AMORE O MANIPOLAZIONE?

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Ho il piacere di incontrare una giovane donna che non vedevo da tempo e ci siamo fermate a chiacchierare davanti a un caffè. Mi racconta che sono cambiate molte cose nella sua vita: ha ridotto il seno, un piccolo intervento al naso per sentirsi più raffinata e una addominoplastica per indossare al meglio il bikini. L’ascolto e cerca di convincermi di quanto sia felice dopo aver finalmente ritoccato quelle parti del corpo che non le piacevano ma la mia deformazione professionale mi porta a leggere oltre le parole: ho la percezione che ci sia qualcosa che la disturba, lo sento nello stomaco. Ho imparato a fidarmi delle mie sensazioni e continuo ad ascoltare le sue parole apparentemente radiose, in alternanza alle mie sensazioni di disagio. Dopo qualche minuto di racconti felici, finalmente inizia ad aprire il suo cuore e a vedere la realtà: tutti questi interventi li ha fatti per compiacere un uomo con il quale ha avuto una relazione durata sei anni, per poi essere lasciata per un’altra donna.

Conosco bene come ci si sente a essere lasciata dopo una lunga relazione: l’ascolto si fa ancor più interessante. Dice che lui le ha pagato gli interventi chirurgici e lei ha accettato perché pensava che così avrebbero potuto stare insieme per sempre. Sì, in fondo quando si guarda allo specchio, non si sente poi così male: ma ogni singolo punto di sutura sul suo seno le ricorda la separazione. Abbozza un leggero sorriso, mentre dai suoi occhi scendono due lacrime che, imbarazzata, provvede istantaneamente ad asciugare passandosi le mani sul viso. “In fondo gli uomini apprezzano questo ben di Dio che vedono e ora sono io, finalmente, a tenerli in pugno” dice abbozzando un sorriso.

Su quest’ultima affermazione ci alziamo e mi saluta frettolosa con la promessa di incontrarci presto, magari per una cena o, forse, un altro caffè. La guardo allontanarsi sui suoi tacchi alti nella speranza che, un giorno, possa capire dove guardare davvero per essere felice. E penso che, come lei, sono molte oramai le donne che confondono l’amore con l’estetica. Qualcuno di voi potrebbe pensare che la responsabilità sia della società, dei media, della pubblicità che –come ben si vede- certamente non ama le donne.

No, non è così! La responsabilità è di noi donne che, ancora, confondiamo l’amore con il possedere. Lo quantifichiamo pensando che ce ne sia solo una certa misura, arrivando a toccare, a volte, il fondo nella speranza di catturare l’uomo dei nostri sogni. E’ la conoscenza che ci manca, il sapere chi siamo veramente e la volontà di ricercare un nuovo modo di essere. Il nostro potere reale, Regale e femminile non ci ha mai abbandonate! Resta quieto in attesa di essere risvegliato. E non ha nulla a che vedere con ciò che molte di noi credono di essere oggi, con i valori maschili acquisiti e l’aggressività espressa come unica possibile via verso la libertà. Tutto a svantaggio nostro e degli uomini intorno a noi che fuggono a gambe levate.

Far emergere il femminino che è presente in abbondanza dentro ogni Donna che incontro è uno degli obiettivi che mi sono posta in questa vita. Quotidianamente la mia attenzione è rivolta a ciò che sono: osservo le dinamiche e mi confronto con me stessa e con le altre donne che sono in cammino con me. Ne nasce sempre un’espressione di pace e armonia che non è sinonimo di immobilità: tutt’altro! E’un’onda che trasferisce il suo movimento al mondo e ritorna ancor più amplificata. Questa forza diventa mente, corpo e spirito, in unione perfetta con il tutto. Un continuo nutrimento che viene espresso anziché essere seppellito sotto una fitta patina di valori maschili, efficaci per ogni Uomo, impropri per ogni Donna. A ognuno il suo compito, per ristabilire quell’alternanza che porta a vivere la vita come una danza, dove entrambi i ballerini a volte guidano, a volte si lasciano guidare.

26 OTTOBRE 2014 – CORTE FRANCA (BS)

DONNE CHE INSEGNANO ALLE DONNE

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FACCIO E DISFO TUTTO DA SOLA

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Proprio ieri un’amica condivideva la sua paura di avere una relazione d’amore. Sembra innaturale temere le relazioni, di qualunque natura esse siano, considerato che passiamo la vita intera a relazionarci con le persone, le situazioni, i pensieri, gli oggetti: insomma, con tutto. E ancor più innaturale sembra essere la paura dell’amore, considerato che ricerchiamo anch’esso in ogni sua forma. Sono molte le storie che ascolto ogni giorno e che parlano di delusioni d’amore, amore ricercato e non trovato, bisogni, carenze soprattutto nel rapporto di coppia.

In ogni caso, la paura sembra essere il miglior deterrente per tener lontana la felicità e sembra che le donne conoscano bene e profondamente questo sentimento invalidante e distruttivo. La rincorsa verso un uomo che possa soddisfare i loro bisogni è ancora forte. La paura è l’esatto opposto all’amore e quando la scegli stai rifiutando di prenderti il tempo necessario per guardarti dentro e capire cosa vuoi veramente. Forse temi proprio questo: guardare dentro di te e scoprire che i bisogni e le carenze sono condizioni che hai accettato, e accettandole le hai rese reali. Ma in realtà esistono solo nella tua mente ed è lì che possono essere trasformate.

Cosa faresti se potessi davvero vedere che non ci sono necessità ma solo condivisioni? Come sarebbe la tua vita se potessi comprendere che non esiste il per sempre ma l’attimo in cui cogliere l’amore per ciò che è? Come sarebbe vivere con un uomo in modo consapevole, uniti nella comprensione dei propri ruoli, senza prevaricazioni, crescendo insieme? Che vita meravigliosa sarebbe!

Ma tu insisti, passando da una relazione all’altra nella speranza che il futuro sia migliore del passato: impossibile! Proponi un futuro uguale al passato appena trascorso, solo perché non ti sei presa quell’attimo di tempo necessario a evitare l’inutile rincorsa a caccia di farfalle. E’ proprio dal passato che puoi trarre il massimo dei vantaggi, accorgendoti. Quali sono le tue ambizioni, i tuoi valori, i sogni che hai depositato nel cassetto più remoto della tua anima? Fai un elenco e osserva con attenzione perché quando metti nero su bianco la tua vita, diventa più potente il risultato. Sul nascere potrebbe non piacerti ciò che leggi: possibile che tutti questi sogni siano rimasti lì ad ammuffire? Ma poi, con un po’ di pratica, diventerai sempre più brava nel comprendere che la vita è il foglio bianco che tu stessa hai scritto da quel primo morso alla mela fino al momento in cui sei arrivata ora.

Ti hanno detto molte cose, tutte discutibili che hai accettato, dimostrando così una debolezza che all’inizio chiami fragilità: com’è ironica la vita! Mi chiedo come possa essere fragile Colei che dà la vita stessa custodendola dentro di sé come una perla preziosa nel suo scrigno. Com’è possibile chiamare sesso debole Colei che è pronta a indossare i panni della tigre per proteggere ciò che ama. Tu sei tutt’altro che fragile e debole: hai dentro di te la straordinaria capacità di rendere migliore il mondo. Forse è proprio questo che ti destabilizza, e così invece di assumerti la responsabilità della tua vita, lasci che tutto si svolga come se tu fossi un burattino nelle mani diaboliche di un burattinaio pronto a tagliarti i fili per renderti schiava e immobile.

Pericolo! Questo è pericoloso! Non ci sono burattinai né burattini: ci sei tu con la tua straordinarietà, regista, sceneggiatrice e attrice, pronta a recitare un copione interamente scritto da te. E la bella notizia è che lo puoi riscrivere una, cento, mille volte più bello di come lo puoi immaginare: la Dea brilla dentro di te ed è in attesa di essere chiamata per servire la tua volontà. Non hai bisogno di urlare, aggredire o trattenere per ottenere ciò che vuoi: è necessario solo un piccolo accenno di melodia per accompagnare il tuo canto libero.

Come pensi sia la tua vita nella ricchezza consapevole di ciò che sei realmente? Se il prezzo da pagare è la comprensione, allora ben venga un attimo di solitudine, propizia per capire cosa sei venuta a fare qui, in questo mondo. Tu lo sai: il tuo compito è molto più grande dell’indossare lingerie sexy su tacco 12, molto più del camminare per strada cercando gli sguardi di approvazione, molto più dell’aggressiva volontà che ti fa somigliare a un maschio mancato, ancor di più del ricorrere un uomo accontentandoti delle briciole.

Sprigiona la Dea che è in te, lasciala libera di esprimersi, muoviti, danza, ridi, piangi, scherza: una donna carica del suo potere femminile è in grado di vivere l’amore a qualunque età. C’è un uomo nel mondo che sta aspettando di sentire il tuo canto che riconoscerà nel momento in cui tu renderai libera la tua voce.

INFERNO PARADISO

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Un’antica leggenda giapponese narra di un samurai piuttosto bellicoso che un giorno sfidò un Maestro Zen chiedendogli di spiegare i concetti di paradiso e inferno.
Il monaco replicò con disprezzo: “Non sei che un rozzo villano; non posso perdere tempo con gente come te!”
Il samurai, sentendosi attaccato nel suo stesso onore, si infuriò e sguainò la spada gridando: “Potrei ucciderti per la tua impertinenza!”
“Ecco” replicò con calma il monaco “questo è l’inferno”
Riconoscendo che il monaco diceva la verità sulla collera che lo aveva invaso, il samurai, colpito, posò la spada nella guaina e si inchinò, ringraziando il monaco per la lezione.
“Ecco” disse il Maestro Zen “questo è il Paradiso”.

L’improvviso risveglio del samurai e il suo aprire gli occhi sul proprio stato emozionale, mostra quanto sia fondamentale la differenza fra l’essere schiavi di un’emozione e il divenire consapevoli del fatto che la stessa ci sta travolgendo. Il suggerimento di Socrate

Conosci te stesso

fa riferimento a questa chiave di volta dell’intelligenza emotiva: la consapevolezza dei propri sentimenti nel momento stesso in cui essi si presentano.
(riflessioni dal libro Intelligenza Emotiva di Daniel Goleman)