ENERGIA

L’energia scorre nella direzione verso cui è diretta la nostra intenzione.  Quando parlo di energia intendo i pensieri, le parole e le azioni che usiamo per descrivere noi stessi e il mondo, e l’intenzione è la volontà di confermare a noi stessi che è proprio così.

Puoi immaginare l’intenzione come la freccia e i pensieri, le parole e le azioni come la forza per lanciarla nel centro. Se il pensiero è di non farcela, che sarà durissima riuscirci o che non fa per te, ecco che metterai energia e forza in quell’intento con risultati assolutamente adeguati e coerenti con esso.

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Se il mio intento è forte del fatto che –  cascasse il mondo – arrivo al risultato stabilito, ecco che la stessa energia usata per non farcela produrrà il risultato opposto. Hai letto bene: la stessa energia. Non è differente e men che meno arriva da due fonti differenti. La Fonte rimane sempre uguale, potente e pronta a realizzare il nostro intento. E’ la nostra scelta decisione che precisa quale direzione prendere in funzione dell’esperienza che abbiamo scelto di fare.

Oggi puoi cominciare a prendere coscienza di questa energia facendo questo:

  • Analizza la tua vita osservando gli oggetti intorno a te che –anche solo guardandoli- ti infastidiscono o percepisci che non sono più nelle tue corde
  • Prendi una bella scatola e riponili con cura e poi vendili o regalali a chi ne può fare buon uso
  • Scrivi gli obiettivi che ti sei prefissato/a e che rimandi da tempo: pianifica cominciando dal più semplice e compi una prima azione (anche piccola) entro fine giornata
  • Riordina e organizza l’ambiente dove lavori o una stanza della casa, fai quelle telefonate che rimandi da tempo e rispondi alle mail in sospeso
  • Esamina le tue convinzioni principali: i “non posso – non ci riesco – lo faccio dopo – non fa per me – lascia perdere” che abitualmente ti racconti per non prenderti quell’impegno costante e quotidiano che ti porta verso una vita più felice
  • Celebra i piccoli successi, canta, balla, respira, usa la voce per comunicare la tua felicità

Stai già pensando che oggi non è giornata e che lo farai quando avrai tempo? Fai così: comincia con uno solo dei passaggi di questo elenco e domani scegli di farne un altro. E se non trovi il tempo per compiere nessuna di queste azioni, allora vai allo specchio, guardati dritto/a negli occhi e di a te stesso/a: “Piantala di lamentarti”. Accorgiti.

IL VALORE DELLA SINCERITA’

Voler bene non è sinonimo di lasciar perdere. Qual’è il dono che porta l’essere sinceri in generale con gli altri e in particolare noi stessi? La conoscenza, la direzione in cui stiamo andando. Comprendiamo il punto in cui siamo e questo ci permette di migliorare perché se conosciamo le nostre ombre conosceremo anche la luce che le proietta. 

Ecco il valore della sincerità e dell’onestà con sé stessi, un gioiello prezioso al quale abbandonarci. E quando si tratta di essere sinceri e onesti con gli altri, è bene ricordare che c’è un tempo e un modo per dire ciò che ci sta a cuore. Potrebbe essere utile saper cogliere anche la sensibilità dell’altro perché il “troppo presto” o “troppo brusco” è spesso inutile e dannoso. Piuttosto trovare il modo per essere d’aiuto all’altro nel mettersi in una condizione di apertura così da poter ricevere una verità, e possiamo farlo solo esprimendo i nostri sentimenti con amore e rispetto.

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La sincerità e l’onestà non hanno bisogno di un pulpito: non è di chi la predica ma di chi la pratica. I nostri sentimenti, i risultati sono la cartina di tornasole della nostra verità: non possiamo mentire, non così a lungo come crediamo.

Oggi sii informale e libero da etichette e osserva qual’è il segreto dentro di te così nascosto da non aver mai osato rivelarlo perché temi fortemente il giudizio altrui. Pensa che sollievo sarebbe se potessi liberarti del suo peso.

Se vuoi, puoi scegliere di farlo utilizzando la Natura. Trova un luogo dove poter stare con te stesso, solo con il tuo cuore e l’Universo. Quando ti senti pronto/a sussurra il tuo segreto nella sincera richiesta che l’aria intorno a te lo possa sollevare e così sentirti leggero/a e in pace. Ascolta e godi di questa leggerezza, apri le braccia e immagina tu stesso/a mentre finalmente ti sollevi libero/a.

A volte non c’è bisogno di fare gesti eclatanti per essere liberi. La vita ama la semplicità. Accorgiti.

NULLA E’ SCONTATO

L’importanza della gratitudine e della benedizione parte da un presupposto fondamentale: nulla è scontato. La vita è un dono e apprezzare i doni rende felici.
Molti di noi sono abituati a concentrare la loro energia su ciò che non hanno piuttosto che mettere in evidenza ciò che è presente nella loro vita, con la conseguenza inevitabile di sperimentare la frustrazione.
Sviluppare il senso della gratitudine e della benedizione aumenta con certezza il tuo benessere. Inoltre possono diventare una forma di guarigione che ti permette di gustare al meglio la tua vita. Come avviene tutto ciò?
Immagina di avere una meravigliosa torta di compleanno di fronte a te acquistata nel negozio più bello della città. Quel dolce che a breve assaggerai insieme ad altre persone, racchiude dentro di sé tutte le energie di chi ha contribuito a realizzarlo. Fantasticando, immagina il pasticcere mentre lo prepara: ha scoperto da poco il tradimento della moglie. Quali potrebbero essere i suoi pensieri mentre impasta il dolce, mentre lo farcisce, applica le guarnizioni e quant’altro?

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I pensieri sono energia che coinvolge l’intera creazione ed ora è proprio lì di fronte a te, pronta per essere mangiata insieme alla rabbia, alla frustrazione, alla vendetta . Forse vale la pena di portare un pensiero di ringraziamento: “Benedici questo cibo e le persone che lo hanno preparato. Benedici tutti noi che stiamo per assaggiarlo. Grazie Grazie Grazie”
C’è un valore intrinseco nel benedire e nell’essere grati e lo puoi trovare facendone esperienza. Per esempio puoi cominciare con tenere un quaderno dove puoi scrivere ogni mattina ed ogni sera dieci motivi per cui essere grato.
E se ti va puoi riflettere su queste tre domande, scrivendole:
“Cosa ho ricevuto?” Cosa ho donato?” “Quali preoccupazioni o difficoltà ho generato?”
La prima domanda è utile per riflettere sui regali ricevuti.
La seconda ti focalizza su ciò che tu hai dato agli altri.
La terza ti fa riflettere su come possiamo, a volte semplicemente con un pensiero, causare sofferenza agli altri.
Puoi fare inoltre un’esperienza ancor più avanzata, ringraziando per le situazioni difficili: “Ringrazio questo momento di difficoltà perché so che mi porterà valore e conoscenza, capacità di risolvere situazioni complicate e forza per affrontarle. Grazie Grazie Grazie”
Dimenticavo: io rivolgo a Dio la mia gratitudine. Con Lui è più facile. Accorgiti!

NESSUN UOMO E’ UN’ISOLA

Nessun uomo è un’isola. Siamo legati ai genitori che ci hanno concepito e allevato, agli insegnanti che ci hanno istruiti, agli amici che ci hanno incoraggiati e a quelli che non hanno creduto in noi. Siamo legati a coloro che cuciono e producono il cibo che mangiamo, confezionano vestiti, scrivono libri che danno forma al nostro pensiero e di fatto siamo collegati a tutti coloro i cui sforzi aiutano a tenere insieme il tessuto sociale. Non c’è nessuno al mondo che non sia legato a noi.

Benché il mondo interiore di ciascuno e quello esterno della realtà sembrino distinti, in definitiva non sono due ma uno, non solo interconnessi o reciprocamente dipendenti, ma sono inseparabili l’uno dall’altro. Nel buddismo viene definita come “il vero aspetto di tutti i fenomeni”.  (riflessioni dal libro Il Budda allo specchio)

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Individuo e ambiente sono fondamentalmente una cosa sola e per questo motivo qualunque sia lo stato di vita che manifestiamo, esso si manifesterà simultaneamente anche nell’ambiente.  Quando è importante, dunque, essere consapevoli dei nostri pensieri e delle conseguenti azioni?

“L’ambiente è come l’ombra, e la vita è come il corpo” scrive Nichiren. Se il corpo vacilla, anche l’ambiente intorno a noi vacilla. Se il corpo mostra rispetto, l’ambiente di rimando mostrerà rispetto.  Una persona le cui tendenze vitali di base sono il lamento, l’angoscia e l’infelicità influenzerà l’ambiente circostante portando in esso queste qualità.  Lo stesso vale per chi ha con sé la gioia e l’altruismo, lo spirito di servizio e la determinazione: l’ambiente esterno godrà inevitabilmente di queste caratteristiche.

Nessuno è responsabile della nostra felicità, e questo probabilmente lo hai letto molte volte. Lo voglio sottolineare: non possiamo essere felici fin quando qualcun altro non cambia e nessun valore è determinato dal conto in banca.  Cercare “fuori di noi” equivale a non trovare mai veramente ciò che ci appartiene. Il viaggio è ancora lungo, per quel che mi riguarda. Scrivo, rifletto e mi accorgo.

LA MUFFA NEL CASSETTO

Dedicato a tutti coloro che hanno un sogno e vogliono intraprendere la strada per realizzarlo, a te che non ricordi più il tuo sogno e per te che hai il tuo sogno nel cassetto ad ammuffire.

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Sai perché è così difficile perseguire un sogno? Perché chi segue i propri sogni è responsabile della gestione della propria libertà personale e sa che la vita non accade per “caso” bensì per “volontà”, spesso inconsapevole. E’ questo che lo porta a far leva sulla determinazione, a rialzarsi, dopo ogni caduta, ancor più forte di prima.

La vita è costellata di segnali: sta a noi aprire la mente e cominciare a seguirli. Ed è bene, a volte, farlo in fretta prima che qualche “porta” ci venga sbattuta in faccia così forte da fare male.

Resta fedele alla tua visione e vedrai svanire la paura.
Accorgiti: i segnali sono lì ad indicarti la strada.

KEEP CALM: OGGI CAMBIO IO

Un pensiero individuale può diventare collettivo e condizionare un’intera società? Certamente! E’ il principio per cui nascono le guerre, la criminalità, le violenze in generale. Quelle che chiamiamo “piaghe sociali” sono l’espressione della somma dei pensieri individuali.

Generalmente siamo abituati a guardare le notizie che ogni giorni i media ci propongono prendendone le distanze, condannando e giudicando come se ciò che avviene in quello stato o in quella nazione non ci riguardasse.  E invece ci riguarda eccome: ogni etichetta che mettiamo sulla “violenza o inciviltà altrui” è presente anche dentro di noi in forme differenti, meno espressive  a volte nascoste perché riconosciamo sempre ciò che comprendiamo.

Ti sei mai chiesto/a come fai a sapere che il fuoco brucia? Probabilmente perché lo hai toccato, anche se gli adulti intorno a te ti avevano messo in guardia sul fatto che “il fuoco brucia”.  Qualunque emozione, condizione, situazione, convinzione sei in grado di riconoscere è perché ne porti i segni attraverso l’esperienza.

Nel nostro “inventario emozionale” è normale che ci siano anche le “emozioni distruttive”. Non c’è nulla di sbagliato in questo, purché smettiamo di proiettarle sugli altri. “Vedere quella persona mi rende nervoso – il mio capo mi ha fatto arrabbiare – la macchina ha smesso di funzionare – la mia fidanzata mi ha lasciato” sono alcune delle considerazioni che utilizziamo per collocare il problema all’esterno, fuori dal nostro campo di responsabilità. Il problema non è mai “fuori” nel mondo ma “dentro” nella nostra mente. Ed è lì che possiamo correggerlo. Se lo lascio “fuori nel mondo” aspettando che sia qualcun altro a farlo per me, potrei attendere molto e molto tempo: probabilmente una vita intera. Ma se lo colloco dentro di me assumendomi la responsabilità dell’accaduto, potrò sempre prendere in considerazione la possibilità di “scegliere” se tenerlo, trasformarlo o lasciarlo andare. E’ facile questo passaggio? Tutt’altro! E’ conveniente? Certo che sì! E’ ciò che fa la differenza tra “schiavo” e “libero”.

Così come una società entra in guerra partendo da un pensiero singolo che diviene collettivo, può anche ritornare alla pace con lo stesso procedimento, e il mondo è pieno di esempi di uomini e donne che hanno cambiato un’intera nazione. Eccone alcuni:

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” Gandhi

“Provare risentimento è come bere veleno sperando che ciò uccida il nemico” Mandela

Accorgiti!