DARE E’ RICEVERE

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Ieri sera al Laboratorio INSIEME E’ PIU’ FACILE del mercoledì a Cortefranca e in contemporanea a Montichiari, Rovigo e Aviano, abbiamo discusso del Perdono, un argomento che smuove parecchia energia. Fintanto che se ne parla, ci si sente al sicuro e capaci di portare perdono anche al rancore più feroce. E’ nel momento in cui interviene l’azione che, a volte, ci si accorge quanto sia difficoltoso e, forse, più vantaggioso non perdonare, mantenendo vive le ragioni e rinunciando così ad essere felici. Sì, perché la scelta è sempre la stessa: voglio avere ragione o essere felice?

Per questo ho scelto di postare un passaggio di Un Corso in Miracoli che spiega attentamente il viaggio che la nostra mente deve compiere per trovare la pace, nella speranza che possa essere veramente d’aiuto a ciascuno di noi.

Buona Lettura!

COS’È LA PACE DI DIO?

1. È stato detto che c’è un tipo di pace che non è di questo mondo. Come viene riconosciuta? Come viene trovata? E, dopo essere stata trovata, come può essere conservata? Consideriamo ciascuna di queste domande separatamente, perché ciascuna riflette un passo diverso lungo il cammino.
2. Primo, come può essere riconosciuta la pace di Dio? La pace di Dio viene riconosciuta dapprima da una cosa sola: è totalmente dissimile da tutte le esperienze precedenti sotto ogni punto di vista. Non richiama alla mente nulla di ciò che è accaduto in precedenza. Non reca con sé alcuna associazione col passato. È una cosa del tutto nuova. C’è sì un contrasto tra questa cosa e tutto il passato. Ma, stranamente, non è un contrasto tra differenze vere e proprie. Il passato semplicemente scivola via, e al suo posto rimane la quiete eterna. Solo questo. Il contrasto percepito inizialmente si è semplicemente dissolto. È giunta la quiete a ricoprire tutto.
3. Come viene trovata questa quiete? Nessuno può non riuscire a trovarla, purché ne cerchi le condizioni. La pace di Dio non potrà mai venire dove c’è la rabbia, poiché la rabbia deve negare che esista la pace. Chi vede che la rabbia è giustificata in un modo qualsiasi, o in una qualsiasi circostanza, proclama che la pace è senza significato, e deve credere che non può esistere. In questa condizione, la pace non può essere trovata. Perciò il perdono è la condizione necessaria per trovare la pace di Dio. Ancora di più, dato il perdono ci deve essere la pace. Poiché cos’altro conduce alla guerra se non l’attacco? E cos’è la pace se non l’opposto della guerra?. Qui il contrasto iniziale si staglia chiaro ed evidente. Tuttavia, quando si trova la pace, la guerra è senza significato. Ed ora è il conflitto ad essere percepito come inesistente e irreale.
4. Come viene conservata la pace di Dio una volta che viene trovata? La rabbia che riemerge, qualunque ne sia la forma, farà cadere nuovamente il pesante sipario e tornerà certamente la credenza che la pace non può esistere. La guerra è nuovamente accettata come la sola realtà. Ora devi nuovamente riporre la spada, sebbene tu non riconosca di averla presa nuovamente. Ma quando ricorderai, per quanto vagamente ora, come eri felice senza di essa, imparerai che devi averla ripresa per difenderti. Fermati un attimo adesso e pensa: è il conflitto ciò che vuoi o la scelta migliore è la pace di Dio? Quale ti dà di più? Una mente tranquilla non è un dono trascurabile. Non preferisci vivere piuttosto che scegliere di morire?
(M-20.1,2,3,4)

PAURA DI …

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Paura di essere felice
Paura di conoscere la propria luce
Paura di guarire dalla malattia più grande: l’ignoranza
Paura di conoscere se stessi
Inseguire la felicità, inseguire un sogno, inseguire l’amore o la ricchezza. E’ forse l’inseguire che va modificato? Fermati per un attimo e riconosci che hai già tutto ciò di cui necessiti. Forse, in prima battuta, potrai non credere a questa affermazione guardando la tua vita per come la vedi ora. C’è un altro modo di vedere che non include gli occhi fisici, almeno in prima battuta.
Chiudi gli occhi, per un attimo e ascolta il susseguirsi del tuo respiro: non esiste nulla di più perfetto del tuo respiro. Senza di esso non potresti vivere. Sei vivo. Stai pensando. Questo è sufficiente per essere felice. E l’atto di essere felice si estende attraverso il tuo respiro: porti dentro la paura di essere felice, e fai uscire la felicità. Inspiri la paura della carenza e fai uscire l’abbondanza. Il mondo ti offre il modo per trasformare ciò che abbassa l’asticella della tua energia in carburante per una vita nuova.
Fallo ora, dopo aver letto questo piccolo passaggio e senti come ci si sente a essere padroni indiscussi della propria esistenza.
E’ semplice … quante volte ti ricorderai di farlo oggi e nei giorni a venire?
Accorgiti! (LM SpiritualCoach)