto da indurti a credere che non ne
possano esistere delle altre per te. In sostanza, inneschi un processo di auto rafforzamento tale da convincerti che sei davvero incompetente. Naturalmente, in una condizione di questo tipo, difficilmente prenderai in considerazione il concetto di responsabilità e cioè che sei stato proprio tu, con i tuoi pensieri rafforzati, a generare continue esperienze di incompetenza.

SCELTA = CREAZIONE

Ognuno di noi ha delle capacità e delle caratteristiche assolutamente uniche. Per esempio non potrai mai diventare un cantante professionista, o un giocatore di golf, o un atleta se non hai sei portato per quel genere di attitudine. Ma potresti avere talento per la pittura, la scrittura, la matematica o diventare un giardiniere eccezionale.

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Concentrarti su quello che non sai fare, invece che su quello che sai fare, crea un’immagine di te ristretta e incompleta.  In tale immagine, quindi, trascuri del tutto le capacità e, per contro, attraverso l’inclinazione a concentrarti solo sulla tua inadeguatezza o incapacità, vedrai esclusivamente la tua debolezza. Pensare ai tuoi punti di forza, qualunque essi siano, ti porta a una visione di te stesso come persona competente. Le aspettative e i tuoi talenti coincidono e questo rafforza la tua autostima, portandoti verso
una visione più felice e possibilistica di te stesso e della vita.

Se ti va, puoi fare questa esperienza. Prendi carta e penna e fai un elenco descrivendo come ti percepisci nelle varie aree della tua vita: relazioni, professione, famiglia, finanze, fisico etc. Terminato l’elenco rileggi ogni singola descrizione prendendo coscienza che il modo in cui ti vedi è una scelta che hai fatto tu.  Potrebbe rappresentare uno sforzo poiché fino a quel momento hai pensato di non essere responsabile della scelta. Una parte di te sa bene che non è così ed è quella parte intelligente e sensibile che ti spinge verso la comprensione che essere liberi significa principalmente poter scegliere e decidere di cambiare il proprio punto di vista rispetto a una situazione sgradevole o portare ai massimi livelli una situazione gradevole.

Dopo ogni parola scritta, stabilisci se vuoi continuare a considerarti in quel modo o scegli di cambiare definizione. Potrebbe essere che ti sei considerato, per esempio, intelligente e vuoi aumentare la tua definizione fino a diventare eccellente. Nel caso in cui, invece, hai scelto una definizione invalidante, ricorda che puoi scegliere di cambiarla o di lasciarla così com’è. L’importante è che tu comprenda che la scelta consapevole è alla base della tua libertà. 

Ogni momento hai l’opportunità di compiere una nuova scelta. Non necessariamente devi continuare a ripetere le stesse esperienze, se scegli e decidi che non sia così. Se scegli in modo diverso, crei un’esperienza diversa. Le tue reazioni alla rabbia, alla paura, alla gelosia, alla vergogna o a qualunque altra emozione invalidante, non sono l’unica risposta di cui sei capace. Semplicemente hai scelto così spesso di rispondere allo stesso modo, che non conosci come fare e questo è metterti in prigione da solo, chiudere a chiave la porta,
buttare via la chiave e pensare che tutto questo sia accaduto per colpa di qualcun altro.

Il tuo atto di potere è considerare che:

Hai provveduto tu a costruire la prigione in cui credi di essere
Hai le chiavi per aprire la porta
Puoi scegliere se rimanere ancora in prigione o scegliere la
libertà
Cosa scegli?

Accorgiti.

Questo breve articoli è tratto dall’esperienza di ieri sera del Laboratorio INSIEME E’ PIU’ FACILE  dove ogni 1° e 3° mercoledì del mese ci incontriamo per condividere esperienze, mantenere alta la consapevolezza, trovare nuovi modi di vedere la vita per raggiungere gli obiettivi e vivere serenamente felici.

Laboratorio INSIEME E’ PIU’ FACILE in Italia:

Corte Franca (BS) con Lucia Merico
lucia@spiritualcoachingacademy.it  +393298222371

Pesaro (PU) con Antonella Casazza
antonella.casazza@gmail.com +393316084191

Villorba (TV) Roberta Marzola
info@robertamarzola.it – +393204103951

MASSIMA ATTENZIONE!

A ogni cosa che fai, dedica la tua massima attenzione: non impegnarti solo con metà della tua mente mentre l’altra metà si lamenta di ciò che sta facendo.

Quello a cui ti stai dedicando proprio ora potrebbe non essere nel dettaglio ciò che vuoi veramente, ma è con certezza la strada che hai scelto in questo momento per arrivare al tuo obiettivo. A volte si fanno giri un po’ più larghi, tortuosi, che possono far sembrare di non arrivare mai. Se hai ben saldo dentro di te la tua meta e nessun dubbio sul fatto di raggiungerla, stai pur certo che ci arrivi.

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Le parole che scrivo sono frutto dell’esperienza personale dove, a volte, ho scelto di percorrere strade che sembravano portare altrove. Altre volte mi pareva addirittura di tornare indietro e anche in quei momenti non ho mai mollato e ho capito che fare qualche passo indietro rispetto all’obiettivo può risultare utile per un potente salto in avanti.

Questa è in sintesi la storia di SpiritualCoachnata un giorno di giugno e sopravvissuta a tutte le intemperie delle controintenzioni. Ringrazio Dio, che è la mia forza dentro!