LUMINOSO PRESENTE

Ci sono venti impetuosi da affrontare e montagne alte da scalare.  E poi il freddo dell’incomprensione e il caldo torrido della rabbia.

E’ tortuosa, a volte, la strada per tornare verso casa. Ma in quel viaggio che sembra non finire mai, c’è un’oasi di quiete dove rigenerarti, nutrire la tua anima per poi ricominciare. Tutto questo per un unico scopo: conoscere te stessa!

Ne vale la pena, te lo posso garantire. Perché quando camminare in direzione della tua anima diventa un’abitudine, il passato è un amico prezioso.

E tu, ferma nel tuo luminoso presente, puoi accoglierlo, dargli nuovo lustro per un futuro che sa di libertà.

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IL CAMMINO E’ LA META

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Dietro l’idea di un desiderio spesso si nasconde il pensiero che ci debba essere qualcuno o qualcosa che lo possa soddisfare. Questo è il modo per imprigionare la tua energia. Nessuno può darti di più di quanto tu non riesca a dare a te stesso. Sei tu che decidi di andare verso ciò che hai scelto godendoti il cammino, trovando il modo per superare gli ostacoli. Le persone e le situazioni che ti verranno incontro saranno un valido contributo per aumentare il potere personale, rinforzando la tua volontà e determinazione. La sensazione di metterti in cammino accende dentro di te tre condizioni importanti: te stesso nel qui e ora, il focus della tua meta e la strada per raggiungerla. Fondendole insieme nasce la fortezza dell’unità. E a quel punto non hai più nessun bisogno di preoccuparti del modo in cui arriverai a destinazione. Semplicemente ti verrà mostrato, passo dopo passo. Buon Cammino e Accorgiti!

LA DEBOLEZZA DELL’UNITA’ SPIRITUALE

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Rompere il guscio delle tradizioni (dal libro “La religione della gioia” di Tagore)


Tutti i nostri grandi profeti hanno profondamente realizzato una loro intima libertà dell’anima, coscienti dell’affinità spirituale dell’uomo, che è universale. Ma le razze umane, per le loro stesse condizioni geografiche, hanno sviluppato, nel loro isolamento, una mentalità odiosamente egoista. Seguendo il loro istinto, esse ricercavano la verità nella religione, per cui quest’ultima è stata frenata o modellata secondo le primitive deformazioni della loro stessa mentalità razziale, racchiudendo il loro Dio tra le mura dei templi o dei testi sacri, allontanandolo in modo particolare da quei settori della vita nei quali la sua assenza poteva costituire un libero accesso all’adorazione del male, rappresentato con vari nomi e forme. Essi consideravano il loro Dio alla stregua di un re, il quale riceve tutti gli onori ma che, in effetti, non esercita alcuna autorità. Il vero significato di Dio è rimasto vago nelle nostre menti, poiché la nostra coscienza dell’unità spirituale si è andata sempre più indebolendo.

Una delle più importanti ragioni  la nostra separazione geografica  è stata adesso quasi del tutto eliminata. E giunto perciò il tempo in cui, per salvare la verità e la pace, che è il frutto della verità, dobbiamo evitare che l’idea del nostro Dio si mantenga indistinta, soffocata dalla irrealtà dei riti formali e dall’oscurantismo della teologia. 
L’individuo che vive nascosto e protetto in una buia caverna trova la sua sicurezza nella limitatezza stessa del suo ambiente. L’economia della natura attenua e smorza la sua sensibilità in un ambiente tanto circoscritto. Ma se le pareti della caverna cedessero improvvisamente, allora egli sarebbe costretto o ad accettare la sua condanna di morte, oppure a venire a compromessi vantaggiosi, trovandosi di fronte a un ambiente più ampio. 
Le razze umane non possono più tornare a vivere nelle loro roccaforti di esclusivismo, poiché oggigiorno si trovano l’una di fronte all’altra, sia fisicamente sia intellettualmente. Il guscio, che per tanto tempo ha costituito per loro una incontrastata sicurezza, adesso è andato in frantumi senza alcuna possibilità di essere ricostruito. Dobbiamo perciò accettare questo fatto, anche se ancora non ci siamo del tutto adattati a questo nuovo ambiente di notorietà, anche se in esso siamo esposti a tutti i rischi derivanti da una più ampia espansione della nostra libertà vitale. 
Gran parte della nostra tradizione costituisce un codice, che ci serve per adeguarci nelle varie circostanze della vita. Queste tradizioni, senza dubbio, rendono evidenti le caratteristiche razziali, mettendone in luce aspetti particolari, che hanno una loro intrinseca poesia e anche delle virtù protettive adatte per i diversi ambienti. Noi possiamo nutrire un grande amore per le particolari caratteristiche della nostra razza, ma se queste ci permettono di vivere in un mondo limitato, allora il più piccolo cambiamento delle nostre circostanze esterne può farci pagare questo 
amore con la nostra stessa vita. 
Nel mondo animale si sono verificati casi di estinzione di razze intere per l’eccessivo attaccamento a vantaggiose prerogative, divenute poi di ostacolo in una nuova economia. Infatti la superiorità dell’uomo consiste nella sua adattabilità a improvvisi e abnormi cambiamenti, poiché né il torrido né il glaciale del suo destino dovranno per lui rappresentare ostacoli insuperabili. 

GLI ALTRI SIAMO NOI

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Puoi fare molto per te stesso, per il tuo benessere generale e per il benessere generale degli altri se pensi a te in termini di responsabilità: tu – e tutto il genere umano – sei responsabile al 100% di ciò che accade nella tua vita. Questo significa che ogni singola condizione che hai vissuto fino ad ora è stata, a un qualche livello, accuratamente scelta e voluta da te. Un essere umano evoluto deve necessariamente prendere in considerazione, sviluppare e fare suo questo concetto: diversamente, a parer mio, non può parlare di evoluzione.

Nel tessuto della vita siamo tutti energeticamente connessi e appartenenti all’Unità. Questo è un concetto che può risuonare per molti difficile da credere. Ma è ciò che sperimentiamo – consapevolmente e inconsapevolmente – ogni sacrosanto giorno: fai agli altri ciò che credi sia stato fatto a te perché coloro che chiami “altri” sono un riflesso di ciò che sei. Se sei stato cresciuto, per esempio, con l’idea che la vita è complicata, tenderai a trovare il modo per complicare la tua stessa vita e quella delle persone intorno a te. E questo vale anche per chi è stato cresciuto con l’idea che la vita è semplice, facile, divertente.

C’è un solo modo per migliorare la propria esistenza ed è cominciare a prendere in considerazione che ogni cosa che accade a te e alle persone intorno a te ha un senso, un motivo, un significato. Le persone non si “incontrano per caso”, gli avvenimenti non accadono “per caso” ma sono lì per mostrarti la strada, per aiutarti a divenire più forte, per farti comprendere l’importanza di come impieghi il tuo tempo. Una situazione tragica può diventare un punto focale attorno al quale puoi trovare una soluzione e da lì scoprire che hai fatto qualcosa che credevi di non poter fare: gli eventi lasciano sempre un arricchimento, se li sai guardare dalla giusta prospettiva.

Ogni cosa che accade è bene per me e per la mia felicità
Sono sempre nel posto giusto e al momento giusto
Più amo me stesso, più gli altri mi amano, più sono in grado di amare

Accorgiti!

PENSA IN GRANDE

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Pensate in grande: le dimensioni del nostro successo sono determinate dalle dimensioni della nostra capacità di credere.
Se pensate in termini di scopi limitati, dovrete attendervi risultati limitati.
Se pensate in termini di scopi grandi, otterrete un successo grande.
Ricordatevi anche questo!
Le grandi idee e i grandi piani sono spesso più facili,certamente non più difficili, delle piccole idee e dei piani piccoli. (David J. Schwartz – La magia di pensare in grande)

Sta a noi scegliere se abbiamo diritto al fallimento o al successo:questa scelta è ciò che fa la differenza.
Per questo motivo è più conveniente pensare in grande.

PRAYER

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Ogni giorno rivolgo la mia attenzione alla Luce Divina che dimora in me, e comunico con essa: questo è ciò che chiamo preghiera. Mi rivolgo a Lei con gratitudine, certa che mi sosterrà in ogni momento: questo è ciò che chiamo preghiera. Guardo intorno a me e porto un pensiero d’amore, un gesto gentile, un dono, un complimento: questo è ciò che chiamo preghiera. Sono parte del Tutto e Tutto è parte di me: fare mia questa affermazione è la preghiera più grande. (LM SpiritualCoach)