QUANTO SEI DISPOSTO AD ESSERE FELICE?

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Da 0 a 10, quanto vuoi essere felice? E’ la domanda che ho posto ieri sera ai partecipanti del Laboratorio di Insieme è più Facile. Il coro che si è alzato è stato quasi unanime: 10! Che bella favola scegliere di essere felici 10. Uso la parola “favola” perché per far si che il dieci diventi reale, devi essere disposto a guardare il 10 di infelicità che c’è dall’altra parte della medaglia. Quanto sei disposto a guardare in faccia ciò che ti rende infelice dichiarando di esserne l’autore inconstrastato? Quando sei disposto a prendere ogni singola situazione e attuarne il cambiamento, scegliendo diversamente? Sei disposto a farlo ogni giorno della tua vita? Sei disposto ad applicare la responsabilità ad ogni tua scelta? Sei disposto a tagliare rami secchi, a prendere decisioni importanti, a circondarti di persone che, come te, scelgono di andare nella direzione della felicità?

Come? Pensavi fosse più semplice? Credevi bastasse applicare due o tre volte un piccolo esercizio, fare un corso, leggere un libro? Bene, è giunto il momento di credere qualcosa di diverso. La felicità è una scelta costante e quotidiana fatta di azioni costanti e quotidiane. E’ un A.I.C. continuo. E per chi non sapesse ancora il significato di A.I.C. – Alza Il Culo!

Puoi cominciare con il prendere coscienza di ciò che voi veramente. Domattina, al tuo risveglio, prendi carta e penna e scrivi la domanda: “Io cosa voglio veramente?”, scrivi la risposta e poi agiscila. Potresti scoprire molte cose di te.

Buona consapevolezza e accorgiti!

MAKE YOUR DREAMS COME TRUE

Immamake_your_dreams_come_true_by_lostgfxgina, da dove sei mentre stai leggendo, di essere un bambino appena nato che non conosce ancora il significato del vivere nel mondo, pronto a fare esperienza. Immagina di avere un foglio bianco immacolato e una penna.  Immagina di sapere che tutto ciò che scrivi sul tuo foglio bianco e che desideri con determinazione, sarà l’esperienza che vivrai. Quali parole usi per descrivere ciò che vuoi? Di quali persone ti circondi per ottenere ciò che vuoi? Quali parole usi per descrivere la tua felicità nell’aver raggiunto ciò che meriti? Con chi sei pronto a condividere ciò che hai ottenuto?

La capacità di immaginare, per molti adulti, è un’attitudine da recuperare. E’ rimasta nel bambino che sognava di sconfiggere pirati e draghi, di volare sulla luna, di indossare corone da principessa e regina. L’adulto di oggi, spesso, non immagina più. Ha chiuso il sogno in una scatola e si lamenta perché crede che gli sia stato portato via da qualcuno. Oppure lo ricorda, sa dove lo ha messo: ogni tanto apre la scatola e lo guarda. O, ancora, ha delegato la propria felicità a qualcun altro e sta aspettando: ma cosa aspetti? Forse crede di non poter realizzare il sogno, perché sognare è da bambini. “Ora sono adulto e responsabile e razionale e concreto.”  E infelice: questo è ciò che scegli di essere e di cui fai esperienza se lasci che sia qualcun altro a gestire il tuo sogno.

Accorgiti e Svegliati!

WE ARE THE WORDS

A_picture_is_worth_a_thousand_wordsSe fai uso di un vocabolario malato, la tua vita pian piano si logorerà. Hai bisogno di comprendere il significato che le parole verbalizzate hanno per te. Potresti accorgerti che, alcune, appartengono alla tua famiglia. Modi di dire, convinzioni, cantilene, proverbi che ti sei portato appresso, che utilizzi senza riflettere e che inevitabilmente influenzano le tue relazioni in ogni direzione.  Hai mai fatto l’esperienza di scrivere su un foglio la tua storia o un obiettivo che vuoi realizzare? E’ un ottimo esercizio per capire chi sei e la direzione in cui stai andando. Utilizza carta e penna: sono i materiali più indicati per far scorrere i pensieri. Quando hai terminato di scrivere, prenditi una pausa di qualche ora, per poi rileggere ciò che hai scritto come se lo avesse scritto qualcun altro. Accorgiti delle parole che hai utilizzato. Alla fine dello scritto, domandati: “Che tipo di vita può avere una persona che ha scritto questo?” E, come sempre, rispondi: stai scoprendo chi sei veramente!

Buon Lavoro e Buon Divertimento.

COS’HAI RINCHIUSO NELL’ARMADIO?

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Conoscere te stesso significa passare dal singolare al plurale. Nulla può essere conosciuto se rinchiuso in una scatola, legata fortemente e stivata in un armadio. Conoscere te stesso è un divenire artistico che mette in mostra le infinite maschere che indossi per capire, a volte nascondere. E’ prenderti cura di te attraverso gli altri. Questa è guarigione. Un detto recita “Se non io per me, chi sarà per me? / Se non così, come? / Se non ora, quando?”. Quando sei in grado di comprendere e risolvere il quando, il qui e il chi, divieni te stesso e sei guarito.

Accorgiti!

BEATLES DOCET

love is all you need

La sicurezza in generale è un mito per l’essere umano. Molti vorrebbero una vita stabile, soprattutto in periodi considerati di “crisi”. Ma così facendo non si rendono conto che è andare contro natura e dritti in bocca alla sofferenza. Conosco molto bene come ci si sente. E il richiamo, a volte in alcune aree della mia vita, è appetitoso: lo ascolto, lo accolgo e scelgo diversamente.

Solo una mente in costante movimento, con pochissime pause necessarie per compiere azioni adeguate a realizzare ciò che si è pensato con determinazione, è in grado di vivere in armonia con la vita e, di conseguenza, essere centrata sulla gioia.  Krishnamurti scrive che “… gli esseri umani scavano una piccola pozza personale  lontana dalla corrente impetuosa della vita, e in quella piccola pozza stagnano, muoiono; e questa stagnazione, questo decadimento, è ciò che chiamano esistenza”.

Una descrizione forte e allo stesso tempo vera per molti di noi. La tendenza è di creare un piccolo bacino di sicurezza fatto di familiari, amici, lavoro, paure, ambizioni, credo religioso e tutto quello che segue a ruota, nel vano tentativo di evitare una realtà su scala più ampia. Nulla di male nell’avere intorno punti di riferimento, se si ha la consapevolezza che gli stessi potrebbero mutare a causa di eventi che appartengono allo scorrere naturale dell’esistenza.  Evitare quanto più possibile il mutamento costante al quale ognuno di noi è assoggettato, significa alimentare a dismisura ogni forma di paura, dalla quale ne consegue una sperimentazione attiva attraverso gli eventi della vita.

Sii creativo in ogni situazione, affetti compresi. Sii disposto ad amare permettendo a chi è intorno a te di esercitare la propria volontà. Sono molti i modi per imprigionare, dimenticando che ogni volta stai imprigionando solo te stesso.

Accorgiti!