REPRIMERE O ESPRIMERE?

Ti sarà successo, e sono certa che è così, di domandarti se è più conveniente stare zitta o mostrare le tue emozioni, scegliendo quasi sempre la seconda opzione. È la più facile perché alla maggior parte di noi è stato insegnato a reprimere piuttosto che ad esprimere, mantenendo un basso profilo, meglio se sottomesso a ciò che abbiamo etichettato come «autorità».

Mi rivolgo al femminile, naturalmente sempre declinabile al maschile. Se da piccola hai spesso sentito dire da un adulto di casa «stai zitta – non parlare – non piangere – comportati bene – stai composta – non sporcarti» e amenità di questo genere anche se fatte tutte con tanto amore, appartieni sicuramente alla categoria delle «repressori seriali» che piuttosto di parlare per dire la loro si mordono la lingua.

Alcune di voi hanno provato a dire la loro, ribellandosi a ogni tentativo di essere zittite. E qual’è stato il risultato lo sappiamo bene: mi ci metto anch’io nella lista delle ribelli. Pervase da un iniziale senso di potere per aver permesso al vulcano emozionale di esplodere, siamo ben presto cadute nel senso di colpa che (in quanto ribelli) abbiamo provveduto prontamente a reprimere e nascondere.

Alcune di noi hanno successivamente scelto il silenzio mentre altre hanno continuato a perseverare nella ribellione, sperando di essere ascoltate: entrambe le direzioni non funzionano sulla lunga distanza. Ci deve essere un altro modo.

MA DOVE PORTA LA REPRESSIONE?

Tanto più cerchiamo di reprimere tanto più ciò che reprimiamo si farà sentire, e questo vale per tutte le emozioni, indistintamente!

Se il sentimento fosse per esempio la rabbia, possiamo elargire sorrisi e strette di mano in ogni occasione, finché salterà fuori nei momenti più inopportuni e nella maniera meno adatta. E quando accadrà ci sentiremo così inadeguate che rafforzeremo ancor di più la convinzione di doverla schiacciare e nascondere quanto più profondamente possibile, cosa che cercheremo di fare con una determinazione assoluta. Questa è una strada senza uscita poiché il risultato sarà esattamente come sopra, fino al momento in cui, trovandoci di fronte a una delle biforcazioni importanti della vita, sceglieremo di cambiare direzione.

 VERSO L’EQUILIBRIO

Se mi leggi da un po’ hai imparato che scrivere – e cioè mettere nero su bianco  – è un’azione molto più potente del semplice riflettere e lavorare a livello di pensiero. Dunque se ti va, scrivi su un foglio le domande che ti propongo più sotto e rispondi ad esse prendendo in considerazione la sincerità. Nessuno valuterà le tue risposte se non tu: sii gentile e generosa! Non c’è niente di meglio che mettere a nudo le proprie emozioni per imparare a riconoscerle e ad accettarle poiché, a volte, le dinamiche sono talmente consolidate e automatizzate da animarsi di vita propria.

Prendere coscienza è rendere giustizia alla propria consapevolezza: è sempre la scelta migliore che possiamo fare per decidere la direzione da intraprendere

  • La rabbia nasconde la gioia
  • la paura oscura il successo
  • la gelosia è un masso sopra la felicità

Dietro ogni emozione che reprimi si nasconde il suo esatto contrario nell’intensità esatta dell’emozione repressa. E’ il giudicare, la vergogna, il nascondere che tiene oscurata la parte buona di ogni situazione. Un po’ come una medaglia a due facce: quando ne guardi una l’altra non la vedi.

I riflessi vengono visti nella luce. Niente è solo luce o solo ombra: dipende sempre quale lato stai osservando. Sia la luce che l’ombra ci appartengono e compongono l’insieme di ciò che siamo

Quando diveniamo consapevoli di questa dualità, scopriamo che l’ombra è utile alla luce per esprimersi, che la bontà può manifestarsi “grazie” alla cattiveria, la giustizia lo fa con l’ingiustizia, la gioia col dolore e la colpa con il perdono.

ESERCITIAMOCI INSIEME

Le domande sono potenti mezzi per ricevere risposte. E da domande potenti ci si aspettano risposte altrettanto potenti. Eccone alcune che puoi scrivere e alle quali rispondere sempre scrivendo, naturalmente:

  • Quali sono le emozioni che provi tu stessa e che non sopporti?
  • C’è un aspetto di te di cui ti vergogni e che nascondi profondamente?
  • Quali sono gli aspetti di te che ami condividere con gli altri?
  • Ci sono emozioni che escono fuori dal tuo controllo? Se si, quali sono?
  • Che tipo di rapporto hai con queste emozioni? Come ti senti quando le esprimi? E quando le reprimi?

MORALE DELLA STORIA

Cerchiamo la perfezione senza considerare di esserlo già (perfette). In ogni nostra mossa si trova la geniale libertà della scelta e della decisione. Da questo punto di vista possiamo osservare che non ci sono modi giusti e perfetti o sbagliati e imperfetti per fare le cose o intraprendere relazioni, ma possiamo osservare e decidere se tenere e modificare, o ringraziare e lasciar andare. Nella nostra perfetta imperfezione troviamo il modo per essere felici, facendo pace con le emozioni e rivolgendo loro l’attenzione che meritano. Diversamente, come bambini capricciosi che vogliono essere ascoltati, cominceranno a strillare e picchiare i piedi finché non le accogliamo nel nostro cuore, le culliamo un po’, per poi lasciarle gentilmente andare al loro destino.

Il «lavoro emozionale» sarà uno degli aspetti sul quale porteremo l’attenzione durante la Quinta Edizione de Il Potere dell’Energia Femminile  un viaggio-esperienza che quest’anno si terrà  sull‘Isola di Zante (Grecia) dal 13 al 20 Giugno. Se ti va di conoscere i dettagli, qui trovi tutte le informazioni  http://spiritualcoach.it/seminari/potere-energia-femminile/

RIBELLE PER AMORE… DI TE STESSA

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La parola ribelle vicino a femminile suona sempre la sua nota stonata. Eppure quando impariamo e ci innamoriamo di noi stesse e della vita, facciamo cose che  pensavamo di non  poter fare.

Ci sono momenti durante i quali, nonostante i nostri sforzi, la situazione sembra peggiorare. Essere gentile non funziona, e così cominci a ribellarti. Ma dentro di te c’è una voce che ti ricorda quando eri bambina e ti dicevano: «Non sporcarti, stai composta, non ridere sguaiatamente, sii gentile, non correre, stai ferma, non dire queste cose, non puoi parlare adesso, è cosa da grandi, non essere maleducata da maleducata, una donna per bene non fa questo o quello» e aggiungi a questo elenco la tua frase preferita, quella che ti ha chiuso nell’oasi brulla e fangosa della solitudine e della mancanza di espressione, che ti ha irrigidito il collo fino a farti venire la cervicale.   Eppure quando esci dalla zona d’agio, ti rendi conto di poter allargare la tua conoscenza, esprimendo ciò che sei: e la cervicale passa.

All’inizio è la ribellione, perché aiuta farsi sentire, alzare la voce, picchiare il pugno sul tavolo e dire «Basta! Adesso faccio a modo mio!» Devono capire con chi hanno a che fare.  Lo vuoi mostrare, ti devono riconoscere quel rispetto che tu stessa ti sei impedita per troppo tempo. Ma piano piano, con l’apprendimento consapevole, ecco che la rabbia diventa determinazione gentile, bellezza di dire cosa pensi senza timore di essere prevaricata, forte quanto basta per alzare la testa e mostrare il viso.

Nel suo libro Donne che corrono coi lupi, l’autrice racconta di quanto possa essere «grandiosa nel suo potere di incutere paura e far tremare quanti la circondano una donna arrabbiata». Il fatto è che, non essendo abituato alla rabbia femminile, lo spettatore si spaventa.

«Nella sua psiche istintuale, una donna ha il potere, quando viene provocata, di essere in collera in modo sensato, e questo è possente. La collera è uno dei suoi modi innati per riuscire a creare e conservare gli equilibri che le sono cari, tutto quanto davvero ama. E’ un suo diritto, e in certi momenti e in talune circostanze è un dovere morale.»

Per le donne significa che esiste un momento in cui mostrare i denti, la grande capacità di difendere il territorio, di dire: «I limiti sono stati raggiunti e non è possibile valicarli. Nessuno deve andare oltre. E sai cosa ti dico? Che la situazione deve cambiare decisamente».

Come ogni uomo, anche le donne spesso hanno dentro un combattente esausto, affaticato dalla lotta, che non ne vuole saperne più nulla di nulla, non vuole parlare, non vuole averci nulla a che fare. E’ un momento propizio per fermarsi e rivedere la situazione, un’oasi di silenzio in ci attendere e prendere fiato, dove prendere fiato e ripartire, magari sollevando un po’ di polvere.

L’INGANNO

C’è sempre un passaggio di ribellione, più o meno evidente, che deve mostrare la sua forma: è obbligatorio. E se lo esprimi con consapevolezza, ti porta a comprendere che è solo un passaggio più o meno corto. Qual’è l’inganno? Restare imbrigliata nella rabbia come manifestazione di potere. Aggredire per ottenere ciò che non hai avuto prima. E’ una bella sensazione uscire dalla gabbia e, siccome funziona, può diventare il modo che adotti ogniqualvolta ti senti reclusa.

Pensa questo: nessuno potrà mai chiuderti in gabbia senza il tuo consenso. Nessuno ti chiederà di sacrificarti senza il tuo consenso e quando accade è perché una parte di te ha detto sì per paura di non essere amata o chissà per quale altro motivo inconscio.

Svegliarsi e vedere le cose come stanno può essere fastidioso inizialmente, come quando apri gli occhi la mattina e il sole è già entrato nella stanza e ti copri gli occhi con la mano perché la luce è così forte da non poterla guardare. E poi ti abitui alla luce e la trovi meravigliosa e sei felice per la splendida giornata.
Il fango ha bisogno dell’acqua per essere dissolto. Tu hai bisogno della rabbia per trovare la determinazione. E’ un passaggio. Riconoscilo, esprimilo, sentine la forza e passa oltre. Là, in quell’oltre, ritrovi la tua corona e sei pronta ad indossarla.

In tempi duri dobbiamo avere sogni duri, sogni reali, quelli che, se ci daremo da fare, si avvereranno (Clarissa Pinkola Estés)

Ti piacerà sapere che dal 13 al 20 Giugno 2019 si terrà il residenziale della V Edizione de IL POTERE DELL’ENERGIA FEMMINILE Ritorno all’Amore, che si svolgerà sull’Isola di Zante (Grecia) . Se vuoi capire di cosa si tratta, trovi l’intero programma cliccando sul link a fianco  ➡➡➡  http://spiritualcoach.it/seminari/potere-energia-femminile/ 

Noi siamo pronte ad accoglierti!

SIAMO ANIMA

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Si dice che l’anima sia tutto: il nostro inizio, il viaggio di mezzo e la nostra fine. Far riferimento a lei è scovare l’essenza che ci compone. Ma come si fa a richiamare l’anima? «Ci sono molti modi: con la meditazione, o nei ritmi della corsa, del canto, della scrittura, della pittura, della composizione musicale, con visioni di grande bellezza, con la preghiera, la contemplazione, i riti e i rituali, l’immobilità, la quiete, perfino con idee e umori estatici. Sono tutte “chiamate” che invitano l’anima dalla sua dimora.»

Non c’è un metodo migliore di un altro, né supporti particolari, riferimenti o posti speciali. Dobbiamo poterla richiamare a noi – l’anima – in maniera agevole, ovunque ci troviamo, per un minuto o per un intero giorno. Possiamo usare i ricordi per ritrovare un luogo speciale dove andare e restare in solitudine coi nostri pensieri e le preghiere, spegnendo le distrazioni. Possiamo usare un viaggio e portare con noi ogni pensiero, dal più intricato al più futile e regalarlo al luogo dove ci troviamo, per tornare a casa un po’ più leggere. Oppure possiamo imparare a escludere gli altri, il rumore, le chiacchiere, anche nel bel mezzo di una riunione di lavoro, mentre guardiamo l’implosione di un palazzo, anche circondate da una folla di gente durante un matrimonio. Noi donne sappiamo come fare e non è difficile farlo: il difficile è ricordarsi di farlo.

In ogni caso, che lo si faccia consapevolmente oppure no, l’anima troverà il modo di conversare con noi, sempre e ovunque

«Purtroppo sin dall’infanzia ci insegnano a provare imbarazzo se veniamo scoperte mentre comunichiamo con l’anima, in particolare in ambienti come la scuola o il lavoro. Il mondo dell’istruzione e degli affari ha ritenuto che il tempo passato stando «tra sé» sia improduttivo, mentre è in realtà il più fecondo.

L’anima selvaggia incanala infatti idee nella nostra immaginazione, e noi scegliamo quelle da mettere in pratica, estremamente adatte e produttive. Mescolandoci con l’anima brilliamo, desideriamo affermare i nostri talenti. È questa unione breve, anche di un istante, ma intenzionale, che ci aiuta a vivere la nostra vita interiore; invece di seppellirla nella vergogna, nella paura della rappresaglia o dell’attacco, nel letargo, nella compiacenza o altri ragionamenti o scuse, lasciamo che la nostra vita interiore fluttui, brilli, divampi all’esterno affinché tutti possano vedere.

Oltre a darci informazioni su questioni che vogliamo vedere meglio, la solitudine può consentirci di valutare il nostro operato nella sfera prescelta.» (ispirata da Donne che corrono coi lupi)

Mentre scrivo mi viene facile trovare ispirazioni immaginando il mio luogo silenzioso che da qualche tempo uso per conversare con l’anima: è un lago ghiacciato che ho attraversato coi cani da slitta durante un viaggio in Lapponia. Sono al centro del lago, avvolta da una morbida e calda coperta di lana bianca coi disegni blu. Non sento freddo: solo il calore di scrivere queste parole.

Se vuoi venire in viaggio con noi il prossimo giugno 2019, per Il Potere dell’Energia Femminile – V Edizione non andremo in Lapponia ma a Zante (Grecia) e staremo insieme un’intera settimana, a parlare di femminile antico e moderno, pratiche taoiste e Passi Magici.

Clicca su questo link per leggere tutte le informazioni, e se hai qualche altra domanda, non esitare a contattarmi

http://spiritualcoach.it/seminari/potere-energia-femminile/

ENERGIA

La persona che fonda la propria esistenza sull’energia non sente il bisogno di imporsi degli sforzi e neppure di modellare uomini e cose, ma vive l’emozionante sensazione di vedere che uomini e cose vengono a lei «coinvolgendola nell’avventura dell’esperienza».

Non si arrende, ma lascia che le cose accadano, accetta ciò che avviene. Sa che è impossibile bagnarsi due volte nella stessa acqua di un fiume (Eraclito) e si tiene libera e disponibile. Previene l’assonnata resistenza ed è rilassata ma vigile. Poiché non tiene strette le persone, i suoi rapporti si ampliano e poiché non vuole nulla, ottiene molto. Non si sforza di essere originale; le stanno molto più a cuore la comprensione e il rapporto. Eppure è proprio in persone come queste che la vita esprime le sue caratteristiche particolari.

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Sono persone che non dipendono dalle cose ma ne sono attratte, che non opprimono ma dedicano attenzione. Tutto ciò che in loro ha bisogno di esprimersi non si rivolge contro ma verso gli altri. Una persona così si percepisce come una creatura lunare, in quanto considera la luce che proietta sugli altri come riflesso della luce di questi stessi altri.

Le persone che basano la loro esistenza sull’energia non si abbagliano vicendevolmente ma, al contrario, apprezzano i bagni di sole che ricevono dagli altri e vi prosperano. Non c’è contraddizione nel fatto che siano più attive di coloro che puntano con tutta la loro volontà all’autoaffermazione. Nella loro rilassata apertura, le persone che vivono di energia attraggono energia. Le loro parole non impediscono alla carne di farsi verbo; non hanno preconcetti che inibiscano i gesti. (La ferita dei non amati)

VIAGGIO

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Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
nè nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca –
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

(Costantino Kavafis)

HO SOGNATO SIN DA BAMBINA …

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La maggior parte delle storie di successo inizia con: “Ho sognato sin da bambino … Da bambina sognavo che …”. Sono persone che non hanno mai abbandonato il loro sogno in una scatola. Lo hanno giocato più e più volte, da soli o in compagnia. Lo hanno disegnato, scritto, raccontato. E ad occhi aperti o chiusi ma pieni di certezze, lo hanno immaginato sin nel più piccolo dettaglio.
Da bambina facevo un sogno ricorrente: un mare di persone vestite di bianco percorrono felici una strada ampia e dritta che va verso la montagna. Altre strade minori anch’esse piene di persone confluiscono nell’arteria principale. Tutte hanno un unico scopo: arrivare sulla cima.
Al risveglio mi chiedevo cosa sarebbe successo durante il viaggio e immaginavo che, una volta arrivati, per ognuno c’era a disposizione un paio di ali per volare dove avrebbero voluto.
Successivamente, ho smesso di sognare quel sogno ma l’ho sempre ricordato e, a volte, raccontato. E’ stato il mio modo per mantenerlo vitale finché un giorno di molti anni fa ho deciso che il sogno sarebbe diventato una realtà. E ho cominciato ad agire.

IL CAMMINO E’ LA META

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Dietro l’idea di un desiderio spesso si nasconde il pensiero che ci debba essere qualcuno o qualcosa che lo possa soddisfare. Questo è il modo per imprigionare la tua energia. Nessuno può darti di più di quanto tu non riesca a dare a te stesso. Sei tu che decidi di andare verso ciò che hai scelto godendoti il cammino, trovando il modo per superare gli ostacoli. Le persone e le situazioni che ti verranno incontro saranno un valido contributo per aumentare il potere personale, rinforzando la tua volontà e determinazione. La sensazione di metterti in cammino accende dentro di te tre condizioni importanti: te stesso nel qui e ora, il focus della tua meta e la strada per raggiungerla. Fondendole insieme nasce la fortezza dell’unità. E a quel punto non hai più nessun bisogno di preoccuparti del modo in cui arriverai a destinazione. Semplicemente ti verrà mostrato, passo dopo passo. Buon Cammino e Accorgiti!