I LOVE ME

IL PERDONO E' LA CHIAVE DELLA FELICITA'

Il perdono interessante è quello antico, che richiede grande impegno, amore e concentrazione, e consiste nel separare l’azione da chi l’ha compiuta. E’ una atto da Re generoso.

Tu guardi una persona che ha inciampato e non pensi “Questo è uno che inciampa”, ma “è uno che è inciampato”. Vedi uno che ruba e non pensi “E’ un ladro”, ma è “è uno che ha rubato”. Ha rubato, si, due settimane fa ti ha fregato il portafoglio, ma ti assumi la responsabilità di pensare che lui non è uno che ruba.

Francesco d’Assisi aveva trovato una bellissima frase per esprimere questo tipo di perdono: parlando di un prete vizioso, disse “Si, lo so che lui non va bene,di per sé;ma io decido che lui va bene di per me”. Ti alleni un po’  con gli altri, perdonando qualcun altro in questo modo, e poi cominci con te stesso:perdonando anche te, dato che di cose da perdonarti ne hai sicuramente tante. E così ti liberi dal tuo passato. (Igor Sibaldi)

NON ESSERE FRETTOLOSO

A volte siamo eccessivamente frettolosi nel voler eliminare le nostre caratteristiche che giudichiamo negative: potrebbero raccontare cose importanti e inaspettate di noi e del nostro essere. “Ama i tuoi nemici” ha anche il significato di amare quei lati di noi stessi che abbiamo imparato a disprezzare. La vita non è una serie di esperienze a compartimenti stagni bensì una solitaria e meravigliosa visione che prevede la convivenza con ogni cosa. Il motto quotidiano per ognuno di noi dovrebbe essere “Rilassati e osserva ciò che di speciale c’è nella normale quotidianità”.

Quando diventi buon amico di te stesso, aumenti il tuo calore umano e la sensibilità verso gli altri, abbandonando uno dei marchi di fabbrica della vita moderna rappresentato dall’indifferenza. Se insegui il potere, come spesso accade alla maggior parte delle persone, sviluppi l’indifferenza verso coloro che stai cercando di controllare e, così facendo, perdi la tua capacità straordinaria e profonda di sviluppare compassione e cura verso gli altri. Sì, perché prenderti cura degli altri ascoltandoli non solo con le orecchie fisiche, ma con quelle dell’anima, stai nutrendo quella parte di te che, forse, hai imparato a far tacere.

Nulla può essere imparato in solitudine. Ogni momento la vita ti rende insegnante e allievo contemporaneamente. Oggi scegli di abbracciare qualcuno e resta in ascolto di cosa stai donando … e resta in ascolto di cosa stai ricevendo. Vai oltre le parole, oltre il gesto in sé e lascia che sia la tua anima a comunicare, e poi fissa su un foglio di carta le tue sensazioni. In questo modo ti puoi accorgere che … 

NELLA NOTTE BUIA LE STELLE BRILLANO

Sono le persone per noi più difficili ad essere i nostri migliori maestri nella vita. Con il fastidio e il turbamento che ci recano riescono a superare la barriera delle maschere che indossiamo, mettendoci nella condizione di accedere ai nostri pensieri scomodi e alle emozioni che abbiamo cercato di scartare. Orgoglio, scetticismo, risentimento, indignazione, invidia sono alcuni aspetti che possono essere portati alla luce e svanire tramite la pratica dell’osservazione e dell’offerta.

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Diamo agli altri sempre e solo ciò che vogliamo ricevere. Come un boomerang ogni pensiero dedicato torna a noi: un prezioso dono che ci fa comprendere quali semi stiamo spargendo nella vita. Se pensando a qualcuno proviamo risentimento, esso uscirà dal nostro spazio per raggiungere lo spazio dell’altra persona e ritornare a noi: è  una dinamica funzionale affinché possiamo comprendere che tipo di energia stiamo per seminare nel mondo e successivamente raccogliere.

La prossima volta che, pensando a una situazione e alle persone coinvolte, avrai la tentazione di scagliare fulmini e tempesta,  ricorda che puoi scegliere diversamente offrendo sentimenti più conveniente da poter sperimentare come l’amore, la gioia, serenità e pace. Ciò che dai, ricevi. Accorgiti.

FERMATI A PENSARE

Leggendo alcuni brani de “Il miracolo della presenza mentale” mi fermo a pensare a come, a volte, siamo staccati dal mondo: tutte le volte che pensiamo o diciamo: “Io non sono così”  In quell’attimo così lontano dal tempo presente, perdiamo la nostra identità infilandoci in turbine di buio nel quale è difficile osservare.

Non è necessario pensare a qualche eroica impresa da compiere per l’umanità. Ogni impresa piccola o grande comincia da ciò che puoi fare per essere d’aiuto a qualcuno ora. E’ partire da dove sei in questo momento e rendere felice chi c’è intorno a te che valorizza il tuo tempo e il mondo intero. Se non riesci a fare questo sarà difficile che si possa riuscire a rendere il mondo un posto migliore. Accorgiti.

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COME INIZIA LA GUERRA?

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“Babbo” disse un ragazzo di dieci anni “come iniziano le guerre?”

“Bé  figliolo” iniziò a rispondere il padre “diciamo che l’America ha litigato con l’Inghilterra…”

“L’America non sta litigando con l’Inghilterra” interruppe la madre.

“E chi l’ha detto che sta litigando?” disse il padre, visibilmente irritato. “Stavo soltanto facendo un esempio ipotetico al ragazzo”

“Ridicolo” sbuffò la madre. “Gli metterai in testa soltanto un sacco di idee sbagliate”

“Altro che ridicolo!” rispose il padre ancor più alterato. “Se ascoltasse te non avrebbe alcuna idea”

Proprio mentre si stava avvicinando il momento di far volare i piatti, il figlio fece sentire la sua voce: “Grazie mamma, grazie babbo. Ho capito … adesso non dovrò più chiedere come iniziano le guerre”  (Il gioco delle emozioni)

C’è molta differenza tra parlare e comunicare. Accorgiti.

CREATORE DI VITE STRAORDINARIE

Quando cominci a creare la vita che hai sempre desiderato, arrivano le critiche. Diventare grandi, crescere, sviluppare uno spirito indipendente muove in alcune persone opposizioni di ogni genere basate su un’emozione molto comune: l’invidia.

Le persone che creano la vita che hanno sempre sognato sono grandi spiriti guerrieri perché hanno sognato il sogno, creduto di poterlo realizzare e osato di farlo accadere. Si sono resi differenti dalla maggior parte della società la cui mente mediocre chiude il sogno in una prigione fatta di ingannevoli pensieri di carenza e bisogno.

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Pensi forse che un sogno sia così semplice da realizzare? Forse sui libri, ma di fatto nella vita quotidiana la storia è ben diversa. Chiedilo a chi il sogno lo ha e lo sta mantenendo vivo, perché il sogno muta, cambia, si adegua e dev’essere alimentato in continuazione. Il sogno respira e vive proprio come qualunque essere su questo Pianeta. Non è un pezzettino di carta dove hai scritto qualche parola. E’ vivo, proprio come te.

Meritiamo tutto ciò che abbiamo o che non abbiamo: siamo noi i veri responsabili. Dunque non scusarti di aver raggiunto il tuo sogno, non esserne imbarazzato. Sii semplicemente grato, goditelo, celebra e respira il tuo successo ricordando sempre che raggiungi la felicità quando ti elevi al di sopra dell’approvazione altrui. Accorgiti.

SOPRAVVIVENZA

“Come mai ripeto sempre lo stesso schema negativo?

Perché lo chiedi, a un qualche livello.

Ti sembra possibile che io possa chiedere di soffrire?

Si, sembra proprio che sia così se continui a ripetere l’esperienza.

Quindi, secondo te, come dovrei fare per interromperla?

Scegli di fare un’altra esperienza. E’ semplice nella sua espressione, più complicato nella manifestazione perché fino ad ora ti è stato più facile produrre un’esperienza di sofferenza. Quindi non sai come fare per produrre gioia. Credi di doverti sbarazzare della sofferenza facendo finta che sia qualcosa che non ti appartiene, e invece è l’esatto contrario. Accettala come parte di te, come una tua creazione, ringraziala del cammino fatto insieme e decidi qualcosa di diverso. All’inizio ti sembrerà che non succeda nulla. Anzi, a volte la situazione sembra perfino peggiorare. Ed è proprio il peggioramento a indicare che qualcosa sta cambiando. Tu hai l’idea che il cambiamento sia: questa cosa non mi piace, la butto, e ne prendo un’altra che mi piace. Questo è ciò che viene spiegato in alcuni libri che parlano di cambiamento: “Se qualcosa non ti piace, cambia”.  Ma la storia nella quotidianità è ben diversa.  Ricordi quando hai smesso di fumare? Ti ci sono voluti anni prima di trovare il modo per mettere in atto il cambiamento. Conoscevi poco o nulla di come funziona la mente ma avevi una sola intenzione: smettere di fumare. E un giorno ecco che tutto è avvenuto. E’ stato facile mantenere il patto con te stessa?

Assolutamente no! Ogni giorno pensavo che avrei potuto fumarne una: ho tenuto nella borsetta per un mese un pacchetto nuovo, sigillato. Una mattina, dopo il rito del caffè, l’ho aperto, estratto una sigaretta,  preso l’accendino e mi sono detta: “Cosa vuoi che sia, dopo un mese, fumarne una?”.  Sono stata distratta dalla puzza di fumo che arrivava da una persona accanto a me: era la stessa che avevo sentito il giorno in cui ho smesso. Quell’odore mi ha fatto ricordare gli sforzi di quel mese e il denaro messo da parte ogni giorno anziché comprare le sigarette. Li ho contati e sono rimasta stupita da quanti fossero ed ho pensato a un paio di scarpe che avevo visto in un negozio del centro. Dopo poche ore quel paio di scarpe era ai miei piedi.”  (dal libro che sto scrivendo)

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Quando inizi un nuovo cammino, la strada è quasi sempre in salita. Ma se continui a camminare avendo come unico obiettivo quello di arrivare in vetta, presto o tardi potrai goderti il panorama. Accorgiti.