DARK ZONE

Spesso scartiamo le nostre zone d’ombra considerandole un limite anziché delle meravigliose opportunità. Ci sono infinite ricchezze racchiuse in esse, una conoscenza che va quanto prima valutata.

Le energie di giusto e sbagliato, buono e cattivo, bene e male, grande e piccolo fluttuano da una parte all’altra della nostra esistenza a seconda di come scegliamo la loro importanza. Ognuno di noi, nel corso della vita, ha modo di fare esperienza di momenti in cui si è sentito buono, altri cattivo, oppure giusto o ingiusto, in alcuni momenti una persona generosa e in altri tirchia, capace o incapace e così via.

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Non erano due persone a interpretare le emozioni: siamo sempre noi e tutti passiamo da questa esperienza, continuamente. L’errore che genera sofferenza è appiccicare un’etichetta che definisce una cosa oppure l’altra: noi non siamo questo o quello ma siamo entrambe le cose.

Apprezzare se stessi solo quando si é come vorremmo essere, è negare una parte di noi che fa perdere la connessione con l’amore. E quando perdiamo questa connessione, il mondo risponde  facendoci vivere l’esperienza della solitudine e dell’abbandono.

Se dunque vogliamo essere riconosciuti come persone degne di essere amate e apprezzate, dobbiamo cominciare ad amare quelle parti di noi che abbiamo provveduto a scartare. Se vogliamo essere ascoltati dobbiamo prima di tutto imparare ad ascoltarci inglobando anche la voce che denigra e giudica.

Ciò che sperimentiamo nella vita è ciò accettiamo dentro di noi, nella mente, e in essa ci sono tutte le risorse di cui abbiamo bisogno per essere felici. E’ questo il modo con cui rendiamo concreta e solida la realtà interiore. Allontanarci dalle emozioni sgradevoli equivale a separare una parte di noi che inevitabilmente vorrà essere considerata.

Accettazione è la parola adatta per questo passaggio per poter ogni volta  rinascere a nuova vita. Accorgiti.

CONSUMI O TI GODI LA VITA?

Generalmente si tende a utilizzare il denaro per soddisfare la maggior parte dei nostri bisogni, carenze e desideri, acquistando ogni cosa nella speranza di trovare la felicità: il modo migliore per consumare la vita anziché godere la vita.

Così le giornate diventano una “corsa al successo”:  lavorare e comprare beni di lusso che non hai tempo di goderti. In certi casi è estremamente facile cadere in un circolo vizioso di debiti, spese e consumi quando invece quello che desideri davvero potrebbe essere un livello di comodità e sicurezza ragionevole: uno stile di vita semplice che non significa “sottomesso” bensì cominciare a spendere meno di ciò che guadagni per regalarti la pace mentale.

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Il denaro viene considerato in diversi modi dalle persone: potere, fonte di sicurezza, gioia, una maledizione – ma è davvero così? Secondo me l’errore più frequente è considerare il denaro qualcosa di esterno a noi stessi, qualcosa per cui combattere o che magicamente conferisce benessere e prestigio personale. Costruire una vita su questo terreno traballante dove basta uno scossone neanche troppo forte per far crollare l’intera struttura è pericoloso, ma è ciò che fa la maggior parte di noi.

La vera ricchezza è determinata dall’avere cose per la loro utilità e non come simboli di potere o successo. In un libro ho letto che i veri ricchi amano la frugalità. Ero abituata a credere che essere frugali significasse “fare senza” e invece ho scoperto che il suo significato ha radici completamente diverse. Deriva dal latino frux, che significa frutto o virtù, e frui che significa fruire o ben impiegare. Essere frugali significa riconoscere il valore di ogni cosa vedendo la differenza tra un mazzo di margherite di campo e uno di rose rosse a gambo lungo. Significa avere un altro rapporto tra ciò che possiedi e il piacere che ne ricavi.

Un passo che personalmente mi ha illuminata rispetto al denaro  è stato tenere sott’occhio le mie finanze registrando ogni somma, grande e piccola, che entra ed esce. Perché essere così zelanti? Per divenire consapevole del ruolo del denaro nella mia vita senza nascondere nulla. Dal momento che i soldi hanno una correlazione diretta con la nostra energia vitale, perché non rispettare questo bene prezioso a tal punto da avere coscienza di come viene speso?  In questo modo ho scoperto quali sono le spese insoddisfacenti per le quali stavo consumando la tua energia vitale.

In passato avere cinquanta paia di scarpe e un armadio pieno di vestiti pensavo mi potesse rendere felice: non era così. Oggi ho meno scarpe e meno vestiti ma molto più tempo di qualità da dedicare a ciò che amo. Accorgiti.

Se vuoi saperne di più su come gestire il tuo denaro ti suggerisco: Corso “Think Rich & Be Rich” – Fondamenta-li per la ricchezza e la libertà finanziaria

(Fotografia https://it.pinterest.com/pin/335729347203365008/)

LA MUFFA NEL CASSETTO

Dedicato a tutti coloro che hanno un sogno e vogliono intraprendere la strada per realizzarlo, a te che non ricordi più il tuo sogno e per te che hai il tuo sogno nel cassetto ad ammuffire.

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Sai perché è così difficile perseguire un sogno? Perché chi segue i propri sogni è responsabile della gestione della propria libertà personale e sa che la vita non accade per “caso” bensì per “volontà”, spesso inconsapevole. E’ questo che lo porta a far leva sulla determinazione, a rialzarsi, dopo ogni caduta, ancor più forte di prima.

La vita è costellata di segnali: sta a noi aprire la mente e cominciare a seguirli. Ed è bene, a volte, farlo in fretta prima che qualche “porta” ci venga sbattuta in faccia così forte da fare male.

Resta fedele alla tua visione e vedrai svanire la paura.
Accorgiti: i segnali sono lì ad indicarti la strada.

QUESTO MOMENTO E’ COME DOVREBBE ESSERE

“Questo momento è come dovrebbe essere”

C’è una verità racchiusa in questa frase che, quando sei arrabbiato/a, hai difficoltà a comprendere: almeno così  è per me. Ma, riflettiamo insieme: non è possibile incanalare il fluire dell’Universo  se lo contrastiamo. Un altro aspetto che impedisce lo scorrere di questa frase è mettere in pratica la difesa. Se difendiamo continuamente il nostro punto di vista o biasimiamo gli altri, non possiamo veramente essere aperti all’alternativa perfetta che ci attende dietro le quinte.

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Attenzione: non sto parlando di “buonismo”, del “lasciar correre” o alla comprensione mascherata da svogliatezza. E’ scegliere nella quiete cosa voglio per me e per la mia vita andando ad attingere all’intenzione. Mi vengono in mente le parole che ho letto in un libro e che risuonavano più o meno così: “Mentre in un albero è rinchiuso un unico scopo che è mettere radici e compiere la fotosintesi, l’intelligenza del sistema nervoso umano ci permette realmente di forgiare la mente e le leggi della natura. In questo modo possiamo produrre il raggiungimento di un desiderio liberamente immaginato che si verifica mediante un processo di “attenzione e intenzione”.

Quando le nostre azioni sono motivate dall’amore e non dal desiderio dell’ego, generiamo un’energia  straordinaria che può essere impiegata per creare qualunque cosa desideriamo. Allo stesso modo cercare l’approvazione o perseguire il potere sugli altri esaurisce gran parte della nostra energia personale.

Questo momento è come dovrebbe essere. Mi sta mostrando come i pensieri hanno influenzato la mia realtà. Interrompo il lamento e mi concentro su una domanda “Io cosa voglio per me e per la mia vita?”, medito su di essa, mi accorgo e agisco.

KEEP CALM: OGGI CAMBIO IO

Un pensiero individuale può diventare collettivo e condizionare un’intera società? Certamente! E’ il principio per cui nascono le guerre, la criminalità, le violenze in generale. Quelle che chiamiamo “piaghe sociali” sono l’espressione della somma dei pensieri individuali.

Generalmente siamo abituati a guardare le notizie che ogni giorni i media ci propongono prendendone le distanze, condannando e giudicando come se ciò che avviene in quello stato o in quella nazione non ci riguardasse.  E invece ci riguarda eccome: ogni etichetta che mettiamo sulla “violenza o inciviltà altrui” è presente anche dentro di noi in forme differenti, meno espressive  a volte nascoste perché riconosciamo sempre ciò che comprendiamo.

Ti sei mai chiesto/a come fai a sapere che il fuoco brucia? Probabilmente perché lo hai toccato, anche se gli adulti intorno a te ti avevano messo in guardia sul fatto che “il fuoco brucia”.  Qualunque emozione, condizione, situazione, convinzione sei in grado di riconoscere è perché ne porti i segni attraverso l’esperienza.

Nel nostro “inventario emozionale” è normale che ci siano anche le “emozioni distruttive”. Non c’è nulla di sbagliato in questo, purché smettiamo di proiettarle sugli altri. “Vedere quella persona mi rende nervoso – il mio capo mi ha fatto arrabbiare – la macchina ha smesso di funzionare – la mia fidanzata mi ha lasciato” sono alcune delle considerazioni che utilizziamo per collocare il problema all’esterno, fuori dal nostro campo di responsabilità. Il problema non è mai “fuori” nel mondo ma “dentro” nella nostra mente. Ed è lì che possiamo correggerlo. Se lo lascio “fuori nel mondo” aspettando che sia qualcun altro a farlo per me, potrei attendere molto e molto tempo: probabilmente una vita intera. Ma se lo colloco dentro di me assumendomi la responsabilità dell’accaduto, potrò sempre prendere in considerazione la possibilità di “scegliere” se tenerlo, trasformarlo o lasciarlo andare. E’ facile questo passaggio? Tutt’altro! E’ conveniente? Certo che sì! E’ ciò che fa la differenza tra “schiavo” e “libero”.

Così come una società entra in guerra partendo da un pensiero singolo che diviene collettivo, può anche ritornare alla pace con lo stesso procedimento, e il mondo è pieno di esempi di uomini e donne che hanno cambiato un’intera nazione. Eccone alcuni:

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” Gandhi

“Provare risentimento è come bere veleno sperando che ciò uccida il nemico” Mandela

Accorgiti!

TU SEI CIO’ CHE VUOI

Unire dovrebbe essere la ricerca primaria per ciascuno di noi e può cominciare in qualunque momento della nostra esistenza, anche adesso. Per comprendere cosa significa unione devi prima comprendere il significato di responsabilità.

Ciascuno di noi è responsabile della propria esistenza al 100% e questo significa che ogni cosa che accade è il frutto espresso di una volontà conscia e inconscia. Mettere in discussione questa legge non cambia assolutamente nulla: essa continuerà ad esistere. Se un individuo crede di essere sfortunato, farà di tutto per manifestarlo nella sua vita e un giorno uscendo di casa cade scivolando su una buccia di banana, mettendo in evidenza la sua sfortuna. Lo stesso vale per il contrario: credere di essere persone abili e capaci porterà a noi il necessario per poter manifestare nella nostra vita le qualità in cui crediamo. Qualunque cosa scegliamo intensamente e fortemente di essere, la vita risponderà sempre: “E così sia”.

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L’assunzione di responsabilità mette nella condizione di non puntare il dito contro eventi esterni ma di portare alla luce valori nuovi per una vita più intensa e felice. La “colpa” non è di qualcun altro, della politica, dell’economica, della società o del partner ma di una scelta responsabile fatta molto spesso in maniera inconsapevole. Accendere la luce della responsabilità porta all’abilità di scegliere diversamente, qualora le cose non andassero come vogliamo.

Quando ci sentiamo uniti a noi stessi e coscienti di essere l’espressione dei nostri pensieri, sarà relativamente semplice trasformare la nostra vita. Magari dovremo allenarci un po’ e forse a volte saremo tentati di gettare la colpa su qualcun altro: va bene, fa parte del gioco … stiamo imparando. Ma nel momento in cui compiamo il giro di boa possiamo vedere che dall’altra parte c’è un mondo totalmente differente, fatto di benedizioni e gratitudine, scintille che attendono solo di essere accese per far scaturire la fiamma della nostra Luce interiore verso un Cielo che è il nostro stesso spirito.

Oggi, ad ogni persona che incontri offri il amore e abbondanza. Lo puoi fare nel tuo percorso in auto, camminando per strada, in ufficio, in famiglia, con i tuoi clienti. E’ un pensiero intimo e potente: “Ti offro amore e abbondanza, affinché io possa imparare”. Verifica tu stesso/a cosa succede: accorgiti.

… a proposito: a te che leggi offro amore e abbondanza infiniti.

ATTIMI DI VITA

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La vita di ciascuno è fatta di attimi. Eppure ci concentriamo sulle ore, i giorni, le settimane, gli anni e sulle abitudini scandite dal ritmo ripetitivo di eventi che si susseguono, a volte piacevoli e altre dolorosi.

L’attimo è prezioso perché in esso possiamo trovare il senso del nostro esistere nella consapevolezza del presente. Il nostro respiro è scandito da attimi immensi come l’infinito, in cui ogni inspirazione e ogni espirazione sono il rintocco dello strumento interiore che è il cuore. E’ ad ogni battito che abbiamo il potere di dare valore a ciò che facciamo, a quello che pensiamo, a ciò che amiamo e a chi amiamo.

Viviamo in un tempo di grande mutamento della coscienza e molti di noi se ne stanno accorgendo, chi in un modo e chi nell’altro. Mai come in questo momento è fondamentale tornare al cuore di ciascuno per toccare il cuore di tutti. Per conquistare questa maestria non puoi più procrastinare delegando ad altri ciò che risiede solo nella tua volontà. Un/Una maestro/a è una finestra sul tuo Cielo e può mostrarti la strada, può darti gli strumenti per liberarti dalle catene, a volte può perfino tagliarle lui/lei stesso/a, ma non potrà mai portarti in braccio perché il cammino è una questione personale. Sei tu a dover appoggiare i piedi lungo il sentiero tracciando con essi l’impronta della tua vita, delle scelte e delle azioni che farai.  Solo così sarai in grado tu stesso/a di raccontare ad altri la tua esperienza permettendo loro di lasciare quell’impronta che diventa il sentiero per altri e altri ancora.

Non è facile, in alcuni momenti: siamo qui per crescere nell’animo e non solo nella pelle. Siamo qui per imparare l’unione attraverso l’esperienza della separazione. Solo così potremo vedere che ogni singolo filo di luce, ogni singolo cammino è per arrivare tutti quanti sulla cima di quell’unica montagna alla quale abbiamo rivolto il nostro sguardo la prima volta che abbiamo aperto gli occhi. E poi qualcuno ci ha detto che era meglio tenerli socchiusi, meglio ancora se completamente chiusi: e gli abbiamo creduto. Accorgiti.