PER FAR SPAZIO AL NUOVO, FAI CADERE LE FOGLIE MORTE

Ogni volta che mi capita di ascoltare un episodio in cui un bambino, un anziano, un malato, un animale o comunque un essere che appare fragile ai miei occhi, innocente e indifeso, è stato abbandonato, mi sento toccata nel profondo.

Nasce forte l’indignazione, il biasimo e la rabbia verso chi agisce in quel modo.

L’abbandono suscita in molti di noi emozioni intense legate al concetto di perdita e negazione dell’amore. Abbandonare ed essere abbandonati sono così intrinsecamente legati alle emozioni di paura, che generano attaccamento alle cose materiali o ai sentimenti: ansia e preoccupazione iniziano a farsi strada con un risultato di perdita e una sensazione di essere lasciati in balia di sé stessi.

DOMANDE CORRETTE PER RISPOSTE CORRETTE

A un certo punto mi sono domandata: “Come mai accade tutto ciò? Cosa rappresenta per me questa paura dell’abbandono?” 

Ed ecco la mia risposta: “Mi sento  toccata e coinvolta  perché la paura dell’abbandono è una sofferenza che vive dentro di me e in ogni essere vivente, anche se a volte non ne siamo consapevoli, anche se nessuno (a memoria) si è comportato così nei nostri confronti.”

E’ una paura che ferisce tutto il genere umano e  nasce nel momento in cui la nostra anima  crede nella separazione dal suo mondo di luce e unione, incarnandosi nella coscienza duale che abita il corpo fisico. In quell’attimo avviene la scissione dall’Amore che di per sé è unione.

Per tutta la nostra vita terrena andremo alla ricerca di quell’Amore, sperando di poterlo trovare in altri corpi, negli oggetti, nelle situazioni di successo, senza mai trovarlo veramente.

DOV’E’ L’ERRORE?

Non è la ricerca in sé che è sbagliata, ma la direzione in cui stiamo cercando. Se vogliamo trovare l’Amore, dobbiamo invertire la nostra visione: guardare nell’altro la speranza della felicità ci rende fragili e impotenti. Trovare invece spunti nell’altro per comprendere noi stessi sarà l’approccio sensato per riconquistare il nostro potere personale che, per sua natura, è Amore.

L’azione stessa di rivolgere l’attenzione verso di noi e non contro l’altro ci rende più potenti e soprattutto più liberi.

Ciascuno di noi ne porta il ricordo ed è questo il motivo per cui l’abbandono suscita tali reazioni e non è sufficiente resistergli o reagire con idee, atteggiamenti e azioni che la vogliono negare o esorcizzare.

Quante volte, mossi da un’inconsapevole reazione al timore di non essere considerati – con la paura dell’abbandono nel cuore –  abbiamo agito allo scopo di sentirci più apprezzati nelle relazioni di coppia, con la nostra famiglia, con i figli e persino con i semplici conoscenti occasionali?

Il senso del possesso e dell’attaccamento sia alle cose materiali che affettive, sono reazioni alla paura di essere lasciati soli, senza quell’amore necessario e del quale ciascuno di noi ha bisogno per vivere.

Ma … per ogni situazione vissuta, c’è sempre il rovescio della medaglia

LA NATURA, GRANDE AMICA

Cosa accade se pensiamo all’abbandono come a  movimento, crescita o arricchimento? La natura, come spesso accade, ci viene in aiuto per facilitare la comprensione.

Quando finisce la stagione della fioritura, le foglie si preparano a cadere assumendo i colori vivi della rossa forza vitale, dell’arancio e del giallo, iniziando un nuovo ciclo di cosciente rinnovamento.

Attraverso colori, la natura mostra la sua preparazione ad assumere una forma diversa: non sta morendo bensì trasformando.

  • Possiamo imparare da Essa e lasciare  – quando riteniamo sia il momento giusto per noi – che le “foglie” delle nostre false idee e dei cerchi oramai chiusi, cadano leggere una ad una senza dolore, con dolcezza e sentimento.
  • Possiamo immaginare la nostra mente come un grande albero secolare e i nostri pensieri disturbanti come a foglie che si preparano a staccarsi leggere dall’albero della mente: lo fanno con gratitudine lasciando spazio a una nuova consapevolezza.

Questa immagine amorevole che va al di là dello spazio e del tempo, può essere un valido aiuto per imparare e comprendere che l’abbandono è impossibile: l’albero della mente è tutto ciò che siamo, e fluire in lui permettendo alla vita di fare il suo corso significa rendere grazie all’amore e alla felicità.

Questo è uno dei modi per aprirci a una nuova visione

FARE ESPERIENZA

Sono certa che vicino a dove abiti o lavori c’è un parco o anche semplicemente un solo albero che sta lasciando andare le sue foglie. Se così fosse, preparati a far cadere vecchi schemi per aggiungerne di nuovi.

  • Ritaglia da un foglio tanti pezzettini di carta e su ciascuno scrivi  ciò avresti voglia di lasciar andare in questo momento. Possono essere vecchie delusioni, momenti di difficoltà che stai vivendo, antichi schemi che appartenevano alla tua famiglia d’origine e che stai nuovamente perpetuando.
  • Procurati un po’ di pane o del tabacco,  quaderno e penna per scrivere e vai nella natura accanto a un albero.
  • Appoggia la schiena al suo tronco stando in piedi e tenendo tra le mani i pezzettini di fogli sui quali hai scritto ciò che vuoi “far cadere”, e immagina per un attimo di entrare al suo interno e sentir scorrere la linfa vitale : puoi immaginare la vita che si prepara alla trasformazione.
  • Apri le tue braccia come fossero i rami dell’albero e ogni volta che ti senti pronta/o lascia cadere ai tuoi piedi un pezzettino dei fogli che tieni tra le mani, proprio come farebbe l’albero.
  • Continua fino a che le tue mani sono completamente vuote.
  • Ringrazia come sei capace di fare e lascia alla base dell’albero un po’ del pane o del tabacco che hai portato con te, come ringraziamento per averti ospitata/o. Gli alberi amano essere ringraziati con questi doni.
  • Ora siedi comodamente e scrivi chi vuoi essere: quelli saranno i semi della tua nuova vita
  • Scrivi le azioni che da subito compirai per far crescere questi semi. Curali, nutrili, rendili forti e aspettati il meglio che tu possa immaginare.

Questo è un modo per incontrare il Dio che dimora in ciascuno di noi,  riconciliandoci con Lui e con la parte più profonda di noi stessi, per dare così un nuovo significato alla Vita.

Accorgiti.

La tua SpiritualCoach     Lucia Merico

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LA DEBOLEZZA DELL’UNITA’ SPIRITUALE

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Rompere il guscio delle tradizioni (dal libro “La religione della gioia” di Tagore)


Tutti i nostri grandi profeti hanno profondamente realizzato una loro intima libertà dell’anima, coscienti dell’affinità spirituale dell’uomo, che è universale. Ma le razze umane, per le loro stesse condizioni geografiche, hanno sviluppato, nel loro isolamento, una mentalità odiosamente egoista. Seguendo il loro istinto, esse ricercavano la verità nella religione, per cui quest’ultima è stata frenata o modellata secondo le primitive deformazioni della loro stessa mentalità razziale, racchiudendo il loro Dio tra le mura dei templi o dei testi sacri, allontanandolo in modo particolare da quei settori della vita nei quali la sua assenza poteva costituire un libero accesso all’adorazione del male, rappresentato con vari nomi e forme. Essi consideravano il loro Dio alla stregua di un re, il quale riceve tutti gli onori ma che, in effetti, non esercita alcuna autorità. Il vero significato di Dio è rimasto vago nelle nostre menti, poiché la nostra coscienza dell’unità spirituale si è andata sempre più indebolendo.

Una delle più importanti ragioni  la nostra separazione geografica  è stata adesso quasi del tutto eliminata. E giunto perciò il tempo in cui, per salvare la verità e la pace, che è il frutto della verità, dobbiamo evitare che l’idea del nostro Dio si mantenga indistinta, soffocata dalla irrealtà dei riti formali e dall’oscurantismo della teologia. 
L’individuo che vive nascosto e protetto in una buia caverna trova la sua sicurezza nella limitatezza stessa del suo ambiente. L’economia della natura attenua e smorza la sua sensibilità in un ambiente tanto circoscritto. Ma se le pareti della caverna cedessero improvvisamente, allora egli sarebbe costretto o ad accettare la sua condanna di morte, oppure a venire a compromessi vantaggiosi, trovandosi di fronte a un ambiente più ampio. 
Le razze umane non possono più tornare a vivere nelle loro roccaforti di esclusivismo, poiché oggigiorno si trovano l’una di fronte all’altra, sia fisicamente sia intellettualmente. Il guscio, che per tanto tempo ha costituito per loro una incontrastata sicurezza, adesso è andato in frantumi senza alcuna possibilità di essere ricostruito. Dobbiamo perciò accettare questo fatto, anche se ancora non ci siamo del tutto adattati a questo nuovo ambiente di notorietà, anche se in esso siamo esposti a tutti i rischi derivanti da una più ampia espansione della nostra libertà vitale. 
Gran parte della nostra tradizione costituisce un codice, che ci serve per adeguarci nelle varie circostanze della vita. Queste tradizioni, senza dubbio, rendono evidenti le caratteristiche razziali, mettendone in luce aspetti particolari, che hanno una loro intrinseca poesia e anche delle virtù protettive adatte per i diversi ambienti. Noi possiamo nutrire un grande amore per le particolari caratteristiche della nostra razza, ma se queste ci permettono di vivere in un mondo limitato, allora il più piccolo cambiamento delle nostre circostanze esterne può farci pagare questo 
amore con la nostra stessa vita. 
Nel mondo animale si sono verificati casi di estinzione di razze intere per l’eccessivo attaccamento a vantaggiose prerogative, divenute poi di ostacolo in una nuova economia. Infatti la superiorità dell’uomo consiste nella sua adattabilità a improvvisi e abnormi cambiamenti, poiché né il torrido né il glaciale del suo destino dovranno per lui rappresentare ostacoli insuperabili. 

DONNE E UOMINI CHE CORRONO INSIEME

SCRITTA

Pensando alla natura Donna Uomo e alle sue diversità con le quali mi incontro personalmente. come Donna, come coach quando ascolto altre Donne e come insegnante di crescita personale e spirituale durante i corsi e laboratori, mi rendo conto che la incomunicabilità tra i due Esseri è dovuto principalmente alla mancanza di conoscenza di sé stessi e della propria anima profonda. Sia da una parte che dall’altra.

Le donne che entrano a gamba tesa come giocatori inferociti e gli uomini che si ritraggono, alcuni, mentre altri reagiscono con la stessa ferocia, porta sicuramente ad allontanare di gran lunga la pace e la comprensione. Uomini e Donne che fanno la guerra sono la manifestazione di una grande paura: la perdita del potere. A volte mi capita di vedere me stessa, negli anni passati, cercare in ogni modo di mantenere il potere attraverso la ribellione o, se necessario la sottomissione, due modi feroci di far valere la propria dignità. Sicuramente il modo migliore per slegare e separare.

E così, ricordando una coaching dai toni apparentemente ribelli e sottomessi, avuta con una giovane donna, mi è venuto in mente un passaggio del libro Donne che corrono coi lupi che voglio condividere con tutte le Donne e gli Uomini volonterosi di comprendere il loro Sé più profondo.

Da leggere con l’Anima, oltre che con gli occhi fisici:

Talvolta le donne si stancano e si irritano nell’attesa che il compagno le comprenda. Dicono: “Perché non riesce a capire quel che penso, quel che voglio?” E si affaticano a porre questa domanda. Eppure, una soluzione c’è, efficiente ed efficace.

Se una donna vuole un compagno sensibile, deve rivelargli il segreto della dualità femminile. Deve parlargli della donna interiore che, aggiunta a sé, fa due. E lo farà insegnando al suo compagno a porle due semplicissime domande, che la faranno sentire guardata, ascoltata e conosciuta.

Questa è la prima domanda: “Che cosa vuoi?” Quasi tutte ne pongono una qualche versione, come fosse di ordinaria amministrazione. Ma c’è una domanda ancora più essenziale: “Che cosa desidera il tuo Sè più profondo?

A trascurare la natura duale della donna e a prenderla per il suo valore nominale, ci si predispone a una grossa sorpresa perché quando la natura selvaggia risale dalle profondità e comincia ad affermarsi, spesso la donna ha interessi, sentimenti e idee molto diversi da quelli che esprimeva prima.

Per intessere in modo sicuro una relazione, la donna deve porre le stesse due domande al suo compagno. In quanto donne, impariamo a tener conto di entrambi i lati della nostra natura, e di quella altrui. Dalle informazioni che reciprocamente riceviamo dai due lati possiamo determinare molto chiaramente il valore più prezioso, e come agire di conseguenza.

Quando una donna consulta la sua natura duale, segue il processo di guardare, passare al vaglio, scandagliare il materiale che sta al di là della consapevolezza, spesso sorprendente e di grande valore. Per amare una donna, il compagno deve amarne anche la natura non addomesticata. Se si prende un compagno che non può o non vuole amare questo lato, sicuramente sarà in qualche modo demolita e lasciata vagare zoppicante e a pezzi.

Gli uomini, quando le donne, devono nominare la loro natura duale. L’amante più prezioso, il genitore o l’amico più preziosi, il più prezioso “uomo selvaggio” è colui che desidera imparare. Coloro che non provano diletto nell’apprendere, che non si lasciano allettare da nuove idee o esperienze, non possono andare oltre il punto in cui si trovano. Se c’è una forza che alimenta la radice del dolore, quella è il rifiuto di apprendere al di là di questo momento.

Sappiamo che l’Uomo Selvaggio è una creatura alla ricerca della sua donna terrena. E’ un atto di grande amore lasciarsi appassionare dall’altrui anima selvaggia, che si provi o non timore. In un mondo in cui gli essere umani hanno tanta paura di “perdere” sono troppe le mura protettive contro il dissolvimento nella numinosità di un’altra anima umana.

Il compagno della Donna Selvaggia è quello dotato di tenacia e resistenza, ce sa inviare la sua natura istintuale a sbirciare sotto la tenda della vita-anima della donna e comprendere quel che vede e ode. Il buon compagno è quello che continua a tornare per capire, e non si lascia trattenere da quanto gli capita di vedere lungo la via.

Il compito selvaggio dell’uomo è dunque quello di trovare i suoi veri nomi, e non di abusare di quella conoscenza per impadronirsi di lei, ma piuttosto di apprendere e comprendere la sostanza luminosa di cui è fatta, e lasciare che ricada su di lui, lo sorprenda, lo traumatizzi, persino lo frequenti come un fantasma. E resti con quella sostanza. E canti i nomi di lei. Le farà brillare gli occhi. E farà brillare i suoi propri occhi.

FACCIO E DISFO TUTTO DA SOLA

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Proprio ieri un’amica condivideva la sua paura di avere una relazione d’amore. Sembra innaturale temere le relazioni, di qualunque natura esse siano, considerato che passiamo la vita intera a relazionarci con le persone, le situazioni, i pensieri, gli oggetti: insomma, con tutto. E ancor più innaturale sembra essere la paura dell’amore, considerato che ricerchiamo anch’esso in ogni sua forma. Sono molte le storie che ascolto ogni giorno e che parlano di delusioni d’amore, amore ricercato e non trovato, bisogni, carenze soprattutto nel rapporto di coppia.

In ogni caso, la paura sembra essere il miglior deterrente per tener lontana la felicità e sembra che le donne conoscano bene e profondamente questo sentimento invalidante e distruttivo. La rincorsa verso un uomo che possa soddisfare i loro bisogni è ancora forte. La paura è l’esatto opposto all’amore e quando la scegli stai rifiutando di prenderti il tempo necessario per guardarti dentro e capire cosa vuoi veramente. Forse temi proprio questo: guardare dentro di te e scoprire che i bisogni e le carenze sono condizioni che hai accettato, e accettandole le hai rese reali. Ma in realtà esistono solo nella tua mente ed è lì che possono essere trasformate.

Cosa faresti se potessi davvero vedere che non ci sono necessità ma solo condivisioni? Come sarebbe la tua vita se potessi comprendere che non esiste il per sempre ma l’attimo in cui cogliere l’amore per ciò che è? Come sarebbe vivere con un uomo in modo consapevole, uniti nella comprensione dei propri ruoli, senza prevaricazioni, crescendo insieme? Che vita meravigliosa sarebbe!

Ma tu insisti, passando da una relazione all’altra nella speranza che il futuro sia migliore del passato: impossibile! Proponi un futuro uguale al passato appena trascorso, solo perché non ti sei presa quell’attimo di tempo necessario a evitare l’inutile rincorsa a caccia di farfalle. E’ proprio dal passato che puoi trarre il massimo dei vantaggi, accorgendoti. Quali sono le tue ambizioni, i tuoi valori, i sogni che hai depositato nel cassetto più remoto della tua anima? Fai un elenco e osserva con attenzione perché quando metti nero su bianco la tua vita, diventa più potente il risultato. Sul nascere potrebbe non piacerti ciò che leggi: possibile che tutti questi sogni siano rimasti lì ad ammuffire? Ma poi, con un po’ di pratica, diventerai sempre più brava nel comprendere che la vita è il foglio bianco che tu stessa hai scritto da quel primo morso alla mela fino al momento in cui sei arrivata ora.

Ti hanno detto molte cose, tutte discutibili che hai accettato, dimostrando così una debolezza che all’inizio chiami fragilità: com’è ironica la vita! Mi chiedo come possa essere fragile Colei che dà la vita stessa custodendola dentro di sé come una perla preziosa nel suo scrigno. Com’è possibile chiamare sesso debole Colei che è pronta a indossare i panni della tigre per proteggere ciò che ama. Tu sei tutt’altro che fragile e debole: hai dentro di te la straordinaria capacità di rendere migliore il mondo. Forse è proprio questo che ti destabilizza, e così invece di assumerti la responsabilità della tua vita, lasci che tutto si svolga come se tu fossi un burattino nelle mani diaboliche di un burattinaio pronto a tagliarti i fili per renderti schiava e immobile.

Pericolo! Questo è pericoloso! Non ci sono burattinai né burattini: ci sei tu con la tua straordinarietà, regista, sceneggiatrice e attrice, pronta a recitare un copione interamente scritto da te. E la bella notizia è che lo puoi riscrivere una, cento, mille volte più bello di come lo puoi immaginare: la Dea brilla dentro di te ed è in attesa di essere chiamata per servire la tua volontà. Non hai bisogno di urlare, aggredire o trattenere per ottenere ciò che vuoi: è necessario solo un piccolo accenno di melodia per accompagnare il tuo canto libero.

Come pensi sia la tua vita nella ricchezza consapevole di ciò che sei realmente? Se il prezzo da pagare è la comprensione, allora ben venga un attimo di solitudine, propizia per capire cosa sei venuta a fare qui, in questo mondo. Tu lo sai: il tuo compito è molto più grande dell’indossare lingerie sexy su tacco 12, molto più del camminare per strada cercando gli sguardi di approvazione, molto più dell’aggressiva volontà che ti fa somigliare a un maschio mancato, ancor di più del ricorrere un uomo accontentandoti delle briciole.

Sprigiona la Dea che è in te, lasciala libera di esprimersi, muoviti, danza, ridi, piangi, scherza: una donna carica del suo potere femminile è in grado di vivere l’amore a qualunque età. C’è un uomo nel mondo che sta aspettando di sentire il tuo canto che riconoscerà nel momento in cui tu renderai libera la tua voce.

L’EQUILIBRIO DEL PIANETA

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Il luogo in cui mantenere un segreto al sicuro è nasconderlo dove tutti lo possono vedere: l’evidenza è una caratteristica che l’uomo e la donna danno per scontata.

Nel corpo femminile é racchiuso un segreto, seppellito da un velo fatto di piume e foglie. Basta un soffio di vento leggero per scostarle e mostrare ciò che il velo nasconde e questo vento sta soffiando proprio adesso, mentre leggi e fai scorrere i tuoi occhi sulle parole.

Risvegliare la Dea presente nell’animo di ogni Donna e Uomo è privilegio e responsabilità del femminile: é il principio che trasporta dentro di sé l’inizio e la fine della vita. Questo principio, incarnato dalla Donna e sostenuto dall’uomo, si è perso durante il lungo tragitto percorso dall’avvento dell’era patriarcale, dove l’energia maschile ha prevaricato quella femminile iniziando a manifestare il suo potere. Da allora il principio femminile ha indossato le maschere della sottomissione, del vittimismo e dell’ignoranza e questa energia nascosta ha iniziato a manifestarsi in maniera subdola, creando presupposti per una guerra sottile, una maschera che la donna ha accettato di indossare senza nessuna forzatura. Forse era giunto il tempo della trasformazione: ora é il tempo di un altro cambiamento.

Le donne sono diventate rivali tra loro e tutto questo a vantaggio degli uomini che continuano in modo sempre più solido a manifestare il loro potere. Il gioco della rivalità ha allontanato le donne tra loro dando sempre più forza agli uomini: un tiro alla fune dove non ci sono né vincitori né vinti: rimangono gli scheletri di due potenze in contrasto.

La soluzione é la ripresa del proprio ruolo, riconoscendo che femminile e maschile è presente in ogni uomo e in ogni donna che abitano la Terra. Ognuno di essi porterà all’esterno ciò che lo rappresenta in maniera evidente: le Donne mostreranno il principio femminile, che incarnano come eredità naturale, e gli Uomini il principio maschile, anch’esso incarnato come eredità naturale. In questo modo la guerra si interrompe dando vita all’Unione che porta con sé l’immenso potere della gioia.

La prima mossa che bisogna fare per iniziare questo nuovo cammino è data proprio alle Donne che, come lupi affamati, devono interrompere la guerra contro sé stesse e le altre donne, diventando consapevoli e coscienti che la pace inizia con il loro benestare. Basta con il credere di essere l’anello debole della catena, basta puntare il dito della colpa contro gli altri: è venuto il momento di soffiare su piume e foglie e lasciare che l’aria pulita rimargini le ferite che le donne stesse hanno contribuito a creare.

Questo è il mio obiettivo come Donna e insegnante di crescita personale e spirituale: accendere in ogni Sorella, Amica, Madre e Moglie la fiamma della Dea affinché si possa estendere a ogni Uomo, Fratello, Amico, Marito e Padre. La Pace parte da ognuno di noi e inizia nel momento in cui ognuno riconosce il proprio compito in questa Vita.

Se si svilisce il principio femminile, non lo si svilisce solo nelle Donne, ma anche negli Uomini, nel rapporto tra Uomo e Donna e in Natura: questo é il modo in cui tutto il Pianeta subirà uno squilibrio.

Il cammino per arrotolare il tappeto del tempo sul quale ogni Uomo e Donna hanno camminato fino a oggi è delicato e bisognoso di attenzione consapevole da parte di entrambe e sarà la Donna, con la sua Gentilezza a dover fare il primo passo: l’Uomo accanto a Lei la seguirà, proteggendola e innalzandola con la sua Forza.

Un Viaggio ambizioso che voglio fare insieme a voi.

Lucia Merico SpiritualCoach … anche al Femminile