IL CAMMINO E’ LA META

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Dietro l’idea di un desiderio spesso si nasconde il pensiero che ci debba essere qualcuno o qualcosa che lo possa soddisfare. Questo è il modo per imprigionare la tua energia. Nessuno può darti di più di quanto tu non riesca a dare a te stesso. Sei tu che decidi di andare verso ciò che hai scelto godendoti il cammino, trovando il modo per superare gli ostacoli. Le persone e le situazioni che ti verranno incontro saranno un valido contributo per aumentare il potere personale, rinforzando la tua volontà e determinazione. La sensazione di metterti in cammino accende dentro di te tre condizioni importanti: te stesso nel qui e ora, il focus della tua meta e la strada per raggiungerla. Fondendole insieme nasce la fortezza dell’unità. E a quel punto non hai più nessun bisogno di preoccuparti del modo in cui arriverai a destinazione. Semplicemente ti verrà mostrato, passo dopo passo. Buon Cammino e Accorgiti!

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GLI OCCHI DEI BAMBINI

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Le prime lenti con le quali guardiamo il mondo sono quelle dei nostri genitori, parenti, insegnanti e tutte le persone che ci sono state accanto durante l’infanzia e ci hanno educato. Ogni loro estensione di conoscenza è stata da noi presa in considerazione e accettata: nasciamo senzienti e con la capacità di scegliere e decidere, anche se può sembrare improbabile.

I loro schemi, quindi, diventano in gran parte i nostri, e anche quando crescendo entriamo in reazione con questi schemi -vedi la ribellione adolescenziale- non ce ne stacchiamo mai veramente.

Ricordo con un sorriso, ora, quando mi dicevano “Sei tutta tua madre”. Accipicchia se mi rodeva! Volevo essere tutto tranne che assomigliare a lei: vittima delle situazioni, intollerante, severa. E questo fastidio è durato molto tempo fino al momento in cui non ho cominciato ad accettare di essere una sua estensione. Da quel momento ho potuto cambiare iniziare il vero cambiamento. Ora, di lei ricordo la sua creatività, l’amore per le cose belle, l’eleganza innata, la raffinatezza … e anche tutto il resto.

Per cui, non è sufficiente entrare in contestazione con uno schema acquisito per essere liberi. Anzi, il rischio è di consolidare proprio ciò che si sta attaccando. Qualsiasi pensiero o condizione verso la quale ci scagliamo è un pensiero, di fatto, che ci possiede, e più cerchiamo di combatterlo, più diventerà solido dentro di noi.

Accettazione, è la parola corretta. Una consapevole accettazione di un dato di fatto -essere stati bambini- può davvero cambiare la nostra esistenza. Non c’è errore alcuno in ciò che ci è stato trasmesso, se guardiamo dal punto di vista dell’esperienza. Gli adulti che hanno circondato i nostri primi anni di vita, hanno esteso unicamente ciò che a loro volta avevano imparato. Niente di più, e neppure niente di meno. Prendere coscienza di questo è alleggerire la propria mente dal rifiuto di essere ciò che si è, nel vano tentativo di cambiare. Un vero cambiamento avviene nella consapevolezza e conoscenza di essere noi e solo noi i veri responsabili di ciò che accade. Se questa responsabilità viene accettata, ecco che il cambiamento verso una nuova visione della vita diviene possibile.

Rifletti su questo: “Che cosa pensavano i miei genitori o i miei educatori relativamente alla vita? La vivevano con passione o sofferenza? Ed io, che cosa penso della vita? La vivo con passione o sofferenza? Portare allo scoperto le risposte a queste domande potrebbe davvero fare la differenza.

“Di solito si ascoltano troppo poco i bambini in tutte le cose essenziali |…| e in tutte le cose essenziali li si addestra a una perfezione da automi” Carl Gustav Jung