REPEAT AFTER ME: I AM FREE!

Free (1)

La sicurezza in generale è un mito per l’essere umano. Molti vorrebbero una vita stabile, soprattutto in periodi considerati di “crisi”. Ma così facendo non si rendono conto che è andare contro natura e dritti in bocca alla sofferenza. Conosco molto bene come ci si sente. E il richiamo, a volte in alcune aree della mia vita, è appetitoso: lo ascolto, lo accolgo e scelgo diversamente.

Solo una mente in costante movimento, con pochissime pause necessarie per compiere azioni adeguate a realizzare ciò che si è pensato con determinazione, è in grado di vivere in armonia con la vita e, di conseguenza, essere centrata sulla gioia. Krishnamurti scrive che “… gli esseri umani scavano una piccola pozza personal lontana dalla corrente impetuosa della vita, e in quella piccola pozza stagnano, muoiono; e questa stagnazione, questo decadimento, è ciò che chiamano esistenza”.

Una descrizione forte e allo stesso tempo vera per molti di noi. La tendenza è di creare un piccolo bacino di sicurezza fatto di familiari, amici, lavoro, paure, ambizioni, credo religioso e tutto quello che segue a ruota, nel vano tentativo di evitare una realtà su scala più ampia. Nulla di male nell’avere intorno punti di riferimento, se si ha la consapevolezza che gli stessi potrebbero mutare a causa di eventi che appartengono allo scorrere naturale dell’esistenza. Evitare quanto più possibile il mutamento costante al quale ognuno di noi è assoggettato, significa alimentare a dismisura ogni forma di paura, dalla quale ne consegue una sperimentazione attiva attraverso gli eventi della vita.

Sii creativo in ogni situazione, affetti compresi. Sii disposto ad amare permettendo a chi è intorno a te di esercitare la propria volontà. Sono molti i modi per imprigionare, dimenticando che ogni volta stai imprigionando solo te stesso.

Accorgiti!

UNO CONTRO TUTTI

i-am-unique

“Tutti”. Una parola che ho usato spesso in passato. “Mi sono vergognata: mi guardavano “tutti” – “tutti” mi odiano per quello che ho fatto – “tutti” sono contro di me per la decisione che ho preso”.

“Che presunzione” penso oggi quando sento pronunciare questa parola e, a volte, lo dico: “Ma sei proprio sicuro che “tutti” erano con gli occhi puntati su di te? Proprio “tutti tutti”?”

Quando ci troviamo davanti a un cambiamento importante, protestiamo con noi stessi convinti che “tutti” avranno qualcosa da dire. Ed è una cosa tremenda sentire il peso di “tutti” sulle proprie spalle. Fino a quando capiamo che “tutti” si riduce a un gruppetto minimo di persone, alcune delle quali forse non sono nemmeno più in vita. La psicologia le definisce “l’altro generalizzato”. Mi ci è voluto parecchio tempo per capire che ogni cosa che facevo era per compiacere mia madre e per ottenere la sua approvazione.

Solo quando ho capito che, in realtà, esistono milioni di punti di vista su tutto, ho cominciato a evitare di sentirmi “obbligata” nei confronti di un “tutti” immaginario e presuntuoso, e mi sono sentita libera di perseguire ciò che ritenevo giusto. L’ho capito nel momento in cui ho dato le dimissioni: durante tutto il tragitto dall’ufficio a casa, il mio dialogo interiore era un continuo conflitto rivolto a come avrei affrontato mia madre per dirle cosa avevo scelto di fare. Un dialogo che è svanito in un attimo di fronte a lei quando mi disse: “Bene, ciò che vai a fare ti piace?”. “Tutti” erano solo lei, ingigantita a dismisura nella paura folle di non essere approvata.

Oggi ridimensionati a trovare il tuo “tutti” personale. Di fronte a una situazione di cambiamento, domandati chi avrebbe qualcosa da dire e affrontalo: potresti stupirti della sua risposta!
Accorgiti!

SCOPRITI LEADER

leader1

Che cosa significa essere dei leader?
La definizione con la quale mi sento più in sintonia per ciò che vivo è quella offerta da Warren Bennis nel suo libro “Come si diventa leader”.

“Ai veri leader non interessa provare quello che valgono, quanto riuscire ad “esprimersi appieno”. Provare quello che si vale implica una visione limitata o statica dell’io, mentre i leader, ricercando continuamente la loro espressione più completa, devono essere disposti ad attraversare periodicamente dei momenti in cui si reinventano” (Warren Bennis)

In questo modo la vita diventa una fioritura continua di idee espresse e messe in pratica, e non una mera competizione. Molto spesso la struttura data dall’istruzione inconsapevole e le regole imposte dalla società limitano notevolmente la leadership. Siamo invasi da cose che gli altri ci dicono che dobbiamo sapere, senza preoccuparsi di stimolare i personali talenti. Il reale apprendimento è ricordare cosa è importante per noi e, quindi, esprimere la propria leadership è allinearsi sempre di più con i nostri talenti.

Nella mia famiglia c’era un detto: “Trova un lavoro sicuro”. Questo non comportava esprimere il proprio talento, ma scegliere la sicurezza economica di uno stipendio fisso. Fare la segretaria non era certamente la mia unica possibilità, ma ho creduto che fosse così per ben 22 anni. Il risveglio è avvenuto nel momento in cui ho sentito il fuoco della passione e l’ho seguito, arrivando fino ad ora, mentre sto scrivendo. Così ho scoperto i miei talenti.

La leadership è un impegno nei confronti dell’esistenza stessa, in quanto richiede il compimento della nostra eccezionale visione delle cose, e questo è – generalmente – un processo che dura tutta la vita di un essere.

Diventare leader comporta:

– Una visione avvincente che significa prima definire la realtà e poi trovare il modo per agirla
– Sviluppare la capacità di comunicare questa visione e motivare gli altri a seguirla
– Essere audaci e assumersi una certa quantità di rischio
– Essere integri: conoscenza di sé, trasparenza, maturità, accettazione delle critiche
– Originalità “I leader imparano dagli altri, ma non si lasciano determinare dagli altri”
– Ricreare se stessi: talvolta è necessario fare un reset per generare qualcosa di unico
– Trovare il tempo per pensare, riflettere, meditare
– Passione per la vita e le sue continue sfumature per poter fare al meglio, per se stessi e per gli altri
– Vedere il successo nei piccoli progressi, godere delle gioie quotidiane senza attendere anni perché arrivi il Grande Successo
– Vivere la vita, anziché arrendersi ad essa
– Avere Fede, Fede, Fede nel grande e prospero schema Divino

Mentre scrivevo mi sono resa conto dei miei personali margini di miglioramento: vado a mettere in atto.
E tu? Cosa hai scelto di fare?
Accorgiti!

ALLACCIA LE CINTURE: PRONTO PER IL DECOLLO?

Landing-airplanes

«… nessun cuore ha mai sofferto quando va in cerca dei suoi sogni, perché ogni secondo della ricerca è un incontro di un secondo con Dio e con l’eternità.» (L’Alchimista – Paulo Choelo)

Prendere decisioni, guardare in faccia la paura, essere determinati e superare i “no, non ce la fai, smettila di sognare, è troppo per te, non hai soldi a sufficienza, sei troppo piccolo, grande, vecchio …”. Quanti di voi hanno mollato un sogno a metà strada per uno –o altri- dei motivi appena letti?

Ci vuole coraggio per vivere un sogno, entrare dentro di esso e agire. Chi di voi è disposto a mettere a rischio il proprio benessere, la propria routine, la propria sicurezza e le proprie relazioni per seguire qualcosa che altri considerano solo un miraggio? Chi di voi è disposto a rimanere fedele a una visione più ampia prendendo decisioni con coraggio e forza?
Perseguire i propri sogni ha un prezzo, così come evitare i propri sogni ha un prezzo: la prima include la felicità, e la seconda la esclude. Se metti sul piatto della bilancia entrambe le possibilità, potrai vederle a pari merito: scegliere di rinunciare significa pagare un prezzo molto alto in termini di felicità, così come intraprendere la strada verso il sogno.
Allo stesso prezzo, possiamo acquistare un paio di scarpe orrende e della misura sbagliata o un paio che, al contrario, sono un guanto per i nostri piedi e di una fattezza straordinaria. Incontreremo delle difficoltà durante il cammino della vita. Ma è meglio avere dei problemi che hanno un senso in quanto legati a ciò che stiamo cercando di ottenere, piuttosto che percepirle come insidie che portano a un insuccesso dopo l’altro.

Chi segue i propri sogni ha una responsabilità maggiore: quella di gestire la propria libertà personale. E questo richiede di alzare l’asticella della nostra consapevolezza. E’ faticoso, a volte estenuante a tal punto da aver voglia di mollare. Ma chi è consapevole sa che è proprio quello il momento di insistere ancor di più, di abbassare la leva per decollare.
La vita può essere letta come un libro, ma non riusciremo mai a capirla se conduciamo un tipo di esistenza chiuso, compiacente con la nostra sorte e restio a mettersi in gioco. Lascia a terra le zavorre, abbassa la leva e permetti al tuo aereo di decollare. La rotta è segnata da tempo: il tuo sogno ti sta aspettando.
Accorgiti!