CHOOSE TO BE OPTIMISTIC. IT FEELS BETTER!

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Sono fondamentalmente ottimista. Che questo derivi dalla natura o dall’educazione, non sono in grado di dirlo. Una parte del fatto di essere ottimisti consiste nel tenere la testa rivolta verso il sole, mentre i piedi si muovono in avanti. Ci sono stati molti momenti bui in cui la mia fede nella natura umana è stata messa a dura prova, ma non ho ceduto, né avrei mai potuto farlo, alla disperazione. (Nelson Mandela)

La capacità di reagire in modo positivo alle avversità della vita, è fondamentale per andare avanti e oltrepassare il muro di nebbia che sembra ostacolare la buona riuscita della felicità. Essere ottimisti e riuscire a trarre ispirazioni per sé e per gli altri è un vantaggio se si vuole davvero portare valore alla propria esistenza e a quella delle persone intorno a noi. A volte è un lavoro da Superman o WonderWoman, altre volte risulta più semplice. Ma è il solo ingrediente per camminare guardando il sole.

Guarda la vita e sorridi, anche se può sembrare difficile, sorridi: sei vivo e puoi cambiare ciò che ti sta stretto, trova il modo, chiedi alla vita stessa che ti venga mostrato e ricorda che il successo è più probabile quando diventa una necessità.

Accorgiti!

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SEMPLICITA’ IN OGNI COSA

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La grandezza sta nella semplicità. E’ sufficiente un sorriso, un abbraccio, una carezza di conforto o una mano tesa per compiere un miracolo. Oggi scelgo la semplicità per me e per le persone che incontro. E così sia. (Lucia)

GRATITUDINE

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“Questa era la fonte del suo straordinario potere personale: dal papa al mendicante, dal sultano della Siria nel suo padiglione fino al brigante vestito di stracci che striscia fuori dai boschi, non c’era uomo che guardasse in quei brucianti occhi marroni senza essere certo che Giovanni da Bernardone fosse realmente interessato a lui, alla sua vita interiore individuale dalla culla alla tomba … Per questa idea morale e religiosa non vi è espressione esteriore se non la cortesia” (Gilbert Keith Chesterton – San Francesco d’Assisi)

Un elemento chiave per comprendere Francesco è la sua gratitudine. Molti ringraziano Dio quotidianamente, o una volta alla settimana, o quando hanno acquisito qualcosa di importante. Per Francesco rendere grazia nella vita era una condizione permanente. Era un grande e generoso amante della vita in ogni sua forma. La sua semplicità sta proprio nel messaggio che ha portato al mondo attraverso lo scorrere della sua vita. Difficile da trasferire in parole, potrebbe essere descritto come “l’idea che l’amore è più importante del potere”. E questa “idea” è applicabile in ogni condizione, in ogni situazione. Essere grati alla vita è un gesto d’amore ricco di significato che ritorna al mittente sottoforma di esperienze da vivere con altrettanta gratitudine e amore. Non c’è bisogno di avere motivi particolari per essere grati: è sufficiente guardarsi intorno e ne troviamo di svariati.

L’estrema gratitudine permette di vedere un mondo nuovo. Ti sono grata per aver letto questa riflessione.
Buona giornata.

ACQUA AZZURRA ACQUA CHIARA

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“Smettila di aggrapparti alla tua personalità e guarda a tutti gli esseri come se fossero te stesso. A una persona del genere di può affidare il mondo intero” (Tao Te Ching – V-III secolo a.C.)

A volte cercare ostinatamente di capire è come sforzarsi di vedere il fondo di uno stagno attraverso l’acqua melmosa. Resta immobile e lascia che il fango si depositi. Semplifica la tua vita e rendila più efficace ponendoti in sintonia con il naturale fluire dell’Universo. Fai in modo che la parola magica di oggi sia “fluidità”.

Se l’erba del vicino è più verde della tua, chiedigli come ha fatto!

 

L’erba del vicino è sempre più verde

In molti conoscono questa espressione e, forse, l’hanno pensata mentre guardavano qualcosa accaduto a qualcuno che credevano impossibile per loro. A me è capitato più di una volta.

IL FATTO E’

Che, molto spesso, la ricchezza è così vicina da non vederla perché non abbiamo sviluppato i sensi adatti a coglierla. E così se la prende qualcun altro che – invece –  ha sviluppato una mentalità aperta per vedere quello che era sempre stato davanti agli occhi e che non siamo riusciti a cogliere perché  indaffarati a cercare un prato più verde.

Scrivo per voi un passaggio del libro di Russel H. Conwell “Terre di diamanti”  “|…| l’eccellenza del servizio è fondamentale per la prosperità. Il finanziere John Jacob Astor senior si vide costretto a diventare socio di un’attività di modisteria perché i proprietari non riuscivano a stare al passo con le rate dell’ipoteca. Che cosa fece per tenere in piedi questa attività? Prese l’abitudine di andare al parco e osservare in silenzio le donne a passeggio, particolarmente quelle più sicure ed eleganti, e prendere accuratamente nota dei cappelli che sfoggiavano. Tornato in laboratorio, faceva realizzare questi cappelli copiandoli. Il risultato fu che il negozio non produceva mai un cappello o una cuffia che non piacesse alle signore, e gli affari andavano a gonfie vele. Si erano lasciati alle spalle l’impostazione “Facciamo i cappelli e poi proviamo a venderli” per abbracciare il concetto “Quello che una donna vuole, noi lo vendiamo“.

LA DOMANDA E’ UNA SOLA

Cosa vuole la gente?

Questa domanda ti ti fa guardare oltre il tuo orticello, iniziando a scoprire immensi campi da coltivare. La vita è semplice e lo diventa ancor di più quando ci prendiamo il tempo di mettere a tacere la mente dal continuo turbinio di pensieri invalidanti.

Senza qualche momento tranquillo da dedicare a noi stessi, difficilmente riusciremo a vedere il mondo come una ricchezza infinita di opportunità. Le chiacchiere di una mente impaurita portano a offuscare la visione. Il silenzio che arriva dal meditare e contemplare la vita, apre alla ricchezza di risposte per una prosperità senza fine.

La vera grandezza sta nel compiere grandi azioni con ciò che si ha in quel momento, nell’aiutare le persone che amiamo, nel portare beneficio a quelli che ci circondano diventando così un vantaggio per se stessi e per le persone che incontriamo.

Qualunque cosa desideriamo, probabilmente è a portata di mano se siamo disposti ad aprire gli occhi e la mente.

Se credi che l’erba del vicino sia più verde, chiedigli come ha fatto a renderla così e poi fallo anche tu. Potresti scoprire che ti sei solo dimenticato di annaffiarla.

Buon giardinaggio a tutti! Accorgiti.

La tua SpiritualCoach   Lucia Merico

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PERDONARE E’ CONVENIENTE? ECCOME SE LO E’

Il rapporto con il perdono è spesso confuso o considerato troppo difficile da mettere in atto. Questo accade perché non se ne conoscono le dinamiche.

Il perdono è un recupero dell’energia emozionale imprigionata in un episodio specifico, vale a dire tutte le emozioni di paura, ansia, rabbia, odio e vendetta etc. che rimangono inevitabilmente a guardia di ciò che è accaduto. E questo è una prigione, se pensi che anche dopo anni puoi continuare a ricordare portando nel tempo presente l’intero episodio e, a volte, con la stessa intensità del momento in cui l’hai vissuto. Perdonare è molto conveniente e non si intende per divenire buonistici o per essere santificati, ma a vantaggio della liberazione dell’energia vitale che puoi utilizzare in altre aree della tua esistenza.

Ora, detto in questo modo potrebbe sembrare un’attitudine all’acqua di rose quando, in alcuni casi, il dolore e il ricordo di ciò che è successo è davvero potente. E’, forse, un po’ più semplice metterlo in atto per gli accadimenti di piccola entità: per tutti gli altri ci vuole una consapevolezza maggiore e conoscenza di come funziona il sistema di pensiero e, soprattutto, una forza di volontà straordinaria.

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Il perdono ti permette di prendere il passato nel presente e così liberare il futuro e cioè ti garantisce di interrompere il condizionamento che ti porta a rifare lo stesso errore, aiutandoti a comprendere l’intero accaduto. Ecco un esempio personale. Molto tempo fa incontrai un uomo con il quale ho condiviso, piacevolmente, ventidue anni della mia vita. Un giorno scopro che si è innamorato di un’altra donna. Paura, vendetta, risentimento, odio, voglia di farla pagare a entrambi erano i miei compagni quotidiani. Lo straordinario vantaggio di quel periodo fu quello di aver iniziato un percorso di crescita personale e spirituale, partecipando ad alcuni corsi. Fu così che chiesi aiuto, concedendomi l’opportunità di comprendere tutta una serie di dinamiche che, forse, sarebbero rimaste oscure per molto più tempo o, probabilmente, per sempre. Quello fu il mio modo di conoscere il perdono.

Il primo passo fu quello di smettere di puntare il dito, iniziando ad assumermi la responsabilità di ciò che era accaduto anche se, in quella circostanza, io ero la vittima e lui il carnefice. Il secondo passaggio fu quello di vedere che vittima e carnefice sono due aspetti della stessa medaglia, due modi in apparenza diversi per ottenere lo stesso risultato: la sofferenza. Il terzo passaggio fu quello di iniziare a comprendere cosa mi stava insegnando la vita, ribaltando la situazione a mio vantaggio. Smisi così di percepirmi vittima e iniziai a vedere quali fossero le opportunità nascoste che mi venivano mostrate. Ho reso semplice questi passaggi, per non tediarvi con i dettagli … ma fu tutt’altro che semplice. Le cadute furono molte, la voglia di tornare a condannare fu irresistibile, in alcuni momenti. Iniziai a comprendere il significato di determinazione, forza per rialzarmi dopo una caduta, coraggio di affrontare l’intera situazione: quando punti il dito contro gli altri hai dei vantaggi e il principe di tutti è quello di alleggerirti la coscienza portando la tua responsabilità su qualcun altro.

Per farla breve, se oggi sono qui a scrivere di crescita personale e spirituale è grazie al fatto che un giorno l’uomo con cui stavo da molto tempo e dal quale, credevo, non mi sarei mai separata si è innamorato di un’altra. Lo ringrazio ogni giorno per avermi permessa di trovare la strada della mia vita. Questo è il perdono: trovare la gioia in un passato che sembrava portare sofferenza e, invece, racchiuso dentro di sé custodiva un bene immenso: la gioia della consapevolezza.