FEMMINE E FAVOLE

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Il mondo cambia quando scandagliamo la nostra vita e cominciamo a individuare quali sono le modifiche da apportare. Nella conoscenza di noi stesse possiamo trovare molte cose da sistemare: non è mai troppo tardi. Le nuove generazioni hanno bisogno di adulti rinnovati, più consapevoli e profondamente capaci di trasformare sé stessi. Non possiamo dare ai bambini vecchie istruzioni e pretendere che possano vivere in un mondo nuovo. Come adulti abbiamo il dovere di rinnovare le nostre istruzioni interiori, innalzare la consapevolezza, sistemare il concetto di felicità diventando degli esempi. E non importa se sei madre o single, se ti piacciono oppure no i bambini, se hai una relazione “normale” o “alternativa”: se vuoi vedere un mondo nuovo, prima di tutto dovrai imparare a rinnovare te stessa.Per avere un’idea di come gli insegnamenti possono socialmente condizionare, voglio condividere con voi un passaggio del libro “Dalla parte delle bambine” di Elena Gianini Belotti. L’inizio del capitolo comincia così:

«Mamma m’ha detto che a me la scopa non me la compra.»
«E perché non te la compra?»
«Perché io sono un maschio.»
(Dialogo tra un bambino di due anni e mezzo e la sua assistente al nido)

«|…| Le figure femminili delle favole appartengono a due categorie fondamentali: le buone e inette e le malvage. “È stato calcolato che nelle fiabe dei Grimm l’80% dei personaggi negativi siano femminili.” Non esiste, per quanta cura si ponga nel cercarla, una figura femminile intelligente, coraggiosa, attiva, leale. Anche le fate benefiche non usano le loro risorse personali, ma un magico potere che è stato loro conferito e che è positivo senza ragioni logiche, così come nelle streghe è malvagio.

La figura femminile provvista di motivazioni umane, altruistiche, che sceglie lucidamente e con coraggio come comportarsi, manca del tutto.

La forza emotiva con cui i bambini si identificano in questi personaggi conferisce loro un grande potere di suggestione, che viene rafforzato dagli innumerevoli e concordi messaggi sociali. Se si trattasse di miti isolati sopravvissuti in una cultura che non li fa più suoi, la loro influenza sarebbe trascurabile, ma al contrario la cultura è permeata degli stessi valori che queste storie contrabbandano, sia pure indeboliti e sfumati.

Per quanto sia un’analisi tutt’altro che sistematica della letteratura infantile del nostro paese, che richiederebbe bel altro spazio e una sede particolare, i pochi esempi riportati sono significativi e permettono la verifica dell’esistenza, anche in questo campo, di forti spinte a carico delle bambine perché continuino a identificarsi in modelli deteriori di “femminilità”.

Le conclusioni non possono che concordare con quelle delle femministe di Princeton o delle inchieste francesi. I pochi testi esaminati bastano da soli a incriminare la letteratura infantile, responsabile di un discorso discriminatorio, reazionario, misogino e antistorico tanto più grave di quanto simili storie vengono ammannite ai bambini che le fanno proprie senza possibilità di critica. I modelli proposti da questo tipo di letteratura, piuttosto che aiutare il bambino a crescere e a organizzare la sua società futura, rischiano di bloccarlo nell’infanzia. Simili rappresentazioni dell’infanzia non sono senza conseguenze presso gli stessi adulti, genitori o educatori che, invece di essere aiutati a immaginare un nuovo tipo di bambino, nuovi rapporti con lui e il nuovo posto che egli potrà occupare nella società, vengono risospinti verso i vecchi modelli che dovrebbero essere definitivamente abbandonati. In questo senso la letteratura infantile fallisce completamente la sua funzione. (tratto dal libro “Dalla parte delle bambine” di Elena Gianini Belotti)

Se vuoi aumentare la tua consapevolezza, ti aspetto domenica 29 Aprile dalle 10:00 alle 14:00Crea Leggi Ama – Storie di Donne che corrono coi lupi, un evento GRATUITO al femminile

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(Photo by Nicolas Picard on Unsplash)

FLUIRE CON LA VITA

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La vita ci offre molte opportunità dove lasciarci andare al fluire della vita. Non è semplice seguire il flusso delle emozioni quando sono pesanti e impregnate di malessere che ostacola il flusso naturale della nostra energia personale. Come un fiume in piena veniamo trascinati dalla corrente impetuosa dell’ego che si sballotta da una sponda all’altra senza ritegno. Ma … c’è sempre un ma che possiamo mettere davanti a tutta la sofferenza che proviamo e fare una nuova esperienza: anziché focalizzarmi sulla reazione del momento, faccio un passo indietro e mi allineo al potere personale, alla capacità di scegliere e decidere, riaffermando il mio vero essere.

Io sono responsabile della mia vita al 100%. Se ciò che sto sperimentando non mi piace, posso scegliere diversamente!

In quello stato di coscienza diversificato che ribalta il sistema di pensieri convenzionale, prendo in mano le redini della vita per comprendere che tutto è in continuo divenire. Scelgo di essere padrona della situazione, e anziché muovermi come un burattino dico a me stessa: «Ogni problema è un’opportunità per conoscere e migliorare me stessa.» e permetto alla mia mente di aprirsi alle infinite possibilità.

La rabbia non è per sempre, e neppure l’ansia o la paura, il vittimismo e la gelosia o qualunque altra reazione condizionata possa sorgere e che mi tiene legata ai vecchi schemi. Ritrovando la fiducia nel mio potere personale, scelgo e decido di trovare un altro modo per risollevare l’energia vitale e ritrovare forza, serenità e fiducia nelle infinite possibilità.

Questo gioco molto potente ha due aspetti fondamentali: far capire all’ego chi comanda e che in quel momento non faremo il suo gioco ma lasceremo fluire in noi energia positiva. Scegliere la pace per portare le modifiche necessarie a migliorare la situazione e rispondere in modo differente.

COSA FARE

Ecco cosa accade quando apriamo uno spazio affinché la nostra anima si possa esprimere:

  • Accettiamo l’esperienza che abbiamo di fronte, anziché contrastarla
  • Diamo spazio agli altri e a noi stessi
  • Collaboriamo con la soluzione anziché focalizzarci sul problema
  • Ci stacchiamo dagli influssi che cercano di abbassare la nostra energia
  • Rimaniamo calme di fronte a un momento di stress
  • Scegliamo il perdono da offrire a chi ci offende
  • Affrontiamo la situazione con un sentimento benevolo e con la voglia di risolvere al meglio per tutte le persone coinvolte, e non solo per noi
  • Permettiamo alla pace di fluire anziché fomentare rabbia e paura
  • Manteniamo un atteggiamento non giudicante e punitivo, anziché puntare il dito

Queste risposte non possiamo né programmarle né forzarle anticipatamente, ma devono seguire una genuina e costante trasformazione per potersi esprimere spontaneamente quando è necessario. Sarà la risposta a un lavoro fatto con cura e volontà, che privilegia la pace interiore in grado di coinvolgere l’intera situazione.

Quando ci rendiamo conto di reagire a livello dell’ego e cioè a quel livello dove il lamento è al primo posto, possiamo fermarci e rivolgere l’attenzione alle emozioni affermando con determinazione: «Tu non sei me». E poi usare questi passaggi per aprire la porta a una visione differente:

RIMANI CENTRATA E APRITI ALLA CHIAREZZA

Concentrati sul tuo respiro, allenta le tensioni degli abiti e permetti alle emozioni del momento di scorrere come lettere dell’alfabeto appoggiate sull’acqua e portate via dalla corrente. Quando hai paura ti senti come una preda, come se ci fosse qualcuno a trattenerti in quella situazione. Chi ti sta trattenendo è reale o solo nella tua mente?

Ti faccio un esempio: una persona mi scrive che è terrorizzata dalla pioggia e mettersi in auto da sola, con il temporale le provoca paura e panico. E’ sicura (lo dice il meteo) che le previsioni per il giorno dopo sono terrificanti: pare che pioverà a dirotto sia dove abita lei, che per tutti i 150 km che dovrà percorrere fino a destinazione. Afferma inoltre che sta piovendo anche da me proprio in quell’istante: guardo fuori e c’è una bellissima luna! La rassicuro dicendole: «Verifica il meteo domattina, quando apri le finestre, e ne riparliamo». Per farla breve, è arrivata a destinazione serena e tranquilla, senza aver incontrato una goccia di pioggia. La paura era solo nella sua mente.

ASPETTATI IL MEGLIO E OSSERVA CON PAZIENZA

Considerato che ci aspettiamo sempre che qualcosa accada. Qualunque sia la situazione che stai affrontando, orienta la tua mente su un’aspettativa che sia il meglio che tu possa immaginare. C’è un detto: «E’ finita quando è finita»: in battaglia ci si arrende una volta sola, quando è veramente la fine. Sul sentiero spirituale la resa avviene continuamente e non ha mai fine. E’ lo scopo del fluire. Per questo osservare e attendere non è un atteggiamento passivo, né un conto alla rovescia in attesa del grande evento. E’ piuttosto un momento in cui, lasciandoti andare, sottrai qualcosa di vecchio per aggiungere qualcosa di nuovo.

Con tutte queste tecniche, possiamo passare all’azione e lasciarci andare al fluire della vita.

E SE NON BASTA

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LA MENTE E’ UN GRANDE ICEBERG

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Quanto sarebbe semplice controllare la mente se i pensieri coscienti fossero gli unici coi quali confrontarci. Contrariamente a questa semplicità, tuttavia, la mente cosciente è solo la punta del grande iceberg della coscienza. Seppellito in profondità nel subconscio così tanto da sfuggire a qualunque idea di controllo, esiste un tappeto fittissimo di desideri insoddisfatti, sogni frantumati e convinzioni limitanti che spesso insorgono a fare da barriera verso qualsiasi obiettivo cerchiamo di raggiungere consapevolmente.

Pensieri che vogliono procedere in una direzione e altri che spingono nella direzione opposta: questa spesso è la realtà con la quale ci confrontiamo. Pur impegnandoci sinceramente a un qualche livello della nostra coscienza per camminare nella direzione dell’obiettivo desiderato, a un altro livello resistiamo ai nostri stessi sforzi. In questo modo nascono i contrasti e le incongruenze tra pensiero e azione, condizione che fa nascere la sofferenza. Magari siamo in ufficio e continuiamo a guardare l’orologio o ci ritroviamo a sognare a occhi aperti, desiderando di essere da tutt’altra parte. Oppure sprechiamo la nostra preziosa energia in tutte le cose che potremmo fare e dove vorremmo andare togliendo attenzione a ciò che facciamo.

I grandi risultati nella vita si ottengono disciplinandoci a fare una cosa alla volta e a farla con tutto il cuore, senza lasciarci distrarre dalla preoccupazione per ciò che vorremmo realizzare o che avremmo voluto realizzare in passato

LAVORARE A VANTAGGIO ANZICHÉ CONTRO

Quando scegliamo la chiarezza cristallina, cominciamo a predisporre le nostre energie affinché lavorino a nostro vantaggio anziché contro. Come sempre la teoria è molto più semplice della pratica. Nella realtà dei fatti, ci ritroviamo molto spesso divisi in due: una parte vuole andare in una direzione, l’altra parte si rifiuta. Nascono così i dubbi e le paure, arrivano le preoccupazioni che bloccano persino le intenzioni più forti.

Esiste in ognuno di noi un principio che dice «no» alla vita felice, come un desiderio di affossare, evitare i problemi anziché affrontarli come sarebbe naturale che sia. Speriamo che, guardando da un’altra parte, le nostre preoccupazioni svaniscano improvvisamente. E invece ce le ritroviamo di fronte, ogni volta a reclamare di essere risolte.

DOVERE vs VOLERE

Divisi tra ciò che dobbiamo fare e ciò che vorremmo fare, sviluppiamo il conflitto che spesso produce complessità interiori, difficoltà a riconoscere il proprio valore, aumento dell’ansia e della depressione e tutto ciò che nasce dal reprimere le emozioni. Come uscire da questa fangosa situazione? Il primo passo è cominciare ad assumersi la responsabilità di ogni accadimento. Per responsabilità non intendo certo il farsi carico dei problemi altrui. Intendo la capacità di comprendere che ogni situazione nella quale ci siamo trovati e tuttora ci troviamo, è stata – a un qualche livello sconosciuto e profondo – scelta e decisa da noi. In sostanza dobbiamo invertire il sistema di pensiero convenzionale per far emergere una nuova visione della vita.

Possiamo cominciare col domandarci qual è lo scopo di ciò che stiamo facendo, se siamo felici o se potremmo fare le cose in un altro modo. È di grande utilità cominciare a notare come le qualità della concentrazione, della calma, dell’autocontrollo e della chiarezza, rendono possibile lo sviluppo della volontà.

Concentrazione significa dirigere le proprie energie verso un’unica direzione, limitando o annullando la voce interiore che dice di mollare

La meditazione statica o dinamica, in questo caso, può essere un valido allenamento per sviluppare la calma e la concentrazione. Ti suggerisco «Risveglio Interiore» la meditazione guidata che puoi ricevere in omaggio iscrivendoti alla newsletter di www.spiritualcoach.it.

Passare dal dovere a scegliere cosa ci fa stare davvero bene necessità di coraggio e tanta volontà. Sempre più sono le persone che hanno la necessità di allentare la stretta morsa del dovere per dedicarsi ai piaceri della vita. E non intendo solo quelli sporadici, i “momenti d’aria” del sabato e domenica o delle ferie. Intendo la bellezza di svegliarsi la mattina col sorriso, felici di ciò che andremo a fare. Perché solo noi possiamo scegliere e decidere di essere felici: nessun altro lo può fare e nessun altro ci può dare la felicità che stiamo cercando.

Cercare la felicità fuori di noi è come aspettare il sorgere del sole in una grotta rivolta a nord (Proverbio tibetano)

LOVEHEALING®

Da qualche anno ho sviluppato una tecnica che aiuta e sostiene tutti coloro che vogliono essere più felici in ogni ambito della vita: LoveHealing® Corso Base e Avanzato. Se sei curios*, ti invito a cliccare su questo link  ➡➡➡ http://bit.ly/2Esby8E  A presto, per camminare insieme verso una vita più felice!

SVEGLIATI E VIVI!

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Un risveglio in piena notte col pensiero di quanto fosse comoda la tecnologia: mi domano se non ho altro a cui pensare. Cerco di riaddormentami ma la parola “svegliati” continua a bussare, e così scelgo di seguire il flusso e osservare dove mi porta.

Penso alla comodità di spedire una mail a mille persone cliccando sul tasto «invia»  o accendere la luce con un battito di mani. E formare un numero di telefono pronunciando il nome di chi vuoi chiamare? Andare da Milano a Los Angeles in dodici ore e poter intervenire sul corpo umano cambiandone i pezzi come in un’automobile.

«E se improvvisamente tutto questo finisse cosa succederebbe?» Già, cosa accadrebbe se non ci fosse più la luce elettrica e il riscaldamento d’inverno, la lavatrice, il forno, la lavastoviglie, le auto, gli aerei e tutte le comodità che possiamo utilizzare per rendere la nostra vita più semplice? Vinto il primo forte impatto, sono sicura che ci inventeremmo qualcosa per iniziare una nuova avventura, traendo il massimo vantaggio e scoprendo nuove opportunità. In fondo la scienza è una genialità che appartiene al genere umano e tutto ciò che è materiale in questo mondo è stato creato dalla mente umana.

CHE COMODITÀ!

Chi nasce ora non si deve preoccupare di come accendere la luce o lavare i panni. Semplicemente impara sin da piccolo a premere un tasto e tutto quanto diventa semplice e a portata di mano, la stessa semplicità che avrebbe nell’imparare ad accendere il fuoco o un lume a petrolio.

Apriamo gli occhi alla vita puliti come un panno bianco e con pochissime ma necessarie istruzioni: piangere se abbiamo fame, chiudere gli occhi quando abbiamo sonno e sorridere per accattivarci le carezze degli adulti. Mano a mano che cresciamo facciamo esperienza del mondo circostante con ancora nella memoria l’idea che tutto ci è dovuto: ma non siamo più neonati. Diamo per scontate molte cose ed è proprio questo il problema. Non ci preoccupiamo di scoprire come la verdura è arrivata nel frigorifero e quasi neppure ci accorgiamo di quanto sia confortevole avere una bella casa in cui abitare. Tutto è lì, a portata di mano.

Se già non lo fai, oggi sperimenta la gratitudine, e non intendo quei “grazie grazie grazie” detti a manovella nella speranza di far apparire una situazione più felice. Intendo un grazie alla vita, alle piccole cose che già possiedi e che hai sotto i tuoi occhi ogni giorno. Grazie all’incomprensione che ti dà una mano per comprendere di più. Grazie alla mancanza di fede che ti offre l’opportunità di riflettere per aiutarti a ritrovarla. E grazie alla carenza e all’abbandono per la spinta  a vedere la vita in un altro modo.

Sono i lati bui del nostro essere ad aver bisogno di luce. Per questo è importante risvegliare i sensi, aprire la mente a nuove e più ampie possibilità, rinforzando la fede che c’è sempre qualcosa di buono dietro l’angolo. L’importante è continuare a camminare

NASCITA E RINASCITA CON ESPERIENZA IN GROTTA

Il mio primo ingresso in grotta è stata un’impresa titanica: ero terrorizzata solo all’idea. Avrei potuto scegliere di non entraredinon vivere l’esperienza: ho scelto diversamente. Viverla mi ha fatto comprendere quanto fosse importante il momento della nascita. Lì c’è tutto ciò che siamo adesso: informazioni, condizionamenti, credenze, atteggiamenti, valori, sogni realizzati o messi da parte perché li abbiamo considerati “non adatti“. In quel breve spazio di vita impariamo, e da adulti replichiamo: tutto ciò che siamo ora è il riflesso di una scelta fatta durante la nascita e nei primissimi anni di vita: lo dimenticato.

Lo stupore che vedo negli occhi dei partecipanti quando sentono, vedono e percepiscono che le semplice parole che stanno ascoltando risuonano dentro di loro come un tamburo di verità, non ha prezzo! Il bambino dimenticato sotto la fitta coltre di convinzioni si risveglia, e finalmente decide di crescere diventando un adulto più consapevole. Alcuni di loro descrivono così l’esperienza:

 

.. In una parola… emozionante… Avere la possibilità di re-inventarsi da adulta scrivendo il copione con la consapevolezza di ora, un’esperienza da fare, anche più volte! (Annamaria)

Nascita e rinascita in grotta è una delle esperienze più emozionanti, introspettive e rivelatrici che abbia mai vissuto! Coraggio, fiducia, avventura e una forte riscoperta del nostro profondo legame con un’amorevole Madre Natura, e la conseguente rinascita a nuova vita col cuore curato e rassicurato (Laura)

Nascita e Rinascita: alla riscoperta di una parte di un sé dimenticato, eppure così vivo in noi da guidarci in ogni momento sul sentiero della nostra vita. Rinascere con una nuova consapevolezza amorevole e guaritrice. Da fare… e da rifare! (Eliana)

 

Il 7 e 8 Luglio 2018 ci sarà una nuova edizione di NASCITA E RINASCITA con esperienza in grotta. Cliccando sul link di seguito puoi trovare tutte le informazioni ➡➡➡ http://bit.ly/2GF8yWD

 

Nascere, è ricevere tutto un universo in regalo (Jostein Gaarder)

NON HO TEMPO!

Quante scuse avanziamo di fronte a un sogno, a un obiettivo da raggiungere: non ho talento, non sono importante, non sono colta, non ho idee, come sono stupida, non so cosa fare. E la più banale di tutte: non ho tempo. Mi viene prurito in tutto il corpo quando ascolto queste sciocchezze. Ma sa che ti dico? Che ora le vedo come ostacoli a una vita piena e appagante: un tempo la pensavo esattamente come loro. Credevo soprattutto nella mia incapacità di poter essere felice: ero piena di lamento nonostante la vita fosse molto generosa con me.

In un istante di tempo presente, qualcosa è cambiato. Ho trovato il modo per rimpiazzare questo credo e molti altri. Ho avuto brave Maestre e Maestri che mi hanno aiutata nella trasformazione e buoni libri dai quali prendere spunti e rinnovare le intenzioni. Donne che corrono coi lupi è uno di questi, un testo importante la cui lettura infinita mi aiuta e sostiene tuttora nella comprensione di quanto sia importante la fedeltà che riserviamo al nostro lato ombra.

Quando pensiamo ad esso – al nostro lato ombra  che possiamo immaginare come un predatore – dobbiamo ricordare che un’altra parte fa da contrappeso, pronta a tenderci la mano. Liberando la densa e scura energia bloccante di cui è composta la nostra ombra, apriamo la strada alla Donna Selvaggia che con la sua leggerezza e determinazione è pronta «… a superare tutti gli steccati, i muri e le ostruzioni eretti dal predatore. Non è un’icona da appendere al muro. E’ un essere vivo che ci raggiunge ovunque, in qualunque condizione.

Lei e il predatore si conoscono da molto tempo. Lei ne segue le tracce nei sogni, nelle storie, nei racconti e nell’esistenza intera delle donne. Ovunque sia il predatore, lei sarà lì perché è colei che porta equilibrio alle sue scorribande predatorie.

La nostra parte profonda e selvaggia non insegna alle donne a essere “carine” quando si tratta di proteggere la vita dell’anima. Lei sa bene che la dolcezza in questi casi fa soltanto sorridere il predatore. Quando la vita dell’anima è minacciata, non è soltanto accettabile tirare una riga decisa: è indispensabile!  E nel momento in cui una donna lo fa, nella sua vita non si può più interferire troppo a lungo, perché lei percepirà immediatamente che cosa è sbagliato e respingerà il predatore al suo posto. Non è ingenua. Non è più un bersaglio o un obiettivo.

Quando una vive pienamente, così fanno anche gli altri. È questo l’imperativo principale della donna saggia; vivere in modo tale da ispirare anche gli altri. Vivere la vita secondo la propria spiritualità in modo tale che gli altri ne prendano esempio (Clarissa Pinkola Estés)

Conoscere, sapere come fare, vedere cosa c’è dietro la porta per poter agire di conseguenza, far venire alla luce sono qualità del femminile. Per secoli abbiamo contemplato l’oscurità senza davvero farcene carico totalmente. Alcune di noi hanno trovato comodo usare l’etichetta della fragilità senza rendersi davvero conto del prezzo che stavano pagando. Se vogliamo uscire dalla miseria, dobbiamo smettere di coltivarla guardandola in faccia e scegliendo diversamente.

Le mie Maestre sono state davvero brave: hanno esteso la loro conoscenza ed io l’ho saputa apprezzare facendola mia. Ora posso a mia volta estendere rinnovando in un moto perpetuo il loro insegnamento. Lo faccio in molti modi e uno di questi è aver messo a punto e insegnare le Tecniche di Risveglio Interiore di LoveHealing®. Il prossimo 18 Febbraio 2018 terrò un Corso Base, dove potrai apprendere tecniche facili da applicare alla tua vita per migliorarla in ogni direzione. Se ti va di conoscere di cosa si tratta, clicca su questo link ➡➡➡ http://bit.ly/2Esby8E. E se hai qualche domanda o curiosità, non esitare a contattarmi: sarò lieta di rispondere alle tue domande.

PROFESSIONE SPIRITUALCOACH

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Stavo ripulendo i file e ho trovato questa intervista nata come un gioco in un pomeriggio di ottobre del 2009. La voglio condividere con voi!

Parlando con Lucia Merico, SpiritualCoach    di Terry Bertelli Bertz

Ci racconti brevemente qualcosa di te e delle tue esperienze?

La mia vita vede l’evolversi di due stagioni, una prima fase nella quale era come se stessi camminando in una stanza illuminata, ma ad occhi chiusi: fatico ad orientarmi e mi muovo tastando intorno a me, alla ricerca di nuove esperienze che al tatto sembravano essere tutte uguali. Nella seconda fase ho aperto gli occhi e ho iniziato a riconoscere le sfumature del mondo, e da allora la mia vita è una continua ed affascinante ricerca. Ogni giorno lo immagino come una tela bianca, pronta per essere dipinta.

Se dovessi descrivere Lucia in quattro parole, motivandone le ragioni, quali sarebbero?

  • Appassionata: L’energia della passione è fonte di Vita e mi piace lasciarmi andare ed appassionarmi a nuove idee e conoscenze
  • Determinata: Quando fisso un obiettivo lo perseguo con fiducia: è finita quando è finita!
  • Creativa: Sono un vulcano di idee! La mia mente è in continua ebollizione: mi piace conoscere e sperimentare.
  • Coerente: faccio sempre del mio meglio per essere ciò che penso.

La professione di SpiritualCoach è stata definito da Giuseppe Danielli – Direttore della rivista on-line Newsfood – una “nuova professione” in che cosa si differenzia rispetto a quanto già presente sul mercato?

Il mondo della crescita personale offre molte opportunità e trovo che questo sia davvero importante. Differenziare permette di avere maggiori informazioni: ho letto da qualche parte una frase che mi piace molto “Le differenze arricchiscono”. Personalmente mi sono avvicinata alla Crescita Personale partendo da un corso di auto guarigione. In questo corso si apprende come utilizzare al meglio l’energia Universale per migliorare la propria vita personale. Mi sono appassionata così tanto da iniziare un cammino personale e spirituale durato oltre 10 anni, durante il quale ho acquisito diversi Master.

Essere una SpiritualCoach per me significa prendere per mano le persone e aiutarle a trovare i loro talenti, utilizzando quell’energia interiore che proviene direttamente da Dio, dall’Universo o come lo vuoi chiamare: un’energia d’Amore, abbondanza e ricchezza così straordinaria da poter realizzare qualunque cosa. Camminare con loro è la benzina che muove il motore della mia missione:  sostenere nella trasformazione chiunque desideri migliorare la propria esistenza.

Inizio ogni coaching ricordando a me stessa una frase che ho incontrato molti anni fa in un libro a me molto caro, Un Corso in Miracoli:

Quando incontri qualcuno, ricorda che è un incontro santo. Come vedrai lui, così vedrai te stesso, Come tratterai lui, così tratterai te stesso, Come penserai di lui, così penserai di te stesso. Non dimenticarlo mai poiché in lui troverai o perderai te stesso

Con questa frase mi rendo completamente disponibile. e la linea invisibile che separa il cliente dal coach si annulla per lasciare il posto a due esseri che stanno cercando risposte alle proprie domande. In ogni persona che incontro durante le sessioni individuali o ai corsi collettivi ritrovo sempre una parte di me.

La tua attività ha una particolare attenzione per il mondo femminile. Da cosa è scaturita la scelta di questo orientamento?

Dalla mia partecipazione a un corso di diversi anni fa, durante il quale l’insegnante sosteneva che il mondo sarebbe stato migliore se avessimo permesso alla parte femminile presente in ogni individuo, ed in particolare nelle donne, di esprimere al meglio. In quel momento, essendo una donna, ne rimasi lusingata, ma nulla più. Ho continuato i miei studi al femminile appassionandomi e mettendo in pratica ciò che avevo imparato.

Circa sette anni fa, sulla base di una mia personale e dolorosa esperienza, e osservando le difficoltà che avevo a muovermi in una società patriarcale, ho maturato l’idea che avrei potuto  dire la mia smettendo di usare l’aggressività maschile  e iniziando a far emergere dolcezza, accoglienza e sostegno: e ha funzionato!

I miei corsi al femminile partono dalle radici, dalla storia antica delle donne perché ritengo che si debba andare alle origini per capire meglio come – ancora oggi – noi donne continuiamo a reprimere e a mal usare il nostro potere personale.

Mi sembra di aver intuito l’importanza per te della spiritualità. Puoi descrivere cosa intendi con questo termine?

Spiritualità è Vita: è il rapporto che abbiamo con la nostra anima, con la parte più profonda di noi. E’ quella luce interiore che una volta accesa ci permette di scoprire le nostre reali potenzialità, è una fiducia incrollabile in qualcosa che vive silenziosa dentro di noi.

Si sente sempre più spesso parlare di crescita personale, di formazione, di coaching e di consulenza. Come scegliere con chiarezza? Ci aiuti?

Certamente! Non esiste un’unica strada che porta alla conoscenza, bensì moltissime opportunità. Sono tante le  persone operano in questo settore in maniera eccellette e che contribuiscono ad aprire le porte verso la chiarezza personale, favorendo in maniera positiva la diffusione della comunicazione. È importante nella ricerca della propria interiorità scegliere con il cuore e apprendere da ogni insegnante, ogni guida, ogni Maestro il meglio di quanto ci viene proposto e, cosa assolutamente necessaria, mettere in pratica quanto appreso.

Quanto è importante riscoprire le proprie potenzialità, le proprie risorse personali  per affrontare le piccole e grandi difficoltà che la vita può riservare?

E’ necessario riscoprire il motore che ci porta verso la felicità, intesa come un insieme di obiettivi raggiunti, l’attitudine a diversificare i punti di vista, l’ampliamento dell’apertura mentale, ma soprattutto la capacità di saper trasformare le difficoltà nelle nostre più grandi opportunità. La crescita personale è uno strumento utilissimo che, a mio parere, dovrebbe essere inserito come materia di studio sin dai primi anni scolastici. E’ importante insegnare ai propri figli ad aprire la mente e ad avere una personale opinione della vita, a trovare le proprie risorse, rendendola pragmatica sin dalla tenera età.

C’è qualcosa che accomuna le persone che si rivolgono a te?

Chi si rivolge a me è accomunato dalla medesima emozione: la voglia di cambiare e superare i propri limiti, qualunque essi siano. Ogni persona che conosco durante i miei corsi o negli incontri individuali è per me una benedizione, perché insieme possiamo crescere, conoscere e migliorare.

Si può affermare che tu abbia fatto della tua vita la tua più grande passione?

Assolutamente, in ogni ambito: non potrei vivere in altro modo che non esprimendo passione per questa professione. Mi ritengo fortunata perché questa espressione fa rivolgere la mia attenzione costantemente alla parte profonda senza rinnegare la mia quotidianità.

In conclusione quale sarebbe il messaggio che vuoi riservare a chi sta leggendo in questo momento?

Abbi cura di te, del tuo corpo, della tua mente, del tuo spirito e ricorda che la felicità è un’eredità naturale per ogni essere vivente, una caratteristica dell’anima. E un’anima felice è in grado di volare molto in alto sapendo cogliere le piccole e le grandi opportunità che la vita le riserva.

Adro, 27 ottobre 2009

LA CASA SPECIALE

C’è una casa speciale in ciascuna di noi che non corrisponde a quella fisica e reale dove abitiamo o dove vorremmo abitare. A volte è la musica, altre la danza o la pittura, lo scrivere o il bosco o il sole che sorge guardato il solitudine. Sono molti i mezzi che usiamo per tornare a casa, in quella vita fatta d’istinto che si muove magistralmente senza bisogno di nessuna spinta, in modo così naturale che è un piacere lasciarsi trasportare. La luce è perfetta, gli odori e i rumori hanno il suono giusto e ci rendono calme: niente è in allarme. Non è importante come passiamo il tempo durante il nostro ritorno perché sappiamo dove stiamo andando.

Eppure certe donne non vanno mai a casa. Passano la loro esistenza come zombie, anestetizzate dagli eventi che le hanno scottate, intorpidite dalle ferite che le hanno colpite. La parte più crudele di questo stato privo di vita è che la donna funziona, cammina, parla, agisce, compie perfino parecchie cose, ma non sente più gli effetti di quanto è andato storto. E’ sotto anestesia, come se la brutalità fosse tutto ciò che può permettersi. In un vortice che le tira sempre più in fondo, si abituano all’oscurità che diventa un sottile piacere non riconosciuto. Un piacere: hai letto bene. Perché se sentisse la sofferenza riconoscendola come tale, la porterebbe immediatamente a raddrizzarsi, ad alzare la testa e a trovare un modo per venirne fuori.

Ma no: la donna in questo stato procede a tentoni, con le braccia tese in avanti, difesa dalla dolorosa perdita della casa, cieca. Sente di aver perso la sua anima, una parte di lei lo sa. Qualunque cosa faccia è priva di sostanza e in questo stato le donne hanno la strana sensazione di fare molto senza provare nessuna soddisfazione. Fanno quel che pensavano di voler fare, ma il tesoro nelle loro mani si è come polverizzato.

E’ un’ottima cosa rendersene conto. Lo scontento è la porta segreta per un cambiamento significativo che apre alla vita.

ILLUMINARE L’ANIMA

L’animo che si illumina dopo un periodo di oscurità è una delle più gratificanti sensazioni che una donna possa provare. La sperimento ogni volta che sollecito me stessa a ritrovare ciò che è stato perduto: un momento di pace che solleva il velo dell’apatia e fa rifiorire la mia mente. Divento creativa, solare e mi sento di vivere la vita partendo dal profondo. Ed è per questo che il mondo mi accoglie con altrettanto vigore rispondendo a ciò che gli ho appena offerto.

Sostenuta dai passaggi di Donne che corrono coi lupi mi sono accorta e migliorata.  Accorgiti è una parola che uso spesso ed ha per me un enorme significato: vuol dire apri gli occhi e la mente a nuove possibilità. Sono stata zombie per alcuni anni, credendo fosse tutto quello che potevo avere. Me la son cantata e suonata la storia della donna appagata e felice: a tratti mi sembrava perfino di esserlo.

Fino al giorno in cui ho aperto un occhio, poi l’ho richiuso. Ho aperto l’altro occhio e poi l’ho richiuso: avevo paura di scoprire me stessa e non sapevo come fare. Ma oramai gli occhi avevano visto che c’era dell’altro, altre possibilità, altra vita, un altro mondo che mi ero impedita di vedere. E così, trovando il coraggio e con l’aiuto di chi gli occhi li aveva riaperti, ho iniziato il ritorno a casa.

Ancora cammino sul tappeto del tempo per scoprire cose nuove, nuove visioni. E’ affascinante, a volte faticoso, altre perfino pericoloso. Ma la nota intonata è che continuo a seguire la strada guardando con forza l’orizzonte.

Quando è tempo, e tempo. La donna-foca torna al mare, non semplicemente perché le va, non perché oggi è il giorno buono per andare, non perché la sua vita è tutta a posto e in ordine. Questo non accade mai. Va perché il tempo è venuto, e pertanto deve andare (Pelle di foca, Pelle d’anima – Donne che corrono coi lupi)

 

Ogni anno, da tre anni, un gruppo di donne si ritrovano su un’isola per tornare all’amore. Il mare, il sole, la sorellanza che si crea sono un nutriente per riportare in equilibrio le nostre energie e recuperare la memoria di chi siamo, scegliendo consapevolmente dove andare e quale tipo di vita vivere. Se ti vuoi unire a questa trasformazione, saremo a Favignana dal 10 al 17 Giugno 2017. Qui sotto trovi tutte le informazioni per partecipare a

Il Potere dell’Energia Femminile – Ritorno all’Amore